Loribelle Hunt.
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Cuore di Demone.
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Titolo originale: Kiss of Darkness. 2011.
Traduzione di: Gigliola Foglia.
2014. Harlequin Mondadori, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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La trama.
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 passato molto tempo da quando la giovane Winter, spinta da un folle desiderio di vendetta, ha rinunciato alla propria umanit per unirsi con un demone e trasformarsi in un ibrido. Da allora ha dedicato la vita a proteggere l'umanit dalle forze del Male, ma ora il suo tempo sta per scadere, presto il demone che vive in lei prender il sopravvento, trasformandola in uno dei mostri che ha giurato di distruggere. L'unico modo per evitarlo  spezzare quel legame e forgiarne un altro, pi potente e indissolubile, con un'anima pura, incontaminata. Winter, per, non vuole permettere a nessuno di avvicinarsi a lei cos tanto, non ha intenzione di fidarsi n di cedere ad altri il controllo della propria vita. Meno che mai a un infido mangiatore d'anime come Marcus Black, per quanto bello e sensuale sia. Anche se lui la reclama come sua e sembra disposto a tutto pur di conquistarla.
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Questa  un'opera di fantasia. Qualsiasi riferimento a fatti o persone della vita reale  puramente casuale.
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Prologo.
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1955, un luogo imprecisato nel sudest degli Stati Uniti
Quando le tolsero la benda, strizz gli occhi per abituarsi all'improvviso bagliore e si guard attorno. Quella specie di set da film hollywoodiano di serie B era il luogo dove avrebbe unito la propria anima a quella di un demone? Assomigliava pi a una cantina non finita che a una caverna, ampia e per lo pi vuota, con le pareti viscide di umidit. Sotto i piedi nudi sentiva il pavimento liscio come una colata di cemento. La tunica sottile non riusciva a proteggerla dall'aria gelida. Poteva anche sembrare innocuo, pens, ma quel posto le dava i brividi.
Alle pareti erano inchiodati dei portalampada con lampadine nude, collegati l'uno all'altro da un filo scoperto. C'era un vago sentore di muffa, come se quel posto fosse abbandonato o usato solo di rado. Qualcuno azion un interruttore e alcune delle luci si spensero, precipitando la caverna nella semioscurit. Cosi era pi in tema, ma ancora lontanissima da ci che lei si era immaginata. Dopo tutto, quando si accetta di unire la propria anima a quella di un demone, ci si aspettano ombre e fuoco e occhi di bragia.
Rabbrivid, ma non per la temperatura. Nonostante l'apparenza ordinaria di quell'antro, avrebbe giurato di sentire le centinaia di metri di terra sopra la sua testa pesarle addosso. Quel luogo era minaccioso. Malvagio. E non doveva nemmeno cercare di indovinare il perch.
Le cadde lo sguardo sul grande pozzo dall'aria antica al centro della grotta. Era la fonte delle anime demoniache non nate che l'Ordine usava per la ''fusione". Riusciva appena appena a vedere, oltre l'orlo, un nero abisso di tenebra. Cos nero, che avrebbe giurato di poter sentire il male scaturire da esso. Un brivido di panico le corse su per la schiena alla prospettiva di ci che l'aspettava, ma lei lo releg nei profondi recessi della mente e ramment a se stessa perch fosse l. La rabbia che ormai le era familiare ritorn. E lei l'accolse volentieri, lasci che riempisse i vuoti del suo cuore e della sua anima.
Non era stato difficile scegliere. I demoni avevano ucciso suo marito. Se non li avesse visti con i propri occhi non avrebbe mai creduto che esistessero davvero. Lui li aveva tenuti a bada abbastanza a lungo perch lei riuscisse a fuggire, e la sua morte le aveva lasciato dentro una furia profonda e bruciante. Avrebbe fatto qualsiasi cosa per vendicarsi. Quelle persone erano sulle tracce dei demoni. Invece avevano trovato e protetto lei. Le avevano dato rifugio. Le avevano mostrato la strada per la vendetta. La sopravvivenza era solo un bonus extra. Ma pi di questo, doveva loro la propria vita e salute mentale. Ed era un debito che avrebbe ripagato.
Altri cominciarono a entrare e a prendere posto intorno a lei, finch si ritrov al centro di un cerchio formato da nove persone che salmodiavano in latino. Lei non aveva fatto troppe domande sull'origine della cerimonia. A un certo punto durante le Crociate, un mistico del deserto aveva trasmesso quel sapere a dei cavalieri, che da allora l'avevano usato per combattere i demoni. Le erano state tradotte le parole, ma in quel momento non riusciva a ricordare quali fossero. Qualcosa a proposito di sacrificio e mettere a repentaglio la propria anima e il voto di proteggere l'umanit. E poi c'era la seconda parte: evocare l'anima demoniaca da quel pozzo, attirarla con l'odore del suo sangue per creare la fusione. Il coro di voci inizi sommesso e and sempre pi in crescendo, per terminare in un improvviso, spettrale silenzio. Benjamin, il loro capo, sollev dalla cassa che aveva ai propri piedi un pugnale dall'impugnatura nera e glielo offr tenendolo sui palmi delle mani.
Vuoi tu liberamente unire la tua anima con il demone per combattere il male pi grande? chiese.
In una surreale parodia del rito nuziale, lei diede la sua ferma risposta. S, lo voglio.
Prendendo la lama dalle sue mani, se la pass in fretta lungo il palmo, prima che la paura potesse farle cambiare idea. Il taglio bruciava, ma quel piccolo fastidio non era nulla a paragone del fuoco che le divamp nelle vene quando il demone rivel la propria presenza. La sensazione fu dilaniante e lei cadde in ginocchio con un grido, mordendosi la lingua cos forte da farla sanguinare per interrompere il suono che le sfuggiva dalla gola. Se avesse iniziato a urlare, temeva che non avrebbe pi smesso.
Dolore.
Strazio.
L'avevano avvertita che sarebbe successo, ma quello che le avevano detto non era paragonabile alla realt.
Si sentiva le viscere come se bollissero, la pelle come se si stesse sciogliendo. Si sforz di socchiudere gli occhi, terrorizzata all'idea di ci che avrebbe potuto vedere, ma ancor pi spaventata di non saperlo. Tutto sembrava ricoperto da una pellicola rossa. Le sue mani, il pavimento, gli orli delle tuniche attorno a lei. Dopo quelli che avrebbero potuto essere secondi come ore, il dolore diminu e lei sollev lo sguardo sui volti che la circondavano, vergognandosi di aver mostrato una simile debolezza davanti alla sua nuova famiglia. Non c'era disapprovazione sul viso di nessuno, comunque. Inghiott bile e sangue, si pass sulla bocca il dorso della mano.
Con le gambe che tremavano, si alz e li guard mentre si sfilavano i pugnali dalle cinture e si avvicinavano a uno a uno. Benjamin si pass il coltello sulla mano destra finch ne sgorg sangue, poi le porse la mano e la strinse. La fila avanz finch la procedura fu ripetuta da tutti i membri presenti e ciascuno fu legato a lei in virt del sangue e di uno scopo.
Una volta finito, l'acre odore del sangue permeava l'aria.
La sua nuova met demone l'annus, bramando di ingozzarsene. Agendo per puro istinto, lei la costrinse dentro un'impenetrabile gabbia della propria mente, battaglia vinta dopo un'aspra lotta, e immagin di far sbattere porte di ferro sulle sue strida di rabbia. Ci avrebbe messo un po' ad abituarsi a tutto questo, pens. Quando riprese a respirare normalmente, alz la testa e vide la sua nuova famiglia disposta a semicerchio davanti a s.
Benjamin si fece avanti.
Benvenuta nell'Ordine dei Templari disse.
L'iniziazione era conclusa. Era tempo di mettersi all'opera.

1
Oggi
Il crepuscolo.
Il momento della giornata che preferiva. L'ultimo, sereno bagliore del giorno prima che dalle tenebre sbucasse l'uomo nero. Buffo come quell'istante in cui il confine tra luce e buio era cos labile risvegliasse in lei il ricordo del rito di fusione. Le accadeva spesso, ultimamente. Ma forse non era affatto strano.
Non aveva esitato quando le avevano proposto di entrare nell'Ordine. Certo, significava che una parte di lei sarebbe diventata malvagia, ma qualcuno doveva pur ergersi a baluardo contro l'oscurit. Se era l'unico modo, si era detta, l'avrebbe accettato. Qualcuno doveva farlo.
La fusione l'aveva resa pi forte. Pi veloce. Le aveva conferito poteri soprannaturali. Lunga vita. In teoria era diventata immortale, ma senza un legame, un compagno, alla fine il male avrebbe preso il sopravvento, le avrebbe invaso l'anima, e la sua stessa gente sarebbe stata costretta a darle la caccia. A ucciderla. Glielo avevano spiegato con gran dovizia di particolari prima di arruolarla. Erano trascorsi decenni prima che dovesse preoccuparsene e da principio, quando la perdita di David era una ferita aperta e sanguinante, le era andata bene cos. Il pensiero che un altro uomo la toccasse le ripugnava.
Ma adesso, sessant'anni dopo, Winter Bennett era a corto di alternative e stava facendo una fatica d'inferno a nasconderlo ai suoi compagni. Non ci sarebbe voluto molto prima che la sua met demone prendesse il sopravvento e i suoi fossero costretti a eliminarla.
No. Era un diniego nato da una determinazione a prova d'acciaio. Non avrebbe mai permesso che accadesse. Quando fosse stato troppo tardi, avrebbe posto fine alla propria vita lei stessa. Un tempo l'idea l'avrebbe rattristata. Ma si sentiva talmente stanca - e talmente sola, ammise una parte di lei prontamente repressa - che la fine non sembrava un'idea cos malvagia.
Capitano.
Ignor il richiamo della vecchia amica Gi Drake, una dei suoi luogotenenti nonch dei suoi migliori amici, e si concentr sulla notte incombente, sullo zittire la belva che le viveva dentro e che ultimamente minacciava di consumarla. Il demone rifiutava di farsi negare, e lei rifiutava di arrendersi a lui. Almeno per il momento, erano a un'impasse.
Winter. Una voce morbida, una mano ancor pi morbida che si pos sulla sua spalla, mentre l'altra donna la raggiungeva davanti alle porte a vetri.
Incurv le labbra nel pi lieve dei sorrisi voltandosi verso Gia. Lei e Dupree Jackson erano i suoi amici pi fidati. Erano stati creati nello stesso anno e avrebbero dovuto provare lo stesso stress. Ma Winter non vedeva nessuno sforzo, nessuna tensione sul viso della vecchia amica, e sapeva che c'era una sola spiegazione possibile.
Lui chi ?
L'unico modo in cui un ibrido poteva salvarsi era legare la propria anima a qualcun altro. Qualcuno di pi puro. Qualcuno che non fosse rinato dal male, come lo erano i membri dell'Ordine. C'erano sempre delle eccezioni, naturalmente. Talvolta - assai di rado, in effetti - due ibridi riuscivano a forgiare un legame che trascendeva la loro natura. Era come se le due met umane delle loro anime creassero un'entit pi forte. Gia era la figlia di quel tipo di unione. Essendo cresciuta nell'Ordine, aveva capito meglio di altri i rischi insiti nella fusione con un demone, e l'aveva intrapresa comunque.
Gia si accigli e scosse la testa. Il diniego era limpido nei suoi occhi. Non so di cosa stai parlando.
Winter rise. Di sicuro stava scherzando. Il cambiamento era sotto gli occhi di tutti. Bastava guardarla. Oh, andiamo.
Sai che non mi sono legata a nessuno. Dovrei chiedere il tuo permesso per farlo.
Non era concesso a tutte le coppie di prestare il giuramento di sangue. In passato erano stati commessi degli errori. Di solito, quando la met umana dell'equazione non era abbastanza forte mentalmente.
L'avresti. Nessuna domanda. Nessuna esitazione. Winter aveva visto cadere troppe brave persone per negare alla sua migliore amica l'opportunit di risparmiarsi una fine brutale. Per non dire del risparmiare a se stessa il fardello di decretarla.
 solo una storia senza importanza. Un diversivo per addolcire la vita. Le tazze del caff tintinnarono sullo scrittoio.
Winter attese che Gia riportasse sotto controllo i propri poteri telecinetici. Nascose la curiosit per quella reazione emotiva a una semplice domanda. Insistere non le avrebbe dato risposte, comunque. Gia le avrebbe raccontato tutto quando fosse stata pronta. Okay. Lasci trapelare dalla voce una nota scherzosa, e mantenne un'espressione leggera mentre scrutava l'amica. Nascose la preoccupazione per tutti loro - se stessa, Gia e Dupree - che spesso la tormentava negli ultimissimi anni, via via che invecchiavano senza legarsi a nessuno. Interessante, pens. Non se lo stava immaginando. Gia era davvero rilassata, la sua lotta con il demone meno evidente di quanto non lo fosse stata solo poche settimane prima. Ma non c'era alcun legame. Il che significava... che cosa, esattamente?
Vai a caccia, stanotte? le domand Gia, e Winter le permise di cambiare argomento senza protestare. Era un mistero che avrebbe risolto a tempo debito.
Pi tardi rispose. Credo che andr a vedere se Mitchell ha voglia di tirare di scherma con me, prima.
Gia apr la bocca per esprimere la propria opinione in proposito, ma Winter l'aveva gi sentita un'infinit di volte e non aveva intenzione di sorbirsi altre prediche. Nessuno approvava i suoi stretti rapporti con l'alfa dei licantropi, il che era a dir poco ipocrita visto che svariati membri dell'Ordine si erano accompagnati con quelle creature. Andava bene per i soldati semplici ma non per un capitano? Questo proprio non le sembrava giusto. Scuotendo la testa, sgusci fuori dalla porta a vetri prima che il suo luogotenente potesse dar fiato alle trombe. Essere il suo diretto superiore le dava qualche vantaggio, dopotutto.
Chiuse la porta dietro di s con uno scatto che suon definitivo, e si ferm sul bordo del porticato. Chiudendo gli occhi, inclin la testa all'indietro e inspir profondamente. Ascolt la foresta diventare muta attorno a s quando vi si intrufol. Sent odore di pino, di gardenia, e dopo un momento i grilli ripresero la loro chiassosa cacofonia. A quel punto, lei scese sul piccolo prato all'inglese e si lanci verso il limitare del bosco con tutta la propria velocit demoniaca.
Anni prima avrebbe indugiato, si sarebbe presa il tempo di esplorare e godersi la notte. Ma quei giorni erano finiti, la gioia ormai svanita. Nello sforzo di controllare il demone, aveva ridotto la propria vita a niente pi che dovere e caccia.
Quando aveva lasciato la casa era gi pronta. I lunghi capelli chiari, il tratto distintivo che la contrassegnava, le cadevano sulla schiena in una folta treccia. Sorrise, ricordando con affetto gli anni della giovent. Dopo la fusione, i suoi capelli castano chiaro si erano lentamente schiariti fino a diventare quasi bianchi e Benjamin, il capo della sua prima squadra, aveva cominciato a chiamarla Winter, Inverno. Di rado pensava a se stessa con il nome con cui era stata battezzata, ormai.
I bei ricordi tuttavia erano contaminati dalla stanchezza del presente. La vita a quei tempi era molto pi semplice. Lei allora era solo un soldato. Il suo vecchio mentore era appena un luogotenente. Adesso lei era capo di un quadrante e Ben era comandante di zona.
Scacciando i ricordi, stil un inventario mentale e un elenco. Era vestita di nero come la maggior parte dei membri dell'Ordine, senza insegne n mostrine. Portava i coltelli da combattimento agganciati alle cosce, e quell'insopportabile cellulare alla cintura. Aveva lame di riserva infilate di lato negli stivali alti fino al ginocchio. Era pronta, per quanto lo si potesse essere.
La maggior parte degli ibridi usava anche armi da fuoco. Lei era brava con tutto quello che c'era nel loro arsenale, ma pistole e mitragliette non le piacevano. Preferiva dare la morte in modo un po' pi intimo e personale. Qualcuno pensava che cos facendo lei nutrisse un suo segreto desiderio di morte. Sbagliavano, ma lei non si curava mai di correggerli. Inoltre, come avrebbe potuto spiegare che usava l'orrore di ci che era capace di fare quale memento per essere sempre vigile contro il demone? Sbuff sprezzante a quella parziale verit, a quell'autoinganno. Perch, accidenti, a quell'atteggiamento contribuiva un innegabile fiotto di adrenalina, che dava dipendenza.
E in quel momento stava andando a nutrire proprio quella brama.
Winter tenne alzati i propri scudi mentali cos che Gia o Dupree non potessero captare nessuno dei suoi pensieri o piani. Fin dal principio tra di loro si era instaurato un forte legame psichico, e tutti gli anni trascorsi da allora l'avevano solo reso pi forte. Non era stata del tutto sincera sulle sue intenzioni quando era uscita dall'edificio. Stando alle regole, nessuno andava a caccia da solo. Era una legge non scritta che lei aveva infranto anni prima e continuava a trasgredire, anche se non avrebbe mai permesso a nessuno dei suoi soldati di farlo. Prima di potersi dedicare a quella parte della notte, tuttavia, doveva dare una controllata negli altri edifici di cui era responsabile. Aveva fatto carriera pi in fretta della maggior parte degli altri membri dell'Ordine e ora controllava il quadrante nordest di Camden. Era cresciuta l, nel cuore della Georgia, ma il posto non assomigliava pi alla piccola citt della sua giovinezza.
Normalmente, per fare le sue ronde notturne si sarebbe teletrasportata, almeno verso le destinazioni pi esterne, ma quella sera era troppo inquieta. Il demone era affamato. Non era neanche schizzinoso rispetto al tipo di sangue che lei avrebbe versato. Si univano a un certo tipo di demoni per avere la forza di combattere contro gli altri, quelli veri. Ma l'anima che condivideva la sua non era altro che istinto. Niente pensiero. Niente ragione. Il suo potere stava crescendo, e le era sempre pi difficile tenerla sotto controllo.
Aveva bisogno di consumare un po' dell'energia in eccesso, un compito che stava diventando pi problematico di giorno in giorno. Si addentr nei boschi. Dopo essere passata dai capi della sua squadra, avrebbe fatto un salto da Mitchell. Un buon combattimento aiutava sempre ad ammansire la bestia. Il sesso sarebbe stato un'eccellente alternativa, ma non riusciva nemmeno a ricordare l'ultima volta che aveva incontrato un uomo che le piacesse e che fosse anche in grado di reggere il confronto con lei. Le serviva un alfa, del tipo dominante, ma non ne conosceva molti disposti a dividere il controllo di una relazione. E chiunque altro, alla fine lei l'avrebbe ridotto a brandelli.
Lo stretto sentiero che seguiva svolt verso il basso lungo il fianco di una collina. Winter non prest molta attenzione a ci che la circondava finch la foresta non divent stranamente silenziosa e lei cap di non essere pi sola. Un attimo dopo sent il loro odore, l'acre puzzo di zolfo che nessun demone poteva nascondere del tutto, pesante nell'aria prima dolce. Quando, dopo un'ultima curva, sbuc in una radura, vide tre demoni in attesa. Emettevano un lucore arancio-rossastro sotto la luna piena; corte corna appuntite denunciavano il loro basso rango, oltre al fatto che non si erano curati - o pi verosimilmente non erano stati in grado - di camuffarsi da umani. Ma nonostante il loro rango e le limitate capacit, erano tre demoni adulti. Pericolosi. Probabilmente letali se li avesse affrontati da sola. Se avesse seguito la procedura, si sarebbe teletrasportata abbastanza lontano da essere al sicuro e avrebbe aspettato che arrivassero i rinforzi.
Non prese neppure in considerazione l'idea di seguire le regole.
Estraendo i coltelli, si lanci alla carica. Tutto l'addestramento, la strategia, la cautela erano dimenticati. Allent il controllo sulla met demoniaca della propria anima. Percep, condivise perfino, l'euforia che pervase il demone al pensiero della battaglia, della possibilit di versare sangue e fare una strage. Winter lasci che la rabbia per aver scoperto tre nemici sul proprio territorio prendesse il controllo delle sue azioni.
Proprio come aveva previsto, quelli si strinsero l'uno all'altro lasciando tra loro spazio appena sufficiente per combattere. I demoni inferiori non erano abbastanza intelligenti per elaborare una strategia. Contavano sulla forza bruta e sulla sete di sangue. Winter us la sua agilit e velocit superiori per passare come un turbine attraverso il gruppetto, menando fendenti verso l'esterno con la sua lama. Il primo cadde morto prima ancora che lei fosse dall'altra parte.
Poi sent l'odore del sangue. Non la vischiosa sostanza nera che perdevano i demoni, ma caldo e salato sangue umano. Il suo. Uno di loro era riuscito a farle un taglio sul retro della gamba con il filo tagliente come un rasoio della punta triangolare della coda. Bruciava. La rabbia quasi l'accec e lei la combatt, costringendo la met demoniaca a sottomettersi cos da poter pensare, mentre gli altri due demoni cominciavano a girarle intorno.
La sua mente era sempre pi lenta, i movimenti stavano gi diventando impacciati. Merda. La punta della coda del demone era velenosa. Come aveva fatto a dimenticarsene? Alla fine il suo corpo avrebbe eliminato il veleno, ma lei sarebbe rimasta senza difese per giorni, prima. Si concentr sulla sua casa, cercando di visualizzarla nella mente, ma era troppo tardi per teletrasportarsi, le sue capacit gi troppo intorpidite.
Era fottuta. Alla grande. Le avevano teso una trappola, questo era evidente ormai, e lei ci era caduta. La sua morte avrebbe lasciato i compagni scoperti e indifesi. Le poche energie che le rimanevano erano concentrate sulla necessit di contrastare il veleno e non ne aveva abbastanza per inviare un messaggio a Gia tramite la telepatia. Bisbigli una preghiera chiedendo perdono, poi si ancor mentalmente al tempo e al luogo presenti. Non poteva uscirne viva, ma quantomeno ne avrebbe portato un altro con s. Come percependo che il corpo di Winter stava perdendo la battaglia contro il loro veleno, i demoni si avvicinarono. Lei strinse i pugnali.
I suoi avversari si divisero: uno continu ad avanzare verso di lei, mentre l'altro si spostava alla sua sinistra. Winter torse la testa giusto quel tanto da poterlo sorvegliare, cercando di tenere d'occhio entrambi. Quando il primo si mosse oltre il suo campo visivo lei si tuff in avanti, usando l'ultimo rimasuglio di energia per conficcare un coltello nel cuore del demone che aveva di fronte. Ebbe la soddisfazione di sentire la lama scricchiolare attraverso le costole e andare a segno prima che le gambe le cedessero. Cadde in ginocchio, aspettando il colpo e facendosi forza. Si rifiutava di morire a faccia in gi nella polvere.
Ud un tonfo dietro di s, ma non sent il colpo. Riusc a girarsi e croll a sedere. Ci che vide era... sconcertante. Le sue sinapsi proprio si rifiutavano di lavorare ancora.

2
Marcus Black, Signore di Coloro che Camminano nella Notte, lasci la riunione del consiglio pi esasperato che in collera. Conged con un gesto il suo gemello, Luke, e si diresse nei boschi da solo. Sarebbe stato pi facile teletrasportarsi semplicemente a casa, ma sperava che la camminata gli avrebbe fatto smaltire l'irritazione. I consiglieri - un ottuso gruppo di vecchi capricciosi, per come lo vedeva lui - non ritenevano che il recente aumento di attivit da parte dei demoni fosse cosa di cui preoccuparsi. Erano molto pi in ansia per il numero crescente di ibridi e di licantropi nella zona. Idioti, tutti quanti. Almeno quelle forze stavano crescendo per affrontare la minaccia.
Distratto e nervoso, devi su un sentiero che usava di rado. L'avrebbe portato a casa per un tragitto pi lungo, costeggiando il territorio degli ibridi. Non avrebbe saputo dire che cosa lo incalzasse, che cosa lo spingesse in quella direzione, ma non cerc di contrastare l'istinto.
Aveva raggiunto il punto pi prossimo alle terre degli ibridi quando lo percep. La sua mente colse un vuoto, come una sacca di nulla nell'aria. Demoni. Segu quella sensazione fuori dal sentiero, inoltrandosi nella foresta, e poco dopo sent l'odore. L'inconfondibile puzzo di demone, immondo come l'inferno stesso.
Poi un altro odore raggiunse le sue narici, dolce e allettante. Curioso, lasci che i propri sensi si espandessero per raccogliere dati mentre seguiva la traccia dei demoni. La sua mente sfior quella di lei, poi vi entr, intrigata. Una femmina ibrida. Era cos agitata che non not il suo ingresso nella propria mente. Ci che lui vi trov lo fece infuriare.
Il suo contatto con gli ibridi era limitato all'annuale riunione dell'Alleanza. Il rappresentante ibrido a quegli incontri era Benjamin, il comandante regionale. I territori in cui stava ora sconfinando, tuttavia, appartenevano a un capo di quadrante che non aveva mai incontrato. Aveva sentito dire che era una donna, ma non aveva prestato attenzione sufficiente per dirlo con sicurezza. Non approvava che le donne diventassero soldati nella guerra con i demoni. Ma accidenti, aveva abbastanza problemi con la propria gente senza accollarsi quelli di qualcun altro.
Quella stupida donna, per, aveva affrontato tre demoni da sola. Lui non poteva andarsene e abbandonarla alle proprie risorse e a una morte certa. Andava contro tutto ci che era nella sua natura, e quando si rese conto che uno dei demoni l'aveva avvelenata si affrett a proseguire. Nel sangue gli scorreva il bisogno di combattere, di difendere. Istinti accuratamente affinati nel corso dei secoli e un'eccitazione che non veniva mai meno.
La radura era vicina. Due demoni erano caduti, ma il terzo incombeva sulla donna ibrida e teneva in mano una lama ricurva dall'aspetto crudele. Senza pensare, Marcus estrasse i coltelli da lancio e ne fece volare uno, che giunse a bersaglio con un tonfo sordo. Il demone cadde. Avvenne tutto troppo in fretta, e lo lasci con una sensazione di disappunto e delusione. Gli serviva una bella zuffa. Ci vollero alcuni minuti per placare il cuore e la mente, per scrollarsi via di dosso il residuo del troppo breve scontro.
Poi diede la prima vera occhiata alla donna. L'ibrido che aveva soccorso. Assomigliava pi a una fanciulla nella torre che a un guerriero per met demone. I capelli biondo platino erano raccolti in un'unica treccia che le arrivava quasi alla vita. Lunghi riccioli si erano liberati a incorniciarle il viso. Lui prov una voglia irrazionale di toccarlo, desider sapere che sensazione avrebbe provato. Era liscio e serico come immaginava? I lineamenti della donna erano delicati, di una dolcezza che contrastava con la forza e l'indipendenza che intuiva nella sua mente. Che contrastava con il potere della sua mente. Quello non era un ibrido comune.
L'espressione attonita della donna sembr un invito. Marcus desider fosse una reazione a lui, ma era dentro la sua mente, sent il veleno che si muoveva rapido nel suo organismo. Lei era inerme e per un breve istante Marcus prese in considerazione l'idea di approfittarne. Il suo corpo fu duro e pulsante in mezzo secondo. Fu un pensiero cos barbaro, un impulso cos primitivo, che lo fece sobbalzare. Esamin la propria risposta a quella donna e poi la mente di lei, e giunse a una conclusione ineludibile.
Doveva averla. In ogni modo immaginabile e poi in alcuni nuovi. Ma non sarebbe stato quella sera e neppure la settimana successiva. Le ci sarebbero volute settimane per guarire dal veleno del demone e altrettanto tempo per imparare a fidarsi di lui, ma sarebbe successo. Poi Marcus l'avrebbe fatta sua.

3
Il demone era morto, e l'uomo pi bello che Winter avesse mai visto gli stava sopra con un coltello in mano. Era alto, largo di spalle e dai muscoli affusolati, i capelli neri come la notte che gli sfioravano appena le spalle. La not e sembr scivolare verso di lei. Fluido. Misurato. Lei chiuse gli occhi.
Uno di Coloro che Camminano nella Notte.
Un mangiatore d'anime.
Qualcosa di simile ai vampiri delle antiche leggende, ma che si nutriva di energia psichica anzich di sangue. Non avrebbe dovuto essere l, nel suo territorio. Non avrebbe dovuto correre in suo soccorso. Era a malapena pi accettabile dell'imbattersi in tre demoni nei suoi boschi. L'uomo si accosci davanti a lei e tese un dito per seguirle la linea della mascella. Se le fosse rimasto sufficiente controllo muscolare, Winter si sarebbe ritratta al tocco.
Glaciali occhi azzurri incontrarono i suoi, incolleriti. Sei stata avvelenata.
Lei annu. Mi riprender. Il veleno le aveva raggiunto il torace. Presto le corde vocali le avrebbero smesso di funzionare. Pochi giorni. Dormire.
Non puoi restare qui fuori a riprenderti.
Lei annu di nuovo - parlare le costava troppa fatica - e tent di alzarsi. Le gambe non vollero collaborare e lei per poco non gemette a voce alta. Avrebbe dovuto chiamare in aiuto Gia e Dupree e rischiare che le facessero la paternale. Si port la mano alla cintura, ma le dita non fecero presa e non riusc a tirare fuori il cellulare dal suo astuccio n a premere il pulsante di emergenza sul lato.
Il mangiatore d'anime sbuff, beffardo, poi si chin a raccoglierla tra le braccia. La sollev come se fosse senza peso. Lei avrebbe protestato, se fosse riuscita a parlare; si sarebbe dibattuta, se il suo corpo le avesse obbedito. Non era saggio mostrargli tutta quella debolezza. I mangiatori d'anime non erano il nemico, ma non erano neanche degli amici. Erano soltanto parte di una difficoltosa e relativamente recente alleanza tra le tre razze soprannaturali. Tendevano a tenere le distanze dagli ibridi come lei e dall'altra parte del triumvirato, i licantropi.
La leggenda diceva che un tempo i mangiatori d'anime e i licantropi erano un'unica razza, e che i disaccordi che li avevano divisi millenni prima fossero ancora in atto. Era una storia che a lei non era mai interessata, prima, ma in quel momento si chiese quale verit ci fosse dietro. Alcune persone rifiutavano di staccarsi dal passato. E quando andavano dannatamente vicine a vivere per sempre... be', sapevano come alimentare un risentimento.
Winter conosceva molti licantropi, sapeva che erano una minaccia, aveva imparato a riconoscere quelli di cui ci si poteva fidare. Ma i riservati mangiatori d'anime erano un mistero. Di loro conosceva soltanto quello che si diceva in giro e pertanto non aveva idea di quanto fosse pericolosa la situazione in cui si trovava, ammesso che lo fosse.
Il mangiatore d'anime la strinse a s e si inoltr nei boschi, tornando con rapide falcate verso il sentiero da cui lei era arrivata. Il veleno paralizzante del demone aveva preso del tutto il sopravvento e lei era inerte tra le sue braccia. Indifesa. Anche il suo controllo sulle barriere mentali che aveva eretto stava vacillando, ma lei prov solo un istante di disagio. Avrebbe dovuto essere preoccupata. Non molto tempo prima, probabilmente lui l'avrebbe uccisa a prima vista. Forse il bizzarro senso di sicurezza che provava era un effetto collaterale della droga, perch il suo cervello infine si riattiv, tent di esprimere la richiesta che lui la lasciasse andare. Le sue facolt di pensiero sembravano a posto, ma la capacit di parlare era bloccata insieme a tutto il resto. Winter lott per riprendere il dominio del proprio corpo, mentre la paura le risaliva in gola come un bolo di cibo.
Sst. Ti sto solo portando a casa.
Merda merda merda. Come gli ibridi, i mangiatori d'anime avevano diversi poteri psichici. Che fosse stata cos sfortunata da finire nelle mani di uno di quelli abbastanza forti da oltrepassare ci che restava delle sue barriere mentali? Winter era una potente telepate, un dono che aveva ereditato dal suo demone, ed era raro che qualcuno le entrasse nella testa senza invito. Ma le circostanze, in effetti, non erano proprio ottimali.
Rivolse la mente all'interno, esaminando ci che restava dei propri scudi, e rabbrivid: erano pi simili a un gruviera che al solido muro di protezione che avrebbero dovuto essere. Winter tent disperatamente di ripararli, sapendo che non era soltanto il mangiatore d'anime che doveva temere. C'erano altri forti telepati tra gli ibridi e coloro che camminavano nella notte.
Lavor furiosamente per riparare le brecce, ignorando il senso di colpa che provava nei confronti della propria gente perch non riusciva a fidarsi di loro, e al tempo stesso infuriata con se stessa. Non avrebbe mai dovuto perdere il controllo, mai scontrarsi con tre demoni da sola. Ora era pi vulnerabile di qualsiasi ibrido, di qualsiasi umano. Lui avrebbe potuto cancellarle la mente se avesse voluto. Chiunque altro avrebbe potuto colpirla.
Stupido, Winter, pens furiosa.  stato davvero stupido.
Esatto. Disapprovazione e collera vibravano nella voce maschile che le invase la mente. Che cosa diavolo pensavi di fare?
Lei lo ignor. Non aveva intenzione di giustificare le proprie azioni a uno sconosciuto. Un mangiatore d'anime. Ma in realt non aveva pensato proprio. Era stato un errore da dilettanti e lo sapeva, ma non erano affari suoi. Il che non cambiava il fatto che lei aveva combinato un bel casino. Avrebbe dovuto teletrasportarsi, avrebbe almeno dovuto chiamare aiuto prima di attaccare.
Adorava fingere che fossero state la rabbia e la mancanza di controllo sul demone a farla agire in modo avventato, ma si costrinse a essere brutalmente sincera con se stessa: era annoiata, stanca del solito vecchio gioco un giorno dopo l'altro, in cerca di uno scontro, qualsiasi cosa che le permettesse di sfogare la frustrazione. Qualcosa di nuovo e di diverso, qualcosa che scacciasse la monotonia dalla sua vita. Non c'era modo di sapere quanto avrebbe pagato cara quella brama se il mangiatore d'anime avesse deciso di non onorare il patto di pace tra loro.
Adesso mi stai offendendo. Nella mente di Winter risuon un basso ruggito minaccioso. Di certo stava perdendo il senno, perch non la spavent per niente. Prov invece un impeto di soddisfazione all'idea di dargli sui nervi anche se era inerme. Fu tentata di stuzzicarlo ulteriormente. Quella reazione per non aveva senso, cos l'attribu al veleno e si concentr per liberarsi di lui.
Mettimi gi. Ho un telefono per chiamare aiuto. Le bruciava, ma se proprio doveva essere alla merc di qualcuno preferiva si trattasse di Gi o di Dupree. Di loro si fidava. Percep un certo disappunto provenire dall'uomo, quando avvert la sua mancanza di fiducia. Perch mai avrebbe dovuto aspettarsi che si fidasse di lui? Winter non lo chiese e lui non offr spiegazioni.
Ci siamo quasi. Ci sono persone in attesa.
Lei si chiese per un istante dove fossero quasi arrivati. Lui lo sapeva, ovviamente. Era dentro la sua testa. Un attimo dopo sbuc dal filare di alberi nel piccolo cortile sul retro dell'insediamento, quello da cui se n'era andata solo poco prima. Gia e Dupree stavano conversando sotto il portico e si immobilizzarono per mezzo secondo prima di balzare avanti. Avrebbero potuto attaccare, non fosse stato per lo sbuffo sprezzante del mangiatore d'anime.
Cos' successo? chiese Dupree.
Veleno di demone fu la concisa risposta.
E stava prendendo il sopravvento. Winter non riusc a rispondere alle loro domande. Si sent scivolare lentamente lungo la china dell'incoscienza. I suoi occhi si chiusero anche se la mente ordinava loro di prestare attenzione.
Pensiamo noi a lei, adesso.
Sent uno strusciare di pelle, cap che Dupree si protendeva a prenderla. Le dita del mangiatore d'anime si strinsero convulsamente attorno a lei, trattenendola per un istante che parve dilatarsi nell'eternit prima di lasciarla finalmente andare. La mente dell'uomo sfior di nuovo la sua, ma pi tardi Winter si chiese se avesse soltanto immaginato le parole che le aveva rivolto. A pi tardi, Winter. Poi non ci fu altro che silenzio.
Non sapeva neppure il suo nome.

4
Winter dorm per una settimana intera e trascorse ancora qualche giorno debole come l'umana che era un tempo. A seconda dei momenti quella debolezza era frustrante, irritante o deprimente, ma nel giro di un mese era di nuovo fisicamente al cento per cento. Purtroppo, era pi a rischio che mai di perdere se stessa a favore della met demoniaca della sua anima. Passava ore a tirare di spada con Mitchell, il maschio alfa che era l'attuale capo dei licantropi, cercando di scaricare l'energia in eccesso, con i suoi luogotenenti che le stavano appiccicati come ombre per met del tempo, sia che lei ordinasse loro di andarsene sia che non lo facesse. Alla fine aveva rinunciato a provarci. La lotta era meno snervante quando stavano insieme, ma perfino quello era soltanto un palliativo. Il tempo a sua disposizione stava per esaurirsi.
Da settimane cercava un sostituto. Gia e Dupree, che insistevano a rimanere single come lei, non erano adatti. Senza un compagno, rischiavano quanto lei di perdere il controllo sul loro demone. Winter aveva individuato un paio di candidati, ma ogni volta che prendeva in considerazione l'idea di rivolgersi a uno di loro, ogni volta che soppesava i pro e i contro di ciascun soggetto, un irritato mangiatore d'anime si presentava nella sua mente. Era come se le avesse piazzato nel subconscio un interruttore che lo allertava ogni volta che lei rifletteva sul proprio triste futuro. E come un orologio...
Hai un lungo ed eccellente futuro davanti a te. Anche se si aspettava che lui si affacciasse nella sua mente, per mezzo secondo si raggel, dimentic dove si trovava. Non sembrava arrabbiato, quella notte. La sua voce era liscia e peccaminosa come cioccolato fondente. Altrettanto decadente. Altrettanto gradevole. La sua rabbia poteva tollerarla. Ma quell'uomo cos sexy che le attizzava dentro una passione bruciante e poi la lasciava colma di desiderio era un'altra questione.
Una serie di artigli da lupo le graffi la pelle un dito sopra la giugulare. Accidenti, Winter, fa' attenzione borbott Dupree.
Sarebbe pi facile se non avessi tutto il grande pubblico a darmi consigli ogni cinque secondi scatt lei di rimando.
Questo vale anche per te. Esci dalla mia testa.
Oh, ma io ho il diritto di essere qui, bambina.
Sarebbe pi facile se semplicemente facessi buon viso a cattivo gioco e ti facessi scopare borbott Mitchell.
Questo funzion. Potevano andare all'inferno tutti e due. Winter ignor la risata divertita che le echeggi nella mente e sbuff, beffarda, girando di nuovo attorno all'ampio tappeto da esercitazione.
Ottimo consiglio. Un consiglio che avrebbe avuto piacere di accogliere, solo che ogni volta che pensava di accettare l'offerta di Mitchell di farsi una rotolata tra le lenzuola o di trovare qualcun altro altrettanto bendisposto, la faccia del mangiatore d'anime riempiva il suo campo visivo. La sua voce le bisbigliava nella testa che lei era sua, che gli apparteneva. Winter non riusciva a immaginare perch prestasse attenzione a quegli avvertimenti. Non era mai stata brava a eseguire gli ordini o a cedere alla coercizione, ma per quanto cercasse di ricordarlo a se stessa, a lui obbediva.
E questo la faceva imbestialire.
Le rimaneva un unico modo per placare il suo demone, un unico modo per bruciare l'energia in eccesso che infuriava nel suo corpo mentre il demone acquisiva potenza. Andava a caccia con Dupree o con Gia (almeno quella lezione l'aveva imparata), poi faceva un salto alla tana dei lupi e combatteva con Mitchell. Se era fortunata, consumava abbastanza energia da tornare a casa e crollare sul letto per concedersi qualche ora di sonno senza sogni. Se non lo era, sognava e lui infestava i suoi sogni. La tormentava.
Entrare nei sogni altrui era un dono raro tra gli ibridi e Gia era l'unica a possederlo, che lei sapesse. Ma i mangiatori d'anime dovevano avere qualcuno con le stesse capacit. E naturalmente quello che tormentava lei aveva anche quel potere.
Era gi abbastanza negativo che lui avesse accesso incondizionato alla sua mente in stato di veglia, ma che fosse anche un Visitatore di Sogni?! Che potesse entrare nei suoi sogni o attirarla dentro i propri? Era un inferno. Winter si svegliava da quelle notti madida di sudore, pervasa da un bruciante desiderio sessuale. Non capiva perch lui le stesse facendo questo, ma sperava che stesse soffrendo altrettanto. Perch lei stava lentamente perdendo la testa per quell'assurdo bisogno d'amore.
Schiv appena in tempo il pugno di Mitchell e si compiacque quando riusc a fargli lo sgambetto roteando su se stessa. Lui atterr sul materasso sbuffando e si rotol sulla schiena, ma ridacchiava quando alz lo sguardo e incontr il suo. Ansimavano entrambi: stavano combattendo da ore, e Winter si chin in avanti, afferrandosi le ginocchia per sorreggersi e lanciandogli un'occhiata triste. Era a corto di fiato, ma non era ancora stanca a sufficienza per cercare gi il letto. Come se avesse percepito la direzione dei suoi pensieri, gli occhi di Mitchell mutarono, arrotondandosi, e le iridi scintillarono diventando quasi dorate. Il mangiatore d'anime, che era ancora nella mente di Winter, le rugg un unico ammonimento, e con un sospiro lei scosse la testa, desiderando di poter accontentare Mitchell nella sua muta offerta.
Ancora no, eh? Lui si sollev facendo leva su un gomito prima di tirarsi in piedi. Guard l'orologio appeso alla parete opposta dell'ampia palestra del covo. Un po' di jogging, allora?
Annuendo, lei lasci la stanza e si avvi di corsa per il corridoio verso le scale che portavano fuori dal settore principale della tana. Sul pianerottolo in cima gir la maniglia della porta e la spinse, uscendo nell'ampia casa che ospitava il branco. Mitchell aveva cambiato forma prima di seguirla e lo snello lupo si spinse avanti superandola, aspett alla porta principale che lei l'aprisse e lo raggiungesse. Dupree e Gia tenevano la retroguardia.
Andate tutti a casa. Prima che l'una o l'altro potesse protestare, Winter aggiunse con fermezza: Torner presto.
Erano con lei da oltre sessant'anni e voleva loro un bene dell'anima, ma le loro premure erano soffocanti. Se non avesse avuto presto un po' di spazio, sapeva che si sarebbe scatenata. A giudicare dall'espressione, Gia cap e annu, poi distolse gli occhi battendo le palpebre. Winter si volt a incontrare l'occhiataccia di Dupree e divent ancora pi risoluta. Gli amici erano una gran cosa, ma lei era il loro superiore. E ne aveva fin sopra i capelli delle loro buone intenzioni.
Non costringetemi a far valere la mia autorit.
Dupree esal un sospiro sconfitto, e se ne and senza una parola. Mitchell l'aspettava in silenzio; si voltarono insieme, il lupo e la donna, e corsero nei boschi. Sul sentiero furono costretti a procedere in fila indiana e lei lo segu. Lui impose un'andatura spaventosa, una corsa ventre a terra, evitando agevolmente tutti gli ostacoli sul sentiero grazie alle lunghe falcate e alle capacit di salto della sua forma lupina. Un umano non sarebbe stato in grado di tenergli dietro, e nemmeno la maggior parte degli ibridi, ma lei aveva sempre avuto un qualcosa in pi degli altri. Pi forza, pi velocit, pi astuzia. Pi potere. Era per questo che aveva scalato cos in fretta la gerarchia.
Winter quasi inciamp in un ceppo e rivolse l'attenzione alla corsa, alla notte che si accorciava. Con la sua vista amplificata dal demone, gli ostacoli erano facili da evitare se prestava attenzione a ci che le stava davanti. Scacci dalla mente tutte le preoccupazioni. Il proprio destino e quello di Gia e di Dupree. La gente nel suo quadrante, di cui era responsabile. Quel dannato mangiatore d'anime.
La foresta era silenziosa, gli unici suoni che turbavano la quiete del primo mattino erano il suo respiro affannoso e lo scricchiolio dei suoi stivali sulle foglie morte e i rami secchi. Una transitoria pace s'impadron di lei.
Corsero finch il cielo cominci a rischiarare, finch nel fianco di Winter si insedi una profonda fitta. Pur sapendo di dover chiedere una sosta, continu a correre, a spingere. Presto avrebbe sentito il mangiatore d'anime passeggiarle di nuovo nella mente, ingabbiato in un luogo segreto che lui solo conosceva.
Winter aveva tentato varie volte di scoprire da dove entrasse nella sua mente per bloccare quell'ingresso, ma senza successo. Era come se lui fosse sempre presente, in una certa misura. In genere durante la notte non la importunava, ma non appena sorgeva il sole era l. Winter sperava che quella mattina l'avrebbe lasciata in pace, che non l'avrebbe tormentata promettendole delizie erotiche che lei si rifiutava anche solo di prendere in considerazione. Ma non stava trattenendo il fiato. Lui sembrava godere a spingerla fino a un picco febbrile, lasciandola sempre insoddisfatta.
Le invasioni dapprima erano state brevi. E lei era riuscita a respingerlo, a chiudergli la propria mente. Ora sapeva che era soltanto perch lui l'aveva permesso. In apparenza, la prima incursione nella sua testa senza incontrare posti di blocco aveva lasciato aperta una via che lei non poteva pi chiudere. Se l'obiettivo era farla impazzire pi in fretta del demone, il mangiatore d'anime ci stava riuscendo perfettamente.
Si era distratta di nuovo! Winter trasal nell'udire un rumore tra gli alberi davanti a s, e scavalc appena in tempo con un salto il cinghiale che stava attraversando il sentiero. Maledizione, avrebbe dovuto percepirne la presenza molto prima di udirlo. Era ora di dire basta. La sua mente continuava a vagare e lo sfinimento cominciava infine a rallentarla.
La seconda volta che lei inciamp, Mitchell svolt in direzione della tana. Winter avrebbe dovuto fermarsi e teletrasportarsi a casa, ma non era ancora pronta a isolarsi, a lasciare se stessa aperta al mangiatore d'anime. Inoltre, forse Mitchell aveva finalmente scoperto chi era. Winter aveva intuito che lui avrebbe voluto parlarle, prima, ma si era trattenuto perch Gia e Dupree erano con lei.
I suoi balzi rallentarono mentre tornavano nel suo territorio, fino alla casa. Winter deceler gradualmente, mettendosi al passo quando raggiunsero il cortile. Tenendosi il fianco con una mano, lo lasci correre avanti e osserv l'edificio. Era pi un palazzo, in effetti, a tre piani, di mattoni, con grandi porticati che giravano tutto attorno su ogni piano e scale che zigzagavano sul retro. Bellissimo, ma cos diverso dallo scialbo edificio in stile militaresco che lei chiamava casa.
Si avvicin alle scale posteriori e sal, chiedendosi se fosse la stanchezza fisica o quella mentale a rallentare i suoi passi. Arrivata in cima, raggiunse le portefinestre che si aprivano sulla facciata ed entr nella suite di Mitchell. Si volt a chiudere i battenti, fissando il sole che affiorava all'orizzonte. Era sfinita e dolorante, ma la brama del demone le infuriava ancora dentro. Brama di potere, di sangue, di sesso. Non importava cosa gli desse in pasto, a patto che lo nutrisse, e quella dannata belva impennava la brutta testa assicurandosi che lei sapesse che non si sentiva appagata.
II modo pi semplice di soddisfarla sarebbe stato voltarsi e aggredire Mitchell. Cavargli sangue o stuprarlo non avrebbe fatto molta differenza per il demone, ma la faceva per lei. O a ci che rimaneva di lei, quanto meno.
Winter.
Era un peccato, pens. Si gir verso quel sensuale lupo mannaro disteso sul suo giaciglio, completamente nudo. La loro breve relazione era finita anni prima e lei si chiese come si sarebbe sentita se avesse ceduto alla tentazione e gli fosse saltata addosso. Per amore dei vecchi tempi, se non altro. Ma per anni il corteggiamento di Mitchell era stato abitudine, pi che desiderio. E se si fosse decisa ad accogliere nel proprio letto un altro uomo prima della fine, sarebbe stato per desiderio e non per noia. L'idea di fare sesso con Mitchell la lasciava fredda, cos scosse la testa. Si gir di nuovo verso la finestra, inclin il viso all'indietro mentre i caldi raggi del sole brillavano attraverso il vetro e le scaldavano la pelle.
Non ebbe bisogno di chiederselo. Lo sapeva. C'era in lei una bramosia a cui non sapeva dare un nome, ma che neppure poteva negare. Desiderio per un mangiatore d'anime, che in qualche modo andava al di l del sesso.
Udendo Mitchell muoversi, guard il suo riflesso nel vetro mentre lui si alzava e prendeva un paio di jeans. Quand'era entrata era ancora in forma di lupo, ma si era rapidamente trasformato. La cosa migliore per allettarla con un'offerta che pure sapeva che lei avrebbe rifiutato. Ora si vest in silenzio e la raggiunse a piedi nudi, fissando il mondo fuori.
Da quando?
Erano buoni amici da molto tempo, fin dall'inizio della difficile tregua che legava le tre razze dalla lunga vita. Quella di Winter era la prima fine, la prima degenerazione di un ibrido cui Mitchell avesse assistito cos da vicino. Lei si strinse nelle spalle, non volendo preoccuparlo ulteriormente, restia a rivelargli i segreti della propria razza quanto lui lo era riguardo ai propri.
Forse un anno. Non sarebbe sopravvissuta un altro anno, ma non era necessario che lui lo sapesse.
Devi accoppiarti brontol lui.
Lei si gir a fissarlo, rifiutandosi di provare una qualunque tristezza, un qualsiasi rimorso. Aveva avuto una lunga, buona lotta, non avrebbe potuto chiedere di meglio. La maggior parte di quella vita era stata esilarante, spassosa. Perfino gioiosa.
Non c' nessuno che vada bene per me. Mitchell, possiamo parlarne all'infinito, ma non cambier niente.
Non funziona allo stesso modo per voi, Winter. Le pos le mani sulle spalle, le diede una scrollata. Non  come per noi e i mangiatori d'anime. Non c' un destino preordinato, per voi. Puoi prendere chiunque come compagno.
Poteva? Era quello che tutti credevano, ma lei non ne era cos sicura. Anche se fosse stato vero, non aveva intenzione di legare qualcuno a s per sempre, a meno che non ne fosse innamorata e appassionatamente riamata. Era chiedere troppo? Forse. Probabile. Negli ultimi sessant'anni non aveva incontrato nessuno che l'attirasse cos. Ogni volta che pensava di esserci arrivata vicina, si insinuavano i ricordi di David. E nelle poche settimane a venire, non si aspettava di incontrare nessuno che potesse cambiare le cose.
Mitchell espresse con uno sbuffo la propria esasperazione, la lasci andare e attravers la stanza a grandi falcate. Non capiva la sua reticenza a fare qualcosa che l'avrebbe salvata. Del resto non lo capiva neanche lei, a parte il fatto che semplicemente non lo sentiva giusto.
Cosa c' che non va?
Il dannato mangiatore d'anime era tornato. Forse, se l'avesse ignorato, sarebbe andato via. Gi, come no!
Dev'esserci un modo borbott Mitchell, passeggiando per la stanza.
Non c'. A meno che il mio solo e unico vero amore non sbuchi fuori all'improvviso.
Lui alz le braccia al cielo. Grandioso. Il sarcasmo ti aiuter di certo. Seppellire la testa nella sabbia non  la risposta.
Winter?
Merda. Non poteva proprio lasciarla in pace? Ignorando la vocina nella testa che le bisbigliava che in realt lei non lo voleva davvero, prese un profondo respiro e rispose, nella speranza di sbarazzarsi di lui abbastanza a lungo da sapere se Mitchell avesse scoperto la sua identit.
Sto bene. Va' via.
L'aveva detto a voce alta? Doveva averlo fatto, perch Mitchell smise di muoversi e inarc un sopracciglio, chiedendole solo con le labbra: Era lui? Winter sent la presenza del mangiatore d'anime arretrare, ma non ritirarsi. Stava origliando.
Hai scoperto chi ?
Non si cur di evitare l'inflessione beffarda della voce. Nelle prime due settimane dopo che il mangiatore d'anime l'aveva salvata, nei boschi, aveva tentato di scoprire chi fosse. Lui si era rifiutato di rispondere telepaticamente alla domanda e lei a ogni rifiuto diventava pi ansiosa, pi ossessionata. Quando Gia e Dupree avevano cominciato a mettere in discussione il suo profondo interesse per il mangiatore d'anime, chiedendo se lui avesse in qualche modo preso il controllo della mente di Winter, lei aveva posto fine alla loro ricerca e chiesto a Mitchell di prendere il loro posto. Fino a quel momento, lui non aveva avuto miglior fortuna. Ma questa volta un vivido sogghigno ferino gli balen sul viso e lo stomaco di Winter si annod. Aveva scoperto qualcosa.
Ebbene?
Si chiama Marcus.
E?
Mitchell alz le spalle. Quel tizio  un mistero. Potrebbe essere il Signore di Coloro che Camminano nella Notte, come potrebbe essere solo un soldato.
Se fosse il loro signore, tu non lo conosceresti? Non glielo stava tenendo nascosto, vero?
Non sono ancora mai stato a un incontro dell'Alleanza, ricordi?
Era un cortese promemoria. Doveva aver percepito il suo sospetto. E aveva ragione, lei avrebbe dovuto ricordarselo. Le conferenze dell'Alleanza si tenevano di solito una volta all'anno, e Mitchell era diventato alfa solo sei mesi prima. A quelle conferenze partecipavano unicamente i capi della razza e i loro beta. Prima del cambiamento nell'equilibrio del potere che l'aveva messo al vertice, non era mai stato invitato. Winter prosegu senza batter ciglio. Se avesse avuto un minimo di buonsenso sarebbe andata dritta da Benjamin, il suo comandante, che di certo sapeva chi fosse il capo dei mangiatori d'anime. Ma Winter non aveva molto buonsenso quando si trattava di quella creatura. L'avrebbe gestito a modo suo, decise infine, senza l'aiuto del suo superiore.
L'unica cosa su cui erano d'accordo tutti quelli con cui ho parlato era che vive come un monaco. Non si lega a una donna da pi di un secolo."
Winter inarc un sopracciglio. Dunque questo Marcus la stava tormentando perch era sessualmente frustrato? Trovava difficile crederlo. Lui era cos sensuale. Non solo di aspetto, ma nel modo in cui si muoveva, per l'arrogante potere della mente, le oscure proposte bisbigliate in pieno giorno quando lei stava cercando di dormire. Non era il tipo d'uomo che sarebbe rimasto solo, se non per scelta. Ed era su di lei che aveva rivolto tutto il suo magnetismo? Il cuore prese a galopparle e l'onnipresente demone alz la testa, annusando l'aria in cerca della minaccia. Winter lott per costringerlo in un angolo della mente, pur sapendo che non sarebbe rimasto quieto molto a lungo.
Sappiamo dove vive?
Per pareggiare i conti, alcune settimane prima aveva preteso che si incontrassero. Immaginava che, se lui non aveva intenzione di lasciarla in pace, avrebbe almeno potuto dare sollievo alla tensione che era un motivetto ricorrente e stonato nel suo corpo. Lui aveva contribuito a suscitarla, dopotutto. Ma il dannato mangiatore d'anime aveva rifiutato, affermando che lei non era ancora pronta. Che accidenti voleva dire? Non avrebbe potuto essere pi pronta di cos!
Mitchell scroll le spalle. Se  il Signore di Coloro che Camminano nella Notte, sai perfettamente dov' il suo palazzo.
Fottiti borbott lei. Sapeva dove si riteneva sorgesse la casa del capo dei mangiatori d'anime, ma neppure lei sarebbe stata in grado di oltrepassare quel genere di servizio di sicurezza. Avrebbe dovuto pedinarlo da qualche parte fuori di l. Dargli un pezzo della propria mente. E poi dell'altro. Essere cos sessualmente coinvolta non la stava aiutando nella lotta contro il demone. Si rifiutava di ammettere che potesse esserci dell'altro. Quindi, che c'era di male se voleva un assaggio di ci che lui prometteva ma non concedeva?
Il suo telefono pigol annunciando un nuovo messaggio prima che Winter potesse deragliare seguendo quella linea di pensiero. Guard il display, gemette e quasi lo ignor quando vide che proveniva da Dupree, la sua chioccia. Ma il dovere non si poteva ignorare. Apr il messaggio.

5
Il messaggio non poteva essere vero. Winter si raggel, immobile per un istante, e fiss lo schermo.
Insediamento comandante attaccato. Ci vediamo l.
La casa di Benjamin. L'insediamento del comandante era il quartier generale dell'Ordine, in quella regione, e veniva trasmesso da un comandante all'altro. L'enorme edificio di pietra era considerato la pi sicura delle abitazioni degli ibridi. Le sue protezioni erano consistenti. Attaccarlo sarebbe stato enormemente stupido, un invito a farsi massacrare, e i demoni erano un sacco di cose, ma non dei pazzi suicidi.
Devo andare disse a Mitchell e apr la porta. Si sarebbe teletrasportata alla dimora di Benjamin dal patio; prima aveva bisogno di una boccata d'aria fresca. Lui inclin la testa di lato, la curiosit evidente sul viso, ma non fece domande. Aveva capito da come lei aveva tagliato corto che il messaggio doveva avere a che fare con l'Ordine, e non interferivano nei reciproci affari. L'amicizia interrazziale arrivava solo fino a quel punto.
Oltrepassando la soglia, Winter si tir dietro la porta e, chiudendogli occhi, prese un profondo respiro. Il sole del mattino le riscaldava il viso, nell'aria aleggiava profumo d'estate. Pino. Gardenie e caprifoglio. Visualizz la posizione nella mente, immagin la zona in cui voleva arrivare, la strada, gli alberi, il muro di cinta che impediva la visuale della casa dalla strada. Poi si proiett verso quel luogo. Muoversi nello spazio disorientava e come di consueto Winter ebbe la sensazione di perdere l'equilibrio, finch non ebbe di nuovo i piedi sul terreno solido. Solo allora riapr gli occhi.
Era sulla strada di fronte al muro. Percep la presenza di altre creature all'interno della propriet e, dopo aver sondato rapidamente con la mente, si rese conto che gli scienziati e i tecnici del laboratorio erano gi sul posto. I cancelli penzolavano dai cardini, aperti, e perfino da fuori pot sentire l'odore del sangue e della morte che permeava il terreno e la casa. Facendosi forza, con la paura che le mordeva le calcagna, avanz osservando con incredulit l'orrore che si presentava ai suoi occhi.
C'erano... pezzi di persone, persone che conosceva, persone che le erano care, sparpagliati per il viale e il prato. L'ultimo pasto le si rivolt nello stomaco e Winter piant i piedi a terra per non cedere all'impulso di correre tra i cespugli a vomitare. Non era il momento n il luogo per cedere a una simile debolezza. Ci sarebbe stato tempo a sufficienza pi tardi.
Sent il mangiatore d'anime - Marcus - sfiorarle la mente e innalz la pi robusta barriera mentale che poteva costruire per bloccarlo, nutrendola della propria rabbia. Non aveva modo di sapere se lui si fosse ritirato spontaneamente o se il suo scudo avesse davvero avuto successo, e non le importava. Parte dei suoi poteri consisteva nella capacit di proiettare le emozioni, e nessuno avrebbe mai condiviso volontariamente quella furia. Ma la barriera che aveva innalzato sarebbe stata una protezione sufficiente se il suo controllo su quel dono fosse venuto meno.
Si fece strada in mezzo alla carneficina girando attorno ai tecnici occupati a esaminare la scena del crimine. Quando raggiunse i gradini, la porta si apr e ne usc Dupree. Winter si sent travolgere da una furia cieca, bruciante.
Che cosa diavolo  successo? domand, tremando e parlando con voce gutturale a causa della rabbia che le montava dentro.

6
Quando Dupree aveva ricevuto la chiamata da una giovane recluta palesemente sotto shock, sulle prime non aveva creduto alla notizia. Un attacco alla residenza del comandante? Era un suicidio. Un atto di totale disperazione o di completa stupidit. Aveva immaginato che arrivando sul posto avrebbe scoperto che un paio di demoni avevano attaccato qualcuno fuori dalle mura.
Ora condivideva la furia di Winter, anche se era pi bravo a nasconderla. Vedersela con la rabbia era facile, ma l'altra emozione lo rendeva pi pericoloso del solito. Ci che aveva provato vedendo quello spettacolo di morte e distruzione poteva essere descritto solo come terrore. Cieco, assoluto terrore.
Se avesse scoperto che Kara era uno dei morti, avrebbe perso il controllo. Preda di una furia assassina, si sarebbe lanciato in un'orgia di vendetta, trovando e uccidendo ogni demone su cui fosse riuscito a mettere le mani. E non ci sarebbe stato ritorno da quel genere di furore. Dove accidenti era, lei?
Dupree?
Winter lo allontan dal precipizio senza neppure averne la consapevolezza. Sentire il proprio nome dalle sue labbra era una richiesta di attenzione che lo riport indietro dal baratro di follia in cui rischiava di precipitare. Probabilmente lei e Gi erano le uniche due persone al mondo in grado di farlo. A parte Kara, forse, ma ultimamente lei aveva messo alla prova il suo autocontrollo pi di quanto non lo avesse aiutato, pens Dupree facendosi da parte per permettere alla sua amica e diretto superiore di entrare nell'edificio. Non lo sappiamo ancora.
Aveva fatto una rapida ispezione della casa quando era arrivato l, per cercare Kara e, quando non l'aveva trovata, qualcosa da uccidere. Poi aveva chiamato gli scienziati che lavoravano nel laboratorio dell'Ordine prima di avvisare Winter. Lei non lo aveva ancora realizzato, ma lui sospettava che in assenza di Ben il Consiglio dell'Ordine l'avrebbe nominata nuovo comandante regionale. Probabilmente avrebbe scatenato un putiferio per la promozione, ma poi si sarebbe adeguata abbastanza in fretta.
Sembra che non ci siano sopravvissuti la ragguagli senza batter ciglio, anche se una parte di lui si rifiutava di ammettere quella possibilit. Devono esser stati i demoni, ma se  cos, nessuno di loro  stato ucciso. Non qui, almeno.
Winter aveva la fronte aggrottata e Dupree capiva perch. Se nessuno aveva sparato un solo colpo per uccidere, se nessuno era riuscito a impugnare una lama, i demoni dovevano aver sferrato un attacco massiccio e coordinato. Nei sessant'anni da quando si era unito all'Ordine non aveva mai sentito menzionare operazioni di quel genere. Ma per quanto quell'ipotesi sembrasse assurda, non poteva essere successo in altro modo.
Il che lo portava a una conclusione inevitabile, a cui Winter evidentemente non era ancora arrivata: qualcuno aveva organizzato i demoni. Qualcuno che riceveva informazioni sull'Ordine dall'interno. Invece di farglielo notare l'accompagn dentro la casa, cercando di contenere la collera e la disperazione che premevano contro gli scudi della propria mente per liberarsi.
Dove cavolo era Kara?
Torn nella stanza che stava ispezionando prima dell'arrivo di Winter. La sala da pranzo. Fece attenzione a non spostare niente, a non toccare nessuno degli schizzi di sangue e di materia cerebrale che costellavano pareti e pavimenti, ma controll ciascun pezzo di corpo, ogni viso che fosse riconoscibile, cercando di capire se si trattasse di persone che conosceva. Cercando lei. Winter lo segu all'interno, valut la scena con una sola occhiata. Dupree sent la mente di lei accendersi, raccogliere informazioni.
Lei non  qui gli disse sottovoce, e lui si irrigid. Kara era stata con loro fin da quando era bambina. Come la maggior parte dei membri dell'Ordine, come lui, era arrivata da loro quale vittima della violenza dei demoni. Anche lei era rimasta orfana. Era gi abbastanza brutto che lui provasse quell'inappropriata attrazione per una mocciosa di ventiquattro anni, una ragazzina che aveva sempre guardato come una sorella minore, senza che i pochi amici che aveva iniziassero a fare commenti. Accidenti, non voleva nemmeno che ne fossero consapevoli. Non doveva andare alla spiaggia con un gruppo dei soldati pi giovani, questo fine settimana?
Dupree incontr il suo sguardo, mantenendo un'espressione neutra mentre usciva a grandi passi dalla stanza e si sganciava il telefono dalla cintura. Lo sapeva, maledizione, ma il terrore era stato troppo soverchiante per pensarci su. Aveva visto il sangue, la carneficina nella casa dove aveva fatto in modo che lei risiedesse perch avrebbe dovuto essere sicura, e la sua mente era andata in palla.
Kara rispose al terzo squillo, ridendo, e il fatto che tutto il suo corpo reagisse a quel suono lo irrit. Dove cazzo sei? abbai Dupree.
Ci fu una lunga pausa e lui cap che la ragazza si stava sforzando di tenere a bada il proprio famigerato caratteraccio. Le aveva fatto una scenata per quella gita, comportandosi come un fratello maggiore iperprotettivo, dal momento che molte delle persone che avrebbero partecipato erano maschi senza una compagna. Per soddisfare la propria determinazione a proteggerla, Dupree aveva rinnegato se stesso. Non si sarebbe mai legato a lei, ma che fosse dannato se le avrebbe permesso di stare con uno di quelli. Kara avrebbe avuto una vita normale, fosse stata l'ultima cosa che lui avrebbe fatto.
Stiamo tornando rispose infine lei, con uno sprezzante tono tagliente che Dupree sapeva di meritare ma che lo irrit comunque. Non preoccuparti. Tra un'ora o poco pi sar di nuovo l.
Lui ingoi le parole che gli strozzavano la gola, ricacci indietro la richiesta del suo corpo e della sua mente... che Kara tornasse da lui immediatamente. Va' a casa di Ingrid disse.
Perch? La voce di Kara tremol un po'. Capiva che c'era un'unica ragione per cui lui le avrebbe ordinato di stare lontano da casa, e di andare alla residenza di un capo di quadrante dove lui non era esattamente il benvenuto.
C' stato un attacco, qui rispose sottovoce Dupree.
Sopravvissuti?
Nessuno.
Tu stai bene? Kara non pot nascondere il tremito della voce, questa volta, e una parte di lui drizz le orecchie. Accolse la preoccupazione di lei come un proprio diritto.
Sto bene. Informeremo tutti quando sapremo qualcosa.
Chiuse la comunicazione prima che lei potesse chiedergli altro. Prima che lui cedesse alla tentazione di farlo. Kara doveva restare al sicuro e lui avrebbe fatto in modo che cos fosse, venendo meno ai propri principi e ai propri obblighi, se si fosse giunti a tanto.
Per il momento, tuttavia, la bestia dentro di lui si plac, sapendo che la donna che gli apparteneva era viva e indenne. E Dupree torn al lavoro per assicurarsi che rimanesse cos. 

7
Marcus si agit tra le lenzuola di seta. Perfino quel liscio contatto era un'irritazione per i suoi sensi ultrasensibili e frustrati. Si rizz e fiss le pesanti imposte chiuse, sapendo che tentare di dormire sarebbe stata un'inutile perdita di tempo. Al tramonto mancavano ore e Winter aveva bisogno di lui. Anche se lei non l'avrebbe mai ammesso.
Ricord la notte in cui si erano incontrati. Sulle prime non era riuscito a dare un senso alla rabbia che gli era montata dentro. Che cosa gli importava se un'ibrida si comportava stupidamente affrontando tre demoni da sola? Ma poi la facilit con cui le loro menti si connettevano, il modo in cui lui veniva attirato verso quella di lei, per non parlare dell'immediata e dolorosa reazione del suo corpo, gli avevano permesso di capire. Lei era la sua compagna e aveva rischiato la vita senza neppure un pensiero. Gli ci era voluta una settimana buona per sbollire la collera.
Era rimasto lontano nelle settimane precedenti perch aveva compreso, dopo il tempo trascorso dentro la sua mente priva di difese, che lei gli avrebbe resistito se avesse tentato di reclamarla subito. Lei non credeva, quale donna nata umana, di avere un compagno predestinato. Diavolo, lui stesso aveva fatto fatica ad accettarlo. Per quel che ne sapeva, nessun mangiatore d'anime si era mai legato a un compagno ibrido.
Quella era una delle ragioni per cui tergiversava. Aveva indagato negli annali e non aveva trovato nessun esempio di accoppiamento tra ibridi e mangiatori d'anime. Ma non era possibile che lui fosse il primo. Accadeva di rado, ma alcuni della sua razza avevano compagni umani e in fondo tutti gli ibridi erano nati umani. Come avrebbe reagito uno dei suoi gli avesse chiesto licenza di accompagnarsi a un ibride prima di incontrarla? Non lo sapeva, e questo lo metteva a disagio. Riteneva che alla fine avrebbe approvato una simile unione, ma probabilmente ci avrebbe messo del tempo prima di guardare la coppia senza sospetto. Come poteva aspettarsi che la sua gente vedesse In m modo diverso?
Anche se gli annali non lo avevano aiutato a trovare risposta a quelle domande, gli avevano tuttavia concesso un altro genere di informazioni. Si alludeva al fatto che nutrirsi da un ibrido privo di legami gli avrebbe prolungato la vita. Ma senza casi concreti, senza sperimentazione, non aveva modo di saperlo con certezza. Aveva preso in considerazione l'idea di proporlo a Winter, ma l'aveva accantonata subito. Se questo faceva di lui un asino, che cos fosse.
Lei era troppo indipendente, troppo ostinata. Si rifiutava perfino di legarsi secondo gli usi del suo popolo per salvarsi la vita. E che Dio lo aiutasse, lei era sua. Non le avrebbe permesso di evitare di unirsi a lui, e se lei avesse scoperto un sistema per controllare il proprio demone e rimanere da sola l'avrebbe colto al volo, lo sapeva. Se lei non l'avesse accettato pienamente... No, non voleva neppure prendere in considerazione una simile eventualit. Lasciarla andare non era un'alternativa praticabile.
Il suo nucleo primitivo, l'essenza che sarebbe sempre stata parte dell'antica razza Alukah nonostante lo spartiacque che aveva diviso la specie originaria in mangiatori d'anime e licantropi, millenni prima, non poteva essere controllato del tutto durante la caccia dell'accoppiamento. Quella parte di lui voleva, esigeva di avere il controllo assoluto sul corpo e sull'anima di lei. Aveva fame della sua completa sottomissione.
Le cose erano state molto pi semplici all'epoca in cui non era costretto a tenere a freno quel lato di s. Il ventesimo secolo aveva portato molti cambiamenti. Alla tecnologia non era difficile abituarsi. Lui la trovava affascinante. Ma la liberazione della donna era tutta un'altra faccenda.
Lui era nato e cresciuto in un'epoca in cui le donne venivano protette e vezzeggiate. Con il tempo Winter avrebbe potuto accettare il suo desiderio di viziarla, ma Marcus sospettava che proteggerla sarebbe stata una lotta per molti anni a venire. Lei si sarebbe opposta con le unghie e con i denti a quel genere di atteggiamento.
Il suo piano prevedeva di darle modo di conoscerlo a poco a poco. Sapeva cosa aspettarsi ed era pronto ad affrontare l'onnipresente voglia che gli strisciava dentro, ma non aveva avuto sentore di quanto questo avrebbe influito su di lei. Winter cercava di nasconderlo, tentava di celarlo persino a se stessa, eppure lui lo vedeva ogni volta che le entrava nella mente. Pi avesse rimandato il momento di reclamarla come sua compagna, tuttavia, pi instabile lei sarebbe diventata. Ma pur sapendo che lei non poteva permettersi di procrastinare ancora a lungo, Marcus si sentiva a disagio. Se avesse insistito troppo, lei avrebbe opposto resistenza. Era la via sicura verso il fallimento. Probabilmente le avrebbe fatto del male. Non tanto fisicamente - Winter lo desiderava con la stessa intensit con cui Marcus desiderava lei - quanto psicologicamente. Una donna come Winter aveva bisogno di essere corteggiata con cura. E lui non voleva spezzare il suo spirito.
Cos le era stato lontano. Grazie al veleno del demone, era stato in grado di entrare senza problemi nella sua mente e aveva usato l'opportunit per assicurarsi di essere sempre in condizione d farlo. Solo che adesso lei era riuscita, dopo due mesi di tentativi, a bloccarlo. L'improvvisa mancanza di contatto era un dolore sordo e pulsante.
Chiudendo gli occhi, si protese verso di lei e trov il muro che aveva eretto. Immagin di toccarlo, di posarci una mano sopra. Lo accarezz, vi premette contro la propria volont, e si rese conto che non era l per tenere fuori solo lui. Era stato eretto per escludere chiunque. Ma per quale motivo Winter avrebbe dovuto fare una cosa del genere? Che cosa l'aveva spinta a tanto per proteggere la propria mente?
Accigliandosi, sempre pi preoccupato, Marcus si infil un paio di calzoni sportivi e lasci la stanza. Non si cur di accendere le luci mentre attraversava le stanze immerse nell'oscurit. Anche se la sua vista non era eccezionale, non aveva problemi a trovare la strada.
Aveva vissuto in quella casa per quasi duecento anni. Gli umani della zona credevano che lui fosse solo l'ultimo di una lunga serie di eccentrici scapoli che avevano abitato l. Non erano poi cos lontani dalla verit, ma tutto questo stava per cambiare.
Mentre scendeva di corsa due rampe di scale verso il primo piano, prese nota di ci che lo circondava. La casa era arredata riccamente, ma era palesemente una dimora di uomini, non di donne. Lei avrebbe voluto apportare dei cambiamenti? Marcus aveva visto l'interno di un paio di edifici degli ibridi. Erano strutture spoglie, funzionali, militaresche. Winter desiderava il lusso oppure preferiva quell'esistenza spartana? Dal momento che viveva in un edificio con molte persone, Marcus suppose che non sarebbe stata infastidita dagli altri che abitavano con lui. Il suo gemello Luke viveva l, e cos Kadall, il loro guerriero pi alto in grado, e la sua compagna Marelle. C'era spazio in abbondanza. Era possibile trascorrere l'intera giornata tra quelle mura senza imbattersi in nessuno dei suoi occupanti.
Entr nel proprio ufficio, dove si vers un bicchiere di scotch e si sedette dietro la scrivania. Bevve un sorso e chiuse gli occhi, esplorando un'altra volta il nuovo scudo di Winter. Perch voleva chiudere fuori tutti? Perfino la sua stessa gente?
Scrutando il telefono sull'angolo della scrivania prese in considerazione la possibilit di chiamare l'alfa dei licantropi, Mitchell, per vedere se sapeva che cosa stava succedendo tra gli ibridi, ma scart l'idea. Se c'era una minaccia alla sua pretesa su Winter era proprio Mitchell. Le aveva visto nella mente l'affetto per il licantropo, la sua amicizia con lui. Un'amicizia che aveva radici in una relazione passata. Gli riusciva difficile controllare la propria gelosia, ma lei aveva avuto una vita piena, prima che si incontrassero, e non poteva certo fargliene una colpa. Una volta che fossero stati compagni avrebbe messo fine al suo rapporto con il licantropo una volta per tutte. Ma questo avrebbe dovuto aspettare. C'erano problemi pi gravi da affrontare, adesso.
Non riusciva a entrare nella mente di Winter, eppure, nonostante lo scudo, poteva percepire la sua rabbia, e sotto quella un dolore sepolto cos in profondit che Marcus ebbe il dubbio che lei si fosse gi resa conto della sua esistenza. Quando le fosse passata la rabbia, per, quel dolore l'avrebbe devastata.
Ma perch? Che cosa significava? La sua gente si era tenuta lontana dai licantropi e ancor pi dagli ibridi per cos tanto tempo, che non riuscivano a comprendere con facilit come ragionavano. Marcus sapeva che lei era prossima a perdere lo scontro con il demone con cui si era fusa, naturalmente; sapeva anche che doveva legarsi a un compagno o sarebbe stata perduta per sempre. E quale che fosse la cosa in cui era implicata in quel momento, Marcus sper non fosse sufficiente a schiantare ci che restava del suo controllo sulla bestia.
Raccolse un quadratino di carta dalla scrivania e ne sfior i margini, seguendo con i polpastrelli il nome e i numeri che vi erano scritti. Avrebbe potuto chiamarla al telefono, ma la sua anima si ribellava all'idea. Winter gli apparteneva. La sua anima avrebbe dovuto essere aperta a lui, la sua mente disponibile ogni volta che lui si protendeva verso di lei. Incollerito, si alz e spinse indietro la sedia, passeggiando per la stanza mentre lottava per riprendere il controllo. Maledizione.
Tocc di nuovo la barriera che Winter aveva eretto a propria difesa. Avrebbe potuto praticarvi una breccia senza danneggiarle la mente, ma sarebbe stato come tradire la sua fiducia e di certo lei non lo glielo avrebbe perdonato. Emise un brontolio di frustrazione e si volt di scatto, pronto ad attaccare, quando la porta si apr con un cigolio. Luke sgusci nell'ufficio con un sogghigno spavaldo sul viso e le mani alzate in segno di resa.
Calma, fratello miagol, dirigendosi verso il mobile bar per versarsi da bere. Che cosa ti ha messo cos sulla difensiva?
Con il bicchiere in mano, and al divano di pelle rossa sotto la finestra e vi si sdrai. Quell'atteggiamento indolente era studiatamente ingannevole. Marcus socchiuse gli occhi e attese, senza lasciarsi trarre in inganno dalla posa rilassata del fratello. Percepiva la sua tensione, ma non era sicuro da dove provenisse. Luke alz il bicchiere brindando alla sua salute prima di bere una lunga sorsata. Marcus aspett che parlasse.
Non si era neanche reso conto che suo fratello era in casa. Colse il lieve aroma psichico di una donna attorno all'aura di Luke e si chiese perch l'avesse lasciata, chiunque fosse. Forse la donna stava cominciando ad affezionarsi, ipotizz. Luke non l'avrebbe sopportato, e avrebbe messo fine alla relazione seduta stante. Peccato che Marcus non avesse lo stesso problema con una certa bionda. Avrebbe pagato una bella somma per avere Winter appiccicata a s.
Ebbene? chiese Luke. Marcus scosse la testa, non essendo disposto a discutere di Winter nemmeno con suo fratello. Se reclamerai quella donna, il nostro piccolo inganno verr alla luce continu Luke, senza nessuna inflessione nella voce.
Spesso era Luke a occupare il posto a capotavola negli incontri dell'Alleanza, e bench nessuno lo avesse mai presentato, gli esterni erano portati a pensare che fosse lui il Signore di Coloro che Camminano nella Notte. Ma di certo non era il genere di segreto che Marcus potesse tenere a una compagna. E Winter si sarebbe sentita doverosamente tenuta a condividere quell'informazione con i propri simili.
Marcus non aveva fatto alcuno sforzo per nascondere l'interesse verso Winter, e dunque non avrebbe dovuto essere sorpreso che suo fratello l'avesse intuito. Erano insieme da secoli, si conoscevano alla perfezione e di solito operavano come una squadra affiatata. Gir le spalle al mobile bar e si sedette dietro la scrivania, chiedendosi che tosa pensasse Luke del fatto che lui aveva intenzione di portare qualcun altro dentro l'equazione. La sua presa sul bicchiere si rafforz. Luke era pericoloso e imprevedibile; non sopportava gli estranei n gli stupidi.
Gli angoli della bocca di Luke si sollevarono in un sorriso. Non preoccuparti, fratello. Non far del male alla tua donna. Fece una pausa. Magari ti piacerebbe condividerla.
Un ruggito sgorg dalle labbra di Marcus, profondo e istintivo, mentre lanciava a Luke un'occhiata furiosa. Suo fratello per tutta risposta rise e alz la mano libera in segno di resa.
Come non detto. Termin il whisky e and a riempirsi di nuovo il bicchiere, lo comunque sono il tipo amale-e-lasciale, ricordi?
Marcus sbuff e trattenne la collera. Un bel giorno, Luke, una donna ti stravolger la vita. Winter di sicuro l'aveva fatto a lui.
Luke torn al divano con un bicchiere di nuovo pieno e sogghign. Macch. Non a me. Non voglio essere legato come un salame. Rabbrivid. Non ho bisogno di quel genere di responsabilit. Per non parlare della noia. Una sola donna per sempre? Non credo proprio.
Marcus inclin il bicchiere, assapor la sensazione del liquido fresco nella gola. Mi sembra di ricordare di aver detto la stessa cosa, tempo fa.
Luke sogghign di nuovo. Ha parlato l'uomo che vive come un monaco. No, fratello, ci sono troppe belle donne l fuori. Come potrei limitarmi a una soltanto? Qualcuno deve pareggiare i conti con la tua inesistente vita sessuale. Fece una pausa per bere prima di continuare in tono basso: Non ti mancano mai i vecchi tempi?.
Marcus appoggi la testa allo schienale della sedia e inarc un sopracciglio. Gli mancavano? C'era stato un tempo in cui aveva partecipato di buon grado alle imprese depravate di suo fratello. Non era sicuro di quando la cosa avesse cominciato a perdere attrattiva. A un certo punto, nel corso dell'ultimo secolo, aveva iniziato a pensare a una relazione stabile pi che al sesso. Non ne aveva nemmeno sentito la mancanza, in effetti.
Fino a quando non aveva visto Winter per la prima volta ed era stato quasi messo k.o. dalla lussuria che gli ribolliva dentro. Socchiuse gli occhi evocando l'immagine di lei. Snella e muscolosa, aveva lineamenti di una bellezza classica e capelli biondo platino che portava raccolti in un'unica lunga treccia la notte in cui si erano conosciuti. Gli prudevano le dita per la voglia di attorcigliarsela intorno alle mani e attirarla lentamente a s. La sua incredibile mente e il corpo sensuale erano la combinazione ideale per spingerlo sull'orlo della follia. Maledicendo la reazione del proprio corpo, spost con discrezione l'erezione improvvisa.
Luke not il suo disagio e rise. Dovresti reclamarla come tua e farla finita. Non capisco cosa tu stia aspettando. Sono settimane che ti aggiri come una belva in gabbia pronto a balzare addosso a chiunque bisbigli una parola sbagliata. Hai bisogno di farti una bella scopata, fratello.
Marcus schizz dalla sedia e and al mobile bar per riempirsi il bicchiere. Altrimenti avrebbe sferrato un pugno in faccia a Luke. Non aveva intenzione di spiegare al fratello che lei non era ancora pronta e che lui era restio a farle pressioni. Non aveva intenzione di spiegargli che i sentimenti di Winter per lui erano pi importanti del dare sollievo alla tortura del proprio corpo, e nemmeno di rivelargli che aveva paura di ferirla.
Poi c'era l'altra cosa, la preoccupazione su cui non si concedeva di indugiare. Aveva sempre immaginato che la sua compagna sarebbe stata un altro mangiatore d'anime, una donna di raffinata educazione che potesse se non gradire, quanto meno accettare il suo atteggiamento possessivo. Winter, invece, era quanto di pi lontano da ci si potesse immaginare, e Marcus non era sicuro di come conciliare il suo indomito spirito guerriero con il proprio bisogno di proteggerla. E di certo non aveva voglia di parlarne con quel libertino di suo fratello.
Torn a sedersi, fissando con freddezza Luke, augurandosi che mangiasse la foglia e lasciasse perdere. Non ho intenzione di discuterne.
Luke scroll le spalle con aria annoiata, come fosse roba di tutti i giorni che uno di loro trovasse una compagna, ma cambi argomento. Ho ricevuto rapporti da alcuni dei soldati, stanotte. Pare che questa nuova insurrezione dei demoni sia organizzata. E i numeri sono molto pi alti di quanti ne abbiamo visti finora. Scroll di nuovo le spalle. Ma questo lo sospettavamo gi.
Il moltiplicarsi dei demoni si poteva gestire. Aveva gi messo pi soldati di pattuglia, e al diavolo l'ostinazione con cui il consiglio rifiutava di vedere il pericolo incombente. L'organizzazione di quelle azioni era sconcertante, tuttavia.
Gli Alukah erano stati creati nell'antica Samaria dagli antichi dei per combattere i demoni che fuggivano dagli Inferi e proteggere l'umanit. In tutti i secoli trascorsi da allora, non c'era nessuna testimonianza riguardo a demoni che operassero insieme in un qualche sistema organizzato. Che cos'era cambiato?
Aumenta il numero di pattuglie in servizio. Vedi se riusciamo a catturarne uno da interrogare. Abbiamo bisogno di sapere chi c' dietro, per combatterli in modo efficace.
Luke si alz per riempire di nuovo il bicchiere. Quando torn a voltarsi verso Marcus, tutta la disinvoltura se n'era andata dalla sua espressione. Lentamente si port il bicchiere alle labbra, prese una lunga sorsata.
Non credo che sar sufficiente. Semplicemente aumentare il numero di pattuglie, intendo. Credo che qui ci sia in ballo molto pi di quanto sappiamo. Stanno entrando in aree che prima sono sempre state sicure. Bevve un altro sorso. Ne ho ammazzati un paio a sole due miglia da qui, stanotte.
Marcus resse per un lungo istante lo sguardo del fratello e cap con esattezza dove li stava conducendo quella conversazione. Ne avevano gi discusso dopo che Winter era stata avvelenata: come cogliere un vantaggio reale dall'esistenza dell'Alleanza. Marcus non era certo se avrebbe funzionato. Considerava un piccolo miracolo gi il semplice fatto che esistesse. Convincerli a lavorare tutti insieme sarebbe rientrato nella categoria di quelli grandi.
Il problema non erano tanto gli ibridi, anche se la sua gente era piuttosto sospettosa nei confronti degli umani che avevano unito volontariamente le proprie anime con quelle dei demoni. No, il vero problema era convincere mangiatori d'anime e lupi a lavorare insieme. Le divergenze che avevano separato in due razze gli Alukah erano antiche e avvolte nella leggenda, ma la sfiducia era ancora ben presente.
Quando era stata siglata l'Alleanza, nessuno si aspettava davvero che i tre gruppi avrebbero imparato a lavorare assieme avviandosi verso un mitico vissero per sempre felici e contenti, anche se sembrava che gli ibridi e i licantropi avessero centrato l'obiettivo. Marcus aveva sentito vociferare persino di alcuni accoppiamenti misti tra le due razze.
La sua gente rimaneva aggrappata a un irrilevante passato in una realt che era in continuo mutamento, ma se l'ipotesi era esatta e qualcuno stava tirando le fila dietro le quinte nel mondo dei demoni, questo avrebbe dovuto cambiare.
Marcus era certo di poterli persuadere a collaborare. Era la suprema e assoluta autorit nella comunit dei mangiatori d'anime. Il consiglio non era niente pi che un organo consultivo. Nessuno osava disobbedire ai suoi ordini, ma la situazione poteva essere gestita meglio con un po' di finezza, cos da risolvere due dei suoi problemi in un solo colpo. Se fosse stato possibile convincere l'Alleanza a creare un'unit speciale composta di membri di tutte e tre le razze, lui avrebbe potuto indirizzare Winter dove la voleva. Sorrise e Luke, cogliendo il sorriso, inarc un sopracciglio con aria interrogativa.
Convoca un incontro di emergenza dell'Alleanza per questa sera.
D'accordo rispose Luke.
Marcus lasci la cosa nelle mani del fratello e torn in camera sua, deciso a farsi qualche ora di sonno. Quella sera avrebbe costretto Winter a dargli retta, e avrebbe continuato a forgiare la catena che avrebbe gi dovuto essere saldamente al suo posto.

8
Sospirando, Luke si alz lentamente dal divano sentendo il peso di tutti i suoi trecento anni. Fisicamente era sempre lo stesso, giovane e forte, ma mentalmente era annoiato. Stanco di vivere la stessa monotona esistenza. L'unico momento in cui cambiava, in quel periodo, era quando combatteva o era a letto con la sua pi recente conquista. Gi. Disgraziatamente, iniziava a rendersi conto che era lei ad aver fatto la conquista, non lui.
Si accigli, and al mobile bar e, stringendo due dita attorno al collo della bottiglia di whisky, se la port di sopra con il bicchiere. Appoggi l'una e l'altro sul comodino e si tolse gli abiti, lasciandoli cadere sul pavimento mentre entrava nella doccia. Aprendo il rubinetto al massimo, s'infil sotto il getto e rovesci indietro la testa mentre l'acqua bollente gli scorreva addosso.
Lasci perdere il sapone. Aveva ancora sulla pelle il profumo di lei, sulla lingua il suo sapore. La sua essenza, l'energia psichica che tutte le creature viventi emanavano e di cui i mangiatori d'anime avevano bisogno per sopravvivere, era ancora un'inebriante, seducente nebbia nella sua mente. Non doveva necessariamente fare sesso per nutrirsi. Semplicemente lui lo preferiva, e non avrebbe saputo resistere se messo alla prova. Quella donna stava diventando una parte essenziale della sua sopravvivenza. Ed era reciproco. Aveva scoperto, nelle settimane appena trascorse, che quando si nutriva di lei alleviava la tensione a cui la sottoponeva la met demoniaca. Nel caso di Gi funzionava altrettanto bene del legarsi a un compagno per tutta la vita.
Chin la testa sotto l'acqua e sussurr il suo nome, evoc la sua immagine. Alta, curve snelle, capelli lunghissimi che lui poteva avvolgersi attorno alle mani. Occhi azzurri che di tanto in tanto diventavano rossi, specialmente quando lui suonava il suo corpo come il pregiato strumento che era, mentre lei tentava di trattenersi.
Gia. Protese la mente verso di lei, ma non ottenne risposta. Se lo aspettava. Dov'era? Non gli aveva mai accordato l'accesso alla propria mente, e poich si ostinava a negare ci che significava per lui, quanto fosse diventata importante, Luke non aveva insistito. Aveva pensato di non essere nella condizione di poterlo fare. Quella sera aveva scoperto che non era cos.
Erano sdraiati a letto, caldi e soddisfatti, e avevano appena cominciato a darsi da fare quando il telefono di Gia era squillato. A quel punto era quasi giorno e lui non aveva potuto seguirla, n aveva potuto ordinarle di non andare quando lei aveva risposto concisamente, alla domanda su dove fosse diretta, che potevano esserci problemi in uno dei loro insediamenti. Se n'era andata senza aggiungere altro, e lui si era sentito pervadere da una furia protettiva che lo aveva sbalordito. Si era piegato in due, afferrandosi le ginocchia e risucchiando grosse boccate d'aria finch lo stomaco non aveva smesso di agitarsi e le mani di tremare.
Lei non aveva risposto quando l'aveva chiamata e le sue barriere mentali erano troppo solide perch lui potesse farvi breccia. Aveva tutte le intenzioni di risolvere quella situazione non appena se ne fosse presentata l'occasione. Aggrottando la fronte, usc dalla doccia e si avvolse un asciugamano attorno alla vita. Gia era la sua compagna. Dopo avere fatto sesso con lui e avergli permesso di nutrirsi di lei, non avrebbe dovuto essere in grado di chiuderlo fuori.
Com'era possibile? Un mangiatore d'anime e un ibrido non si erano mai uniti, prima, e dunque Luke non aveva un precedente con cui fare un confronto. Era certo che Marcus non fosse nella sua stessa condizione; lui aveva accesso alla mente della propria donna. Luke sbuff e gironzol ancora un po' per la stanza. Marcus era un idiota. Sapeva da settimane che quella donna era la sua anima gemella, eppure aspettava a reclamarla.
Non che Luke avesse mai avuto una gran fretta di reclamare una donna come propria. Non aveva scherzato dicendo di essere il tipo amale-e-lasciale. Fino a poche ore prima era convinto che Gia sarebbe stata solo un altro nome da aggiungere a una lunga lista di conquiste.
Perch lei non percepiva il legame che li univa come accadeva a lui? Che gli ibridi potessero ''spegnerlo'' a comando? Ringhi. Al diavolo! Lui la desiderava, la bramava. Voleva tenerla per s. La sola idea che fosse in grado di resistergli lo lasciava preda di una gelida furia. Fremeva per la consapevolezza di non poterla scovare. Di non poterle inculcare un po' di buonsenso. E per il bisogno di rivendicarla per s.
Guard l'orologio. Non era ancora mezzogiorno. Ci volevano ore prima che il sole tramontasse. Poteva teletrasportarsi di nuovo al loro segreto luogo d'incontro, pens. Dopotutto, era completamente riparato dalla luce. Ma sapeva che lei non sarebbe stata l, non ci sarebbe andata a meno che non si aspettasse di incontrarlo, e non si erano accordati in quel senso prima che lei lo lasciasse, poco prima.
La porta si apr, unico avvertimento un soffio d'aria, e lui prontamente rote su se stesso, con il desiderio di affrontare una seria minaccia pur sapendo di non potersene aspettare una in casa propria.
Marcus si appoggi allo stipite, le braccia conserte sul petto, e aggrott la fronte. Wow. Potresti abbassarlo di una tacca? chiese.
Cosa? Pi un ruggito che una domanda.
Marcus accenn con la testa alla parete di fondo e Luke voltandosi not l'ondulazione, il modo in cui il suo incontrollato potere telecinetico colpiva le pareti, spingendole in dentro e in fuori come se stessero respirando. Chiudendo gli occhi, ritir il proprio potere, lo lasci colare via lentamente anzich usarlo per demolire come stava per fare.
Una reazione piuttosto energica di fronte a un'insolita incursione di demoni, eh? domand Marcus come se parlasse del pi e del meno, ma i suoi occhi dicevano tutt'altro. Sapeva che c'era qualcosa in ballo, ma Luke non era ancora pronto a confidarsi con lui. Cos si aggrapp a quel pretesto.
Ho perso troppi soldati negli ultimissimi mesi. Non mi piacciono le domande senza risposta. Scroll le spalle. Era responsabile del loro esercito; lo spiegamento di uomini e il loro addestramento erano sotto il suo comando. Era una scusa buona come un'altra.
Se tutti accettano di lavorare insieme, quelle risposte saranno pi vicine.
Gi, giusto. Altruismo all'estrema potenza. E arrivare pi vicino a Winter non ha niente a che fare con quel piano, eh?
Marcus sorrise, poi scroll le spalle. Male non pu fare. Dormi un po'. Ho la sensazione che sar una lunga nottata.
Se ne and tirandosi dietro la porta, lasciando Luke a pensare che Marcus aveva qualcosa in mente. Se fossero riusciti a mettere insieme una task force per indagare sull'insolita nuova attivit nella zona, lui avrebbe potuto arrivare pi vicino a Gia. E voleva starle vicino. Molto vicino...

9
No. Assolutamente no. Lo shock che la attraversava come una scarica di adrenalina pura, Winter puntell le mani sull'orlo dello scrittoio e si avvicin di pi al microfono vivavoce del telefono, decisa a essere chiara in modo irrevocabile, senza possibilit di errore. Neanche morta. Con la sua storia di insubordinazioni, com'era possibile che la promuovessero? Di chi era quell'idea folle?
Spiacente, Winter. Questa  la nostra decisione.
Senta, Gray. Gray era il Gran Maestro dell'Ordine, la loro autorit suprema. Il che non significava che lei non potesse protestare. Fece una pausa, alzando lo sguardo per incontrare prima quello di Gi e poi quello di Dupree. Detestava sollevare la questione dell'accoppiamento, ma sapeva che era da irresponsabile non farlo. Mi sono unita al demone sessant'anni fa. Non sono legata a un compagno. Non so per quanto continuer a essere... stabile.
Un'emozione oscura e colpevole balen sul viso di Gi prima che potesse nasconderla, e Winter aggrott la fronte. L'archivi nella sua lista di ci penso dopo, mentre attendeva che il consiglio rispondesse. Ci fu una breve pausa, un mormorio di voci in sottofondo quando i consiglieri si consultarono. Allora risolvi la faccenda, comandante. Il prima possibile.
Un clic mise fine alla comunicazione, e poi non ci fu altro che il tono monocorde della linea. Merda. Merda merda merda. Non era quello che voleva sentire. Comandante? Non desiderava quel genere di responsabilit. E poi, semplicemente risolvere il problema dell'accoppiamento? Maledizione, il Consiglio dell'Ordine era come Mitchell.
S, molti lo facevano. Ci sarebbero volute pi di due mani per contare tutti gli ibridi di sua conoscenza che avevano aspettato finch non era quasi troppo tardi, per poi legarsi alla prima persona che riuscivano a far approvare. Quasi tutti erano sopravvissuti abbastanza a lungo da pentirsene. Lei non avrebbe commesso lo stesso errore.
Si gir di scatto e and alle porte scorrevoli di vetro, fiss il cielo notturno, e invece di ricordare il rito di fusione che aveva dominato cos tante delle sue serate negli anni recenti, evoc il viso di un uomo. Fu come se aprisse un cancello e lui le entrasse nella mente, una presenza in qualche modo consolante. Rassicurante.
Hai bisogno di me?
Sospirando, Winter premette la fronte contro il vetro, desiderando che la fredda lastra potesse farle sbollire dal corpo il calore improvviso che l'aveva pervasa. L'aveva tenuto lontano per dieci ore dopo l'attacco del giorno prima, ma solo per pura forza di volont e chiudendosi anche a tutti gli altri. Ci nonostante, era consapevole che lui avrebbe potuto penetrare i suoi scudi se avesse davvero voluto.
Winter?
Sto bene. Va' via.
L'impressione di uno sbuffo beffardo. Scordatelo.
Dio, quella fredda risposta la irrit. Lui giocava con la sua mente, giocava con il suo corpo senza neanche posarle un dito addosso, e al tempo stesso manteneva quel distaccato, altezzoso riserbo. Ne aveva abbastanza. La rabbia, la frustrazione, il desiderio negato e crescente furono troppo da sopportare. Winter scatt.
Va' a farti fottere. Sono troppo occupata per questi giochetti, al momento.
Ci fu un lungo silenzio e Winter, pensando che lui l'avrebbe lasciata in pace almeno per un po', torn a girarsi verso lo scrittoio per affrontare la realt del nuovo comando.
Ci arriveremo. Molto presto.
Dunque lui non aveva finito. Grandioso, accidenti. Winter avrebbe potuto resistere alle parole, perfino al basso timbro sensuale che prometteva delizie inespresse, ma la carezza che avvert risalire all'interno delle cosce le fece trattenere il respiro. Crollando a sedere sulla sedia, innalz di nuovo quella barriera, lo scudo che lui non avrebbe dovuto essere in grado di aggirare, e tir un sospiro di sollievo... Ma un attimo dopo sent echeggiare di nuovo la sua morbida risata.
Aveva trovato una via d'accesso. Winter se l'era quasi aspettato. Avrebbe perfino potuto esserci un segreto lato lascivo di lei che ne era compiaciuto.
Fuori borbott, sollevata quando i vecchi amici pensarono che parlasse con loro e obbedirono, uscendo con espressioni preoccupate che dicevano pi di qualsiasi discorso.
Winter fece ruotare la sedia e guard tramontare il sole. Il cielo si accese di barbagli rosso sangue mentre dita invisibili l'accarezzavano, la stuzzicavano, divent nero mentre il suo respiro accelerava. Le sue mani si serrarono sui braccioli coperti di finta pelle della sedia, stringendoli cos forte che cigolarono. Chiuse gli occhi, mentre un lieve fremito le percorreva il corpo e lei arrivava prossima alla vetta, giusto a un passo dall'orgasmo. Poi lui si ritrasse. La lasci colma di desiderio insoddisfatto, sofferente. Di nuovo. Segu a ritroso il sentiero nella propria mente, verso di lui.
Accidenti a te.
Nell'esitazione di Marcus avvert un senso di anticipazione. E qualcosa di pi. Qualcosa che parve quasi... trionfo.
Non mi hai mai cercato, prima.
La stup rendersi conto di non averlo fatto, nemmeno nelle notti in cui l'aveva portata all'estremo per poi lasciarla inappagata. Certo, non l'aveva mai toccata con dita fantasma, prima. C'erano state solo promesse sussurrate di piaceri futuri, tranne che nei sogni, ma neanche in quelli lui le aveva permesso di trovare sfogo. E lei non aveva mai preso l'iniziativa di contattarlo. Era segno che il suo autocontrollo stava scemando, e Winter tent di rafforzare le proprie difese.
No, la ammon lui sornione. Non tentare di nuovo di bloccarmi.
Winter sbuff, esasperata. A lei non era concesso di estrometterlo dalla propria mente, ma a lui era concesso di eccitarla e negarle l'appagamento? Dov'era la giustizia in questo? La cosa sorprendente era che lei aveva esaudito le sue pretese. Bene, adesso basta. Era gi incazzata nera con il consiglio, e lui non aveva fatto che accrescere la sua rabbia. Ma lei aveva finito di acconsentire ai desideri di quell'uomo dispotico.
Alzandosi dalla scrivania, raccolse le armi e se le agganci addosso, mossa da un proposito e dalla determinazione. Lanci un'occhiataccia al cellulare e per poco non lo lasci dov'era. Sospir. La tentazione c'era, ma sarebbe stato un errore. La porta si socchiuse con un cigolio e la testa di Gi fece capolino attraverso la fessura. Winter incontr il suo sguardo e riusc a stento a non assumere un tono sprezzante.
Che c'?
I mangiatori d'anime hanno indetto una riunione dell'Alleanza.
Il che, se l'informazione di Mitchell era esatta, significava Marcus. Si rendeva conto che lei era quasi pronta a disobbedire al suo ordine di restare casta? Oh, non l'aveva detto chiaramente, ma rifiutava di darle ci di cui aveva bisogno e interferiva quando lei pensava di trovarsi qualcuno disposto a farlo. Era consapevole di averla spinta al limite della disperazione? Accidenti a lui.
Quando?
Alle dieci.
Guard l'orologio a muro. Erano quasi le nove, ormai. Non aveva molto tempo per prepararsi. Passeggiando avanti e indietro, fece cenno a Gi di entrare. Aveva con s una pila di scatole, che appoggi contro una parete tappezzata di libri. Winter prov un istante di nostalgia. Quello era stato il suo ufficio per pi di vent'anni. Tre pareti contenevano scaffali stipati di libri dal pavimento al soffitto; nella quarta si aprivano porta e finestre davanti alle quali si trovava la sua scrivania, di fronte al lungo tavolo da riunione che usava Gi quando non era nell'ufficio periferico dell'Ordine. Con la sua promozione a comandante, avrebbero dovuto traslocare dall'edificio. Genio organizzativo come sempre, Gi era gi all'opera.
Winter non voleva nemmeno pensare all'imminente trasferimento. Impacchettare tutto era un incubo che le metteva ansia. Strabuzz gli occhi. Come se non fosse gi abbastanza nervosa! Fu tentata di andare dritta da Mitchell, se per una tornata di lotta o di sesso non avrebbe saputo dirlo. Una parte della sua mente rabbrivid all'idea del secondo. Se aveva un minimo di buonsenso sarebbe andata a farsi una dormita. Ma il buonsenso non era mai stato il suo forte, e in quel momento c'erano troppe persone che dipendevano da lei per poter anche solo pensare di prendersela con calma.
La notizia si  gi diffusa?
S, comandante. Gia non riusc del tutto a evitare un tono divertito, e Winter le lanci un'occhiataccia.
Non mi stai aiutando.
Ti ci dovrai abituare. Gia alz le spalle. So che in questo preciso momento non ci credi, ma sei un'ottima scelta. La scelta migliore in questa regione.
La sua risposta fu una risata breve, incredula. Il nuovo fardello le lasciava in bocca un sapore acido, un carico emotivo che sembrava un peso enorme che le gravava sulla schiena e sulle spalle. Che cosa te lo fa pensare?
Sei rispettata. Implacabile. Compassionevole quando necessario e brutale per il resto del tempo. Diavolo, tiri regolarmente di scherma con un lupo e ne esci viva, e non  perch lui ti lasci vincere.
Winter liquid quell'ultima osservazione con un'alzata di spalle. Era pi un'indicazione della forza del demone che della sua. Gia per aveva ragione su una cosa: Winter era implacabile. Non si sarebbe fermata finch ogni singolo demone responsabile della carneficina nella residenza del precedente comandante, la casa del suo vecchio amico, non fosse stato trovato ed eliminato.
Non era l'unica a sentirsi soffocare per la sua perdita. Le emozioni trasmettevano una sensazione ben precisa, erano simili a un sapore, per un telepate. Il dolore era pesante e amaro nell'aria, nella sua mente, e non era tutto suo. Schiacci brutalmente quella sensazione, la copr con l'indifferenza.
Era un talento raro, essere capace di influenzare le emozioni altrui, e Gia socchiuse gli occhi. Non dovresti interferire in questo modo. Perfino nell'Ordine, i miei sentimenti sono miei protest.
Winter era d'accordo, ma scosse la testa. Non c'era tempo per questo, ora, non c'era spazio per i ricordi o i rimpianti o le recriminazioni personali. C'era troppo da fare e il tempo a loro disposizione si stava esaurendo. Trasse un profondo respiro, prendendo la sua decisione. Pi tardi. Quando sar sicuro.
L'espressione di Gia non era del tutto conciliante e Winter non ebbe bisogno di usare le proprie capacit per capire che l'amica era un po' irritata con lei. Ci che Gia non voleva riconoscere era che il dolore appesantiva una persona. Il dolore non era solo sofferenza emotiva, era anche fisico. Troppo, era debilitante. Troppo, poteva farti ammazzare. Winter prese un profondo respiro, cerc di eliminare dalla mente e dal cuore ogni cosa tranne la determinazione e la vendetta. Fu attenta a evitare che trasudassero nella stanza, che influenzassero le decisioni di Gia.
Chiuse gli occhi e lasci che i ricordi le si riversassero addosso. Per un momento soltanto. Solo come memento del perch la vendetta era cos importante. Ben non aveva portato solo lei nell'Ordine. Ci aveva portato anche Gia e Dupree. Li aveva addestrati. Aveva vegliato su di loro finch non erano stati in grado di difendersi da soli.
Winter capiva da dove venisse il dolore di Gia, ma non poteva ancora assecondarlo. Ed era esattamente per questo, lo sapeva, che il consiglio aveva nominato lei quale successore di Ben. Aveva fama di essere fredda, capace di spegnere quelle pericolose emozioni. Al contrario del consiglio, lei non era sicura che quello fosse un punto a suo favore.
Dopo un po' l'espressione di Gia si distese. Aveva ancora gli occhi tristi e turbati, ma aveva ripreso il controllo.  una rottura di scatole comment.
Gi concord Winter. Ma non possiamo abbassare la guardia.
Lo so. Gia le scocc il suo ghigno sardonico.  per questo che hanno scelto te.
Non sono sicura che sia una buona cosa rispose Winter, asciutta, poi si prese gioco di se stessa. Davvero, che altro avrebbe potuto fare? Lasciare che la sua freddezza, la capacit di reprimere i propri sentimenti, abbattesse lei e tutti loro, o trattarla con autoironia? Vogliamo al comando una ragazza senza cuore? Sul serio?
Gia scoppi a ridere e questo fu tutto ci che importava al momento. Pochi secondi di normalit. Pochi istanti in cui il loro mondo non fosse capovolto e rovesciato. Winter rise con lei. Ma non poteva durare a lungo e lo sapevano entrambe.
La casa di Benjamin dev'essere sterilizzata disse Winter quando la stanza torn silenziosa. Nessuno doveva vedere l'orrore che si era consumato in quel luogo, e prima che si potesse venderlo doveva essere eliminata ogni prova dell'esistenza degli ibridi o dei demoni. E dobbiamo radunare i capi squadrone aggiunse sottovoce.
Con un grave cenno del capo e un affettuoso abbraccio mentale, Gia sedette a gambe incrociate all'estremit del lungo tavolo da conferenza, prese una penna e un blocco per appunti, e inizi a stendere un elenco. Winter fu colpita dalla rapidit con cui le emozioni, il nucleo delle loro preoccupazioni, potevano cambiare. Dalla rapidit con cui la perdita personale poteva essere messa da parte per la salvezza di altri. A un certo punto, nel corso degli ultimi anni, lo aveva dimenticato, aveva scordato la ragione per cui si era unita all'Ordine.
Prese il primo respiro risoluto da quando il consiglio l'aveva posta al comando. L'idea, la responsabilit, la terrorizzavano ancora, ma sapeva che avrebbe avuto aiuto. Winter sent l'ombra di un sorriso aleggiarle sul viso. Se c'era un segreto nel suo successo, erano Gia e Dupree. Lui supervisionava l'addestramento del quadrante e Gia si occupava di tutti i dettagli.
Stiliamo una lista di candidati che possano sostituirmi nel quadrante nordest. Gia e Dupree sarebbero rimasti con lei come secondi in comando. E scopri a che punto siamo con il reclutamento.
I tassi di reclutamento erano calati drammaticamente nel corso degli ultimissimi anni. Gli umani moderni erano affascinati dal soprannaturale, ma non ci credevano finch non ci sbattevano il naso. E a quel punto di solito era troppo tardi. Le successive parole di Gia rispecchiavano cos da vicino i suoi pensieri che Winter si affrett a controllare i propri scudi e sospir di sollievo. Erano ancora intatti.
Malgrado i demoni ultimamente siano diventati sfacciati, ci sono stati pochi avvistamenti. Ci siamo limitati a sorvegliare quegli umani, assicurandoci che non diventassero bersagli, ma sono un possibile serbatoio a cui attingere.
Winter annu. Incarica qualcuno di farlo. Ci sono notizie dai tecnici?
Non potevano rivolgersi alle autorit umane, ma si erano tenuti al passo con le nuove tecnologie via via che si sviluppavano, e avevano in ogni regione dei propri laboratori e squadre di ricercatori. L'Ordine forniva ai membri cure ed equipaggiamento medico, e le squadre erano composte di persone che in genere si occupavano di questo, ma per qualche giorno avrebbero servito come patologi forensi.
Per ora niente. L'ultima cosa che ho sentito,  che erano ancora l fuori a vagliare pezzi di corpi. Gia fece una smorfia, diventando un po' verdina. Winter si morse il labbro per evitare di commentare. Se le circostanze fossero state diverse, avrebbe preso in giro la vecchia amica. Come facesse un assassino efficiente come Gia a essere cos schifiltoso, era al di l della comprensione di Winter.
Gia, che era stata canzonata per anni al riguardo, si affrett a cambiare argomento. Quando la squadra avr finito, dar disposizioni perch trasferiscano l'archivio. Dobbiamo trovare una collocazione pi centrale. L'archivio conteneva copie di tutte le storie dell'Ordine dalla sua fondazione, e fino ad allora era stato custodito nella residenza del comandante.
Comincia a cercarne una.
Per tradizione la residenza del comandante era vicino alla citt, con gli alloggi delle squadre disseminati attorno a essa come raggi di una ruota. In circostanze normali lei avrebbe semplicemente preso il posto di Ben nella vecchia casa, ma questo era impossibile. Era compromessa. Per fortuna l'Ordine aveva accumulato una certa ricchezza nel corso degli anni, e sarebbero stati in grado di acquistare qualcosa di idoneo non appena l'avessero trovato.
C' altro?
Di colpo sopraffatta ed esausta al solo pensiero di tutto ci che si doveva fare, Winter appoggi la testa allo schienale e chiuse gli occhi mentre Gia cominciava a valutare i membri dell'Ordine: pregi, difetti, punti di forza, stato di servizio. Grazie al cielo, Gia sarebbe rimasta con lei. Oltre a essere la sua migliore amica, era una manager esperta e ricordava tutto. Diversamente da Winter. Sarebbe stata una scelta assai migliore come comandante.
Perch io? Perch non te o Dupree?
Gia sbuff sprezzante. Dupree?
Non aveva torto. Dupree era un combattente eccezionale, affascinante quando voleva esserlo, ma un solitario incallito che spesso si faceva in quattro per irritare la gente. Non era il genere di individuo che il consiglio voleva al comando.
Okay, non Dupree. Ma che ne dici di te?
Gia sbianc. Neanche morta. Sono decisamente pi adatta come portaborse. Non ci so fare con le questioni emotive, e non voglio responsabilit. Il posto  tutto tuo, bimba.
Neanch'io lo voglio borbott Winter.
Gia sogghign. Lo dici adesso, ma se avessero scelto uno degli altri, tempo una settimana e avresti sfidato qualcuno. Puoi non volere questa responsabilit, ma non ti fideresti di nessun altro. E nemmeno noi.
Maledizione. Detestava ammetterlo, ma mentre richiamava alla mente ci che sapeva degli altri capiquadrante fu costretta ad ammettere che Gi aveva ragione. Prima che potesse formulare una risposta, la porta si apr ed entr Dupree, che la richiuse dietro di s con uno scatto sommesso.
Le mani agganciate dietro la schiena, i piedi piantati larghi, le rivolse il sorriso affascinante che faceva cadere tante donne ai suoi piedi. Fortuna per lei che ne era immune. Fortuna per le altre che fosse attaccate a una donna che era pi interessato a proteggere che a sedurre. Usando il proprio potere telecinetico, Gia sped a galleggiare nell'aria la lista di cose da fare che aveva compilato e Winter l'afferr al volo, poi chin la testa per esaminarla. Strinse le labbra sfogliando le pagine. Ignor gli altri due e studi i fogli che aveva in mano.
Comandante.
Winter ignor Dupree e si concentr sul compito che aveva davanti. L'elenco originale era seguito da nomi di persone che secondo Gia o era necessario tenere d'occhio, o erano possibili candidati per il posto lasciato libero da Winter. Forse, se avesse continuato a ignorarlo, Dupree se ne sarebbe andato, pens. Per poco non sbuff. Improbabile. Lui era la tenacia fatta persona.
Comandante,  ora di andare.

10
La luna affiorava al di sopra della linea degli alberi e i demoni che comandava si agitavano inquieti dietro di lui. Sentivano l'odore del caldo sangue degli umani oltre il muro di cinta a una trentina di metri da loro. Era come il richiamo di una sirena. Impossibile resistere.
Alz una mano, ordinando loro di aspettare. Ci furono grugniti di protesta, ma nessuno disobbed.
Ci che restava del suo cuore umano era inorridito da ci che lui si accingeva a fare, ma non era abbastanza forte per fermarlo. Il lato demoniaco aveva preso il sopravvento, ormai, e viveva per la vendetta. Per il sangue.
Sapeva che all'interno stavano preparando la cena, che altri dovevano essere in arrivo per unirsi ai compagni, cos attese, osservandoli tornare a due o tre per volta. Quando giudic che la casa fosse piena, diede il segnale di attaccare. Eruppero dagli alberi in un'unica furibonda, sanguinaria ondata. I mezzi umani all'interno combatterono, ma non potevano resistere a due dozzine di demoni.
Lui infuri ovunque con i suoi sottoposti, lasciandosi dietro sangue e brandelli di corpi, cercando un uomo in particolare.
Lo trov nell'armeria, che caricava un fucile con mani tremanti. L'uomo alz gli occhi quando lui entr, e la perplessit gli attravers il viso. Che cosa ci fai tu qui? Credevamo fossi morto.
Furono le ultime parole che pronunci.

11
Winter sospir. Dupree, che la conosceva bene, si limit ad aspettarla fuori. Il dovere chiamava. Lei alz gli occhi e lo sorprese a scambiare un'occhiata preoccupata con Gia, ma la ignor, accigliandosi quando guard l'orologio. Era di gran lunga troppo presto per muoversi. Dovevano aver cambiato l'orario della riunione.
Bene, portiamo lo spettacolo in strada, allora disse, preparandosi mentalmente a teletrasportarsi alla conferenza dell'Alleanza e ad affrontare Marcus. Sarebbe stata la sua prima volta all'interno del misterioso edificio ed era curiosa. Che cosa c'era di cos segreto che a nessuno era mai concesso di entrare se non per i raduni dell'Alleanza? Vedendo Dupree scrollare la testa, si blocc e lo guard con aria interrogativa.
I mangiatori d'anime insistono perch nessuno si teletrasporti. Dobbiamo andare in macchina spieg lui.
Perch non possiamo teletrasportarci? borbott Gi.
Non l'hanno detto, lo non ho chiesto. Dupree si strinse nelle spalle. Non abbiamo idea di che genere di sistemi di sicurezza abbiano laggi. E anche tu non vorresti che loro si teletrasportassero qui dentro le fece notare.
Aveva ragione, ma non era a questo che lui stava pensando. Winter soffoc una risata vedendo l'aspettativa e la gioia sul viso di Dupree. Era bella la normalit. Alto e con le spalle larghe, la pelle nera come la notte, era uno stimato membro della sua squadra, indispensabile in uno scontro e freddo sotto il fuoco nemico. Ma al volante di un qualsiasi veicolo motorizzato faceva paura. Se si trattava di guidare, era nel suo elemento.
Penso che andr con Gia scherz Winter, sbirciando l'amica.
Lei per tutta risposta sogghign. Tu non sei molto meglio.
Winter alz le spalle. Almeno, se al volante ci fosse stata lei, avrebbe avuto il controllo. Mentre attraversavano l'enorme garage sotterraneo, esamin i vecchi amici. Erano stati tutti iniziati nello stesso anno. Non avrebbe mai immaginato, allora, che un giorno lei avrebbe finito per diventare capo regionale dell'Ordine; ancora non riusciva a credere che il consiglio avesse tanta fiducia in lei. Di certo lei non l'aveva. D'accordo, era competente. Efficiente. Aveva studiato e fatto pratica, imparato e brillato. Che cosa diceva di lei il fatto che fosse cos brava a uccidere?
Non volendo indugiare su quel pensiero, affrontare ci che era diventata, volse lo sguardo verso Gia. Da quanto non dormivano, tutti e tre? Ventiquattr'ore almeno. Gia si era concessa una rapida doccia da qualche parte e aveva lasciato sciolti i capelli corvini, che le sfioravano i fianchi. Indossava la solita uniforme, larghi calzoni neri da combattimento e stivali, un top nero aderente, senza spalline, e un notevole assortimento di armi: il pugnale demoniaco che tutti loro portavano, coltelli e pistole.
Negli ultimi tempi, lo sguardo duro nei suoi occhi si era in qualche misura ammorbidito e lei sembrava pi incline a sparire quando non era in servizio. E tuttavia asseriva che non c'era alcun legame tra lei e il suo uomo del mistero. Winter aveva di nuovo chiesto di lui dopo la loro prima conversazione, ma stranamente Gia continuava a tenere la bocca chiusa sull'argomento, liquidandola con un'alzata di spalle come se non si trattasse d'altro che di sesso occasionale. Se Winter non fosse stata cos in cattiva forma, cos prossima al limite, avrebbe lasciato perdere. Ma Gia aveva trovato un modo per salvarsi senza legarsi a un compagno per il resto della sua vita, e ora pi che mai Winter aveva bisogno di quel segreto. Questo tuttavia avrebbe dovuto aspettare qualche ora, almeno fino a dopo la riunione con l'Alleanza.
Raggiunsero il garage e Winter si diresse alla Thunderbird del 1955 a cui si rifiutava di rinunciare bench tutti la prendessero in giro. Una due posti rosso mela in condizioni perfette come se fosse appena uscita dalla fabbrica. Era l'ultima cosa che lei e David avevano comprato insieme. Gia sgusci sul sedile del passeggero e Dupree and verso la propria auto, una delle moderne Mustang sportive. Winter non era interessata alle nuove macchine in stile rtro. Non si avvicinavano neanche lontanamente all'originale. Gir la chiave e il motore fece le fusa. La radio venne sintonizzata su un nuovo canale, e dalle casse usc la musica dei Godsmack a un volume assordante. In qualche misura, le parve appropriato. Non le sarebbe dispiaciuto fare una chiacchieratina con Dio in persona.
Fece retromarcia, imbocc la lunga strada che isolava il complesso, e svolt in direzione della superstrada. Viaggiando attraverso i boschi, la casa del Signore di Coloro che Camminano nella Notte era a pochi chilometri dalla sua. Marcus era stato cos vicino per tutto quel tempo, e lei non ne aveva avuto la minima idea. Era irritante. Ad aggiungere offesa all'ingiuria, lui li stava facendo viaggiare. Winter avrebbe dovuto girare tutt'attorno alla riserva naturale che si trovava tra la tenuta di Marcus e il suo insediamento, perch non c'erano strade che l'attraversassero.
Dal momento che era una calda notte d'estate, lasci abbassato il tettuccio. Gia rest appoggiata contro il sedile, silenziosa, e fiss fuori dal finestrino. Winter ebbe l'impressione che i suoi occhi fossero chiusi dietro gli occhiali da sole. Desider poter fare lo stesso. Era stata una giornata lunga, interminabile. La stanchezza le scorreva addosso. Non desiderava altro, in quel momento, che dormire per due giorni di fila.
Sarebbe stato un lungo tragitto, e lei non aveva tempo per una conferenza dell'Alleanza. Le riunioni tra i mangiatori d'anime, i licantropi e gli ibridi dell'Ordine avevano luogo di solito solo una volta all'anno, a gennaio, e questa era stata convocata molto prima del necessario. Perch? I mangiatori d'anime avevano chiesto l'incontro senza dare a Dupree alcuna spiegazione.
L'Alleanza esisteva soltanto perch avevano tutti un nemico comune. I mangiatori d'anime e i licantropi non si fidavano gli uni degli altri, quasi si odiavano. Era una vecchia storia che affondava le sue radici nell'antichit, ma Winter non la conosceva nella sua interezza. Nessuno sapeva bene che cosa fare dell'Ordine. Alcuni degli ibridi riuscivano a muoversi con agio nel mondo dei lupi, accettati in massima parte per via dell'amicizia di Winter con il loro alfa, Mitchell Grant, e delle poche coppie miste che i gruppi avevano in comune. Ma i mangiatori d'anime restavano per conto proprio.
Nel corso degli ultimi sessant'anni Winter ne aveva incontrati solo una manciata, ed era successo nel folto della mischia. Non aveva avuto molte opportunit di chiacchierare con loro, dunque. E poi c'era stata l'invasione della sua mente. Un paio di lampeggianti occhi azzurri si levarono nella sua memoria. Marcus.
Sospir ricordando il giorno in cui si erano incontrati, lo us per rafforzare i propri scudi mentali e corazzarsi per l'imminente incontro. Lo vedeva con tale chiarezza da essere quasi certa che fosse lui a proiettare quell'immagine nella sua testa. Era troppo bello, alto e snello, con fluenti capelli neri e un viso cesellato. Erano gli occhi, tuttavia, quei penetranti occhi azzurri, che le toglievano il fiato.
La percorsero dalla testa ai piedi. Oscuri. Colmi di desiderio. Possessivi. Il suo corpo si contrasse, rispondendo a quella carezza sensuale, lo sfinimento di colpo spazzato via, e un sorriso gioc agli angoli della bocca di Marcus. Con il fascino di un abitante del Vecchio Mondo, si inchin e scomparve dalla sua mente. Winter strinse le mani tremanti attorno al volante finch le articolazioni le scricchiolarono protestando. Riconobbe ci che era appena successo come una sfida, un guanto lanciato ai suoi piedi per avvertirla che la caccia era ufficialmente iniziata. Resistere a Marcus sarebbe stato difficile, e lei cerc di ricordare tutto quanto avessero appreso sul suo conto.
Era stato difficile individuare la sua identit, ma una volta che Mitchell aveva avuto un nome, lei aveva scavato un po' per conto proprio. Marcus. Si sussurrava fosse il pi pericoloso dei mangiatori d'anime. Le voci sul suo conto si sprecavano. Secondo la pi interessante era il loro signore. O forse non lo era, e il suo signore non poteva controllarlo. Dicevano che non si abbandonava mai al sesso. Winter trattenne un'esclamazione beffarda. Un mangiaanime casto? Era troppo assurdo per crederci. Si diceva che quelle creature si nutrissero di energia psichica durante l'atto sessuale. Astenersi avrebbe significato morire di fame, giusto? Per cui no, a quella particolare diceria Winter non credeva.
Aggrott la fronte. Se lui stava con un'altra donna mentre era cos impegnato a eccitare lei, riducendola a una palla pulsante di desiderio, l'avrebbe ucciso. Quindi, ripensandoci, forse c'era una briciola di verit nelle voci sulla sua castit. Lui era veramente assiduo nel tormentarla, e quando lo faceva lei avvertiva il suo bisogno, percepiva che lasciandola insoddisfatta lasciava insoddisfatto anche se stesso. Dio, perch mi hai buttato in questo garbuglio che mi confonde? Dio non rispose e lei non si aspettava lo facesse. Non erano esattamente in confidenza.
Si costrinse a distogliere la mente da Marcus rivolgendola alla strada che portava alla dimora del Signore di Coloro che Camminano nella Notte. Da capo squadrone, Winter non aveva mai partecipato a quegli incontri. Temeva di dover spiegare la propria ascesa, gli eventi che avevano condotto a essa. L'aveva escluso dalla propria mente per gran parte della giornata e dubitava che lui lo sapesse gi. Mitchell non avrebbe detto una parola, e neanche Dupree l'aveva fatto quando la telefonata dall'Alleanza era stata trasferita dal vecchio numero di Ben al suo.
Nel sangue le cantavano la collera e il bisogno di vendetta. Erano sempre attenti a proteggere le aree in cui dormivano e vivevano. Come avevano fatto i demoni a scoprire l'insediamento di Benjamin? Come avevano fatto a uccidere cos tanti cacciatori? I tecnici ancora non avevano una lista completa di chi si trovava nel complesso, ma dal momento che l'attacco era avvenuto poco prima di colazione doveva essere pieno. Winter avrebbe dovuto passare al vaglio quelle informazioni, pi tardi.
Rallent quando davanti a lei s'innalz la dimora in stile federale, e segu la macchina di Dupree fino a un parcheggio sul lato dell'edificio. Lasciarono le armi nei portabagagli delle auto, fatta eccezione per i caratteristici pugnali di ossidiana che portavano tutti. Winter socchiuse gli occhi mentre si avvicinavano; i mangiatori d'anime perquisivano la gente all'ingresso. Aveva udito abbastanza su quegli incontri per sapere che era un passo senza precedenti.
Riconobbe Baron, il beta di Mitchell, e cap dall'odore che era offeso. Una volta dichiarato pulito, torn indietro a salutarla mentre Dupree spalancava le braccia e sorrideva ai mangiatori d'anime che effettuavano la perquisizione. Qualsiasi sentimento provasse per quell'intrusione era celato con cura. Winter scambi poche parole con Baron prima che lui annuisse ed entrasse nella casa con Dupree. Winter e Gia subirono la stessa procedura e seguirono le voci fino a una lunga sala centrale.
L'interno della casa era elegante come l'esterno, e aveva la sobria raffinatezza di un maniero inglese. Winter tent di non guardarsi intorno a bocca aperta, cercando di nascondere la propria confusione. Folti tappeti rosso e oro coprivano il pavimento. Persiani, ci avrebbe scommesso, antichi e dall'aria costosa. Su un lato c'era un ampio scalone che saliva incurvandosi fino al pianerottolo del secondo piano, e Winter colse uno scorcio di altri gradini che salivano da l. Due lampadari rischiaravano l'enorme spazio. Scroll la testa. Se quella era la casa di Marcus, lui era decisamente al di l della sua portata.
La riunione si teneva in una sala da pranzo, cos svoltarono a sinistra rispetto alla porta principale. Winter si sforz di non strabuzzare gli occhi quando entr, ma questa volta non fu l'arredo, altrettanto formale, altrettanto costoso, a suscitare in lei quella reazione.
A un'estremit di un lungo tavolo sedevano due mangiatori d'anime. I licantropi erano seduti all'estremit opposta. Winter gir attorno ai lupi e si accomod nella poltrona al centro, la schiena verso la parete opposta alla porta, e a uguale distanza dai due campi per non dare l'impressione di essere alleata pi strettamente con un gruppo che con l'altro. Stava gi diventando il politico che un comandante regionale doveva essere. Che pensiero deprimente.
Gia si sedette alla sua sinistra, tra lei e i mangiatori d'anime. Dupree chiuse la porta e prese posto di fronte a lei. Non appena la porta fu chiusa, Mitchell si sporse in avanti e la guard negli occhi.
Tutto okay? domand.
Lei annu. Solo incazzata.
Non gliel'avrebbe detto, se non fosse stata bene. Non l. La fiducia non era una priorit alta in quella folla. L'aveva incontrato di nuovo il giorno prima e aveva scaricato un sacco di rabbia alla vecchia maniera. Era stato il loro scontro pi feroce finora, nessuno dei due si era risparmiato e lei aveva diversi graffi a provarlo. Non era ci che aveva veramente desiderato, ci di cui aveva davvero bisogno, ma era un passabile succedaneo del sesso. Appoggiato con la schiena contro la parete dietro il proprio alfa, not Baron che li osservava con attenzione. A chiunque altro la sua posa sarebbe sembrata casuale, annoiata perfino, ma lei colse la sua preoccupazione. Aveva temuto che uno di loro uccidesse l'altro, ed era una scommessa chi sarebbe stato il vincitore.
Dov' Benjamin? chiese una voce levigata, studiata, dall'altro capo del tavolo. Dunque loro non sapevano. Aveva sperato che Marcus non avesse colto l'informazione dalla sua mente, ma fu lo stesso un po' sorpresa. Non era cos brava a bloccarlo. Forse lui aveva improvvisamente cominciato a rispettare la sua intimit. No, questa Winter non se la beveva. Ma l'unica alternativa verosimile era che lui avesse tenuto per s l'informazione. Perch?
Winter alz gli occhi e in qualche maniera riusc a non sobbalzare. L'uomo che aveva parlato, a capotavola, assomigliava a Marcus come una goccia d'acqua, ma non era lui. I sensi di Winter erano protesi per percepirlo, per avvertire la sua vicinanza. Non aveva prestato molta attenzione ai due mangiatori d'anime quando era entrata, perch non aveva colto la sua presenza tra loro. Accigliandosi, ripercorse mentalmente gli ultimi minuti. Non aveva notato quel tizio perch era rimasto di spalle rispetto a lei, celando intenzionalmente il viso. Adesso la guardava, come per sfidarla a fare un passo falso. Winter segu il sentiero mentale fino al suo tormentatore.
Che razza di gioco stiamo giocando adesso?
Lui non rispose, ma lei lo sent pi vicino. In un fremito d'aria si materializz e prese posto. Turbolenti occhi azzurri si scontrarono con i suoi, e il suo disappunto si rovesci su di lei. Winter lo ignor, mangiandoselo con gli occhi. Quella era la prima volta che lo vedeva di persona dopo l'imboscata e l'avvelenamento, e accidenti, era splendido come ricordava.
Non aveva preso posto a capotavola. Fu sollevata che non fosse lui il Signore di Coloro che Camminano nella Notte. Oppure lo era? Ne aveva decisamente l'arroganza. Winter ebbe la sensazione che si stesse svolgendo una conversazione telepatica tra lui e il suo sosia. Lo fiss per un minuto, inchiodata dal suo sguardo irato, finch Dupree non le diede un calcio sotto il tavolo. Allora Winter spost lo sguardo sull'altro mangiatore d'anime.

12
Benjamin  stato assassinato.
Un'ondata di collera inond la stanza, e le ci volle un minuto buono per notare che non proveniva tutta da lei e dai suoi luogotenenti. Mitchell e Baron vi erano coinvolti, e cos pure Marcus e il suo sosia. Non percep assolutamente nulla dal terzo mangiatore d'anime. Era come se non fosse l con loro. Il che suggeriva un supremo autocontrollo. Normalmente Winter sarebbe stata preoccupata e in guardia, ma non si aspettava di rivederlo dopo quella riunione.
Accigliandosi, si concentr su Marcus. Sent la sua rabbia diretta pi contro di lei che in reazione all'assassinio di Benjamin, il che non ebbe senso finch lei non entr con cautela dentro la sua mente. Era arrabbiato perch lei non gliel'aveva detto prima (lui aveva rispettato il suo desiderio d'intimit) e stava cercando di controllare le proprie reazioni... e qualcos'altro che Winter non riusc a definire. Gli sgusci silenziosamente fuori dalla mente e reindirizz i propri pensieri.
Tu chi sei? chiese al mangiatore d'anime a capotavola.
Luke. Accenn con la testa all'uomo che non gli assomigliava. Kadall. E credo che tu conosca gi mio fratello, Marcus concluse indicandolo con un cenno del capo. Oh, s. Lo conosceva.
Gia e Dupree. Winter present i suoi luogotenenti, Io sono Winter, il nuovo comandante.
Marcus si sporse avanti e perfino in cos terribili circostanze la sua voce fu come peccato liquido che le accarezzava la pelle. Cos' successo?
Winter sent la rabbia riaffiorare schiumando e fiss il tavolo lottando per controllarla. Quando sollev lo sguardo di nuovo si rese conto che gli occhi le lampeggiavano rossi, ma continu comunque. Meglio concludere quella faccenda in fretta. Poi sarebbe potuta andare a caccia.
L'insediamento  stato attaccato ieri mattina.
La collera gli fece scintillare gli occhi. Perch non me l'hai detto?
Lei lo fiss, ma non rispose alla domanda mentale.
Quanti ne avete persi? chiese l'altro, Luke, la voce gelida come gli occhi di Marcus.
Lei scosse la testa. Non ne siamo ancora certi. Probabilmente una trentina. Ma potevano essere di pi. Nella casa vivevano venti persone, ma c'erano sempre altri che andavano e venivano dalla residenza del comandante, e l'attacco appariva organizzato per causare il massimo di perdite.
Non riprenderete possesso del luogo.
Winter inarc un sopracciglio all'ordine implicito nelle parole di Marcus. Certo che no rispose, ma non poteva lasciargli credere che quella decisione avesse a che fare con lui. Ormai  compromesso. Stiamo cercando qualcos'altro.
Tu potresti stare qui. La voce di Marcus era morbida e sensuale, bench troppo autoritaria.
Grazie per l'offerta, ma staremo benissimo. Sapeva che l'invito era rivolto solo a lei, tuttavia era decisa ad assorbire il colpo senza chiedere aiuto a nessuno.
Quanti demoni hanno ucciso? si inform Luke.
Winter riport lo sguardo su di lui, ma non la stava guardando. Stava fissando Gia, che si osservava le mani strette a pugno in grembo, e un tassello di conoscenza su cui Winter si era a lungo interrogata and a posto con un clic. Gia se la stava cavando cos bene, pur non avendo un compagno, perch stava nutrendo un mangiatore d'anime. Avrebbe dovuto venirle in mente prima come possibile soluzione. Quelle creature si cibavano di energia psichica e gli ibridi avevano bisogno di consumare proprio l'energia in eccesso. Era un'informazione che avrebbe potuto usare in seguito, pens, e la ripose in un angolo della propria mente insieme a un'enorme dose d'irritazione.
Hai un sacco di cose da spiegare, Gianna Drake, trasmise telepaticamente a Gia, che non si cur di nascondere un sospiro.
Lo so. Mi dispiace.
Non solo uno dei suoi consiglieri pi fidati era coinvolto con un mangiatore d'anime, ma lui era il fratello di Marcus. Quasi certamente il suo gemello. Lo sapevi?
Gia non rispose esplicitamente, ma Winter sent l'affermazione nella sua mente.
Non potevo dirti chi era senza rivelarti anche come lo sapevo, ed ero cos... vicina alla trasformazione. Winter, non potevo rischiare. Tu e Dupree avreste dovuto uccidermi.
Avresti comunque potuto dirmelo.
Anche Winter probabilmente l'avrebbe tenuto segreto, se le loro posizioni fossero state invertite, e desider che Gi non l'avesse spiegato, perch per lei aveva perfettamente senso e voleva rimanere arrabbiata. Cavolo, era arrabbiata. Anche se quell'informazione non avesse potuto aiutare nessuno a evitare la follia, uno della sua cerchia pi intima andava a letto con un mangiatore d'anime. Questa era un'eccezione totale alla regola di non immischiarsi negli affari personali altrui.
Winter incalz Marcus.
Ne discuteremo pi tardi.
Gia le invi un'immagine di occhi strabuzzati. Sicuro. Ma non  poi gran cosa.
Oh, per piacere. Sai che lo . Dupree lo sa?
No. E tu non glielo dirai.
Improbabile. Di rado mantenevano dei segreti tra loro, di certo non quelli grossi.
Quanti demoni sono stati uccisi? chiese di nuovo Marcus. Lei incontr il suo sguardo, Gia ormai dimenticata sotto l'influsso di quell'azzurro iroso.
Nessuno, o almeno non ne abbiamo trovati.
Marcus aveva la fronte aggrottata, la sua inquietudine facile da leggere per Winter, che resistette all'istinto di alzarsi e fare il giro del tavolo per spianargli la fronte. Come hanno fatto a localizzare uno dei vostri insediamenti? Stiamo tutti molto attenti a nascondere le nostre dimore.
Lei non ne aveva idea, ma era un'ottima domanda. I demoni non potevano percepirli nel modo in cui loro riuscivano ad avvertire la loro presenza, e tutti si assicuravano di non essere seguiti in nessun luogo vulnerabile.
Non lo sappiamo ancora rispose Dupree dopo che lei approv con un lieve cenno della testa.
Marcus guard negli occhi il fratello, e di nuovo Winter li sent comunicare telepaticamente. Quando lui annu, Luke prese la parola. Abbiamo convocato questa riunione perch con l'aumento di attivit demoniaca riteniamo sia tempo che cominciamo a lavorare tutti insieme.
Quelle parole sorpresero tutti, facendoli ammutolire. A volte l'Ordine lavorava con i licantropi, ma pi su base individuale che ufficiale. E i mangiatori d'anime non collaboravano mai con nessuno. Winter doveva aver sentito male.
I demoni stanno diventando pi sfacciati. Organizzati. Questa situazione sottolinea il pericolo che tutti noi ci troveremo ad affrontare, se non saranno fermati.
Che cosa stai proponendo? domand Mitchell, la voce pi un ringhio da lupo che umano eloquio.
Un esperimento. Per vedere se possiamo lavorare tutti insieme. Luke scroll le spalle, ma Winter cap che la sua disinvoltura era una commedia. Percep la preoccupazione di Marcus che lei rifiutasse. Luke prosegu. Qualcosa sulla falsariga di una task force. Tre di noi, tre ibridi e tre lupi.
Parlando indic i tre distinti gruppi, ma il suo sguardo continuava a tornare su Gia. Winter riusciva a cogliere i suoi sentimenti per lei senza bisogno di entrargli nella mente. Era il genere di trucchetto che normalmente non funzionava sui mangiatori d'anime, ma lui non stava facendo alcuno sforzo per schermarsi. Dal momento che sembrava cos fissato su una dei suoi, neanche Winter si sent minimamente in colpa a leggergli la mente.
Manc poco che scoppiasse a ridere per ci che scopr. Pensava sul serio che Gia gli avrebbe permesso di proteggerla? Di possederla? Avrebbe avuto una grossa delusione. Tuttavia, dal momento che non percep alcuna violenza indirizzata verso Gia, ma solo la determinazione di tenerla al sicuro, Winter decise di restarne fuori. Era ancora irritata con Gi perch glielo aveva nascosto, ma preferiva doversi preoccupare che un mangiatore d'anime fosse cos vicino a loro piuttosto che perdere la sua migliore amica. Inoltre, Gi era perfettamente in grado di gestirlo, ne era certa.
Dupree le sferr un altro calcio sotto il tavolo, riscuotendola di scatto dai suoi pensieri. Marcus la osservava in attesa di una risposta, ma lei voleva sentire cos'avesse da dire Mitchell prima di impegnarsi in un senso o nell'altro. Lanci un'occhiata nella sua direzione.
Il sogghigno del lupo fu ferale, pericoloso e sospettoso, e le fece alzare la guardia. L'ultima volta che aveva visto un'espressione simile era stato pochi giorni prima che lui sfidasse e uccidesse il vecchio alfa. Hai guardato troppi polizieschi ultimamente, mangiatore d'anime?
Era l'approccio sbagliato, ma Winter non era in disaccordo con ci che Mitchell provava. Nemmeno lei voleva lavorare cos a stretto contatto con i mangiatori d'anime, e con uno in particolare che era incluso in quel piccolo gruppo. Il legame telepatico era gi abbastanza brutto. Da vicino, la prolungata esposizione fisica l'avrebbe probabilmente spinta oltre il limite, alla follia. A meno che non gli permettesse di nutrirsi delle sue energie psichiche. Ma no. Avrebbe tentato di prendere il controllo su di lei. Winter aveva visto nella sua mente un istinto possessivo cos marcato e intenso da essere ferino. E lei aveva i troppe responsabilit, troppe persone da proteggere, per rischiare di essere sopraffatta da un mangiatore d'anime fuori controllo. Per quanto sexy fosse.
Luke non rispose esplicitamente a Mitchell. Si limit a osservarlo, in silenzio, il corpo innaturalmente immobile mentre le sue emozioni erano ancora in tumulto. Le diede l'impressione di un grosso felino in caccia, e Winter soffoc un brivido, sicura che quello fosse un uomo di cui non avrebbe mai voluto conoscere il lato cattivo, perch non sarebbe uscita con le proprie gambe da quell'esperienza. Mitchell, che aveva nervi d'acciaio, semplicemente aspett. Il silenzio si prolung e lentamente Luke riprese il dominio di s, finch Winter non percep pi nulla da lui.
Infine Luke si strinse nelle spalle. Ha importanza da dov' venuta l'idea, se  utile? Non possiamo continuare per le nostre strade come se niente fosse. Credevo fosse evidente. Questa  solo la logica conseguenza.
Merda. Winter aveva immaginato che sarebbe stata quella la discussione che avrebbero avuto, e lui aveva ragione, ma detestava ammetterlo. Sospettava che Marcus avesse cucinato il piano per coinvolgerla pi profondamente di quanto lei gi non fosse. Ma a quale scopo? Aveva trascorso due mesi a rifiutare di vederla, perch tutto a un tratto voleva rendere impossibile non vederla? Forse non era un'idea sua, dopotutto, o forse aveva percepito la determinazione di Winter a mettere della distanza tra loro. C'erano troppi forse.
Il suo telefono vibr mentre tentava di decidere cosa fare, ma lo ignor. Meno di un minuto dopo, si attivarono anche quelli di Gia e Dupree. Lui sganci il proprio e usc in corridoio. Winter avvert un impeto di furia rapidamente soffocata e cap che qualcosa non andava prima che lui tornasse, prima di vedergli la rossa rabbia negli occhi. Dupree rientr, ma non si sedette, e Winter comprese senza entrargli nella mente quale fosse la brutta notizia.
Un altro attacco?
Quadrante sudovest. Charles. Ed  recente. Sembra che la casa fosse piena di gente.
Lei chiuse gli occhi, prese un profondo respiro e lasci che il demone si risvegliasse. Permise che la rabbia e il terrore e la confusione prendessero il sopravvento. Come li stavano trovando, i demoni? Nessuno di loro, nessun membro dell'Ordine, li avrebbe mai traditi. Fu impossibile ignorare il sospetto che si materializz nella sua mente, alimentato dalla collera del suo demone, dalla sua brama di sangue. Alcuni dei loro insediamenti erano noti ai mangiatori d'anime e ai licantropi. Uno di loro aveva tradito la sua gente?
Mantenne a stento il controllo sulle proprie emozioni, prima di dire o di fare qualcosa di stupido. Alzandosi in piedi gir attorno al tavolo, diretta alla porta. Doveva uscire, allontanarsi da quegli scomodi alleati, e aveva bisogno di andare alla residenza di Charles. Di vedere con i propri occhi cos'era accaduto e cosa si potesse recuperare.
Marcus la batt sul tempo, un muro irremovibile che le blocc l'uscita.
Togliti dalla mia strada.
Voglio parlare con te prima che andiamo.
Lei inarc un sopracciglio. Neanche morta. Tu non andrai dove sto andando io. Ma aveva una domandina o due.
Adesso lavoriamo insieme, ricordi?
Lei in effetti non aveva acconsentito, ma sapevano entrambi che probabilmente l'avrebbe fatto, se la conversazione non fosse stata interrotta da questioni pi pressanti. Winter stava per contestare comunque il punto, ma una sola occhiata al suo viso, un unico scorcio dell'implacabile risolutezza nella sua mente, le permise di capire che sarebbe stato uno spreco di tempo. Si volt verso Gia e Dupree.
I due se ne andarono, seguiti dai lupi. Sulla porta, Mitchell guard Winter negli occhi e le rivolse una domanda muovendo solo le labbra. Pi tardi?
Lei annu, avendo la sensazione che avrebbe avuto bisogno di un lungo e sudato scontro, pi tardi. Il suo mentore era morto, era lei al comando, e c'erano stati due attacchi dei demoni in due giorni. Sinceramente non credeva di poter reggere altro. Sospirando, attravers la stanza, desiderando di avere davanti a s il lungo viaggio per tornare a casa, guidando, per schiarirsi la mente, prima di infilarsi nel letto e di concedersi una lunga dormita. Invece... ecco, solo invece. Non si volt a guardarlo.
Sapevi di Gia e di tuo fratello?
Percep un lampo di esitazione in lui. La domanda sembr coglierlo con la guardia abbassata. Ottimo. Era ora di scoprire le carte. No. Ma non mi sarei messo in mezzo se l'avessi saputo.
Pensi che sia giusto? chiese Winter, anche se gli credeva.
Lo negheresti alla tua amica? Lui inarc un sopracciglio. Luke  un toccasana per il suo autocontrollo.
Tu sapevi. Era al corrente del fatto che nutrirsi dagli ibridi poteva salvare loro l'anima e la salute mentale. La feriva che lui gliel'avesse tenuto nascosto. Era stato cos tanto tempo nella sua mente che doveva essere consapevole di quanto fosse prossima alla fine.
Girando sui tacchi, Winter si volt per avviarsi nell'altra direzione ma fin dritta addosso a lui in persona, alto, oscuro e reticente. Quasi barcoll all'indietro. Le sue braccia l'afferrarono, cingendola per la vita e attirandola contro il suo corpo solido. La pelle di Winter sfrigol al contatto. Ansim per la sorpresa e alzando le mani spinse contro il suo torace. Lui non si smosse di un millimetro, ma lei colse un lampo divertito attraversargli il viso.
Lasciami, andare, mangiaanime gli intim, gelida.
Marcus.
Comunque sia. Toglimi le mani di dosso.
No. La risposta fu tagliente. Lui la tenne ancor pi stretta quando lei tent di nuovo di spingerlo via e il suo corpo reag, con i capezzoli che si indurivano e il sesso che si inumidiva diventando accogliente. Winter sper che lui non se ne accorgesse. Marcus si pieg in avanti e inspir profondamente. Quando si rizz, i suoi occhi erano ardenti e furiosi. Hai addosso il lezzo del lupo.
Lei lo spinse di nuovo e questa volta lui lasci cadere le braccia e arretr. Inarcando un sopracciglio, Winter si avvi verso la porta.
Non vedo come questo possa essere affar tuo, Marcus. E stai evitando la conversazione. Le sue parole l'avevano fatta arrabbiare. Lui sapeva che non dormiva con Mitchell perch si era assicurato che cos fosse, con la costante presenza nella sua mente, non facendole deliberatamente desiderare nessun altro che lui.
Marcus l'afferr per un braccio e la tir indietro con uno strattone. Lei gli piomb addosso, afferrandogli le spalle per reggersi. Le mani che si attorcevano tra i suoi capelli, Marcus si chin su di lei e pos le labbra sulla vena che le pulsava nel collo.
A questo provvederemo mormor.
Il fuoco le lamb il ventre al contatto, e Winter si tese sentendo i suoi denti sfiorarle la pelle, chiedendosi che cos'avrebbe fatto.
Sta' lontana dal lupo ringhi lui.
Lei sbuff, sprezzante. Rinunciare all'unico vero sfogo che le era rimasto? Chi pensava di essere quel tipo? Lei non avrebbe tirato cos tanto di spada con Mitchell se Marcus avesse dato sollievo alla fame che aveva alimentato. Sgusciando fuori dalle sue braccia, Winter riusc ad arrivare alla porta prima che la sua voce la fermasse.
Dico sul serio, Winter sibil, proprio dietro di lei, il respiro che le accarezzava rovente la pelle. Le pos le mani sui fianchi e spinse la propria erezione contro le sue natiche. Lei gemette e cerc di voltarsi, ma lui la tenne ferma, mentre le labbra le deponevano un delicato bacio sulla nuca. Dio, quell'uomo era una tentazione e stava giocando col fuoco, Io non condivido niente.
Devi smetterla di comportarti cos mormor lei. La mia gente non  come la tua. Non posso sopportare la... tensione.
Me ne occuper io. Mi prender cura di te. Tracci un sentiero di baci dalla sua spalla su per il collo, e lei rabbrivid quando si ferm abbastanza a lungo per mordicchiarle la pelle sensibile sotto l'orecchio.
Perch non me l'hai detto? Di questa storia del nutrirsi? Detest sentire quel tremore nella sua voce, ma non riusciva a controllare la propria reazione con le sue labbra premute sulla pelle.
L'ho preso in considerazione. Avresti detto di no.
Non esserne cos sicuro.
Ho intenzione di nutrirmi di te, bambina bisbigli Marcus appena prima che i denti aguzzi le mordicchiassero il lato del collo.
Quando avremo sistemato alcune altre cosette.
Le sue mani le scivolarono attorno ai fianchi, fino al ventre, per poi insinuarsi lentamente sotto la camicia. Il contatto pelle a pelle era cos elettrizzante da farle pensare che sarebbe andata a fuoco. Era sul punto di implorarlo di non fermarsi, di prenderla subito, l.
Quali cose?
Tu ti trasferisci qui.
L'ordine fu come uno schizzo d'acqua fredda, che la riport bruscamente alla realt. Era pazzo? Perch lei doveva proprio esserlo, se gli aveva permesso di spingersi fino a quel punto. Ma non era ancora cos vicina a perdere il senno, giusto? Quello che le stava succedendo era colpa degli ormoni che avevano preso il sopravvento, non del demone. Si allontan di scatto e rote su se stessa per fronteggiarlo. Neanche per sogno.
L'espressione di Marcus divent cupa e minacciosa e lei cap che era furioso per il suo rifiuto. Si protese verso di lei, ma Winter fu pi veloce, si catapult nell'atrio e quando lui si avvicin alz una mano.
No. Non so perch ti sei convinto di poterlo fare, ma non hai alcun diritto su di me. Non mi trasferisco da nessuna parte. E gi che ci sono, esci dalla mia testa.
La rabbia stava tornando, grazie a Dio. Non poteva semplicemente dormire con lei e farla finita? Lui ignor la sua collera e si avvicin, la segu mentre si allontanava lungo il corridoio. Se avesse avuto un minimo di buonsenso, pens Winter, si sarebbe teletrasportata fuori. Aggrott la fronte. Che cosa diavolo aveva che non andava? Si appoggi di schiena alla porta d'uscita e le mani di lui si abbatterono contro il battente alle sue spalle, imprigionandola. E quando lei cerc di sgusciargli via da sotto le braccia spinse i fianchi contro di lei per tenerla ferma. Era inchiodata l, e disgustata con se stessa perch era prigioniera e le piaceva.
Ho tutti i diritti.
Non era vero, ma Winter doveva riconoscere che il suo corpo reagiva come se lui li avesse. Con un'occhiataccia strinse le labbra, rifiutando di rispondergli. Lui si pieg in avanti, lentamente, lasciando che lei lo vedesse arrivare. Tu sei mia sussurr un secondo prima che le labbra toccassero quelle di lei.
Winter non contest. Non pot, perch la lingua di Marcus le invase la bocca. Esigente. Predatoria. Dominante. Ogni obiezione, ogni argomentazione logica, ogni paura, scivolarono via e lei si sciolse; sarebbe diventata una pozzanghera ai suoi piedi se lui non l'avesse sorretta. Fin di gran lunga troppo presto. Lui si stacc di scatto, schizzando a qualche metro da lei, con il respiro altrettanto affannoso, quasi ansimante, avvampando di desiderio. Winter fece un passo avanti, decidendo che lui doveva smetterla di reprimere entrambi. Avrebbe finito ci che aveva cominciato otto lunghissime settimane prima.
No. A meno che tu non sia pronta ad accettare che quando ti prender, mi nutrir da te e sar per sempre, Winter. Senza se e senza ma.
Winter si blocc, scioccata. Lo scrut nervosamente, sicura di aver sentito male. Come i licantropi, i mangiatori d'anime sceglievano un solo compagno per tutta la vita. Gli ibridi si accoppiavano per sopravvivere. Mangiaanime e lupi si accoppiavano perch esisteva una sola persona, una sola anima loro destinata, e una volta che incontravano quella persona non potevano resistere al legame. Gli ibridi, che erano essenzialmente umani, non avevano anime gemelle. Lui non aveva affermato che lei era la sua compagna predestinata, ma quel concetto era implicito nelle sue parole.
Winter scosse la testa. No. Doveva essere in errore. Ti sbagli.
Lui rise, con lo stuzzicante suono vagamente divertito che a volte Winter udiva dentro la propria testa. Ebbe l'impressione che fosse un evento raro, che lei fosse l'unica ad averlo udito da lungo tempo. No, non mi sbaglio.
Accidenti, avrebbe dovuto prestare maggiore attenzione alle lezioni di storia quando si era unita all'Ordine, ma la mitologia antica non le era sembrata cos importante.
Con un sospiro, lui le offr la mano, il palmo in su. Vieni a sederti. Ti erudir io su quegli antichi miti.
Le stava di nuovo leggendo la mente. Winter socchiuse gli occhi, scrutandolo con attenzione. I suoi sensi, il suo istinto, funzionavano ancora perfettamente. Fu sorpresa da quanto la tentasse, quell'opportunit di sedersi semplicemente a fare conversazione con lui. In un altro momento l'avrebbe preso in parola. Scosse il capo. Non posso restare, non adesso.
Lui non abbass la mano, non ritir l'offerta. Winter. Sorrise, e lei trattenne il fiato. Le avrebbe sempre fatto quell'effetto? Gia e Dupree hanno tutto sotto controllo, per il momento. Non c' niente che tu possa fare laggi.
Perch doveva suonare cos razionale?
Pochi minuti di ritardo non faranno alcun danno.
In effetti aveva ragione. Gia non poteva essere gi arrivata, visto che doveva passare a prendere alcune cose nel vecchio ufficio, e Dupree avrebbe agito sotto la sua autorit finch lei non li avesse raggiunti. Fece un passo avanti e pos la mano su quella di Marcus. Le dita di lui si chiusero attorno alle sue e perfino quel tocco lieve le risvegli il corpo. Senza dire una parola, lui la condusse attraverso l'ampio atrio e la fece entrare in un ufficio alla loro destra.
Winter si guard attorno mentre lui andava al lungo mobile bar a un'estremit. Come il resto della casa, era arredato sontuosamente. Folti tappeti coprivano il pavimento, sotto la finestra c'era un divano di pelle scura e due poltrone stavano di fronte all'enorme scrivania di mogano. La parete dietro la scrivania era occupata da una libreria colma di libri. Se avesse avuto pi tempo, Winter l'avrebbe esplorata per vedere che cosa potessero dirle di lui le sue abitudini di lettura.
Marcus torn al suo fianco, le porse una bottiglia d'acqua, e posandole la mano sulla parte bassa della schiena la sospinse verso il divano. Lei si sedette, torcendosi in modo da avere la schiena contro il bracciolo, e accavall le gambe. Lui si accomod nella stessa posizione all'estremit opposta e Winter torn a osservare la stanza. Era molto maschile. Gli si addiceva.
Non sei abituata a vivere in una casa come questa.
Lei emise uno sbuffo ironico. Diavolo, no. Anche prima della fusione, non sono mai stata ricca. Ero una semplice segretaria sposata con un meccanico, e abitavamo in una piccola casa con due camere da letto.
Ma aveva amato quella casa. L'aveva dipinta e arredata lei stessa, vi aveva riversato il suo amore per David. Sorseggi l'acqua, a disagio per quei ricordi mentre era faccia a faccia con il mangiatore d'anime. Non voleva che lui glieli carpisse. Se Marcus se ne rese conto, non comment. Winter non sapeva se esserne sollevata o contrariata, ma lui cambi argomento, e lei non pot approfondire la questione.
Che cosa sai del mio popolo?
Siete dei vampiri psichici. Le parole le uscirono prima che potesse censurarle, ma per fortuna lui non si offese. Rise.
Suppongo sia abbastanza giusto. Anche se noi non uccidiamo quando ci nutriamo.
Non era quello che si diceva in giro.
Mai?
Un'espressione di repulsione gli attravers il volto. Ci sono stati... degli incidenti. Non  semplicemente energia, ci di cui ci nutriamo.  anche emozione.
Giusto, pens Winter. Avrebbe dovuto fare prima quel collegamento, dato che nel caso degli ibridi era l'eccesso di emotivit da parte del lato demoniaco ci che li spingeva alla pazzia. C'era energia nell'emozione. Forza e debolezza. Ma se i mangiatori d'anime si nutrivano di emozioni e, stando a quel che si diceva, il loro modo preferito di nutrirsi era durante l'atto sessuale, questo significava... Pu diventare una droga bisbigli. Dunque quelli che uccidono...?
La prima volta  un incidente. Se accade di nuovo, la punizione  la morte.
Allora, forse, i mangiatori d'anime erano meno altezzosi di quanto lei avesse creduto. Forse tenevano le distanze per proteggere le altre razze.
Tu hai mai...? Non riusc a pronunciare la parola.
No, Winter, mai. Ci insegnano il controllo, proprio come alla tua gente.
Grazie a Dio. Lei uccideva demoni per vivere, certo, ma non aveva mai ucciso un innocente. Non era certa che avrebbe potuto accettare il fatto di essere cos attratta da qualcuno che l'avesse fatto.
Sai degli Alukah?
L'antica razza? Solo che voi e i licantropi un tempo eravate una razza unica.
Lui annu.  il nostro mito della creazione. Non si pu dire quanta verit contenga, ma in sostanza s, un tempo esisteva un'unica razza, non separata in licantropi e mangiatori d'anime. Tutti sapevamo trasformarci e leggere la mente. Secondo la leggenda, fummo creati dagli dei di Samaria per proteggere l'umanit dai demoni. E lo facemmo, per un certo periodo, ma come accade a tutte le creature senzienti, anche tra noi si crearono delle divisioni. Si formarono delle alleanze. Alla fine gli Alukah si appellarono agli dei perch li dividessero in due razze, e diventammo ci che siamo oggi.
Winter aggrott la fronte. Fin l lo sapeva. Per fare un passo cos drastico, a separarvi dev'essere stato un abisso. Di cosa si trattava?
Lui alz le spalle. Chi lo sa? La separazione delle razze non fece alcuna differenza. Continuarono a non fidarsi gli uni degli altri. Ancora oggi diffidiamo, noi stessi, gli uni degli altri.
Allora perch entrare nell'Alleanza? Perch chiedere di lavorare a pi stretto contatto con noi, adesso?
Lui le rivolse quel sorrisetto dannatamente sensuale. Sai perch, Winter.
Le squill il cellulare prima che potesse negarlo, e fu contenta di quel diversivo. Controll il display e rispose. Gia doveva essersi mossa con la velocit di un pipistrello uscito dall'inferno per arrivare cos in fretta. Gia. Arrivo subito.
Sbrigati. I capi del quadrante sono tutti qui.
Winter sospir. Non aveva bisogno di immaginare la loro rabbia e la loro paura, dal momento che le condivideva. Avrebbe dovuto mandare tutti sotto terra finch non fossero riusciti a trovare nuovi alloggi sicuri. Due attacchi ai loro insediamenti in due giorni erano troppi per essere una coincidenza. Ormai era evidente che qualcuno stava passando informazioni ai demoni. Sto arrivando.
Chiuse il telefono senza nemmeno dire ciao e guard Marcus. Devo sistemare questa faccenda.
Lui inarc un sopracciglio. Devi sistemare anche la nostra, di faccenda.
Lei scroll le spalle, confusa, chiedendosi che cosa provasse per lui. Lasci la stanza, usc all'esterno e si teletrasport lontano prima che lui potesse fermarla.

13
Marcus tenne la mente agganciata a quella di Winter mentre lei se ne andava, colse la posizione dai suoi pensieri quando arriv, e si teletrasport solo pochi secondi dietro di lei. Si trov di fronte a un ampio muro, la cancellata lasciata aperta a rivelare la casa che al suo interno avrebbe dovuto rappresentare la salvezza.
Capt alcune occhiate sbalordite, ma nessuno gli blocc l'accesso. Cap perch quando entr nell'ampio cortile. Gli avevano preparato la strada.
Suo fratello stava parlando con la donna di nome Gia, il che era interessante di per s. Non appena era entrato nella sala in cui si sarebbe dovuta tenere la riunione dell'Alleanza, si era reso conto che la femmina ibrida era la persona con cui Luke nell'ultimo periodo aveva passato cos tanto tempo. Era stato altrettanto ovvio che lo stato mentale di lei era molto pi stabile di quello di Winter. Dal momento che le due avevano la stessa et, aveva concluso che le vecchie storie avevano ragione sul fatto di nutrirsi dagli ibridi.
Ci che lo aveva sorpreso era il fatto che suo fratello tendeva a stare alla larga da ibridi e licantropi. Ancor pi interessante era il suo linguaggio del corpo ora. Luke incombeva su quella donna minuta come se volesse avvolgerla, il suo corpo era cos teso che sembrava urlare al mondo che lei era di sua propriet, e diventava palesemente aggressivo quando qualcuno le si avvicinava. Marcus sogghign. Le chiacchiere di Luke sul fatto che non si sarebbe mai preso una compagna per la vita erano pure spacconate. Era evidente che i suoi giorni da scapolo erano finiti da un pezzo. Marcus avvert una certa apprensione, osservando Luke in caccia. Percepiva che il noncurante fascino da scapolo del fratello non avrebbe funzionato con quella donna.
Luke alz gli occhi e incroci il suo sguardo. Rimase inespressivo per un lungo istante, poi sogghign, il sorriso cos pieno di aspettativa che mise in guardia Marcus. Che cosa diavolo aveva in mente, adesso? Luke accenn con la testa all'angolo pi lontano della casa e Marcus guard in quella direzione. Fu una fortuna che lo shock impedisse al suo lato meno civile di scatenarsi.
Aveva osservato Winter per settimane, turbato all'idea che la sua compagna fosse uno degli ibridi demone-umano e allo stesso tempo compiaciuto della sua bravura. Non era una donna che si potesse far ballare come si voleva. Sospir. Indirettamente, quello era un problema. Le femmine dei mangiatori d'anime venivano protette come dei tesori. Non combattevano n vagavano per il mondo senza scorta. E con lei il suo istinto di protezione era messo a dura prova.
Per non parlare del suo lato possessivo... l'odore del lupo alfa era dappertutto su di lei. Era la prima cosa che aveva annusato quando era entrato nella sala delle conferenze, e ci era voluto tutto il suo autocontrollo per non fare a brandelli la mente del licantropo all'istante. Avrebbe dovuto fare, una visitina a Mitchell e spiegargli come stavano le cose. Il pensiero che lui la toccasse, anche se non si trattava di un contatto sessuale, lo aveva fatto ringhiare.
Ma ci che aveva davanti era molto, molto peggio. Lei era l in piedi, circondata da uomini, sia ibridi sia licantropi. Ondate di rabbia emanavano da tutto il gruppo, ma era quella di lei che Marcus sentiva pi forte.
Si rendeva conto di quanto fosse vicina a cedere la propria anima al demone? Le mani di Marcus si strinsero a pugno cos forte che le unghie incisero la pelle. Avvertendo l'odore del proprio sangue, si costrinse a rilassarle. Winter non avrebbe ceduto al male. Lui non lo avrebbe permesso.
La furia possessiva che lo tratteneva sul posto si attenu, ma prima che potesse muoversi verso di lei e affermare il proprio posto al suo fianco, percep una presenza dietro di s. Voltandosi, incroci lo sguardo di Mitchell. Ottimo. Non avrebbe dovuto cercare il licantropo pi tardi. Poteva vedersela con lui subito.
Lupo.
Mangiaanime.
Quanto a saluti non era molto, ma perfino quel poco mise alla prova i limiti della sua civilt. Percep l'allarme di Winter e alzando la testa di scatto la vide che lo osservava.
Non ucciderlo, vuoi?  un ottimo avversario per tirare di spada. La sua voce suon sardonica, mezzo divertita e mezzo a disagio. Era un tono che Marcus non aveva mai udito da lei, prima, e parve segnalare un'apertura, come se iniziasse ad accettare la sua presenza nella propria mente, nella propria vita. Quella breve conversazione nello studio era stata pi efficace di quanto avesse sperato.
Pu vivere. Per ora.
Voltandosi, colse lo sguardo scrutatore dell'altro uomo e lo ricambi. Era stato nella mente di Winter. Sapeva che l'alfa dei licantropi era stato il suo amante, un tempo, e in qualche modo si era allenato a non curarsene. O meglio, a non curarsene troppo. Se non avesse sepolto la rabbia che provava nei confronti dell'uomo che aveva osato toccare la sua donna, anche se era successo molto tempo prima che lui la conoscesse, avrebbe perso il controllo. Avrebbe potuto distruggere la mente di Mitchell seduta stante, e all'inferno le conseguenze.
Erano come la notte e il giorno, lui e quel lupo, pens. Entrambi erano molto alti, ma laddove lui aveva muscoli snelli e un corpo pi adatto alla velocit, il lupo era massiccio, con un fisico che sembrava fatto per la forza bruta. Aveva capelli neri a spazzola e luminosi occhi verdi. Marcus supponeva che la maggior parte delle donne lo trovasse attraente. E Winter? Lei cosa pensava? Si costrinse a eliminare quelle domande dalla propria mente: quella strada portava alla follia.
 una donna notevole osserv Mitchell, facendo la prima mossa. La sua voce tradiva un atteggiamento possessivo, e attiv ogni singolo senso di Marcus. Che si volt ad affrontare il lupo, apr la mente in modo aggressivo e allarg le gambe. Non era forte come lui, ma era pi veloce. Pi agile. E avrebbe potuto schiantargli la mente, se si fosse giunti a tanto.
Lei  mia ringhi, senza pi preoccuparsi di perdere il controllo. Doveva affermare il proprio dominio, rivendicare il proprio diritto contro la persona che il suo istinto riconosceva come l'unica vera minaccia.
Mitchell lo osserv per qualche secondo, poi distolse lo sguardo per cercare lei. Marcus serr i pugni. Non tollerava che qualcun altro la guardasse, ma sapeva che quell'istinto era ridicolo. Si sarebbe attenuato quando lei lo avesse accettato, ma nel frattempo lui era pericolosissimo. Quasi non si fidava di se stesso.
Lei non ne sar felice.
Marcus alz le spalle. A questo si era rassegnato gi dal loro primo incontro. Ecco perch era rimasto fisicamente lontano e aveva cercato prima di conoscerla. Ora per non poteva pi tirarsi indietro. Lo sapeva con assoluta certezza. Era solo questione di ore prima che lo capisse anche lei. Perch non aveva intenzione di lasciarla andare in giro da sola, quando fosse spuntato il giorno. Ci si abituer.
Il licantropo gli rivolse un'occhiata di pura incredulit, poi rovesci la testa all'indietro e rise. Era l'ultima cosa che Marcus si aspettava, e lo spiazz un poco.
Buona fortuna, allora disse Mitchell tra una risatina e l'altra.
Marcus fece un passo in avanti, aggressivo. Non gli piaceva che il suo controllo sulla donna che aveva scelto come compagna venisse messo in dubbio. Mitchell indietreggi e alz le mani in segno di scherzosa resa. Ehi, che tu ci creda o no, sono dalla tua parte.
Lui non gli credette. Aveva osservato il lupo all'incontro dell'Alleanza e aveva captato la sua nostalgia. Quel pensiero doveva essere trapelato sul suo viso. Doveva stare pi attento.
Lei non  per me. Questo lo so. Mitchell non cerc di nascondere il disappunto che provava, e suo malgrado Marcus prov un certo rispetto per lui. Deve legarsi presto.  troppo vicina a cedere al demone aggiunse l'alfa sottovoce.
Marcus non rispose che era un problema suo e non di Mitchell, anche se avrebbe voluto farlo, avrebbe voluto appendere sopra la testa di Winter una lampeggiante insegna al neon che proclamasse a chi lei apparteneva. Era ora di finirla con quei giochetti. Il licantropo aspettava una risposta, ma lui non intendeva dargli la soddisfazione di ribattere. Alla fine si limit a scrollare le spalle.
Se le fai del male, ti far a brandelli disse il lupo abbastanza a bassa voce perch nessuna delle altre orecchie aguzze nel cortile cogliesse le sue parole.
Marcus sorrise, sentendosi inebriato, pi vivo di quanto si fosse sentito da anni. Non era preoccupato. Mitchell sapeva con chi aveva a che fare.
Il licantropo rise, scuotendo la testa. Suppongo che ci capiamo a vicenda concluse, asciutto.
Non esattamente. Marcus torn serio. Sapeva che ci sarebbero stati uomini attorno a lei, che Winter non avrebbe rinunciato alla propria posizione di comandante se lui gliel'avesse chiesto, e anche che non sarebbe stata lontana da Mitchell neppure se lui gliel'avesse ordinato. Temeva ci di cui avrebbe potuto esser capace se lei gli avesse disobbedito. Sta' lontano da lei. Avete avuto il vostro ultimo incontro di scherma.
Impossibile rispose l'altro a occhi socchiusi. E poi aggiunse sarcastico: Innanzitutto, io faccio parte della vostra piccola task force.
Marcus apr bocca per replicare, per dirgli di nominare qualcuno del suo popolo come sostituto, ma il licantropo prosegu prima che lui potesse parlare. Saremo io e Baron. Non  negoziabile. Non ci fidiamo di voi. Voi non vi fidate di noi.
Marcus sapeva che aveva ragione, ma detestava doverlo ammettere. Ecco perch lui e suo fratello avrebbero gestito la faccenda di persona, insieme a Kadall, uno dei soldati pi fidati di Luke.
Quanto ai nostri combattimenti... discutine con lei. Io non ho intenzione di tirarmi indietro.
Marcus sent l'autocontrollo sfuggirgli, sent la propria mente che cominciava a espandersi. Lo avvert anche il licantropo. Non mosse un muscolo, la postura aggressiva come sempre, ma i suoi occhi si dilatarono, l'espressione si fece vigile.
Siamo rimasti in pace per cinquant'anni, lupo. E a lui non importava mandare tutto in fumo per una donna, la sua donna, ma era responsabile del benessere di ogni mangiatore d'anime della zona. Lott per controllarsi. Sei pronto a rovinare tutto per una donna che non ti appartiene?
Guard Mitchell che si dibatteva tra ci che sapeva essere la giusta linea d'azione e l'istinto di affermare la propria supremazia. Diventare l'avversario personale di un mangiatore d'anime era probabilmente un bonus aggiuntivo.
Marcus espulse a forza la tensione dal proprio corpo, lottando per raggiungere un perfetto autocontrollo. Porr fine a questi combattimenti. Non metterti sulla mia strada, lupo. Tu reagiresti allo stesso modo se le posizioni fossero invertite.
Mitchell si pass una mano tra i capelli cortissimi e i suoi lineamenti si rilassarono. Quando parl, nella sua voce era tornato quel tono leggermente autoironico. Voi ragazzi siete cattivi quanto noi, durante la caccia per l'accoppiamento.
Non era una domanda, e dunque Marcus non rispose. Non l'avrebbe fatto comunque. I mangiatori d'anime non avevano pieno dominio di s, dei propri poteri, mentre corteggiavano i loro compagni. Erano pericolosi, ma quanto rischiassero esattamente, lo tenevano per s.
Avrebbe dovuto dirlo a Winter, avvertirla, ma non era sicuro che lei non avrebbe cercato di squagliarsela. Vedeva se stessa come una donna forte e indipendente, e lo era, ma lui viveva dentro di lei. Conosceva il suo cuore, i suoi pi segreti desideri, e aveva ogni intenzione di esaudirli tutti. Indurla ad accettare il fatto che poteva sottomettersi a lui ed essere ancora la stessa persona forte di sempre non sarebbe stato facile, ma ci sarebbe riuscito.
Quella notte, decise. Avrebbe cominciato quella notte stessa.

14
Gia digrign i denti quando sent Luke premere di nuovo contro le sue barriere mentali, e si guard attorno cercando di individuarlo. Era immerso nella conversazione con Brady, uno dei capi storici dell'Ordine, ma volt la testa di scatto per incontrare il suo sguardo. Lei si sent braccata. No, non era esatto. La caccia era terminata; lei era bloccata, in trappola. Come aveva potuto permettere che accadesse?
Distolse a forza lo sguardo e si concentr per aiutare Winter, ma anche questo le metteva ansia. Non avrebbe dovuto essere cos misteriosa sul conto di Luke, con Winter. Soprattutto per via della loro amicizia. Aveva trovato un modo per aggirare la presa del demone sulla propria anima, ed era stato crudele ed egoista tenere quel segreto per s.
Il fatto che lui fosse un mangiatore d'anime era anche peggio. Non era proibito dall'Ordine, ma Gia sospettava che fosse solo perch non era mai accaduto prima. O se era accaduto, entrambe le parti si erano comportate in modo da mantenere private le loro relazioni. Da quando era nell'Ordine (ed era cresciuta con quella gente, dal momento che entrambi i suoi genitori erano ibridi) non aveva mai sentito parlare di un solo caso. Se avesse scoperto che uno dei suoi sottoposti era coinvolto sentimentalmente con un mangiatore d'anime, si sarebbe preoccupata che potesse mettere in pericolo l'Ordine. Moltissimi mangiatori d'anime erano potenti telepati. Luke di sicuro era pi forte di lei - il suo dono principale era la telecinesi - ed era questo il motivo per cui lei aveva insistito affinch non le entrasse nella mente, all'inizio. Una persona con quelle capacit avrebbe potuto facilmente influenzare i pensieri e le azioni degli altri.
Non faceva una colpa a Winter di essere arrabbiata e ferita, ma non era sicura che si sarebbe comportata diversamente se fosse tornata indietro.
Smettila, le disse Winter. Ormai  fatta e abbiamo molte altre cose su cui concentrarci.
Gia sospir. Abbiamo fatto pace, allora? L'ultima cosa che voleva era rovinare il suo rapporto con Winter.
Come se un uomo potesse mettersi in mezzo a un'amicizia vecchia di sessant'anni! La risposta mentale di Winter fu leggera e fuggevole. Il potere della sua mente era puro e freddo, e Gia non obiett quando lei incanal una parte della sua inquietudine e la lasci fluttuare via. Poi se ne and, lasciando Gia alla sua ansiosa organizzazione.
Prima di arrivare all'insediamento di Charles si era fermata all'ufficio di Winter e aveva cercato rapidamente, quasi frenetica, un elenco dimenticato da tempo delle case sicure dell'Ordine, una cosa che avrebbe dovuto fare non appena avevano saputo della promozione. A ogni regione era richiesto di mantenere in efficienza delle case sicure d'emergenza, ma lei avrebbe scommesso che le altre aree avevano trascurato di farlo esattamente come loro.
Stringendo la lavagnetta, si costrinse a non trasalire quando un ibrido si materializz davanti a lei. Aveva incaricato i pi giovani di controllare le vecchie case e di riferirle quali fossero abitabili e quali no, quali fossero difendibili e quali no. Il ragazzo fece rapporto, lei appose un segno di spunta a lato dell'indirizzo sulla lista, e lo sped al posto successivo.
Con la coda dell'occhio vide Winter avvicinarsi di un passo e colse l'espressione di Robert mentre la loro discussione degenerava. Winter era attenta a modulare la voce perch non si alzasse troppo. Robert non era cos cauto. Se anche non avesse saputo su cosa verteva lo scontro, a quel punto sarebbe stato impossibile non coglierlo. Robert era il comandante di quel quadrante ed era... irritato, per usare un eufemismo.
Quando qualcuno intende intervenire?
La voce che proveniva da sopra la sua spalla la fece sobbalzare. Si volt di scatto. Marcus. Inclinando la testa di lato, lo esamin. Quell'uomo la incuriosiva. Era molto diverso da Luke. Gia non aveva capito che erano gemelli, anche se sapeva che era il fratello di Luke. Le dispiaceva di non averlo detto a Winter, ma aveva cercato di tenere nascosto il pi a lungo possibile il proprio... coinvolgimento con il mangiatore d'anime. Luke la guard di nuovo e Gia rispose aggrottando la fronte. Era evidente che il concetto di segretezza per lui non valeva pi.
Marcus si schiar la voce e Gia alz di nuovo gli occhi su di lui. Dovevano proprio essere cos maledettamente alti?, pens. E lui che cosa voleva? Sussult nell'udire Winter alzare la voce, quasi strillando quando chiese a Robert se pensasse di poter fare un lavoro migliore e quell'idiota rispose di s.
Riport l'attenzione sul mangiatore d'anime che stava rigidamente al suo fianco. Winter pu cavarsela da sola. C' qui Dupree, se avesse bisogno di aiuto.
Accenn con la testa verso Dupree che si teneva nelle vicinanze, attento a non intromettersi in una conversazione che avrebbe dovuto essere privata, ma abbastanza vicino da dare una mano se necessario. Marcus non diede segno di averla udita. Fece un passo avanti, e Gia gli afferr un braccio per fermarlo. Avvert la collera di Luke, ma non si volt a guardarlo finch Marcus non si concentr su di lei. Con delicatezza le scost dal braccio le dita, che all'improvviso stringevano abbastanza forte da lasciare il livido.
Devi stare molto attenta nelle prossime settimane. Non toccare nessun maschio, soprattutto se mio fratello pu vederti disse sottovoce.
Un attimo dopo non c'era pi, se ne era andato cos in fretta che Gia non lo aveva visto muoversi pur sapendo che non si era teletrasportato. Quando guard, lui era ritto accanto a Winter, le braccia conserte sul petto, e squadrava i capi di quadrante che le stavano attorno. Gia scosse il capo. Winter poteva gestirlo; lei aveva i propri problemi. Problema, anzi; singolare. E aveva intenzione di trovarlo e offrirgli un campione di ci che pensava.
Non fu necessario, perch quando si volt a cercarlo con gli occhi lui le stava davanti. Gia lo sent premere di nuovo contro i propri scudi, pretendendo di entrarle nella mente, e inal un profondo respiro rafforzando le proprie difese. Lui la incalz, le pos una mano sull'incavo della schiena quando lei cerc di ritrarsi.
Lasciami entrare, Gia bisbigli, il respiro caldo che le accarezzava il collo, il suo aroma virile che le riempiva le narici.
Il suo corpo reag con prepotenza alla sua vicinanza, ma Gia fece segno di no con la testa. Era stato lui a dettare le regole quando avevano iniziato la loro storia. Non sarebbe stato nei paraggi per molto, aveva detto. Non aveva mai relazioni a lungo termine, non amava gli impegni.
E a lei andava bene cos.
Si era preoccupata soltanto di controllare il proprio demone, di esaudire le sue richieste. Un sensuale mangiatore d'anime che le inondava il corpo di attenzioni era la soluzione perfetta, bench temporanea. Nessuno dei due si era reso conto, all'epoca, che il suo nutrirsi di lei, l'assorbire quell'eccesso di energia, sarebbe stato efficace come creare un legame per la vita. Per la prima volta in quegli anni Gia aveva provato sollievo, ma si era imposta di pensare al giorno in cui la lotta contro la sua met demoniaca sarebbe ripresa, quando Luke avesse deciso di averne abbastanza di lei.
Aveva eretto delle barricate attorno al proprio cuore, ma non era servito. Se avesse lasciato cadere gli scudi e avesse permesso a Luke di entrare nella sua mente, lui avrebbe visto quanto significava per lei. Avrebbe capito che per lei era troppo tardi. Gia lasci che la rabbia mascherasse la paura di essere scoperta. La collera aliment il demone, le diede forza. Con un'occhiataccia spinse via Luke.
All'inizio avevano stabilito che lui non avrebbe avuto accesso alla sua mente e che sia l'uno che l'altro avrebbe potuto andarsene in qualsiasi momento avesse voluto. Lei non voleva, non poteva farlo, e sapeva che sarebbe stata a pezzi quando lui alla fine l'avrebbe lasciata.
Avevamo un accordo. Non tentare di cambiare le regole adesso, Luke.
Lui la guard, senza alcuna espressione sul viso. Gia cap che era in collera solo perch la sent emanare da lui a ondate. Le cose sono cambiate.
Esasperata, Gia alz le braccia al cielo e tent di allontanarsi, ma non and lontano. Lui l'afferr per un gomito e la tir indietro, contro di s. Il corpo di Gia premette forte contro il suo e lei lott contro l'istinto di abbandonarsi al suo abbraccio. Lui aveva il potere di distruggerla. Chiuse gli occhi e appoggi la fronte contro il suo torace.
Le cose sono cambiate bisbigli di nuovo lui, e quella bassa voce sensuale invi lingue di fuoco a lambirle le vene.
Gia sospir. Avevano gi avuto quella discussione, quella notte. Svariate volte. Luke era come un disco rotto o un cd impostato sul replay all'infinito. Doveva mettere fine a quella situazione, pens Gia, doveva uscirne prima che lui le causasse un danno permanente al cuore. Arretrando, incontr il suo sguardo chiedendosi se poteva andarsene, se ne avrebbe avuto la forza.
Uno degli ibridi che aveva mandato in missione si materializz nel cortile e lei sospir di sollievo. Avrebbe potuto rimandare ancora per un po' quella conversazione. Lei stava lavorando, e neppure lui poteva sollevare obiezioni, date le circostanze.
Ho da fare disse allontanandosi.
Questa conversazione non  chiusa, Gia ribad Luke sottovoce.
Gia si irrigid e costrinse il proprio cuore a indurirsi. S, che lo era. Era definitivamente chiusa.
Il mangiatore d'anime di nome Luke non era per lei.
Non davvero.
Non per sempre.
Ignorando il nodo allo stomaco e la piccola, nascosta parte di s che urlava il proprio dolore, torn al lavoro e alle cose che poteva controllare.

15
Indolenzita dalla stanchezza, Winter controll l'orologio a parete dell'ufficio: le quattro del mattino. Il sole sarebbe sorto di l a un paio d'ore e normalmente lei sarebbe andata a letto poco dopo. I demoni erano creature della notte e gli orari di un ibrido seguivano quelli di coloro che cacciava. Ma quel giorno sarebbe stato diverso. Si erano trasferiti nella sua residenza ore prima, dopo che le indagini a casa di Charles erano terminate. Fiss la porta alla propria sinistra, che dava sulla camera da letto. Dio, non avrebbe desiderato altro che entrarci e crollare sul letto, ma non era possibile. Erano l per raccogliere i loro effetti personali e smobilitare. Si strofin una mano sulla faccia. Quand'era stata l'ultima volta che aveva dormito? Dormito davvero? I sonnellini di quindici minuti per ricaricare le batterie non contavano. Non se ne ricordava neanche pi, tanto tempo era passato.
Marcus si ferm dietro di lei e le pos le mani sulle spalle. Le sue dita massaggiarono i muscoli contratti, alleviando un po' la tensione. Winter chiuse gli occhi e si abbandon contro di lui, quasi gemendo di piacere. Era una sensazione cos naturale, cos semplice, appoggiarsi alla sua forza.
Ud il clic di un telefono che si chiudeva e si raddrizz, aprendo gli occhi per guardare, mentre Gia si sedeva in una delle grandi poltrone davanti alla scrivania. La stanchezza era evidente sul suo viso, nei modo in cui si afflosci contro lo schienale. Si copr gli occhi con una mano.
Sono tutti sistemati tranne noi gracchi, quasi senza voce per tutto il parlare che aveva fatto nel corso della notte.
Con noi intendeva se stessa, Dupree e Winter. Ogni altro ibrido della regione era stato assegnato a una casa sicura. Se tra loro c'era un traditore - e lei non ci credeva - non sarebbe stata la soluzione ideale, ma era tutto ci che potevano fare per il momento. La buona notizia era che tutti avevano risposto all'appello, a parte gli insediamenti di Charles e Benjamin. La brutta notizia era che solo la met delle case sicure era utilizzabile, e dunque la gente vi era stipata, senza una sola camera libera. Winter era tentata di restare l, a casa propria, con i suoi due luogotenenti, ma sapeva che avrebbe significato attirare il disastro, qualcosa come sfidare il cosmo intero a venirli a cercare. Poteva anche essere sul punto di impazzire, ma non era cos matta.
Dovremo trovare un albergo adatto disse Gia.
Ci sono sempre le caverne sugger Dupree. Winter rabbrivid. Neanche morta. I demoni non vi si sarebbero avvicinati, e neanche gli umani, tranne che per uno scopo preciso. Ma le grotte erano collegate al sotterraneo che era la fonte locale di anime demoniache e lei non aveva la minima intenzione di dormire l vicino.
No. Voi tornerete tutti a casa nostra.
Winter guard attraverso la stanza, dove il mangiatore d'anime stava appoggiato di schiena contro uno scaffale. Luke. La sua postura disinvolta, a caviglie incrociate, le mani in tasca, non si accordava con lo scintillio determinato nei suoi occhi. Kadall stava a pochi passi da lui, ma Winter non riusciva ancora a inquadrarlo. Non aveva idea se approvasse o disapprovasse il suggerimento. Incontr lo sguardo di Dupree e lui alz le spalle, curioso e all'oscuro quanto lei della natura della relazione di Gia con il mangiatore d'anime.
La vita era pi bizzarra del solito. Dopo aver avuto contatti scarsi o nulli con i mangiatori d'anime per la sua intera esistenza, di colpo ne era circondata. Mitchell e Baron erano andati via, ma Marcus, suo fratello e Kadall erano venuti l con loro.
Winter non era sicura del perch. Ma era troppo maledettamente stanca per curarsene, al momento, e bench detestasse prendere in considerazione l'offerta di asilo e sapesse di non doversi fidare dei mangiaanime, avrebbe accettato.
Ottimo. C'era troppa soddisfazione nella voce di Marcus, ma lei non aveva l'energia per andare a fondo della questione. Stava per crollare, e sarebbe successo presto. Sporgendosi in avanti cos che le mani di Marcus non le toccassero pi le spalle, disse a Gia e Dupree: Prendete il minimo indispensabile, cos possiamo muoverci in fretta. Non dimenticate i computer.
I due annuirono, e poco dopo tutti lasciarono l'ufficio. Winter fu sorpresa di vedere Kadall seguire Dupree, ma non disse niente. Dupree l'avrebbe seminato, se non voleva compagnia. Era bravo a sbarazzarsi delle persone.
Winter chiuse i portatili sulla scrivania e disinser i cavi di alimentazione. Dopo aver recuperato dall'armadietto una borsa fatta apposta per contenere entrambi i computer, li mise dentro, e poi arrotol i cavi e li infil in una tasca laterale.
Marcus era una presenza costante, anche se silenziosa. La segu in camera da letto, non disse una parola quando lei tir fuori da sotto il letto una piccola borsa di tela e vi mise dentro il minimo indispensabile. Non vedeva lo scopo di portarsi dietro molto: non sarebbe rimasta a lungo.
Avrai bisogno di pi di un paio di cambi d'abiti.
Winter trasal nell'udire la voce dentro la sua testa, sorpresa che lui usasse la telepatia per comunicare con lei quando stava l dalla parte opposta del letto. Si rimprover. Non azzardarti a pensare al letto, si disse. E nemmeno alle acrobazie atletiche che potreste farci sopra. Tanto non sarebbe successo, almeno nell'immediato, per quanto il suo corpo protestasse. Anche se lui fosse stato disponibile - e per il momento era stato pi interessato alle acrobazie mentali che alla realt - lei era troppo sfinita.
Marcus si spost dietro di lei e di nuovo le massaggi i muscoli indolenziti con le sue magiche dita. Winter sent la sua soddisfazione mentre le premeva il proprio corpo duro contro la schiena. Non preoccuparti, bambina. Ho tutte le intenzioni di fare pieno uso di un letto quando avrai riposato abbastanza.
Le fece scivolare le mani lungo le braccia. La pelle di Winter si incresp, mentre il suo corpo si animava nonostante la stanchezza. Un gemito le sfugg dalle labbra.
Gli altri sono pronti le bisbigli all'orecchio Marcus.
Annuendo e allontanandosi dalla tentazione, Winter termin di fare la valigia e torn nell'ufficio dove attendevano tutti gli altri. Marcus le prese entrambe le borse, e a uno a uno sparirono tutti in un balenio. Lei e Marcus furono gli ultimi a partire.
Pronto? Vacill un po' mentre lo chiedeva, ma lui la sorresse.
Dopo di te.
Concentrandosi sull'anticamera della casa di Marcus, Winter si proiett l, sent le proprie molecole muoversi mentre si teletrasportava attraverso lo spazio. La stanza era vuota quando si materializz, con Marcus subito dietro. Lui la prese per mano e la guid su per le scale, per un lungo corridoio, dentro una stanza buia che aveva il suo stesso odore e sembrava proprio il genere di posto dove lui avrebbe dormito. Winter non si sofferm a valutare le implicazioni dell'essere stata condotta l. Ignorandolo, si spogli rapidamente e si infil sotto le lenzuola, dando il benvenuto all'oblio del sonno non appena l'avvolse nel suo invitante abbraccio.
Marcus chiuse delicatamente la porta dietro di s e raggiunse il fratello e Kadall nel suo ufficio. In silenzio, Luke gli tese un bicchiere colmo di scotch fino all'orlo. Marcus prese in considerazione l'idea di stuzzicare il fratello, ricordandogli che aveva giurato di non prendersi mai una compagna, ma si trattenne quando not le rughe che gli pinzavano la bocca e lo sguardo irato nei suoi occhi.
Tutti sistemati? chiese invece.
S. Luke digrign i denti.
La sua donna ha insistito per avere una camera per s aggiunse Kadall.
Ah, questo spiegava l'irritazione.
All'altro capo del corridoio, nientemeno prosegu Kadall. Scherzoso, fiducioso che la sua compagna fosse al piano di sopra a fare ci che le era stato ordinato di fare.
Marcus si chiese se sarebbe stata influenzata dalle due femmine ibride che adesso erano nella casa. Aveva visto pi di una volta un lampo d'ira negli occhi di Marelle quando Kadall le aveva imposto il proprio volere. Condivise il pensiero con Luke, che per tutta risposta incurv lentamente le labbra in un sorriso pieno di aspettativa.
Insospettito, Kadall socchiuse gli occhi, passando lo sguardo pi volte dall'uno all'altro. Qualsiasi cosa voi due stiate progettando, dimenticatevene.
Non so di cosa tu stia parlando, vecchio mio replic bonario Luke, dandogli una pacca sulla schiena.
Gi, come no.
Marcus rise. Le cose stavano cambiando, la sua scialba e noiosa esistenza, che si era trascinata sempre uguale un giorno dopo l'altro, sembrava molto pi interessante a ogni nuovo sviluppo. Prosciug il bicchiere, lo riemp ancora con molto meno liquore di quanto ce ne avesse messo suo fratello, e si sedette dietro la scrivania. Era ora di venire al dunque.
Che cosa sappiamo?
Kadall si sedette in una delle poltrone a braccioli vicino alla scrivania mentre Luke chiudeva le imposte e si lasciava cadere nel suo solito posto sul divano davanti alla finestra. Non molto.
Un'ombra oscur la soglia.  ammesso anche qualcun altro a questo consiglio di guerra? O  riservato ai mangiatori d'anime che cercano di capire chi sta prendendo di mira gli ibridi? chiese Dupree in tono sarcastico. E quando Marcus protese la mente per controllare che Winter fosse davvero addormentata aggiunse: Non preoccuparti.  stecchita. Anche Gia. Le ho controllate prima di scendere. Entr nella stanza e and dritto al mobile bar, con l'aria di chi non si  reso conto di aver appena fatto incollerire due possessivi mangiatori d'anime sotto l'influsso della caccia dell'accoppiamento. Marcus non sapeva da cosa l'avesse capito, ma era certo che fosse una commedia. L'ibrido aspettava e sorvegliava le loro azioni pur senza darlo a vedere, anche se la sua mente sembrava assolutamente tranquilla. Gironzol e si appoggi alla parete, incrociando le caviglie, una mano in tasca mentre l'altra sollevava il bicchiere. Bevve una lunga sorsata.
Ho sentito che hai ammonito Mitchell di stare alla larga. Dupree lo guard negli occhi e Marcus scorse qualcosa dell'acciaio che aveva dentro. Non  stata la mossa pi furba, amico. Far incazzare Winter.
Con Winter me la vedo io grugn a denti stretti.
Sogghignando, Dupree alz il bicchiere in un brindisi. Buona fortuna, allora.
Erano le parole esatte che aveva usato Mitchell, e altrettanto irritanti anche pronunciate dall'ibrido. Dupree si rivolse a Luke. Gia non  altrettanto irragionevole, ma non cercherei di comandare a bacchetta neanche lei.
Luke schizz in piedi con piglio aggressivo. Marcus sapeva che Winter non aveva mai avuto una relazione con Dupree e fu in grado di imbrigliare un po' il proprio istinto possessivo, pur non essendo disposto a dividerla con nessuno, nemmeno con un vecchio amico. Non sapeva se Gia e Dupree avessero mai avuto una storia, per.
L'ibrido sollev le mani, tutto grazia innata e fascino disinvolto. Ehi, amico, non guardarmi in quel modo. Non sono mai stato con Gia in quel senso. Con nessuna delle due. Le donne mi piacciono un po' pi... malleabili.
Kadall sbuff. E quelle due  sicuro come l'inferno che non lo sono.
No, non lo sono conferm Dupree, e Marcus cap che quello era un uomo vero. Serio, riservato.
Marcus prese la sua decisione. Accomodati. Tu puoi aggiornarci.
Dupree si sedette, accavallando le gambe mentre si appoggiava allo schienale con quell'affascinante sorrisetto disinvolto, ma quando parl la sua voce aveva mordente. Voi mi dite cosa sapete, e io vi dir che cosa ho scoperto.
Dal suo posto, presso la finestra, Marcus ringhi. L'ibrido fece finta di non averlo sentito. Non mosse un muscolo. Nessun cambiamento nei suoi occhi o nell'atteggiamento. Si limit a restare seduto e ad aspettare che il Signore di Coloro che Camminano nella Notte gli rispondesse.
Kadall disse Marcus, ordinandogli di fare rapporto. Il soldato attese mezzo secondo, lo guard negli occhi prima di annuire lievemente.
Abbiamo rafforzato le pattuglie e stiamo studiando i loro rapporti. Non risulta che i demoni siano pi vicini del solito alle nostre case. Entrano pi spesso nel raggio d'azione delle nostre pattuglie, ma gli aumenti pi significativi sembrano essere in massima parte vicino agli insediamenti degli ibridi. Senza vedere i rapporti vostri o dei lupi, tuttavia, non posso dirlo con certezza.
Dupree ignor la richiesta implicita. Dunque stanno bersagliando noi.
Cos sembra. Per quale motivo? Come vi trovano?
Dupree scosse il capo. Se lo sapeva, non aveva intenzione di dirlo.
E la vostra met demoniaca? Potrebbe essere quella a tradirvi? domand Luke.
No ribatt Dupree conciso, poi serr la mascella, come per trattenere parole ulteriori. Marcus aspett che giungesse alle proprie conclusioni su quanto fidarsi di loro. Noi ci fondiamo con l'anima di un demone, questo lo sapete gi. Quello che forse non avete colto  che si tratta di anime demoniache prive di corpo. Non hanno niente con cui Comunicare. Non comunicano neppure con noi al di fuori delle emozioni. E quelle sono primitive. Rabbia. Sete di sangue.
Allora c' un traditore tra di voi disse Kadall sottovoce.
Con sua sorpresa, Dupree non contest.  possibile. Potrebbe essere uno di noi o uno dei licantropi o uno di voi.
Marcus si irrigid per l'offesa e avvert la stessa reazione negli altri, anche se non fece una colpa all'ibrido di essere sospettoso.
Non si tratta di noi.
Dupree inarc le sopracciglia. Davvero? Siete al corrente di ogni singola mossa che fa ognuno del vostro popolo in ogni momento? Mi piacerebbe imparare questo trucchetto.
Accidenti. Non l'avrebbe mai ammesso, non voleva nemmeno prenderlo in considerazione, ma l'ibrido non aveva torto. Il che, comunque, non significava che avesse ragione. Non  stato uno di noi ribad.
Questo non lo sapete. Dupree scosse la testa. L'unica cosa che  chiara  che l'obiettivo siamo noi. La questione : perch. E come.
Nessuno avanz delle ipotesi.
E cosa ci dici dei vostri tecnici scientifici? Erano l fuori stanotte.
Non hanno ancora scoperto niente. Non hanno neppure identificato tutti i cadaveri nell'insediamento del comandante.
Marcus fu sorpreso che non avessero fatto maggiori progressi. Qualcosa probabilmente trapel dalla sua espressione.
Hai visto anche tu com'era, oggi, da Charles. C' un sacco di roba da vagliare.
Marcus annu, cercando, invano, di ignorare la morsa che gli attanagliava le viscere. Era come se qualcuno fosse entrato in quel posto e avesse fatto a brandelli tutto ci che incontrava sulla propria strada. Avrebbe potuto trattarsi di Winter. Non l'avrebbe mai pi persa di vista, decise. Qualcos'altro? domand.
Dupree scroll le spalle. Niente, per il momento.
Marcus si alz. Nel suo letto c'era una donna nuda che sarebbe stata pi che ben disposta quando si fosse svegliata. Probabilmente non sarebbe successo ancora per molte ore, ma nel frattempo lui poteva tenerla stretta. Assicurarsi che fosse sana e salva tra le sue braccia.
A domani, allora disse uscendo dalla stanza per salire quasi di corsa i gradini, verso la donna che lo metteva sottosopra.

16
Ringhi la propria frustrazione e scagli la scrivania contro la parete. Lei era stata l, nei locali dell'Ordine che lei chiamava casa. Winter. La donna che adesso comandava gli ibridi. Ne sentiva l'odore, poteva quasi percepire il sapore del suo sangue sulla lingua. Come gli era sfuggita? Lei e tutti gli altri. Gett all'indietro la testa e rugg. Tutti gli ibridi se n'erano andati, i loro alloggi erano deserti. Si erano sparpagliati nelle case sicure della loro organizzazione.
Gli altri demoni che erano con lui balzarono indietro, facendosi piccoli piccoli di fronte alla sua furia. Tutti tranne il signore della guerra. I membri dell'Alleanza si sbagliavano sul conto dei demoni. Quelli minori erano stupidi, poco pi che emozione incontrollata senza quasi alcuna capacit di ragionare. Ma i soldati forti e i condottieri erano diversi. Molto diversi.
Il signore della guerra si appoggi contro la parete, l'astuzia che gli brillava negli occhi, le labbra incurvate in un sorriso crudele. Divertito. Bisognava tenerlo d'occhio. Credeva di essere pi intelligente e pi forte della belva che aveva davanti, che un tempo era stata un umano, poi un ibrido e adesso... qualcos'altro. Pensava di essere superiore, tuttavia stava attento a tenere le distanze. Era guardingo e diffidava del suo nuovo alleato.
Trovali, mezzarazza ordin il signore della guerra con un mugolio, e la furia della bestia scem fino a un basso sobbollire. Sorrise, sentendo il tintinnio dell'armatura del demone, vedendo la paura che non poteva nascondere del tutto.
Il signore della guerra resse il suo sguardo, gli occhi che ardevano come tizzoni, la sua furia e il suo potere quasi palpabili nell'aria. Gli altri demoni indietreggiavano, ma lui mantenne la posizione. Non era del tutto uno di loro e non poteva mostrare alcuna debolezza, non si sarebbe fatto piccolo piccolo come gli altri. Farlo avrebbe significato farsi uccidere.
Vai! Il ruggito scosse la casa, ma lui mantenne la sua posa insolente, si prese tempo per lasciare la stanza. Dietro di s ud il signore della guerra sbraitare, ud il nauseante rumore di denti che affondano nell'osso, e cap che il signore della guerra aveva riaffermato il proprio potere divorando uno dei suoi.
La bestia sorrise. Aveva vinto quella partita.

17
Marcus aveva lasciato in pace i suoi sogni e Winter era cos sollevata di non averlo incontrato l, che non era preparata a trovarselo accanto quando si svegli. Non aveva rafforzato le proprie difese. Winter, sussurr lui, seguendo con le dita la spina dorsale. Scese fino ad accarezzarle la curva delle natiche, indugi un istante e le strizz la carne con delicatezza. Poi le sue mani maliziose ripresero a muoversi. Winter inarc la schiena contro di lui mentre il suo tocco lieve come una piuma avanzava un dito alla volta su per il fianco, attorno al torace verso i seni. I capezzoli le si rizzarono in dure punte dolorose. Winter gemette. Non di nuovo.
Lott per svegliarsi del tutto, decisa a non aprire gli occhi solo per ritrovarsi eccitata come l'inferno ma sola. Non poteva sopportare un altro giorno cos. Non un solo maledetto giorno di pi.
Le dita di una mano si chiusero su un capezzolo. Winter gemette mentre lui stringeva e pizzicava. Avvert un delizioso, umido calore concentrarsi tra le cosce, i muscoli che si contraevano per combattere la sensazione. O forse cercando di trattenerla, non era pi sicura. Sapeva solo di essere tutta un fuoco, e che solo lui avrebbe potuto spegnere le fiamme. Marcus la fece rotolare sulla schiena.
Apri gli occhi, Winter.
Lei non voleva farlo, non voleva che il sogno finisse prima di aver raggiunto finalmente un qualche tipo di appagamento. Solo una piccola attenuazione del desiderio, un lieve allentamento della tensione.
Un minuscolo orgasmo. Era troppo da chiedere?
Sei reale?
Un morbido, sensuale ridacchiare. Adesso, Winter.
A quanto pareva lo era.
Fu impossibile ignorare la sua richiesta e sospirando, sentendo il sogno sgusciarle via tra le dita, Winter apr gli occhi e trattenne il fiato per alcuni, lunghi secondi. Lui era sollevato sopra di lei, le mani puntellate ai lati del suo corpo, il torace abbastanza vicino da stuzzicarle i capezzoli. Lei sospir e lui cattur il suo respiro con un bacio.
Il desiderio di Marcus era intenso quanto il suo.
Poi il suo corpo muscoloso cal su di lei e il peso la schiacci sul materasso, ma Winter non si lament. Si glori in esso. Lo accolse di buon grado, specialmente la prepotente erezione che premeva contro il suo ventre. Insinuando la mano tra loro, avvolse le dita attorno alla sua lunghezza d'acciaio. Lui gemette di piacere e si mosse avanti e indietro nella sua presa. Con l'altra mano lei gli spinse la spalla, ma lui non si mosse di un millimetro.
Voglio vederti. Doveva sentire la sua carne tra le proprie dita, vedere il piacere sul suo viso.
Pi tardi.
Con delicatezza le tolse la mano, muovendosi gi per il suo corpo tracciando sulla sua pelle una scia di teneri baci, piccoli morsi. Si ferm nel vedere i suoi seni e li fiss con tale avida brama che lei sent dolore. Gemendo, alz le mani per afferrargli le spalle, sapendo che le unghie scavavano troppo in profondit ma non curandosene. Voleva averlo pi vicino, aveva bisogno di sentire la sua bocca su di s, con un desiderio che non aveva mai provato prima e che soltanto lui poteva appagare.
Marcus si rizz a sedere, le scost le mani e gliele sollev sopra la testa. Poi la baci, dolce e gentile questa volta, allettante.
Aggrappati alle sbarre della testiera, bambina.
Lei tent di rifiutare, cerc di scuotere la testa in un no, ma le sue dita si chiusero comunque sulle sbarre. Protestare era impossibile con le labbra di lui sulle proprie, con la sua lingua nella bocca e le sue dita che le stuzzicavano deliziosamente il corpo. Le mani di Marcus tornarono sul seno.
Interrompendo il bacio, lui sgusci nella posizione precedente, lo sguardo ardente che la teneva prigioniera mentre chinava la testa. Fece dardeggiare la lingua sul suo capezzolo. Torn per un secondo assaggio prima di risucchiarlo nella bocca. La sensazione fu bruciante, il piacere quasi doloroso. Winter avrebbe urlato, e le sue mani volarono di nuovo sulle spalle di Marcus, tentando di stringerlo a s, implorandolo silenziosamente di darle di pi.
Winter. Lei ud il ruggito nel suo tono anche se non parl a voce. Lentamente alz le mani, le strinse attorno alle sbarre, ma solo perch sent in lui la promessa dell'appagamento. Non aveva intenzione di lasciarla insoddisfatta, questa volta.
Se collabori; per cui fai la brava, bambina.
Avrebbe potuto irritarsi per quel tono autoritario, per l'implicita richiesta che si sottomettesse totalmente a lui, ma l'ardore nel sangue e sulla pelle non lo permetteva. Sent qualcosa che si avvolgeva attorno alle mani e tir, stratton quando non riusc a muoversi. Lui smise di succhiarla e si sedette sui talloni, sul viso un'espressione di soddisfazione suprema. Winter tir con maggior forza. Non era abituata a essere legata. L'aveva fantasticato, certo, ma non si era mai fidata abbastanza di qualcuno per provarci.
Alz lo sguardo per vedere con che cosa l'avesse bloccata e le si serr lo stomaco quando non vide niente. La stava tenendo ferma con il solo potere della mente. Era cos potente, troppo potente, quel mangiatore d'anime che l'aveva reclamata come sua. Per la prima volta Winter avvert un filo di disagio.
No. Tu ti fidi di me, Winter disse lui, facendo scorrere lievemente le dita sul suo ventre. Lei scosse la testa anche se i muscoli tentavano di ribellarsi al suo volere. Non poteva. Non si fidava a quel punto di nessuno.
S.  cos. Winter. Lui si chin in avanti, succhiandole di nuovo un capezzolo, e lei gemette. Divent inerte. Svanite tutte le proteste.
Lui si scost da lei e sedette di nuovo sui talloni. Accidenti, se l'avesse lasciata cos un'altra volta, l'avrebbe ucciso. Giur che l'avrebbe fatto. Lui rise.
Non puoi farmi del male, non pi di quanto io potrei farne a te, Winter. A meno che tu non lo volessi, naturalmente. O se mi sfiderai cos gravemente che dovr punirti. Non costringermi a punirti, Winter. Non sono sicuro di poterlo fare.
Lasciami cos e metterai a rischio la tua vita, Marcus scatt lei, lottando contro i suoi legami mentali.
Il sorriso di Marcus fu lento, quasi crudele, ma sensuale come il diavolo. Era spacciata. Sul serio. Sarebbe stata in grado di resistergli se avesse dovuto? Lui scivol sul suo corpo, la bocca, il respiro rovente che le sfioravano la pelle in una carezza erotica.
Non ho nessuna intenzione di lasciarti in questo stato, bambina. Tu sei mia e devo prendermi cura di te. E tormentarti.
Il suo sorriso fu peccaminoso quando infil un lungo dito dentro di lei, muovendolo lentamente dentro e fuori. La capacit di Winter di pensare, di ragionare e protestare, evapor. Lui mosse il pollice, lo appoggi sulla clitoride, e lei trattenne il fiato aspettando e pregustando.
Lui si chin, reggendo il suo sguardo mentre le prendeva il capezzolo tra i denti, lo tirava delicatamente facendo finalmente pressione sul suo sesso. Il corpo di Winter si contrasse quando le sensazioni l'immobilizzarono e l'orgasmo la inond. Poi le dita di Marcus se ne andarono e le labbra furono sulle sue, inghiottendo le sue grida mentre la lunga, dura eccitazione affondava dentro di lei.
Marcus era affascinato. Lei reagiva in modo cos meraviglioso, senza inibizioni o esitazioni. Ma stava trattenendo una parte di s, senza concedergli la piena resa. Lui era fiducioso che sarebbe venuta col tempo. Dopo quella notte, il legame tra loro sarebbe scattato. Si spinse pi in profondit dentro di lei al pensiero, pi duro e pi rapido. Gemendo, lei gli avvolse le gambe attorno alla vita, incalzandolo a proseguire.
Mordendole il labbro inferiore, lui interruppe il bacio e si spost lungo la mascella fino alla sua gola, assaggiando la sua pelle, gustandola. Lei era chiara come il latte, senza pecche, e dolce. Esplor l'incavo tra nuca e spalla, succhiando la carne tenera tra i denti abbastanza forte da lasciare il segno. Un'impronta visibile del suo possesso, che lei non avrebbe potuto negare. L'eccitazione di Winter crebbe, la lussuria, la brama che provava si rivers dalla sua mente. Lui la lecc, l'assapor, sent i propri poteri espandersi e crescere mentre si nutriva di lei. Poi lei venne di nuovo, i suoi muscoli interni si strinsero cos convulsamente attorno al suo sesso che lui non riusc a trattenersi e rivers il proprio seme dentro di lei.
Usc da lei con riluttanza e si rotol sul fianco. Liberandole le mani, le massaggi i polsi per alleviare l'indolenzimento, poi la strinse tra le braccia. Lei mormor soddisfatta e si rannicchi contro di lui, gi addormentata. Marcus sorrise mentre scivolava nel sonno. Winter era finalmente al proprio posto e lui non l'avrebbe lasciata andare mai pi.

18
Questa volta fu l'unica a svegliarsi. Si sciolse dall'abbraccio di Marcus piano piano, facendo attenzione a non disturbarlo mentre sgusciava gi dal letto. Le gorgogli lo stomaco e vi piazz sopra una mano, guardandosi rapidamente attorno, sollevata nel vedere che lui non si era mosso. Il senso di vuoto si intensific mentre si infilava i vestiti, portando con s gli stivali e le armi mentre usciva dalla stanza. Quanto aveva dormito? Non aveva notato orologi nella camera di Marcus e le finestre avevano le imposte chiuse.
Muovendosi con passo leggero, segu il corridoio fino alle scale e scese in cerca della cucina. Tutte le finestre che oltrepass erano oscurate, segno che era ancora giorno. I mangiatori d'anime potevano sopportare pochissimo sole. Li indeboliva fino a condurli alla morte nel giro di qualche minuto. Quanto tempo aveva prima che calasse la notte? Quanto, prima che lui potesse seguirla? Perch dopo quella seduta sconvolgente nel suo letto, era sicura di doversene andare finch ancora poteva. Prima di diventare dipendente dal suo tocco. Prima che lui usasse quella dipendenza per prendere il controllo della sua vita.
In fondo alle scale esit. L'uscita era proprio davanti a lei, la sala da pranzo dove si erano riuniti alla sua sinistra, con un corridoio che continuava al di l di essa, e la porta aperta dell'ufficio alla sua destra. La cucina era probabilmente gi per il corridoio, ma lei sbirci prima nell'ufficio. Il mangiatore d'anime che chiamavano Kadall era seduto dietro la scrivania a leggere qualcosa su un portatile. Alz la testa e incontr il suo sguardo.
Ti serve qualcosa? Nel suo tono nulla indicava cosa provasse per gli ibridi che adesso erano nella casa, nessuna emozione trapel dai suoi scudi mentali.
Cucina?
Lui sorrise. In fondo al corridoio.  completamente rifornita. Serviti pure.
Grazie.
Lui alz le spalle. Di niente. Dovete essere tutti sincronizzati sullo stesso orologio. Gli altri due sono gi l.
C'era curiosit nella sua voce, questa volta. Winter non cerc di spiegare che lei, Gia e Dupree lavoravano insieme ed erano amici da cos tanto tempo che si percepivano l'un l'altro a un livello profondamente istintivo che andava perfino oltre ci che la maggior parte degli ibridi sperimentava.
Qualcosa del genere rispose, alzando una spalla, e se ne and.
Dupree le porse un piatto di uova con il bacon quando entr. Lei lo pos sul tavolo e and dritta al bricco del caff. Dopo essersene versata una tazza aggiungendovi una generosa dose di zucchero, torn al tavolo.
Che ore sono?
Quasi le tre rispose Gia.
Nessun rapporto ancora?
Gia fece segno di no con la testa, guardando il tavolo. Si era raccolta i capelli in una crocchia severa e si era truccata, ma aveva ancora un pessimo aspetto.
Stai bene? le chiese Winter sottovoce.
Gia sollev il capo di scatto, l'espressione impenetrabile.
Benissimo. La voce divent brusca. Dobbiamo incontrare i capi di quadrante tra circa trenta minuti e ha chiamato Mitchell. Vuole organizzare alcune pattuglie miste. Il suo sorriso era beffardo. Sta prendendo molto sul serio quella storia della task force, immagino.
Winter inclin la testa da un lato e la scrut. Che diavolo c'era sotto? Non era da Gia essere cos aspra. Sent il demone dell'amica pi vicino ad affiorare di quanto non lo fosse stato per mesi. Tribolazioni in paradiso? Si augurava di no. Non avevano tempo per quel genere di sciocchezze, ora. Per questo intendeva squagliarsela prima che fosse troppo tardi.
Doveva recuperare i suoi computer prima di andarsene, ma non ricordava di averli visti in camera di Marcus. La borsa con i suoi effetti personali era l, ma non c'era dentro niente che non potesse essere sostituito. Voi avete tutti i computer?
Io s rispose Dupree, le prime parole che pronunciava da quando lei era entrata. Era disapprovazione quella che sentiva nella sua voce? Si volt a guardarlo. La sua espressione era imperscrutabile come sempre.
Ottimo. Torn a rivolgersi a Gia. Abbiamo gi un qualche posto dove stare?
Ci sto lavorando rispose lei mentre le squillava il telefono. Si allontan e parl sottovoce a chiunque ci fosse all'altro capo della linea.
Non sono sicuro che dovremmo andarcene da qui disse Dupree mentre aspettavano che Gia terminasse.
Winter lo fiss, esterrefatta. Dupree non avrebbe potuto sorprenderla maggiormente. Sei fuori di testa?
Neanche per idea rispose Gia contemporaneamente, il telefono ormai chiuso e stretto in mano.
 sicuro. Nessuno sa che siamo qui, e chiunque stia dicendo ai demoni come trovarci non sar in grado di farlo. Alz le spalle quando le due donne lo guardarono male. Era solo per dire.
Dannazione. Winter aggrott la fronte guardando il soffitto. E dannazione all'uomo al piano di sopra che, dopo aver fatto sesso con lei, la lasciava nei guai pi di prima. Era disposta a correre un inutile rischio solo per allontanarsi da lui. Sarebbe stata bene adesso, dopo aver sfogato la tensione sessuale. Tent di arrabbiarsi, di far montare la furia dentro di s abbastanza da andarsene senza guardarsi indietro. Avrebbe dovuto essere facile - il demone era particolarmente incline alla collera - ma non ci riusc, e fu in quel momento che ricord, fu allora che infine registr un altro mutamento.
Marcus si era nutrito di lei, drenando la pericolosa energia in eccesso che il demone stava generando da tempo. Fisicamente e mentalmente, Winter si sentiva davvero bene, meglio di quanto si fosse sentita da anni. Desider che la parte emotiva di s non stesse lavorando cos bene.
Che cosa facciamo allora? chiese Dupree.
Ce ne andiamo. Il cuore le si strinse quando diede l'ordine, ma doveva uscire di l. Adesso.
Dupree annu, ma era evidente che non era d'accordo. Torno subito.
Torn dopo meno di due minuti con tre valigette da computer. Winter prese la propria, lui porse a Gia la sua, e a uno a uno si teletrasportarono verso una delle case sicure. La pi lontana a cui Winter riusc a pensare.

19
Erano in anticipo, ma i capi di quadrante, Robert, Ingrid e Jordan, la stavano aspettando quando arrivarono. La casa sicura era un piccolo ranch con tre stanze da letto e Winter si guard attorno nell'affollato soggiorno dove i capi di sezione e di squadrone si erano radunati per ricevere gli ordini. Uno di essi avrebbe dovuto sostituirla nella sua antica carica di capoquadrante. Winter ripass mentalmente la lista dei candidati che le aveva dato Gia. Era solo uno dei dettagli che occorreva affrontare quella sera.
Hai pensato a chi ti sostituir? chiese sottovoce Jordan al suo fianco.
Beccata. Era stato il suo migliore capo squadrone, la scelta pi ovvia come suo sostituto, ma era stato trasferito a un altro quadrante prima che lei venisse promossa. Anche se avesse assunto lui il suo vecchio incarico, lei sarebbe rimasta con un quadrante scoperto. Jordan la conosceva quasi altrettanto bene di Gia e Dupree. Lo guard sogghignando. Tu chi sceglieresti?
Jordan inarc un sopracciglio, palesemente sorpreso che avesse chiesto consiglio, ma esamin il piccolo crocchio di corpi tesi che componevano il contingente sudoccidentale all'incontro di quella notte. Lance.
Sul serio? Winter ne fu sorpresa. L'altro ibrido era un po' una testa calda, e non era una gran qualit in un capo. Qualit che con riluttanza Winter ammise di condividere. Ma Gia aveva fatto la stessa raccomandazione, e lei si era quasi decisa a promuoverlo capoquadrante sulla sola base di quell'avallo.
Si  appena legato. A una lupa. Si  dato una calmata.
Ah. Un dettaglio che Winter avrebbe dovuto conoscere, e che probabilmente le era stato riferito. Gia era tutto tranne che inaccurata. Colse il segnale di Dupree dall'altra parte della stanza e annu in risposta. La stanzetta in cui si sarebbe tenuto l'incontro era pronta.
Andiamo disse a Jordan, e not che gli altri membri del quadrante si stavano gi avviando. Si ferm mentre sorpassava gli uomini del quadrante sudovest.
Lance. Gli indic di seguirla e lo sent mettersi al passo dietro Jordan.
La stanza non era spaziosa, grande a malapena per i due divani e le due sedie che vi erano stipati, ma sarebbe andata bene. Nessuno era seduto quando Winter entr, e si rese conto con irritazione che avevano aspettato lei, perch oh, s, lei era il comandante regionale, adesso. Ci sarebbe voluto un bel po' per abituarsi a quella nuova posizione.
Trattenendo un sospiro di esasperazione, si diresse verso la sedia sul lato opposto della stanza rispetto alla porta. Una mossa tattica. Non voleva dare la schiena a un'entrata. Dupree fece una smorfia, ma prese il posto che lei aveva evitato, palesemente scontento di non avere la visuale della porta ma altrettanto maldisposto a condividere il divano con qualcun altro. Winter dovette mordersi l'interno della guancia per non sghignazzare. Gli altri si sedettero, tranne Gia che si mise in piedi dietro di lei.
Lance prender il nordest? chiese Robert.
S. Winter rivolse un'occhiata dura a Lance. Non farmi rimpiangere questa decisione.
Non lo far.
Winter ud la furia controllata nella sua voce e annu, approvando. L'autocontrollo era basilare. Ottimo.
Sono arrivati tutti?
S rispose Gia, spostandosi alla sua sinistra. Winter fu sollevata. Il cambiamento di posto di Gia le evitava di doversi girare per guardarla, risparmiandole il dolore al collo e alle spalle che senza dubbio sarebbe risultato dal movimento ripetuto.
Qualche progresso nelle ricerche di una propriet? La rodeva la sensazione che le case sicure non sarebbero rimaste tali ancora per molto.
Abbiamo trovato una tenuta sul lato nord. Firmeremo oggi pomeriggio il contratto d'affitto. Tra il corpo principale e due foresterie,  abbastanza grande per tutti i membri del quadrante. Jordan si riferiva al quadrante sudest.
Lei annu. Qualcos'altro?
Ingrid parve a disagio quando prese la parola. Conosco un mangiatore d'anime che mi ha offerto l'uso di una delle sue case. C' abbastanza spazio per circa la met della mia gente se ci stringiamo un po'. Ha detto anche che potrebbe avere delle dritte per qualche altro posto.
Winter studi la donna pi giovane. Semplicemente grandioso. Un'altra di loro invischiata con uno di quei dannati mangiaanime.
Anche tu, Ingrid?
Il viso della donna era teso ma non impaurito, solo riluttante. Potremmo parlarne pi tardi? Dovrei dirgli di no?
Winter era tentata, ma non era in condizioni di rifiutare l'offerta. La salvezza della sua gente veniva prima di ogni altra cosa, compresa la sua personale ostilit all'idea di avere contatti troppo stretti con l'altra razza. O con uno di loro in particolare.
Fallo disse a Ingrid. Si rivolse a Gia, sempre pi in ansia via via che si rendeva conto di quanti di loro non sarebbero stati al sicuro quella notte o l'indomani o probabilmente il giorno dopo ancora. Questo  il numero uno sulla lista delle priorit.
Ricevuto. Quando ho parlato con Mitchell, prima, ha detto che anche loro possono alloggiarne una ventina.
Winter annu. Ottimo. Aveva tutte le intenzioni di essere una di quei venti, insieme a Gia e Dupree. Pattuglie. Fino a contrordine, formerete squadre di quattro uomini. E istituite turni di sorveglianza totale sulle zone dormitorio, ventiquattr'ore su ventiquattro, sette giorni alla settimana.
Se Benjamin avesse dato un simile ordine solo una settimana prima, avrebbe scatenato un coro di proteste. Sorveglianza totale significava sei pattuglie armate che coprivano turni di dodici ore, il che si traduceva in dodici cacciatori che non facevano ci per cui erano stati addestrati, se i turni di sentinella si alternavano per tutto il giorno e per tutta la notte. Alcuni degli squadroni minori non avevano neanche personale a sufficienza per questo.
Dovremo riorganizzare alcune squadre. Era necessario, che a loro piacesse o no. E non sarebbe piaciuto. Niente pi squadroni isolati. Voglio che nessuno viva in un posto con un'unit pi piccola di un plotone. All'incirca cinquanta persone.
Si sollev un coro di proteste. Winter se lo aspettava. Ci fu solo un'argomentazione ragionata, tuttavia. Da parte di Lance. Winter avrebbe dovuto sapere che lui le avrebbe fatto venire il mal di testa immediatamente.
Non saremo in grado di trovare posti abbastanza grandi per alloggiare gruppi cos numerosi, comandante.
Fatelo rispose lei brusca prima di rivolgersi a Gia. Dovremo costruire. Anche quando avessero scoperto e sradicato la minaccia al loro popolo, nessuno si sarebbe realmente sentito al sicuro nelle antiche residenze.
Gia stava annuendo, buttando gi appunti sulla lavagnetta. Questo in effetti sar semplice. L'Ordine ha continuato ad acquistare terreni negli ultimi anni.
Winter alz un sopracciglio. Quella era una novit. Gia scosse la testa alla domanda inespressa, palesemente confusa, e spieg: Nessuno lo sapeva. L'ho appena scoperto. Gray ha detto che il consiglio non aveva informato nemmeno Benjamin.
Bizzarro borbott Ingrid.
Winter concord. Era strano. Poteva capire che i capi di quadrante non fossero stati informati, ma perch lasciare all'oscuro Benjamin? Alzandosi dalla sedia, liquid la faccenda con un'alzata di spalle. Aveva abbastanza problemi senza tentare di decifrare le mosse serpentine del consiglio.
Aggiornamenti orari fino a nuovo ordine. Gli altri si alzarono e Winter si guard intorno, catturando per un istante lo sguardo di ogni persona prima di passare alla successiva. Poi sogghign, senza curarsi del fatto che il suo sorriso sarebbe potuto sembrare troppo ferino. E buona caccia.
Lasci la stanza e la casa senza guardarsi alle spalle una sola volta, felice di essere libera da quel posto claustrofobico. Fuori prese un profondo respiro e aspett Gia e Dupree. Lui comparve per primo, le mani in tasca, apparentemente tranquillo. Si ferm accanto a lei ma non la guard, studiando invece qualcosa in lontananza. Winter non si offese. Chiunque passasse un certo periodo di tempo con Dupree si abituava in fretta ai suoi repentini sbalzi d'umore. Chiederai a Mitchell se lo squadrone pu restare l? le domand infine.
Lo squadrone che era stato suo come capoquadrante, tecnicamente la sua guardia personale, l'avrebbe seguita nel suo nuovo ruolo. Winter non aveva avuto altra scelta che piazzarli in una delle case sicure, la notte precedente. Quella notte sarebbero stati di nuovo insieme.
S.
Lo squadrone s. Noi tre no disse lui, con un tono autoritario che le fece prudere la pelle. Se qualcun altro le avesse parlato in quel modo, sarebbe finito nella polvere. Ma quello era Dupree e quando parlava in quel tono Winter sapeva che era perch pensava lei stesse facendo qualcosa non solo di stupido ma di rischioso. Sospir.
Pensi ancora che dovremmo stare con i mangiatori d'anime?
Con Marcus. Winter aveva paura perfino di pensare il suo nome, come se l'atto stesso potesse evocarlo, potesse svegliarlo e far scattare di nuovo la campagna di appropriazione a cui lui aveva dato inizio la sera prima. Questo non poteva tollerarlo. Chiudendo gli occhi, costrinse l'immagine di David a levarsi nella sua mente. Anni, decenni prima, si era unita all'Ordine perch il marito che aveva amato pi di ogni altra cosa al mondo le era stato strappato. Da allora aveva sorvegliato con cura il proprio cuore, e non voleva disonorare adesso quella memoria, quella scelta, per semplice lussuria.
Era ancora in massima parte umana. Qualcosa si concedeva. Il sesso era una parte necessaria e piacevole della vita, giusto? Perch il mangiatore d'anime non poteva accontentarsi di questo? Lui non aveva detto nulla, ma lei sapeva che non ne aveva l'intenzione. Non se ne sarebbe andato, non l'avrebbe lasciata in pace con i suoi ricordi.
 il posto pi sicuro rispose lui in modo cos ostinato che Winter cap che c'era sotto qualcosa di pi. Proprio come intu che non gliel'avrebbe cavato di bocca e che lei non avrebbe ceduto.
No. Scosse la testa.
Fa' a modo tuo.
Lo far, grazie reag con uno scatto.
L'ombra di un sorriso attravers le labbra di Dupree. Vado a controllare lo squadrone. Far i preparativi necessari.
Grazie.
Se n'era andato ancor prima che lei terminasse la parola. Winter emise un sibilo irritato e and in cerca di Gia, che era dentro a bisbigliare in un angolo con Ingrid. Chiusero la bocca di scatto tutt'e due quando la videro. Winter sospir. Che cosa c'era adesso?
Qualcosa che devo sapere? chiese, asciutta.
Ingrid serr le labbra e Winter cap che stava trattenendo una risata. In effetti no rispose Gia. Vado in ufficio.
L'edificio periferico era la facciata ufficiale per gli investimenti e le propriet regionali dell'Ordine, e ospitava anche il loro laboratorio in un segreto complesso sotterraneo di stanze. Gia aveva tutt'e tre le valigette dei portatili. Ho una lista di imprenditori edili, per cui vedr quando potranno sottoporci i progetti e cominciare a scavare.
Okay. Prendi con te un paio di persone. Non voglio nessuno da solo.
Sicuro. Aggiorner te e Dupree pi tardi. Da Mitchell?
Gi.
Con un cenno di saluto a Ingrid, Gia se ne and.
Be',  stato veloce borbott l'altra donna. Era evidente che avrebbe voluto continuare la conversazione con Gia. Winter era incuriosita, ma non costrinse Ingrid a parlare con lei. Se si trattava di una cosa che lei doveva sapere, l'avrebbero messa al corrente se e quando fosse stato necessario. Inoltre era certa che riguardasse i loro rapporti personali con i mangiatori d'anime, ed era sempre stata una sua prassi non manovrare le vite dei suoi simili, a meno che non fossero in pericolo. Per quanto diffidasse dei mangiatori d'anime, non percepiva alcun pericolo, per cui lasci perdere e si scus.
State attenti tutti ammon gli altri capi quadrante prima di teletrasportarsi nella tana del branco di licantropi.
Si rimaterializz nel cortile e sal i gradini del portico, non realmente sorpresa di vedere due guardie appoggiate contro la ringhiera, la posa rilassata smentita dal ferale luccichio nei loro occhi. Uno dei due le fece un cenno con la testa, l'altro parl.
Entra pure, Winter. Lui ti sta aspettando.
Grazie. Sal in fretta i gradini che conducevano alla maggior parte degli spazi di soggiorno del branco, e and a cercare Mitchell. Non era in palestra, il loro consueto luogo d'incontro, e in nessuna delle altre aree comuni. Winter lasci espandere i propri sensi e lo percep di sopra nei suoi alloggi. Le guardie avrebbero potuto dirglielo, pens. Digrignando i denti, torn di sopra.
Lui era in piedi davanti alle portefinestre quando lei entr, e guardava fuori, le mani posate sui fianchi. Winter chiuse la porta dietro di s, e quando il sommesso clic risuon nell'aria silenziosa lui volt la testa a guardarla da sopra la spalla.
Ciao.
Ciao. Inclinando la testa di lato, Winter avanz fino a raggiungerlo. C'era qualcosa che non andava. Il suo atteggiamento era troppo indifferente e lo sentiva forzato. Si ferm accanto a lui e imit la sua postura, senza fare ci che voleva realmente, cio studiare il suo profilo e capire che cosa lo turbava.
Che cosa c' in ballo?
Lui alz le spalle. Il solito. Sta calando la notte. Presto partiranno le pattuglie. Stessa merda, giorno diverso.
Okay, a quel punto Winter inizi a preoccuparsi. Non era da Mitchell essere cos cupo. Di solito era allegro in modo insopportabile. Con lei, almeno.
Gi. Esit. Avrebbe dovuto chiedergliene conto? No. Non ne valeva la pena, in quel preciso momento. Atteggiamento meschino da prendere con un amico, ma si sentiva sopraffatta gi cos. A proposito delle pattuglie, Gia ha detto che parlavi di unire le forze?
Lui annu. Dupree  qui in giro, da qualche parte. Lui e Baron stanno formando le squadre e organizzando le sistemazioni per dormire.
Grazie a Dio. Fantastico. Possiamo stringerci e stare nelle stanze in due o tre, se necessario.
Finalmente lui si volt a guardarla. Non c'era assolutamente alcuna espressione sulla sua faccia, nessuna inflessione nella sua voce quando parl. No. Noi non abbiamo lo spazio e voi avete gi un'offerta dai mangiatori d'anime.
La rabbia la invase. Pura e semplice e del tutto umana. Nulla della rabbia del demone la infettava, la amplificava. Winter non fu sicura se esserne contenta o no, date le circostanze.
Uccider Dupree ringhi, ma sottovoce, le parole quasi impercettibili.
Mitchell aggrott le sopracciglia. Perch?
Perch? Non  lui il responsabile di tutto questo? Hai appena deciso che uno dei tuoi pi vecchi amici non  il benvenuto, solo per malumore?
Non per malumore. Lui inarc un sopracciglio. Ma non ha niente a che fare con Dupree.
Ti spiace spiegarti meglio?
Lui alz le spalle e torn a voltarsi verso la finestra. Chiedilo a Marcus.
Merda. Avrebbe ucciso Marcus. Dupree poteva vivere ancora per un po'. Mitchell d'altro canto... Spiega scatt.
Di nuovo l'alzata di spalle. Ha chiarito oltre ogni possibilit di dubbio che sei sua e che non prender bene eventuali interferenze.
Winter sollev le braccia in aria e si mise a passeggiare per la stanza. Mi stai prendendo in giro! Hai intenzione di spazzare via cinquant'anni di amicizia a causa di qualcosa che ha detto un mangiaanime?
Lui la guard in faccia e Winter cap che non avrebbe vinto quello scontro, non aveva una sola possibilit. Gli occhi di Mitchell erano tristi e rassegnati, ma anche determinati. Funziona in modo diverso per noi, ricordi? Tu sei sua. Prima lo accetterai, meglio sar.
Oh, lei non pensava proprio. Neanche all'inferno avrebbe ceduto il controllo della propria vita a qualcun altro, e, come i licantropi, i maschi mangiatori d'anime avevano fama di essere despoti assoluti. Fama che si erano meritati. Ma l'unico modo di affrontare la situazione era andare direttamente alla fonte. Avrebbero sviscerato la faccenda una volta per tutte. In un lampo se ne and, e ancora una volta fu nell'atrio della dimora del Signore di Coloro che Camminano nella Notte.

20
Si era svegliato agitato, ma era passato in fretta. Marcus avvert il legame tra loro, non ancora forte ma abbastanza saldo perch Winter non potesse spezzarlo. Lasci aperta la mente, protendendosi a sondare i paraggi. Lui, Kadall e Marelle erano gli unici nella casa. Sper che, ovunque fosse, Luke stesse bene. L'ultima cosa di cui aveva bisogno al momento era che il suo gemello perdesse il controllo. E visto che Gia la notte prima l'aveva chiuso fuori, quella era una possibilit molto reale. Segu la traccia che li connetteva e quando ebbe la certezza che Luke non aveva problemi rivolse l'attenzione a Winter.
Sapeva che lei stava bene. Era sempre nella sua mente, ma sapere e vedere erano due cose diverse. Lei era a una specie di riunione e pensava. Pensava sempre. Creandosi scenari nella mente, cercando di seguire tutti i contorti sentieri delle possibilit dietro gli attacchi dei demoni. Aveva raggiunto la sua stessa conclusione: era quasi certamente un ibrido la persona che passava informazioni ai demoni. Qualcuno che si era ribellato o era molto vicino a farlo, c'era poca differenza. L'unica cosa che Winter non riusciva a capire era di chi si trattasse: nomi, facce, ambienti le scorrevano nella mente e lui avvert la sua frustrazione. Non sapeva abbastanza di loro per formulare un'ipotesi fondata. E sepolta sotto tutto questo c'era la preoccupazione. Preoccupazione per coloro di cui era responsabile. Preoccupazione per i propri limiti, per i rischi che lei costituiva per il suo stesso popolo.
Vedeva se stessa come un fattore di rischio. Aveva paura di non essere abbastanza forte o abbastanza veloce o abbastanza intelligente. Non vedeva quello che tutti gli altri vedevano quando la guardavano, quello che lui vedeva.
Winter era magnifica.
Marcus chiuse gli occhi, sguazzando nel suo profumo, nella sensazione di lei nella mente. Anche se Winter non voleva un legame con lui, era l. C'era da settimane. La sent cercare di erigere di nuovo il muro che era riuscita a innalzare solo un paio di giorni prima, e rise. Era troppo tardi ormai.
E tuttavia, lei era anche una spina nel fianco.
Marcus non voleva che lasciasse la casa quando lui non poteva seguirla e garantire la sua sicurezza e glielo aveva detto chiaramente, ma aveva obbedito? No. Si era stupidamente precipitata fuori, mettendo a repentaglio la propria sicurezza, solo per evitare lui e il legame che c'era tra loro. Tentava di bloccarlo, di escluderlo dalla propria mente anche se era suo diritto poterci entrare. Sarebbe stato un po' pi energico nello spiegarlo, la volta prossima, si ripromise Marcus.
Gli gorgogli lo stomaco. Alzandosi, afferr il primo paio di jeans puliti che riusc a trovare e si vest in fretta. Dal piano di sotto giungeva un delizioso aroma di cibo che lo guid dritto in cucina. Fermandosi di scatto quando entr, si schiar la gola.
Voltandosi verso la soglia e facendo scudo alla compagna con il proprio corpo in modo che Marcus non potesse vederla, Kadall sollev la testa dal seno di Marelle, ma tenne le mani saldamente strette sul suo posteriore. Marcus inarc un sopracciglio, attendendo che Kadall lottasse contro i propri istinti e trattenesse il ringhio di sfida che probabilmente gli stava salendo spontaneo alle labbra e arginasse il potere di una mente che avrebbe voluto aggredire l'intrusione, la possibile minaccia. Un attimo dopo, Kadall prese la donna tra le braccia e si precipit fuori.
Marcus entr in cucina scuotendo la testa. Kadall non avrebbe dovuto avere quel genere di problemi, il legame tra lui e la compagna era forte a sufficienza, la conquista completata da tempo, e lui avrebbe dovuto essere in grado di conservare la patina di civilt di cui tutti si ammantavano anche quando venivano interrotti come lo era stato lui. Marcus non aveva l'abitudine di interferire nelle relazioni di coppia, ma avrebbe dovuto parlare con lui, andare alla radice di quel nuovo sviluppo. Non poteva permettersi di avere un guerriero d'alto rango cos instabile a quel punto della caccia. Forse stava semplicemente risentendo del travaglio di Marcus e di Luke, pens. Dio solo sapeva se il livello energetico di quella casa era fuori scala!
Del liquido trabocc e sfrigol sulla stufa. Annusando, Marcus si avvicin e abbass il fornello. Sugo di pomodoro. Doveva essere il turno di Kadall in cucina, visto che gli spaghetti erano l'unico piatto del suo repertorio. Mettendo a bollire sulla stufa una pentola d'acqua, entr nella dispensa a cercare la pasta. Finalmente ne individu una scatola sepolta sotto un sacco di fagioli secchi.
Sospirando, torn ai fornelli. Doveva davvero trovare una nuova cuoca. L'ultima se n'era andata quando, colmo dei colmi, aveva trovato un compagno umano. Raro, ma succedeva. Il legame avrebbe tenuto l'umano in vita e giovane fintantoch lei fosse vissuta.
Questo era successo quando la vita era troppo noiosa, prima che lui incontrasse Winter.
All'improvviso avvert la sua ira, la sua determinazione. Chiuse gli occhi e lasci che l'invadesse, connettendosi a lei per vedere che cosa l'avesse irritata cos. Ci che vide gli strapp un sorriso. Mitchell l'aveva appena informata del fatto che lei non poteva restare con il branco, che lui non si sarebbe intromesso in quello che c'era tra lei e Marcus. Il lupo era pi furbo di quanto in origine l'avesse valutato, pens.
L'acqua cominci a bollire e Marcus apr la scatola degli spaghetti, lasciandone cadere due porzioni. Winter poteva anche essere furiosa con lui, ma doveva pur mangiare. Non l'avrebbe fatto aspettare a lungo.
Ne avvert la presenza non appena si materializz. L'aria crepitava di furia. Non and a cercarla e fu attento a mascherare la propria presenza nella casa. Voleva che lei usasse il legame mentale che c'era tra loro per trovarlo. Ogni volta che lo usava, il legame si rafforzava.
Winter cap esattamente che cosa lui stesse facendo, e Marcus rise forte all'ondata di irritazione che lei gli invi. Non si volt quando lei entr, ma si accorse che lo osservava quando avvert un tocco quasi fisico sulla schiena. Cap che si trattava di un'azione inconscia, ma lo rallegr comunque. Winter poteva combattere ci che c'era tra loro, ma non poteva vincere. Era solo questione di tempo prima che lo accettasse.
Scol la pasta, prese due piatti e mise in ciascuno una porzione generosa. Fame? chiese, tenendo la voce neutra cosicch non trapelasse niente dell'irritazione che provava per il fatto che lei se n'era andata. Non diede neppure segno di notare la sua collera.
La ud muoversi, i passi lievi nella stanza silenziosa. Potrei mangiare.
Gli arriv vicino e, prendendo il piatto che lui le porgeva, vi aggiunse il sugo. Doveva essere stata in cucina prima di andarsene, quel pomeriggio.
Winter era tornata con l'intento di chiarirgli come la pensava. Poi lui si era offerto di nutrirla e adesso era tutta docile e accomodante e silenziosa. Che cosa le era preso?, si domand. Avrebbe dovuto urlare di frustrazione, e invece di colpo stava morendo di fame, con lo stomaco a ricordarle che prima aveva abbandonato uova e pancetta senza prenderne un solo boccone. Mangi. Avrebbe potuto strillare a suo piacimento pi tardi.
Rimasero in silenzio entrambi, fatta eccezione per il grazie appena mormorato di Winter quando lui le porse un bicchiere di vino e l'altrettanto pacato prego di Marcus. Quando il piatto fu vuoto, lei lo port al lavello e lo sciacqu, aggiungendolo agli altri in attesa di essere messi in lavastoviglie. Faccende ordinarie. Cos casalinghe. Winter non riusc a decidere se quella sensazione le piacesse o no. Voltandosi verso la tavola, vide che anche lui aveva finito e, appoggiato allo schienale della sedia, la scrutava con un'espressione soddisfatta. Quell'atmosfera cordiale non le piacque, e ancor meno grad il sorrisetto che sembrava dire che lei era sul punto di cedere la propria vita senza combattere.
Non avevi alcun diritto di farlo disse.
Lui inarc un sopracciglio, ma non tent di fingere di non sapere di cosa stesse parlando. Avevo ogni diritto, invece. Tu sei mia.
Come poteva starsene l seduto cos calmo a proferire un'affermazione tanto oltraggiosa? Era assurdo. E lei si rifiutava di stare con qualcuno in modo cos completo e totalizzante. Scosse la testa. No. Neanche per sogno.
Non potrai vincere questo scontro, Winter. Cos maledettamente calmo, cos freddo. Niente di simile alla furia bruciante che lei aveva provato negli ultimi due mesi. Sapeva che Marcus era in collera, lo avvertiva, ma lui teneva le proprie emozioni sotto controllo. Naturalmente, un po' della tensione sessuale si era allentata quando si era nutrito di lei. Non era sicura di cosa provare al riguardo. C'era l'evidente beneficio, la diminuzione del controllo da parte del demone. Ma era un aspetto dei mangiatori d'anime che lei aveva sempre trovato, diciamo, un po' macabro. Sbuff, irritata con se stessa. Come se legare la propria anima a quella di un demone non fosse macabro! Lei non era esattamente nella condizione di poter scagliare la prima pietra.
E niente di tutto ci aveva importanza. Semplicemente non era pronta a legarsi ad alcun uomo, a fare la scelta che sentiva come un tradimento verso la memoria di David. Forse, se avesse spiegato, lui avrebbe capito. Ne dubitava, ma male non poteva fare, giusto?
Io ero sposata, lo sai. Prima di unirmi all'Ordine.
Lo so. Marcus lo disse piano, la tenerezza negli occhi.
Questo la rafforz nel proprio intento. Non voleva la sua comprensione. Voleva spazio. Voleva essere lasciata in pace. Si rese conto che stava trasmettendo il pensiero quando lo sguardo di lui s'indur e la mascella si serr.
Marcus si alz e si avvicin, prendendole il mento tra le dita e costringendola a guardarlo.
Io non andr da nessuna parte e neanche tu.
Le labbra si chiusero sulle sue, la lingua si insinu nella sua bocca. Eccitandola, penetrando pi in profondit nel suo cuore. Il corpo di Winter reag contro la sua volont, contro il suo ordine di andarci piano. Si spinse addosso a lui, gli strofin i capezzoli duri sul torace, bramosa di sollievo. Il sesso le si inumid mentre il bacio di Marcus diventava pi esigente, la lingua che affondava, riflettendo i movimenti che lei avrebbe desiderato dal suo membro.
Gli infil una mano sotto la camicia, divorando il suo gemito quando la pelle tocc quella di lui. Poi insinu una mano in mezzo ai loro corpi, delineando il rigonfiamento della sua erezione, massaggiandolo prima di tentare di sganciare il bottone dei jeans. Lui la ferm con un basso ruggito e le blocc entrambe le mani dietro la schiena. Il desiderio le formicolava dentro e Winter soffoc un singhiozzo. Voleva gi scoparla? Oppure aveva intenzione di tormentarla, di lasciarla insoddisfatta perch prima era sgattaiolata via dal suo letto?
Marcus le stratton le mani, costringendola a inarcare la schiena in modo che i seni sporgessero in avanti, le dure vette chiaramente delineate dalla maglietta aderente che indossava.
 davvero questo che vuoi? Che ti scopi come qualsiasi altra donna? Come una che non significa niente per me?
Chinandosi avanti, le pass i denti sul capezzolo. Allo stesso tempo affond nella sua mente, inviandole una perversa immagine dopo l'altra di ci che desiderava farle, di ci che voleva farle provare. Winter quasi url per il sovraccarico di sensazioni, e il contatto con lui sul seno e nella mente per poco non la fece venire. Per poco. Lui la tenne giusto sull'orlo. Winter avvert il suo proposito, l'intenzione di dimostrare che lui significava per lei pi di un casuale incontro sessuale. Mosse la coscia in mezzo alle sue gambe e la sollev un poco, strofinandola contro il suo sesso. Lei trem per il bisogno.
No. Non l'hai ancora meritato.
La mente di Winter si raggel per un secondo, poi si ribell all'ordine, al dominio in quella voce. Lott di nuovo contro di lui, tent di costringerlo a lasciarla andare anche se il suo corpo smaniava per lui e desiderava essere preso in ogni modo possibile. Ma il livello di fiducia richiesto era qualcosa di cui Winter non riteneva di essere capace.
Marcus la lasci andare di colpo e lei barcoll all'indietro. Cingendosi la vita con le braccia si allontan e si sforz di riprendere il controllo, costringendosi a ricordare tutte le proprie responsabilit, tutte le ragioni per cui non poteva semplicemente consegnarsi alle cure di qualcun altro. Non poteva essere dolce e debole. Non c'era spazio n tempo nella sua vita per questo.
Per pura forza di volont non si ritrasse di scatto quando le mani di Marcus si posarono sulle sue spalle. Lui si avvicin, le labbra che sfioravano la pelle sensibile sotto l'orecchio, e il suo corpo si sciolse.
Non  una debolezza lasciare che il tuo compagno si prenda cura delle tue necessit. Ed  mio diritto. Mio privilegio.
Le succhi la pelle tra i denti, le diede un morso tagliente, e il grembo di lei si contrasse. Le sue mani si mossero sotto la maglietta, scivolandole su per il torace fino a cingerle i seni, premendo lievemente sui capezzoli.
Oh, al diavolo! Winter spinse la natiche all'indietro contro di lui. Avrebbe ceduto il controllo se ci avesse placato quell'incredibile desiderio.
 la cosa giusta, bambina. Lascia che mi prenda cura di te.
Winter non riusc a rispondere, non riusc a pensare a niente tranne che all'orgasmo che era appena fuori portata, alla tensione che montava sempre di pi nel suo corpo. Lui la volt, la baci mentre la sollevava, e lasci la cucina. Su per le scale. Di nuovo in camera sua. Proprio dove Winter aveva iniziato la giornata.
Winter lasci cadere le armi su una poltrona e si sfil il resto degli abiti pi in fretta che pot, mentre lui faceva lo stesso. Incroci il suo sguardo, gli occhi un incendio di eccitazione e desiderio. Le sembrava di avere la febbre, di essere calda in modo impossibile mentre indietreggiava.
Marcus l'afferr quando con il dietro delle ginocchia urt il materasso, prima che potesse sedersi e sgattaiolare indietro. Non stavolta. Sulle ginocchia, Winter.
Lei si rotol sulle ginocchia, la parte superiore del corpo sorretta dai gomiti. Sapeva che lui lo intendeva come una sorta di punizione, sent il suo bisogno di provarle una volta per tutte che anche lei voleva pi che semplice sesso da lui. Ma avvert anche la sua eccitazione mentre girava attorno al letto e si toglieva il resto degli abiti. La voleva, aveva bisogno di lei cos. Sottomessa. Che si concedeva a lui e a lui soltanto. L'unico uomo che avrebbe mai ricevuto la sua resa. La sorprese che Marcus vedesse il loro rapporto in quel modo, non avrebbe mai raggiunto quella conclusione da sola, e non era sicura di essere pronta ad arrivare fino a quel punto adesso.
Ebbene, per questa volta lo avrebbe fatto, decise, e avrebbe lasciato le preoccupazioni per il futuro a un altro momento.
A quanto pareva, per lui era sufficiente.
Il letto si affoss quando Marcus sal dietro di lei, e Winter trattenne il fiato mentre lui si metteva in posizione. La punta della sua erezione le sfior la carne ardente, strappandole un gemito di desiderio, ma lui aspett, le accarezz la schiena e le natiche con i palmi freddi.
Lei avrebbe voluto spingere all'indietro contro di lui, avrebbe voluto esigere che la prendesse, ma sapeva che quella era una prova, e che se avesse fatto ci che voleva l'avrebbe fallita e lui l'avrebbe di nuovo lasciata insoddisfatta.
Marcus si chin sopra la sua schiena e le bisbigli all'orecchio mentre affondava in lei: Vedi? Sei capace di sottometterti.
Rizzandosi, le afferr i fianchi e cominci a muoversi. Non ci fu una lenta, rilassata progressione. Fu rapido e duro e violento. E lei ne ador ogni istante, venendo quasi immediatamente. Lui continu a muoversi, mantenendo alto il desiderio stimolandola con dita mentali sulla clitoride ogni volta che lei cominciava a raffreddarsi. Winter era sicura di non poter sopportare di pi, certa che ogni nuovo orgasmo fosse quello che l'avrebbe uccisa.
Marcus si ritrasse da lei e la lasci rotolare sulla schiena, ma il sollievo di Winter fu di breve durata perch lui la copr, e la sua erezione le strapp un gemito quando and di nuovo a segno. La baci, lentamente, con tenerezza, al ritmo delle carezze che le faceva dentro, prendendosi tempo, rasserenandole i sensi elettrizzati. Winter si rilass, di nuovo in grado di respirare quando lui interruppe il bacio.
Ancora una volta, bambina le bisbigli all'orecchio.
Lei gli afferr le spalle mentre lui accelerava l'andatura, pi duro e pi profondo, a un rapido ritmo regolare. Gli affond le unghie nei muscoli mentre il suo sesso si contraeva attorno a lui e la mente parve schiantarsi. Lui grid la propria estasi, mentre caldi schizzi di sperma la riempivano, e si immobilizzo sopra di lei. Dopo vari minuti, si rotol al suo fianco. Erano entrambi ansimanti, sudati. Il bisogno era temporaneamente saziato, ma neanche minimamente placato.
Non voglio muovermi per almeno una settimana.
Lui ridacchi e lei gemette quando il cellulare prese a trillare.
Accidenti a quel coso borbott Winter, cercando di costringere il proprio corpo esausto a rotolare fuori dal letto. Il corpo si rifiut di obbedirle. Marcus si alz, frug in giro per il pavimento e le porse il telefonino crollando di nuovo al suo fianco.
S?
Un altro fu la concisa risposta di Dupree.
Di colpo Winter fu completamente sveglia. Merda! Dove? Chi?
Una delle case sicure. All'estremit nord. Quattro morti, tutti gli altri rintracciati.
Winter chiuse gli occhi desiderando di poter tornare indietro di vari giorni, desiderando di sapere che cosa stesse succedendo. Alzandosi in piedi, si incastr il telefono sotto l'orecchio mentre cercava i pantaloni.
Vi raggiunger l disse a Dupree e chiuse la comunicazione.
Marcus arriv all'indumento prima di lei e glielo porse. Aveva l'aria contrariata. Merda. Winter l'aggiunse alla lunga lista di cose per cui non aveva tempo. Devo andare.
Si rimise il reggiseno e la maglietta, sedette sull'orlo del letto per tirare su la cerniera degli stivali, e si agganci le armi al fianco a tempo di record. Il senso di colpa le strisciava dentro, la incalzava. La sua gente era stata massacrata mentre lei se la spassava con un mangiatore d'anime.
Non farlo.
Winter non dovette chiedere cosa: a un certo momento nelle ultime ore aveva accettato di non poterlo buttar fuori a calci dalla propria testa. Alz le spalle.
Perch no?  vero.
Non puoi essere dappertutto contemporaneamente sbuff lui, rimettendosi i vestiti. E anche se fossi stata l, probabilmente saresti morta anche tu e allora che bene potresti fare agli altri?
Disse le parole giuste, ma non era quello che stava pensando. Non gli importava un accidente di loro: semplicemente non voleva perderla. Innalz di scatto muraglie contro di lei quando si rese conto che Winter aveva colto i suoi pensieri vagabondi.
Lei socchiuse gli occhi. Questo non  onesto. Io non ho il diritto di avere pensieri privati, ma tu s?
Esplor lo scudo con dita mentali, premette in un punto pi debole e quello si sbriciol. Disgraziatamente, Winter non aveva modo di sapere se lui l'avesse lasciato accadere o se ci fosse davvero riuscita da sola, e adesso che aveva di nuovo accesso alla sua mente non era certa di volerlo.
Marcus usava la rabbia per coprire la paura. Perch avrebbe potuto perderla in uno dei tre attacchi precedenti, e temeva di poterla perdere ancora. Era un lato di lui che Winter non voleva vedere, un lato pi tenero che lo umanizzava. Scosse la testa. Pi tardi. Avrebbe affrontato quella cosa pi tardi.
Chiuse gli occhi, visualizzando la casa sicura in cui voleva andare, e sent Marcus muoversi nella sua mente e fissarsi anche lui sulla localizzazione. Cap che progettava di seguirla, e non fu contenta del sollievo che prov per questo. Aveva Dupree e Gia a guardarle le spalle, ma non poteva negare l'utilit di Marcus in uno scontro. Su quel pensiero, si concentr, sent le proprie molecole spostarsi mentre si teletrasportava per raggiungere Dupree.

21
Luke trov uno spazio tranquillo e non utilizzato in cantina, prese una sedia abbandonata e si sistem ad aspettare.
C'erano altre cose che avrebbe dovuto fare in quel momento - organizzare pattuglie, controllare l'addestramento di nuove reclute, cercare di capire chi fosse il traditore all'interno dell'Ordine che stava sterminando i propri compagni... perch era evidente che ce n'era uno - e invece si nascondeva sotto terra, in attesa che il sole tramontasse e arrivasse Gia. Era tutto cos... da molestatore. Ed era ridicolo che lui, Luke Black, un seduttore nato, abituato ad avere tutte le donne che voleva e a esserne ricambiato, fosse ridotto a pedinare la sua stessa compagna. Assurdo e da far imbestialire. Le barriere mentali si deformarono per un momento mentre la collera montava, e lui fu attento a imbrigliare il proprio potere e a lasciarlo filtrare senza danno.
Piazz la sedia contro il muro e spazz via una ragnatela prima di sedersi e appoggiare la testa alla parete. Un giorno, molto presto, avrebbe sculacciato quel bel sederino per averlo messo in quella situazione. La notte precedente Gia aveva insistito per avere una propria camera, ma lui non aveva creduto che fosse davvero intenzionata a volerlo tenere fuori. Ed era stata una sorpresa quanto mai sgradita scoprire poi che la porta invece era chiusa a chiave. Avrebbe potuto entrare facilmente scassinando la serratura o semplicemente sfondando il battente, ma aveva deciso che sarebbe stato pi soddisfacente costringerla a venire da lui.
Se non si fosse nutrito delle sue energie psichiche, risucchiando quelle in eccesso che provenivano dal demone, lei avrebbe cominciato ad andare in pezzi. Trasalendo, ricord il primo incontro con Gia. All'epoca lei camminava gi sull'orlo tra salute mentale e follia. Non le avrebbe permesso di portare avanti quell'atteggiamento di sfida abbastanza a lungo da mettere a rischio se stessa.
Ma lei non si era fatta vedere neanche quel giorno, e aveva lasciato la casa non appena aveva potuto. Non stava ancora lottando per resistere al proprio demone e mantenere il controllo, e Luke non aveva idea di quanto tempo ci sarebbe voluto prima che fosse costretta a farlo. In ogni caso sarebbe stato troppo. Lui non avrebbe pi dormito da solo.
La questione era come condurla al posto che le spettava, e la risposta ovvia era il sesso. Lui non poteva vivere senza toccarla, e dunque come poteva farlo lei? Luke aggrott la fronte e si alz, misurando il locale a grandi passi. Gia se l'era cavata proprio bene la notte prima. Lui non poteva neanche esigere la sua capitolazione. Ci aveva provato, aveva insistito perch lei abbassasse gli scudi e gli permettesse di entrare nella sua mente, ma Gia aveva rifiutato.
Non aveva intenzione di accettare il fatto che lei era sua nel modo pi irrevocabile, rifiutava di accordargli accesso a ci che era suo diritto in quanto suo compagno predestinato. Smise di camminare avanti e indietro e la visualizz nella propria mente, poi lanci un'occhiataccia al soffitto. Questo tremol appena, e un po' di polvere sottile se ne stacc cadendogli addosso. Accidenti, perch la sua compagna non poteva essere un altro mangiatore d'anime? Perch si era trovato ammanettato con quell'ostinata, bellissima ibrida?
Tornando alla sedia protese la mente, sperando di coglierla in un momento di debolezza. Non ebbe quella fortuna, anche se non era tagliato fuori come prima. Non riusciva a entrarle nella testa, ma la percepiva. Il suo tumulto. La sua confusione e la sua collera. Il suo dolore. Non avrebbe dovuto essere in grado di avvertirla mentre era cos lontana. Non lo sarebbe stato con nessun altro con cui non avesse gi una connessione, come suo fratello o Kadall. Balz in piedi, mentre l'eccitazione gli montava dentro. Non avrebbe dovuto essere in condizione di avvertire cos bene le emozioni di Gia. Il fatto che accadesse era di sicuro un segnale a suo favore. Il legame stava crescendo. Adesso bastava solo renderlo completo.
Concentrandosi su di lei, la sent teletrasportarsi dentro l'edificio, la sent accorgersi che lui era l da qualche parte, avvert la sua trepidazione. Lo sorprese che lei non se ne andasse immediatamente, che non rifuggisse il confronto scappando a gambe levate. Probabilmente, si era resa conto di avere tempo. Il sole era ancora alto e le finestre all'ultimo piano dell'edificio, nel suo ufficio, non avevano le imposte chiuse. Lui non poteva raggiungerla.
Luke attese impaziente che il sole calasse, mai odiandolo cos tanto come in quei momenti. Non l'avrebbe ucciso, non subito, almeno, ma gli avrebbe drenato l'energia, creando minuscole scintille di fuoco lungo la pelle e le terminazioni nervose. Per questo i mangiatori d'anime lo evitavano come il flagello che era. Finalmente, sgusci sotto l'orizzonte e Luke pot salire al piano di sopra.
L'ascensore era troppo lento, cos imbocc le scale e le sal di corsa. Avrebbe potuto teletrasportarsi, visto che era gi stato nell'ufficio di Gia e ne conosceva la disposizione, ma non lo fece. Voleva che lei lo sentisse arrivare a prenderla, voleva che sapesse che non c'era nascondiglio, nessun posto sulla terra e di certo non a Camden, dove potesse rifugiarsi.
Lei era seduta dietro la scrivania quando Luke entr, e finse di ignorarlo, ma lui sent la sua consapevolezza e se ne glori. Gia poteva anche non volerlo desiderare, ma non poteva negare di desiderarlo. Avanz baldanzoso, sedette sull'orlo della scrivania finch lei fu costretta ad alzare la testa; incontr il suo sguardo con un'occhiata gelida.
Luke continu a fissarla con occhi ardenti e colmi di desiderio carnale, inal una profonda boccata d'aria quando annus la sua eccitazione. Le narici gli si dilatarono quando i capezzoli di Gia si indurirono sotto il suo sguardo. Come poteva negare ci che c'era tra loro, se bastava uno sguardo a farla reagire cos?
Che ci fai qui? Gia incroci le braccia sul petto come a nascondergli la propria reazione. Ho del lavoro da fare, Luke.
Lui alz le spalle, ma non liber il posto che aveva occupato sulla scrivania. Fa' pure. Non ti trattengo.
Lei sospir, irritata, e Luke non finse neppure di non osservare come i suoi seni si sollevarono, stuzzicanti, mentre lo faceva. Lei lo not e in apparenza non apprezz la sua ammirazione.
Smettila di ronzarmi attorno scatt. E non guardarmi cos.
Cos come? mormor lui con voce strascicata, domandandosi come avrebbe risposto lei. Voleva continuare a stuzzicarla. Gia era arrossita, gli occhi scintillanti di sfida. Non l'aveva mai vista cos e gli piacque. Moltissimo.
Ebbene?
Stai solo cercando di esasperarmi, vero? bisbigli lei.
Spinse indietro la sedia e si alz, andando alla finestra a guardare fuori. Luke non aveva la minima idea di cosa stesse pensando, ma non riusc a sopportare il senso di solitudine e infelicit che emanava da lei. Accostandosi guardingo, bad a non farla trasalire quando si ferm dietro di lei e le pos le mani sulle spalle. Tutto il corpo di Gia si irrigid.
Sei cos tesa, cara mormor pacato.
Sono tempi difficili.
Lui cap che intendeva pi della caccia per l'accoppiamento in cui erano impegnati, e gli mont dentro un familiare impeto di collera. Contro i demoni, s, ma soprattutto contro di lei. Era la sua compagna, non aveva il diritto di mettere a repentaglio la propria vita. Le strinse le mani attorno alle spalle e spinse contro le sue barriere mentali un po' pi forte di quanto intendesse.
Lasciami entrare, maledizione. Poi non sent altro che gioia feroce quando lei cerc disperatamente di spingerlo fuori, lontano. Troppo tardi ormai, mia cara.
Lei si divincol, sottraendosi alla stretta, e si allontan a grandi passi, ancheggiando nel modo seducente che sempre lo incantava. Quando, voltandosi di scatto, lo sorprese a fissarle il didietro, lui si limit a stringersi nelle spalle al suo sguardo offeso. Cosa poteva farci, lui, se la sola vista di lei che camminava lo eccitava?
Sta' fuori dalla mia testa, Luke scatt Gia. E smettila di comportarti cos.
Smettere di essere eccitato? Disfarsi della libidine, del desiderio di lei che era diventato come una seconda pelle e che lo accompagnava sempre? Impossibile. Scosse la testa. Ti ci abituerai.
Gli occhi di Gia si socchiusero in rabbiose fessure, solo una traccia di rosso attorno alle iridi, e Luke cap che avrebbe dovuto venire presto da lui. Non gli aveva mai lasciato vedere intenzionalmente la propria met demone. Ignor l'affermazione di Luke, si rifiut di discutere con lui del loro legame. Ho troppo da fare stanotte per darti retta. Va' via. Lasciami lavorare.
Lui si distese sul vecchio divano di pelle contro la parete pi lontana. Incrociando le braccia sulla nuca pos la testa all'indietro, chiuse gli occhi e si mise a proprio agio. Lavora. Io non vado da nessuna parte.
Accidenti. Non posso... Gia s'interruppe di punto in bianco, ma lui cap ci che non disse. Non si mosse dalla propria posizione, non socchiuse neppure un occhio.
Non puoi concentrarti con me qui, mia cara?
Oh, chiudi il becco borbott lei. Luke la ud tornare alla scrivania e riprendere posto sulla sedia.
Il fruscio di carte fu l'unica cosa che riemp il silenzio per diversi minuti, poi Gia sospir e inizi a fare telefonate. Luke ascolt attentamente ci che lei disse, e spigol ci che poteva del resto dalla sua mente pur cercando di essere il meno invasivo possibile. Stavano edificando nuovi insediamenti anzich acquistare case esistenti, ma avevano ancora bisogno di affittare alcuni locali per il presente.
Avrebbe dovuto parlarne a Marcus, pens. Loro possedevano alcuni edifici che avrebbero potuto mettere a disposizione degli ibridi. C'era perfino spazio in casa loro, ma era riluttante a offrirlo. Le tre coppie che ci abitavano creavano gi abbastanza difficolt. Gli gorgogli lo stomaco. Per avevano bisogno di una buona cuoca. Un'altra persona soltanto non avrebbe nuociuto. Una donna, cos non sarebbero impazziti gli istinti di nessuno. Lo stomaco gli gemette di nuovo, ricordandogli che non mangiava dalla notte precedente. Poteva resistere vari giorni senza nutrirsi di energia psichica, ma del cibo aveva bisogno. Si alz, e al movimento Gia alz la testa di scatto.
Vado a prendere qualcosa per cena. Cinese va bene?
Io sto bene cos rispose lei, tornando a rivolgersi ai monitor dei computer che stava esaminando. Ho mangiato qualcosa prima di lasciare la casa.
 stato ore fa. Devi assolutamente mangiare pi di una volta al giorno.
Un altro motivo per cui aveva bisogno di lui. Si dimenticava di mangiare, e quando l'aveva incontrata era messa anche peggio. Lui l'aveva nutrita fin dal principio della loro bizzarra relazione e di certo questo non sarebbe cambiato adesso.
Gia sospir. Va bene. Prendi quello che vuoi, qualsiasi cosa rispose, ma non gli stava realmente prestando attenzione, distratta da quello che aveva sullo schermo, qualsiasi cosa fosse.
Lui lott per non prenderla sul personale. L'aveva gi vista cos, talmente immersa nel lavoro da ignorarlo. Piuttosto di iniziare un'altra discussione, se ne and, teletrasportandosi nel vicolo vicino a un take-away cinese.
Fu di ritorno entro pochi minuti con un sacchetto di carta stipato di contenitori e di bottiglie d'acqua. Gia alz gli occhi quando Luke cominci a scaricare il contenuto sulla scrivania.
Tu mangerai. Dovessi imboccarti. Quell'idea aveva risvolti interessanti. Imboccarla a letto. Nuda. Lei arross e lui sorrise quando si rese conto che aveva colto il pensiero. Vuoi fare una prova?
Lei gli strapp di mano un contenitore. No. Ma c'era una traccia d'interesse nel suo tono, una traccia di curiosit che gli incendi il sangue. Oh, s. Era decisamente qualcosa che pi avanti avrebbe fatto, si ripromise.
Mangiarono in silenzio, lei concentrandosi sul computer e lui osservando ogni boccone che le entrava in bocca, assicurandosi che mangiasse a sufficienza. Il cellulare di Gia annunci con un bip-bip un messaggio in arrivo nell'istante in cui lei pos il cartone vuoto. Gia lo lesse e poi si alz in piedi.
Lui le prese la mano mentre lei cercava di sgusciare via passandogli accanto. Chi era?
Il laboratorio. Devo scendere.
Lui si alz. Vengo con te.
Gia imbronci le labbra e lui aspett che gli dicesse di no, che sollevasse delle obiezioni, ma lei lo sorprese limitandosi ad alzare le spalle. Accomodati.
Che cos'aveva in mente adesso? La segu fuori. Anche lei scart l'ascensore e si affrett gi per le scale di emergenza. Lui la segu fino nel seminterrato.
Quando arrivarono davanti a una porta chiusa a chiave, Gia pass una carta magnetica nel lettore del sistema di sicurezza e poi pos il palmo di piatto su uno scanner. Quando la luce divent verde, Gia gir la maniglia e Luke la segu all'interno, sentendo il peso delle pareti foderate di piombo gravargli addosso quando entr. Non ci sarebbe stata possibilit di teletrasportarsi dentro o fuori da quel posto. Era sicuro quanto potevano renderlo tale. Ma cosa sarebbe successo se fossero rimasti intrappolati? Se una sera i demoni si fossero ammassati nel corridoio in attesa che loro uscissero? Prese nota del problema, riservandosi di trovare una soluzione in seguito. Quella non era la sua gente e pertanto non era una sua responsabilit immediata, ma Luke sapeva che avrebbe dovuto aiutare Gia ad affrontare anche quella situazione. Sempre che lei non l'avesse gi fatto, ovviamente.
Gia si diresse verso un uomo alto e di bell'aspetto dall'aria saggia, e Luke rizz il pelo anche dopo aver visto la spessa vera d'oro che portava alla mano sinistra. Si avvicin, pos una mano sul fianco di Gia e la tenne stretta quando lei cerc di allontanarsi di scatto. Lo scienziato inarc un sopracciglio, ma non comment.
Timothy. Luke. Gia sibil le presentazioni a denti stretti. Che c'?
Timothy fece un cenno a Luke, ma non gli porse la mano. Uomo intelligente. Consegn una pila di carte a Gia. I primi risultati dall'insediamento di Benjamin. Stiamo rivagliando tutto per un doppio controllo.
Perch? Che cos'avete trovato?
 pi quello che non abbiamo trovato.
Gia aggrott le sopracciglia sfogliando le pagine. Luke lesse da sopra la sua spalla. Una riga dopo l'altra di numeri d'inventario accompagnati da nomi. Gli si rivolt lo stomaco. Avevano ricomposto i corpi tramite il DNA.
Dov' Benjamin? bisbigli Gia, saltando all'ultima pagina. Non era neanche l, e Gia alz lo sguardo a incontrare quello di Timothy. Luke tenne per s il suo sospetto e la tristezza. Conosceva Benjamin da anni. Poteva anche essere stato un ibrido, ma era uno dei buoni. Possibile che fosse diventato un ribelle? Era per questo che non c'erano i suoi resti da identificare? Se fosse stato lui, il traditore, questo avrebbe spiegato perch i demoni avessero trovato cos facilmente gli ibridi.
Timothy alz le spalle. Il problema  proprio questo, non  vero?
Gia stava scuotendo la testa. Non pu essere un ribelle. Neanche per sogno. Luke pens che non fosse neppure consapevole di usare la telepatia per parlargli, tanto era angosciata dal pensiero. Rilesse la lista. Janet c'.
Janet era la moglie di Benjamin. Erano legati da anni, da quando Luke lo conosceva. Si supponeva che un ibrido accoppiato non potesse diventare ribelle e malvagio, ma era vero? Loro erano asociali quanto le altre razze soprannaturali, e su alcune cose persino pi riservati dei mangiatori d'anime e dei licantropi.
Un gelido nodo di paura gli si concentr nel ventre. E se non fosse riuscito a tenere al sicuro Gia? Se il legame non fosse stato sufficiente? Non poteva vivere senza di lei; quella non era un'opzione. Ma aveva visto uno o due ibridi impazziti, ai suoi tempi. Una volta andati, non c'era niente che potesse riportarli indietro.
Un tecnico femmina si accost con discrezione a Gia e le disse che c'era una telefonata per lei. Luke fu grato del diversivo. Gia si volt verso la scrivania pi vicina, prese il ricevitore e rispose con aria assente, ancora rimuginando sui risultati del DNA, ma il suo contegno cambi all'istante. Impallid, il linguaggio del suo corpo url allarme. Luke non ebbe bisogno di chiedere che cosa non andasse. Era abbastanza vicino per origliare.
Devo andare. Timothy, fammi sapere subito quando ricevi quei risultati.
Sicuro. Ci sono problemi?
Un altro attacco. A una delle case sicure.
Merda borbott lui, e un po' di rosso gli cerchi le iridi quando la rabbia mont.
Esatto borbott Gia e dopo aver dato indicazioni agli scienziati per raggiungere la casa, fece dietrofront per lasciare il laboratorio. Nel corridoio, parve sorpresa quando Luke si mise al passo con lei. Che cosa pensi di fare? chiese mentre affrontava i gradini due alla volta.
Di venire con te. Non occorreva dire altro: non era argomento di discussione e lei doveva aver visto la decisione nei suoi occhi perch non sollev alcuna obiezione.
Tornata nel proprio ufficio, chiuse il computer e mise al sicuro in un cassetto con serratura tutte le scartoffie. Una precauzione eccessiva, dal momento che l'edificio era di propriet degli ibridi e godeva della massima sicurezza, ma date le circostanze Luke non la biasimava. Gia lo spinse fuori dalla porta, la chiuse, poi con un balenio spar senza neanche avvertirlo.
Sospirando, Luke le frug nella mente, trov la destinazione e la segu. Un giorno, molto presto, le avrebbe mostrato chi comandava. Sper soltanto che sarebbe stato ancora lui quando il momento fosse giunto.

22
Stava ritto nei boschi ombrosi, sorvegliando gli altri che cominciavano ad arrivare, ma era soltanto uno quello cui era interessato, al quale era destinata la trappola. La parte di lui che un tempo era stata umana lottava per ricordare perch fosse cos importante togliere di mezzo quella donna in particolare, ma il demone liquid la questione: non aveva importanza.
Sent l'impatto della sua presenza, del suo potere, quando lei si teletrasport nel cortile. Trasse un respiro profondo, bramoso. Ecco perch doveva eliminarla: la sua forza cruda e terrena era rivolta all'obiettivo sbagliato, era incanalata nel combattere i demoni anzich nel prenderne il controllo. E lui aveva bisogno del suo potere.
Un attimo dopo comparvero l'alto uomo nero e un'altra donna, i due che erano sempre accanto alla bionda. Winter. Prese un altro profondo respiro, lasci che la rabbia di lei gli si riversasse addosso, gli entrasse dentro. Che potere. E che forza! Sogghign. Un tale spreco, pens. Ma lui avrebbe saputo farlo fruttare. Mangiando il cervello e il cuore di quella donna si sarebbe appropriato del potere, l'anima di Winter sarebbe stata sua. E lui avrebbe dominato. Avrebbe preso da lei quella forza straordinaria e l'avrebbe usata per sconfiggere il signore della guerra. E a quel punto sarebbe diventato re sulla terra.
Doveva agire rapidamente prima che arrivassero altri ibridi, e sapeva che sarebbe successo presto. Fece un passo avanti, protendendosi con la mente per connettersi con i due demoni a cui aveva ordinato di nascondersi nelle vicinanze, ma sbuff di frustrazione quando altre due persone si materializzarono con uno sfarfallio nella radura. Mangiaanime, ed entrambi che sondavano il circondario, cosa che gli ibridi avevano stupidamente dimenticato di fare. Lui aveva contato su questo.
La mente di uno dei mangiatori d'anime sfior la sua, esit per un istante. Se il mangiatore d'anime avesse attaccato in quel momento, avrebbe potuto ucciderlo, ma non lo fece, e quell'attimo di debolezza lo salv. Si teletrasport via, abbastanza lontano per non essere individuato, e rugg la propria rabbia al cielo.

23
Dupree e Gia arrivarono insieme a lei, vigili e all'erta, tuttavia Winter dubitava che chiunque altro li avesse visti se ne sarebbe reso conto. Si impose di tenere per s quel pensiero, seppellendolo in un angolo nascosto della mente. Doveva esserci un trucchetto per celare i propri pensieri anche se si condivideva un legame mentale con qualcuno, pens.
Marcus e Luke comparvero proprio mentre lei ci stava provando, e li sent spazzare l'area. Cap che stavano comunicando l'uno con l'altro e not un lievissimo irrigidirsi della spina dorsale di Marcus quando lui capt qualcosa che non andava.
Che c'?
Non avete sondato la zona brontol lui. Un errore da dilettanti, Winter.
Lei inarc un sopracciglio, rifiutando di adombrarsi per l'accusa. Che succede, dunque?
Un demone. Adesso se ne  andato.
Aggrottando la fronte Winter si volt verso i boschi, lasciando che i propri sensi di espandessero, dilatandosi. Niente. Se ci fosse stato qualcosa l, il suo demone avrebbe dovuto metterla in allarme. Di solito, se captava la presenza dei suoi simili nelle vicinanze, esultava, impaziente di attaccare briga e versare sangue. Winter percep il vuoto di energia dove si era trovato il demone a cui la sua altra met non aveva reagito. Accigliandosi fece un cauto, lento cerchio, sondando il territorio fino al limite massimo cui la sua mente poteva spingersi. Non c'era nient'altro l, ma Winter non riusc a scrollarsi di dosso la sensazione che ci fosse qualcosa che non quadrava. Qualcosa di sbagliato. Sbuff. Ovvio che qualcosa non andava, i demoni avevano attaccato una delle sue case sicure.
Jordan la stava aspettando alla porta principale, silenzioso, attento e paziente. Quando lei si avvicin annu e le apr la porta. Winter non mosse un muscolo alla vista o all'odore del sangue. Ci stava facendo l'abitudine, si chiese? No. Una parte di lei, sepolta a tale profondit che ne era a malapena consapevole, url il proprio sdegno, giur che avrebbe ottenuto vendetta, mentre Winter camminava con calma per la casa in cerca di qualcosa, di un qualunque indizio.
I demoni erano stati pi efferati e cruenti del solito considerato che in casa c'erano solo quattro ibridi al momento dell'attacco. C'erano membra sparse ovunque, dalle pareti colavano sangue e materia cerebrale. Winter strinse i denti e volt le spalle con repulsione a un torso che era stato evidentemente rosicchiato e al quale mancavano il cuore e i vari organi.
Torn all'esterno e inal nei polmoni una profonda boccata d'aria fresca, ma non serv a molto. Gir attorno al lato dell'edificio per svuotarsi lo stomaco dietro un cespuglio. Marcus era da qualche parte l intorno, lo percepiva, ma teneva le distanze, abbastanza vicino per aiutarla se necessario ma abbastanza lontano da evitare la sua collera. Quell'uomo poteva essere pi furbo di quanto lei l'avesse valutato.
Si affond le dita nelle ginocchia, scossa da violenti conati, e quando finirono si alz con sollievo, passandosi sulla bocca il dorso della mano. Dupree la raggiunse e in silenzio le porse una bottiglietta d'acqua. Winter svit il tappo e bevve un lungo sorso, sciacquandosi la bocca prima di sputarlo. Poi si vers il resto sulle mani e le agit per farle sgocciolare.
Grazie.
Lui annu. Nessun problema.
Due coppie di fari svoltarono nel viale, una dopo l'altra, e Gia, che li aveva raggiunti, annunci: Tecnici.
Non sarebbe stato necessario dirlo. La sua visione notturna era buona quanto la loro. Perfino migliore. Ma Winter lo riconobbe come un bisogno di riempire il silenzio, di occupare il tempo che a Gia occorreva per farsi forza.
La ragazza sospir mentre la squadra scaricava l'equipaggiamento dal furgone e si volt ad affrontare Winter. Quando Dupree ha chiamato ero con Timothy, a sentire il rapporto preliminare dalla casa di Benjamin.
Ci fu una nota, un tremito nel suo tono, che mise Winter sul chi vive. E?
Hanno ricavato il DNA originario da tutte le... parti. Benjamin non c'era.
La mente di Winter impieg alcuni secondi per assimilare quell'informazione, e nel frattempo Marcus e Luke li raggiunsero.
Quei risultati sono sicuri? domand Marcus.
Dovresti discuterne con Tim. Quelli erano i risultati. Date le circostanze, i test saranno ripetuti, ma il nostro laboratorio  ottimo.  altamente improbabile che gli esiti siano diversi alla seconda tornata.
Cap che Luke e Marcus ne stavano parlando in privato, colse qualche frammento da parte di Marcus. Socchiudendo gli occhi si volt a indirizzargli un'occhiataccia. Ben non si  trasformato.  fuori discussione.
Marcus rest in silenzio, reggendo il suo sguardo per vari, lunghi momenti prima di rispondere. Non puoi esserne sicura.
Lo conosco. Mi ha condotto lui nell'Ordine. Addestrato. Insegnato tutto quello che so.
L'espressione di Marcus si addolc. Mi dispiace, bambina, ma  la spiegazione pi ovvia.
Aveva un legame. Non poteva impazzire intervenne Gia.
Esattamente. E sua moglie? Janet?
Gia aggrott la fronte. Lei  nell'elenco.
Merda. Se Benjamin era vivo, sarebbe durato pochi giorni, al massimo un paio di settimane, nella lotta contro il demone. Se non si fosse creato immediatamente un nuovo legame, lei sarebbe stata costretta a dargli la caccia. Si protese in cerca della sua mente, incerta se quel balenio di coscienza fosse reale o solo cieca speranza o assoluto terrore. Non voleva quel dannato lavoro, il lavoro di Ben, e sicuro come l'inferno non voleva essere lei a dare la caccia a un vecchio amico e maestro.
L'inevitabile conclusione fu che lui era vivo. Da qualche parte. In qualche maniera. Ma Winter si rifiutava di credere che fosse diventato malvagio, non cos presto, o che fosse lui quello che li tradiva. Proprio non quadrava con il Ben che conosceva. Lui avrebbe combattuto, a lungo e valorosamente. L'aveva sempre fatto. Ma perfino Ben, che lei aveva assurdamente creduto pressoch invincibile nei suoi primi anni nell'Ordine, poteva essere sopraffatto, poteva soccombere alla creatura che portava dentro. Avrebbe potuto essere ovunque, ferito ma vivo e incapace di chiamare aiuto.
Quanto vasto  stato il raggio di ricerca attorno al suo insediamento? domand a Gia.
Un miglio. Posso far fare un'altra passata pi ampia stanotte.
Winter annu. Fallo.
Ignor la disapprovazione di Marcus. Sapeva di non potersi permettere di sprecare risorse. Sapeva anche di non poter lasciare Ben solo e indifeso, e quella era l'unica spiegazione logica. A meno che non l'avessero catturato i demoni.
Perch dovrebbero catturarlo, Winter? borbott Marcus. Per usarlo come ostaggio? Non fanno di queste cose. Esit. A meno che non vogliano estorcergli informazioni sul tuo Ordine con la tortura.
Gia sbuff. Non rivelerebbe mai niente. Non ci tradirebbe. Winter annu, concordando.
Marcus scosse la testa. Forse no, ma non importa. Non prendono mai ostaggi.
Era vero. Fino a quel momento non si sapeva nemmeno che avessero mai sferrato ampi attacchi coordinati, eppure c'erano stati dei casi, episodi che il suo Ordine non aveva condiviso con nessuno nel corso dei secoli. Come quando dal Mondo Infero era arrivato un signore della guerra particolarmente lucido e astuto. Winter gemette. Accidenti. Avrebbero dovuto rendersi conto che si trattava di una situazione analoga quando c'erano stati i primi due attacchi. Non avrebbero dovuto volercene tre. Solo un signore della guerra era abbastanza intelligente da rintracciare gli insediamenti e le case sicure dell'Ordine, abbastanza brillante da pianificare gli attacchi. E un signore della guerra, specie se potente, poteva essere molto, molto pericoloso, poich controllava grandi numeri di demoni di basso rango. Era in grado di comandarli aspettandosi di essere obbedito.
Un signore della guerra. Si rivolse a Dupree e Gia, ma sent i due mangiatori d'anime irrigidirsi alle sue parole.
Leggende comment Luke.
Lei si volt a fronteggiarlo, ma Gia la batt sul tempo. No, non lo sono. Perch credi sia stato creato l'Ordine? Voi eravate troppo impegnati nella faida con i licantropi. E qualcuno doveva affrontare la minaccia. Si volt a incrociare lo sguardo di Winter, palesemente infastidita dalla necessit di pronunciare le parole successive. Andr a prendere i libri pi rilevanti in biblioteca e li porter a casa dei mangiatori d'anime. Parve valutare un'altra opzione per un momento. Porter anche Nadia.
Nadia era una storica dell'Ordine, e un'amica. Winter si fidava di lei senza riserve. Annu, congedando Gia, sapendo che Luke le sarebbe rimasto accanto e che sarebbero stati tutti e due abbastanza al sicuro nell'insediamento abbandonato del comandante dov'era ospitata la biblioteca. Digrign i denti. Non avrebbe dovuto preoccuparsi della sicurezza del mangiatore d'anime, indipendentemente da quanto lui potesse significare per la sua amica. Marcus aveva una pessima influenza su di lei. Puntandosi i pugni sui fianchi, gli lanci un'occhiataccia, ma lui si limit a rispondere inarcando un sopracciglio, mentre aspettava che lei smettesse. Ignoralo, Winter. Semplicemente ignoralo.
Winter ud la sua risata, lenta e sensuale, echeggiarle dentro la testa. Cos' che dice sempre la tua gente? Buona fortuna?
Sbuffando, Winter gli volt la schiena e scrut Dupree, che stava in silenzio ad aspettare gli ordini. Era pi quieto del solito, pi silenzioso. Si accigli. Era diventato sempre pi riservato dopo la sua lotta con i demoni nei boschi, ma il cambiamento era stato cos graduale che non si era resa conto subito di quanto si fosse allontanato da lei e da Gia e dalla loro amicizia. Era successo cos lentamente che non l'aveva notato, non aveva percepito niente d'insolito nella sua aura. A dire il vero non lo percepiva ancora. Lui era sempre stato molto bravo a schermarsi la mente, ma doveva soffrire come lei e Gia gli effetti a lungo termine del legame con il demone. Era stato creato nello stesso anno. Se era cos, tuttavia, non ne mostrava segno. Winter si augur che facesse ci che era necessario prima che fosse troppo tardi.
Posso usare casa vostra come luogo d'incontro?, chiese a Marcus.
Ma certo.
Detto come se lei dovesse semplicemente darlo per scontato. Ma perch diavolo avrebbe dovuto? Lui poteva anche andarsene in giro a proclamare che lei era la sua compagna per la vita, ma Winter non se la beveva.
Convoca il quadrante per domani sera all'imbrunire. Non era rimasto molto della notte. A casa dei mangiatori d'anime.
Cuoca, bisbigli una voce nella sua mente, e dopo un momento Winter si rese conto dalla risata di Marcus che era stato Luke a pronunciarla. Doveva dare accesso anche al fratello?
No, rispose Marcus. Ci serve una nuova cuoca, per. Una donna.
Una donna? Mi stai prendendo in giro. Sei davvero cos sciovinista?
Non d'abitudine. Una lunga pausa. Ma c' troppa tensione nella casa, adesso. Non possiamo portarci un altro maschio.
Winter sospir. Se conosci una cuoca femmina, o qualcuna che voglia assumersi questo compito, porta anche lei. C' spazio, e chiunque io possa tenere al sicuro  sempre uno in pi.
Dupree annu. Qualcosa balen nei suoi occhi, a quell'ordine, qualcosa che Winter non riusc a decifrare.
Tutti quelli che si trovano in una delle vecchie case sicure, mandali nelle grotte.
Che cosa intendi fare? volle sapere Dupree. Lei lo scrut con attenzione, come un microbo sotto il microscopio. Nessuna censura. A malapena un po' di curiosit. Dupree era pi vicino al limite di quanto lei avesse realizzato e lo stava reprimendo brutalmente.
Andr a caccia.
Da sola?
Lei si lanci un'occhiata alle spalle, colse il lieve cenno della testa da parte di Marcus. No.
Dupree guard Marcus negli occhi, in apparenza vide ci che desiderava scorgervi. Okay. Ci vediamo all'alba, allora. Le scocc il rapido sorriso che era la sua firma. Magari riesco a organizzare la colazione.
Poi scomparve, quasi altrettanto rapidamente di quanto si spensero le sue parole nel silenzio improvviso.
Winter si volt verso Marcus. Di nuovo soli. E dal momento che la prima cosa che le balen nella mente fu di strappargli i vestiti e fare di lui ci che voleva, non era una buona cosa.
Lui sogghign. Tienilo per dopo.
Strabuzzando gli occhi, Winter lo oltrepass sfiorandolo e si avvi nei boschi. C'era da uccidere.

24
Dupree se ne and non appena ne ebbe la possibilit, dopo che Winter cominci a sondargli la mente. Non era il caso che vedesse cosa c'era dentro, la lotta che stava affrontando. Stava solo aspettando il momento in cui lei e Gia avrebbero trovato la loro anima gemella e fossero state al sicuro.
Certo, potevano lasciare che i mangiatori d'anime si nutrissero da loro e cavarsela anche cos. Pensavano davvero che lui non lo sapesse? Nessuna delle due poteva tenergli un segreto. Era sorpreso che Winter ci avesse messo cos tanto per capirlo. Condividere l'energia in eccesso con i mangiatori d'anime, tuttavia, era una soluzione temporanea. Riduceva il rischio, ma l'unico modo per garantire che un ibrido fosse davvero salvo era il legame di sangue.
Winter poteva resistere, certo, e lui non la biasimava. Anche lui non era interessato a legarsi per l'eternit a qualcuno di cui non fosse pazzamente innamorato. Dal momento che non gli era mai successo nei quasi ottant'anni della sua esistenza, era praticamente sicuro che non sarebbe accaduto mai. Avrebbe fatto ci che era necessario quando fosse giunto il momento. Si sarebbe tolto la vita. Non le avrebbe costrette a dargli la caccia.
Era bravo in ci che faceva. Maledettamente bravo. Ci sarebbero volute tutt'e due, Winter e Gia, per ucciderlo e non voleva spingerle a questo. L'unico altro ibrido nella regione che avrebbe potuto abbatterlo era Benjamin, ma Ben non c'era pi. Anche ammesso che fosse ancora vivo, e Dupree era abbastanza sicuro che lo fosse, era malvagio. Si era arreso al male che tutti affrontavano e quel male avrebbe potuto dargli la forza per eliminare Dupree adesso, ma lui ne dubitava. Quando un ibrido si arrendeva alla creatura malvagia che ospitava dentro di s, tendeva anche a diventare stupido.
Fermandosi sul prato all'inglese su cui si era teletrasportato, prese un profondo respiro, schiacciando senza piet il demone che alzava la testa all'odore di cos tanti altri nelle vicinanze. Peggio, sentiva l'odore della donna e la voleva. Doveva attingere a tutto il proprio autocontrollo per entrare l ed essere lo stesso freddo bastardo senza cuore che tutti erano giunti a conoscere e temere.
L'Ordine gli aveva dato una casa, una ragione per cui vivere e combattere, in un periodo della sua vita in cui ne aveva disperatamente bisogno. Essendo giovane e orfano, i membri dell'Ordine erano diventati la sua famiglia. Non gli era stato permesso di affrontare la cerimonia di fusione finch non aveva compiuto vent'anni, ed era stato uno dei momenti della sua vita di cui pi andava fiero.
Gli arriv un odore trasportato dalla lieve brezza. Pane nel forno. Una traccia impercettibile di vaniglia. Ecco perch vegliava su di lei. Ecco perch avrebbe colto al volo l'occasione di infilarla nella casa dei mangiatori d'anime. Perch era come lui. Accolta dall'Ordine da bambina, le era stato concesso di crescere conoscendo tutte le creature malvagie che erano l fuori nel mondo mantenendo in qualche modo la propria innocenza. Per met dentro il mondo di Dupree e per met fuori. Chiuse gli occhi, lottando contro quella menzogna, contro l'istinto di entrare, prenderla in braccio e portarla via in qualche posto dove avrebbe potuto proteggerla e tenerla tutta per s.
No. Non poteva farlo. Si sarebbe assicurato che fosse al sicuro, come Gia e Winter, e poi sarebbe sparito. Si sarebbe tolto la vita. Perch nessuna di loro poteva davvero vivere con lui, nessuna di loro avrebbe davvero potuto condividere la propria esistenza con il possessivo, iperprotettivo, selvaggio bisogno che lui aveva di tenerle lontane da tutto e tutti.
Specialmente lei. Kara era luce e sole, risate e gioia. Ignor la parte di s che insisteva a dire che gli apparteneva. Lei non aveva alcun posto nel suo mondo, e lui si sentiva un vecchio sporcaccione le rare volte in cui si concedeva di sognare, di immaginare altrimenti. Lei non si sarebbe mai assoggettata alle richieste che lui le avrebbe imposto.
Sent odore di sangue e il suo demone rugg, affiorando in superficie. Maledizione, stava perdendo il controllo. Si costrinse a disserrare le mani, guard le ferite infette dalle unghie. Si asciug il sangue sui jeans, si concentr e attravers il prato fino alla porta posteriore. Facendosi forza, pos la mano sulla maniglia e l'apr.
Gli odori l'avvilupparono. Prima quello di lei, quell'aroma unico di vaniglia e spezie di cui non riusciva mai a sbarazzarsi. Pane che cuoceva. Altri uomini. Trattenne a stento un'esclamazione sprezzante. I giovani maschi le ronzavano sempre attorno. Una ragione in pi per portarla nella casa dei mangiatori d'anime, cos non avrebbe pi dovuto preoccuparsene.
Come sempre, Kara percep la sua presenza prima che lui si annunciasse, e si precipit verso di lui con un sorriso dal bancone dove stava impastando il pane. Lui la strinse in un abbraccio. Non aveva scelta, giusto? E colse l'occasione per lanciare un'occhiataccia in giro per la stanza a tutti i suoi giovani spasimanti. Nessuno di loro era degno di lei, e finch fosse stato in grado di farlo si sarebbe assicurato che Kara fosse libera da loro. Non aveva niente a che vedere con il suo volerla per s. Era troppo accorto per indulgere a un cos folle desiderio.
Lei gli diede un bacio sul collo prima di ritrarsi, scrutandolo con occhi preoccupati. Dupree le fece scorrere una mano dalla spalla al gomito, l'unico contatto che si permetteva, l'unica intimit che mai si concedeva. Sentendolo ritrarsi, Kara arretr e lui immediatamente fece un passo indietro, assicurandosi che tutti gli scudi mentali fossero alzati.
Andando al forno, lei prese un guanto poi apr lo sportello e tir fuori una pagnotta appena cotta. Quando si volt, i suoi occhi erano ancora rannuvolati dall'ansia. Che cosa sta succedendo, Dupree? Puoi dirmi qualcosa?
Lui scroll la testa. Lei sapeva che non poteva. Niente da dire. Ho trovato un posto per te, per. Prendi le tue cose e ti ci porter.
Lei non era legata a un demone, ma Dupree aveva la capacit unica di teletrasportare altre persone con s, e aveva tutte le intenzioni di portarla via di l il pi presto possibile.
Inclinando la testa di lato, Kara lo scrut e lui sospir, sapendo che avrebbe sollevato delle obiezioni. Non posso andarmene. Non posso correre a nascondermi. Dupree, tu lo sai meglio di chiunque altro.
Lo sapeva. Si era addestrata per anni, da quando era una bambina, in attesa di raggiungere l'et di venticinque anni, arbitrariamente decisa da Ben, per legare la propria anima a quella di un demone. In quel caso specifico, Dupree concordava con il suo ex comandante. Non voleva che Kara affrontasse quella prova. Non voleva che mettesse a repentaglio la propria anima come avevano fatto loro. Non scapperai n andrai a nasconderti. Userai le tue competenze al meglio delle tue capacit.
Insospettita, lei socchiuse gli occhi. E come?
Dupree doveva muoversi con cautela. Non aveva alcun problema a caricarsela in spalla e portarla via, ma non voleva perdere la sua fiducia. Ci serve qualcuno che sappia badare a se stesso e anche cucinare.
Lei sgran gli occhi, pi offesa che sorpresa. Vuoi che io faccia la cuoca per qualcuno?
Sei la migliore, e personalmente preferirei mangiare bene mentre sono costretto a vivere insieme ai mangiaanime. Non  una gran consolazione, vero? Ma dovr bastare.
Di nuovo, lei inclin la testa e lo studi, e come spesso accadeva lui desider di poterle leggere la mente. Perch non ci riusciva? Non era un granch come telepate, ma leggeva con facilit le emozioni altrui e non aveva mai avuto problemi a entrare nella mente di un umano. Tranne che in quella di Kara. La sua mente gli era preclusa.
Starai dai mangiatori d'anime?
Gi. E anche Winter e Gia. Not l'interesse sul suo viso. Sogghign. Andiamo, zuccherino, sai che lo vuoi. Kara per esitava, e lui fece appello allo chef che era in lei. Adorerai quella cucina. Banconi di granito. Finiture in acciaio inossidabile. Fornelli a gas...
Lei si trattenne ancora, e Dupree fece quello che si era sempre ripromesso di non fare, us l'attrazione fisica tra loro per convincerla. Avanzando verso di lei, sollev la mano, allarg le dita e le pos il palmo sulla gola. Il suo cuore palpitava, rapido e irregolare come quello di un uccellino, e quello di lui tentava di imitarlo. Lei dovrebbe essere mia. Dupree represse senza piet quella voce interiore.
Non  un gioco pulito bisbigli lei.
Chi ha mai detto che io gioco pulito? rispose lui altrettanto sottovoce. Ho bisogno di sapere che sei al sicuro, Kara.
Era un colpo basso e lo sapeva, ma non se ne cur. Doveva avere la certezza che sarebbe stata al sicuro, sana e salva, e si rifiut di esaminarne il motivo. Lei gli vide qualcosa negli occhi, sul viso. Lo faceva sempre, era l'unica a cui Dupree non riusciva a nascondere nulla.
Alla fine Kara annu. Okay. Prendo le mie cose.
Lui trattenne il respiro mentre la ragazza usciva dalla stanza, e non lo lasci andare fino a quando lei non torn con un borsone di tela. Glielo tolse, le cinse le spalle con le braccia e visualizz l'atrio del palazzo dei mangiatori d'anime.
Un attimo dopo si materializzarono l.
Dupree non aveva idea di dove sistemarla, di quale stanza fosse libera. Per fortuna, una donna sporse la testa dall'ufficio, sorridendo quando li vide, e usc con un mangiatore d'anime incollato alla schiena. Quello che lui aveva incontrato la sera prima. Kadall. Gli rivolse un cenno di saluto.
Questa  Kara. Si occuper della cucina per un po'.
Dopo una lieve esitazione, Kadall sogghign. Forte.
Le serve una camera incalz Dupree.
Ovvio. Fece un cenno con la testa a Kara. Io sono Kadall e questa  Marelle, la mia compagna. Vi mostrer le stanze che sono vuote. Prendi quella che preferisci.
Il sorriso di Kara fu lento, esitante, ma genuino. Grazie. Segu Marelle su per la rampa di scale. Dupree non distolse lo sguardo finch lei non scomparve alla vista.
La tua donna?
Dupree si volt, trasalendo alla voce, alla domanda importuna. Indur lo sguardo e ignor l'esultante s che gli sgorgava dall'anima. No. Solo qualcuno di cui mi prendo cura.
Kadall inarc le sopracciglia, ma non fece commenti. Si limit ad alzare le spalle e si volt tornando nel suo ufficio. Dupree rimase immobile un istante, incerto su cosa volesse fare. Seguire Kara al piano di sopra sembrava un'idea maledettamente buona. Ma no, no. Non voleva assoggettarla ai propri desideri, alla propria esigenza che lei gli donasse ogni briciola di s. Non. Voleva. Farlo.
Lei meritava di avere una vita. Una vita vera che non includeva un controllore mutante, un mostro mezzo demone come lui. Dupree sapeva che non l'avrebbe ringraziato di aver preso quella decisione al posto suo, ma sapeva anche che era la cosa migliore che potesse accadere. Aveva sessant'anni meno di lui. A suo tempo avrebbe capito. Senza un'altra parola al mangiatore d'anime, si concentr e usc dalla casa, fuori dalla portata di Kara.
Lontano dalla tentazione.

25
Winter si sforz di nascondere la frustrazione. Era stata una lunga, infruttuosa nottata con un uomo meditabondo ed esasperante che le stava alle calcagna. Non le parlava, neanche attraverso la telepatia, e francamente questo a lei stava pi che bene. Aveva tentato di ordinarle di tornare a casa sua un'ora prima, aveva perfino minacciato di usare la forza se necessario. Winter sbuff. L'unico modo di portarcela subito, prima dell'alba, sarebbe stato trascinarvela di peso. Era esausta, ma su quel punto era stata irremovibile. Era una questione di principio.
Aveva fatto visita a pressoch tutte le case sicure, e nell'avvicinarsi all'ultima si ferino a scrutare il cielo. Era ancora nero, ma l'alba non era lontana, mancava solo un'altra ora o poco pi. Inclinando la testa di lato, avanz fino al limitare del filare di alberi che orlava il prato. Nulla si mosse. Nessuna persona. Neppure il vento. La sua mente non incontr niente. Un nodo le si form come una pesante sfera di ferro alla bocca dello stomaco. Dio, non di nuovo. Sper che i residenti nella casa fossero gi stati trasferiti. Sper di non trovare niente di orribile quando avrebbe varcato quella porta principale.
Marcus era al suo fianco quando entr nella radura e sal nel piccolo porticato, esitando prima di ruotare la maniglia. Poi l'odore la colp. Marciume. Morte e zolfo. Proprio dall'altro lato della porta. Come aveva fatto il demone a evitare la sua sonda mentale?
C' un demone, qui.
Percep, pi che vedere, il cenno d'assenso di Marcus. Almeno due.
Il suo demone, nutrendosi della sua rabbia, sal vociando in superficie, chiedendo a gran voce che lei lo lasciasse libero. Winter trattenne a stento l'impulso, e promise al demone che avrebbe avuto la sua occasione. Lei avrebbe avuto la sua occasione. Ma l'ultima volta che si era gettata in uno scontro, era arrivata maledettamente vicina a farsi ammazzare. Marcus si rilass leggermente accanto a lei, con evidente sollievo, e Winter strabuzz gli occhi.
Non commetto mai due volte lo stesso errore.
Si rese conto che lui non era d'accordo. Marcus pensava che lei fosse fuori controllo, sempre agitata, irrequieta. Comunque fosse, non c'era tempo di discutere la questione.
Dobbiamo attirarli fuori, bisbigli attraverso la connessione mentale. Per niente al mondo si sarebbe fatta intrappolare in quella casa.
Non credo che sar necessario. Lui l'afferr per un polso e la strapp via dalla traiettoria proprio mentre la porta esplodeva verso l'esterno. Quattro demoni si riversarono fuori. Winter non ebbe il tempo di chiedersi di nuovo come mai fossero cos tanti e stessero agendo assieme. Roteando lontano dalla portata degli aguzzi artigli di uno di essi, estrasse i pugnali e gli rotol sotto menando colpi di punta verso l'alto. Sogghign al grugnito d'incredulit del demone, e mentre quello crollava si gir per affrontare l'attacco successivo. Tre nuovi demoni apparvero nel cortile, tra lei e la casa. Non riusc a vedere Marcus.
Ce ne sono altri, fece notare Winter.
S. Dovremmo ritirarci.
Lei sbuff un no sprezzante, scagliandosi contro un altro demone. Era un combattente migliore degli altri, e anche se Winter ud dentro la testa Marcus che le urlava contro, lo chiuse fuori e si concentr per uccidere il nuovo demone. Era bravo, molto bravo, e la costrinse a ritirarsi attraverso il cortile, verso la casa. Accigliandosi, Winter si rese conto che stava tentando di incastrarla e balz avanti, menandogli un fortunato fendente al torace, ma immediatamente dovette schivare un colpo, il che la spinse pi vicino alla casa.
A ogni mossa, a ogni spostamento, si trovava a minor distanza dalla porta. Cominciava a sentirsi in trappola, quando Marcus fu al suo fianco. Sanguinava da un taglio al braccio, e lei esit per un istante nel vederlo. Fu sufficiente perch il demone contro cui stava combattendo balzasse in avanti, brandendo un pugnale dall'aria maligna e vibrando un fendente verso il suo collo. Marcus la strapp via in tempo per salvarla dalla morte, ma non da tutta la furia della lama.
Il taglio iniziava alla clavicola e si prolungava in diagonale attraverso il torace e sul ventre. Bruciava, e Winter grugn quando si rese conto di esser stata di nuovo avvelenata. Il demone dentro di lei ulul oltraggiato e lei gli permise di prendere il sopravvento, lasciandogli briglia sciolta. Ricordava dall'ultima volta di avere solo pochi secondi prima che il veleno cominciasse a far effetto e la rallentasse. Prima di far uccidere Marcus e se stessa.
Rotol avanti, pi vicina al demone, menando fendenti con entrambe le lame mentre si alzava, seguendolo quando quello tent di ritirarsi e mettersi in posizione difensiva. Ebbe fortuna. Il demone inciamp mentre lei faceva l'affondo, conficcandogli la lama in gola.
Marcus non aspett, non le diede l'opportunit di riprendere fiato. L'abbranc per la vita, ficcandole nel cervello l'immagine dell'atrio di casa sua, e ordinandole di teletrasportarsi, costringendola a farlo quando lei non fu abbastanza rapida.
Quando arrivarono, la lasci andare cos di colpo che Winter temette fosse rimasto in qualche modo scottato. Attravers l'atrio a passi rapidi e irosi fino ai piedi delle scale prima di roteare su se stesso e tornare da lei. Si ferm vicino, cos vicino che gli abiti frusciarono contro i suoi. Winter trattenne il fiato, timorosa di muoversi, di parlare. Marcus era livido di rabbia e non lo nascondeva. Le pareti si gonfiavano, deformate dal peso della sua ira.
Sei impazzita o hai solo intenti suicidi?
Lei trasal sia per la voce stentorea che per l'accusa, ma non arretr, neanche quando cominciarono a spuntare teste da dietro gli angoli e le porte lungo il corridoio alle spalle di lui. Neanche quando sent il veleno entrare in circolo e lott per non cadere addosso a Marcus.
Merda borbott lui, prendendola in braccio prima che crollasse. Esit ai piedi delle scale e si diresse in ufficio, deponendola sul divano non appena Luke lo lasci libero.
Winter prese un profondo respiro, ignorando il freddo improvviso quando lui la lasci e si allontan. Rabbrivid. Accigliato, Marcus lasci la stanza ma ricomparve pochi secondi dopo con una coperta con cui le copr le gambe. Chiudendo gli occhi, Winter lasci galleggiare la mente finch il contatto delle sue dita sulla pelle la riport di scatto al presente.
Lui le sollev l'orlo inferiore della maglietta. Questa va tolta. Dobbiamo pulire quella ferita.
Tuttavia attese, e alla mente intorpidita di Winter ci volle un po' per rendersi conto che stava aspettando che Luke, Kadall e Gia uscissero. Aggrott la fronte. Dov'era Dupree? Non dovette domandarselo per molto. Avvert la sua energia irrompere nell'ufficio prima di lui. Marcus sospir, ma si lasci spingere via.
Ges, Winter. Non possiamo lasciarti sola per un secondo!
Mani gentili le tastarono l'orlo della maglietta e la sollevarono. Winter sent tutti ritirarsi dalla stanza, tranne Marcus e Dupree. Marcus si irrigid quando Dupree inizi a scoprirle il torace. Winter apr gli occhi per osservarlo. Aveva la schiena contratta come un ariete, i pugni serrati lungo i fianchi, ma non interfer. Lei gli sorrise mentre Dupree strappava il colletto della maglietta cos che lei potesse far scivolare fuori le braccia, anzich tentare di sfilargliela dalla testa.
Si sent bussare alla porta, che un attimo dopo si spalanc. Kara entr senza attendere il permesso, con un vassoio che conteneva un piccolo catino d'acqua e della garza. Ehi, comandante la salut sorridendo.
Kara.
Winter inarc un sopracciglio all'indirizzo di Dupree, ma lui non diede spiegazioni, la ignor proprio come lei immaginava che avrebbe fatto. Non lo costrinse a parlare. Aveva tentato di fingere che Kara fosse una sorellina minore, ma Winter aveva visto come guardava la giovane donna quando credeva che nessuno lo stesse osservando. Se fosse rimasta nella casa forse la sua vicinanza avrebbe contribuito a smuoverlo un poco, forse si sarebbe reso conto che non era affetto fraterno quello che provava per lei.
Kara pos il vassoio sul pavimento e Marcus spinse via Dupree. Poi si sedette sull'orlo del divano e immerse nell'acqua un panno. Cominciando dalla clavicola, con delicatezza inizi a lavare via il sangue.
Lasciateci disse pacato. Da sopra la spalla vide Dupree irrigidirsi, ma l'ibrido lasci che Kara lo trascinasse fuori dalla stanza. La porta si chiuse con uno schiocco sommesso, e Marcus us la mente per bloccare la serratura con un rumore secco ed echeggiante. Sei nei guai, Winter.
Il cuore di lei incespic alle parole dette in tono leggero, alla promessa sensuale nel suo tono. Marcus segu il taglio verso il basso, fermandosi sulla rientranza in mezzo ai seni. Sciacqu il panno e torn sull'ultimo punto dove l'aveva toccata. Con inesorabile lentezza si spost gi lungo il suo corpo, togliendo cammin facendo ogni traccia di sangue, il taglio non  troppo profondo, per fortuna. Non servono punti.
Ottimo mormor lei, sentendo le palpebre appesantirsi e la mente chiudersi. Si rese conto vagamente che lui la copriva fino al mento e le ordinava di dormire. Come se lei fosse minimamente nella posizione di poter discutere...

26
Marcus raggiunse gli altri in cucina insieme ai due nuovi arrivati che aveva percepito. La stanza piomb nel silenzio quando lui entr. Kadall, Marelle, Luke, Gia e una donna che non conosceva erano seduti attorno al tavolo.
L'altra donna, la ragazza vispa e graziosa come un folletto che aveva portato il vassoio con l'occorrente per lavare e medicare la ferita di Winter, era in piedi accanto ai fornelli e mescolava qualcosa che emetteva un aroma divino, mentre Dupree stava a pochi passi di distanza in un angolo buio a osservarla. Guard brevemente Marcus negli occhi, annu, poi torn a rivolgere l'attenzione alla donna. Dupree poteva anche non averla reclamata, ma era evidente che era la sua compagna predestinata.
Marcus prese dal frigorifero una bottiglia d'acqua e and al tavolo. Girando una sedia verso di s si sedette, appoggi gli avambracci sopra lo schienale e incontr lo sguardo del fratello.
Altri due ospiti. Luke sogghign e accenn con la testa alla cucina a gas. Quella  Kara. E questa aggiunse, voltandosi verso l'altra donna,  Nadia.
Nadia  il nostro principale storico spieg Gia. Luke diceva che potrebbe prendersi la sala da pranzo.
Lui sorrise, sperando di metterla a proprio agio. Gia irradiava tensione, il corpo tirato come una corda di violino e gli occhi circondati da profonde rughe. La mano di Luke si pos sulla sua nuca e lei si raggel per un secondo quando strinse, prima di rilassarsi infine un poco.
Dupree si avvicin al tavolo ma non si sedette. Cos' successo stanotte?
Marcus esercit una salda stretta sul proprio potere mentre la rabbia tornava a montare. Avrebbe torto il collo a Winter quando fosse guarita. Stavamo controllando le case sicure. C'erano dei demoni nell'ultima.
Marelle e Kara reagirono entrambe, una con un'esclamazione soffocata, l'altra voltando le spalle ai fornelli e avvicinandosi per ascoltare.
Quanti? domand Luke.
Quattro, ma non appena li abbiamo uccisi se ne sono teletrasportati l altri quattro. Quello che l'ha ferita stava tentando di spingerla vicino alla casa. Non abbiamo potuto entrare a vedere che razza di trappola avessero predisposto. Ne siamo usciti a stento gi cos.
Dobbiamo andare a controllare disse Dupree.
Marcus annu. Domani. Accenn alle finestre con le imposte chiuse. Presto sorger il sole.
Dupree alz le spalle, ma non c'era traccia di leggerezza nei suoi occhi quando rispose, Io non ho quel problema.
Marcus scosse la testa. Pessima idea. Pot vedere che le sue parole non influirono sulla decisione del maschio ibrido di andare per conto proprio, e si sforz di trovare un modo per tenerlo a casa. Non era un mangiatore d'anime, e dunque non poteva ordinargli di restare, ma sapeva che Winter sarebbe stata molto contrariata se avesse lasciato andare Dupree da solo. Ma non avrebbe dovuto preoccuparsi.
Verr io con te disse Kara.
L'espressione di Dupree non cambi. No che non vieni. Tu resterai qui dove so che sei al sicuro.
Lei si mise le mani sui fianchi e si gir a fronteggiarlo con aria bellicosa. Ho ventiquattro anni, Dupree. So badare a me stessa. Accidenti, te ne sei assicurato tu.
Scordatelo, Kara. Tu resterai qui.
Non contarci. Lei socchiuse gli occhi. E quando Winter si sveglia, le chieder di togliere le restrizioni che mi ha imposto Benjamin.
La temperatura nella stanza parve calare di venti gradi e ci volle un secondo prima che Marcus si rendesse conto che il fiotto d'energia che avvertiva proveniva da Dupree. Si alz lentamente, sorvegliando l'ibrido che riprendeva il controllo.
Stringeva e riapriva le mani a ritmo regolare quando incontr lo sguardo di Marcus. Lei  soltanto umana. Non lasciarla andare ordin Dupree. Poi svan, mentre la giovane che si era lasciato dietro gridava il suo nome, seguito da una sfilza di colorite imprecazioni, e l'aria vibrava dove prima c'era lui. La ragazza torn verso la stufa picchiando i piedi per terra, spense un fornello e spost la casseruola dello stufato.
Quando fece per lasciare la stanza, Gia la ferm. Non pensarci nemmeno, Kara.
La giovane la guard incredula. Mi stai prendendo in giro?
Gia scosse la testa.
Non sono nemmeno membro dell'Ordine, ricordi? chiese l'altra con amarezza.
Uno sguardo calcolatore si insinu negli occhi di Gia. Ma la tua domanda di ammissione  di lunga data. Disobbedisci all'ordine di Dupree e io far in modo che non venga mai accettata.
Respingereste la mia domanda?
Quanto fai sul serio, in realt? Non hai ancora preso l'appuntamento con il sacerdote.
Sacerdote? la interruppe Marcus.
Chiunque si unisca a noi deve prima andare a confessarsi da un sacerdote rispose Gia, ma lui non fu sicuro che dicesse sul serio. Era concentrata su Kara, alla quale rivolse una lunga occhiata dura finch l'altra donna non abbass gli occhi.
Speravo di convincere Dupree che  la cosa giusta per me, prima; tuttavia si, faccio sul serio rispose con esasperazione. Davvero respingeresti la mia domanda?
Non devo neanche respingerla per tenerti in sospeso per anni.
Ottimo scatt lei. La ritiro, allora. Se tu hai quel genere d'influenza, ce l'ha anche Dupree e lui non mi permetter mai di creare il legame, se pu impedirlo.
Gia alz le spalle. Scelta tua, naturalmente. Poi sogghign. Se fossi in te. per, non arriverei a quel punto.
Kara aggrott la fronte. Perch?
Dupree ha un autocontrollo migliore di chiunque io abbia mai visto.
Gli occhi della giovane si accesero di consapevolezza. E io sono l'unica che glielo fa perdere.
A Marcus quasi dispiacque per Dupree. Il maschio ibrido evidentemente amava cos tanto quella donna minuta da non voler permettere che si sottoponesse allo stesso legame demoniaco che aveva lui, non voleva lasciarle mettere a rischio l'anima nello stesso modo in cui era in pericolo la sua. Ma Dupree stava tentando di soffocare i propri sentimenti per lei, sforzandosi di reprimere le emozioni che Kara evidentemente ricambiava. E Gia aveva appena consegnato alla ragazza un'arma potente in quella guerra privata. Kara adesso sapeva di poter mettere a dura prova l'autocontrollo di Dupree, e un uomo sul punto di perdere il controllo a volte prendeva decisioni che aveva giurato a se stesso di non prendere mai. Come permettere alla sua donna di fondersi con un demone. O legarsi lui stesso a lei per impedirlo.
Gi. Tuttavia verr il momento in cui dovrai decidere che cosa vuoi di pi, Kara. Essere un membro dell'Ordine a pieno diritto, oppure Dupree. E lui... diciamo solo che non puoi avere tutte e due le cose. Ma entrambe quelle scelte esigeranno che tu sia capace di accettare ordini.
La ragazza adesso era silenziosa, pensierosa. Marcus, che la stava osservando, vide il momento in cui si rese conto che l'intera conversazione con Gia era stata un esame sulla sua capacit o meno di eseguire gli ordini. Fu un intimo spaccato su come l'Ordine veniva gestito, che Marcus trov affascinante.
Andr a riposare un po'.  stata una lunga nottata. Kara indic i fornelli. Il chili  pronto.
Ebbene,  stato interessante comment la donna di nome Nadia pochi minuti dopo che Kara ebbe lasciato la stanza. Sogghign rivolta a Gia. E io che pensavo di conoscere i segreti di tutti.
Non conosci neanche questo rispose secca Gia.
Vero. Nadia annu. Nessun problema.
Sospirando, Gia si alz e and verso gli armadietti. Ci sono altri problemi in abbondanza senza accollarsi anche questo.
Apr due ante prima di trovare le fondine, e Marcus diede mentalmente uno schiaffo a Luke. Anzich aiutare la sua donna, le stava fissando il sedere. Con un sorrisetto imbarazzato e un'alzata di spalle mentale, lo sfacciato mangiatore d'anime si alz e and ad aiutarla a raggiungere le fondine che erano su un ripiano troppo alto per lei.
Mentre Gia e Luke si occupavano di servire la cena, Marcus studi l'altra donna. Come tutte le femmine dell'Ordine, aveva un'aria competente, sicura di s. I capelli le si arricciavano attorno alle spalle, castani come gli occhi. Graziosa, come la classica ragazza della porta accanto. Marcus valut che dovesse essere sulla trentina quando si era sottoposta al rito di fusione, ma non aveva modo di sapere quanti anni prima fosse avvenuto. Abbastanza perch lei si sentisse a proprio agio con se stessa, sicura della propria posizione, qualunque fosse. Storica, aveva detto Gia.
Perch devo darti la sala da pranzo?
La donna guard Gia, che annu in modo cos lieve che Marcus quasi non lo vide, prima di rispondere. Disciplinata. Marcus poteva rispettare la disciplina, anche se gli rodeva che Nadia non capisse che era lui l'autorit suprema in quella casa.
Dovr cercare qualsiasi cosa possa trovare nelle antiche pergamene e nei libri sui signori della guerra. Mi serve molto spazio, o meglio, un tavolo sufficientemente grande per srotolarle.
E che sia anche sicuro aggiunse Gia, posando le fondine sul tavolo.
Non credi che i vostri uffici lo siano?
Lei serr le labbra, evidentemente valutando quanto rivelargli. Il laboratorio lo . Ma il resto dell'edificio? Alz le spalle. I demoni hanno trovato una casa sicura. Devo presupporre che niente sia sicuro.
Marcus era perplesso dalla loro gerarchia. Sapeva che Gia e Dupree erano i primi luogotenenti di Winter, ma aveva immaginato che Dupree fosse quello incaricato della sicurezza e dei pattugliamenti mentre Gia gestiva la parte burocratica.
Gia esit cos a lungo che Marcus pens non avesse intenzione di spiegare. Poco male. Avrebbe avuto quell'informazione da Winter a tempo debito.
Sicurezza fisica, gestione burocratica... Io mi occupo di questa roba.
Lui annu. E Dupree gestisce le pattuglie?
E la maggior parte dell'addestramento.
Marcus riport lo sguardo su Nadia. E come si diventa uno storico dell'Ordine?
Lei sogghign. C'era una volta, molto tempo fa... Ero un professore di storia.
Nadia  uno dei membri civili dell'Ordine.
E tu no? chiese Luke. Marcus aveva supposto la stessa cosa, dal momento che sembrava che Gia fosse un amministratore.
No. Il suo sorriso fu fiero e chiar a suo fratello che avrebbe fatto meglio a guardarsi le spalle.
Stiamo tradendo i segreti dell'arte? La voce di Winter era scherzosa, ma roca. Marcus balz dalla sedia e praticamente corse verso di lei che stava appoggiata allo stipite della porta.
Dovresti essere a letto.
Si accigli. L'aveva lasciata addormentata sul divano dell'ufficio. Non avrebbe dovuto essere attiva a nessun tipo di livello conscio per giorni, con quel dannato veleno nelle vene. Lei si limit a fare spallucce e fece per girargli attorno, ma vacill e lui la prese al volo, portandola verso il tavolo. Poi prese la propria sedia, la gir e vi si sedette con lei in grembo. Sospirando, Winter appoggi la testa all'indietro e si volt a baciargli la gola. Il corpo di Marcus minacci di reagire. Era il primo palese gesto d'affetto che lei gli avesse dimostrato. Ma era di gran lunga troppo presto. Alzando gli occhi, Winter incontr lo sguardo di Gia al di l del tavolo.
Questo non dovrebbe essere possibile osserv l'altra donna, aggrottando la fronte.
Non dovrebbe. Ma lo . Magari si sviluppa un'immunit? O forse non c'era molto veleno sulla lama. Winter alz di nuovo le spalle. Sono solo contenta di non essere inerme.
Ma era esausta, sfinita fin quasi al limite della sopportazione. Lui non aveva intenzione di lasciare che quelle chiacchiere andassero avanti ancora per molto. Winter aveva bisogno di riposo.
Quello  il chili di Kara? Winter annus la fondina davanti a s. Il piatto di Marcus. Lui prov un improvviso, soverchiante desiderio di nutrirla.
Gi.  di sopra.
Winter gli si spost tra le braccia protendendosi verso uno dei cucchiai in mezzo al tavolo, e lui la vide inarcare un sopracciglio guardando Gia. Dupree?
Andato.
Fantastico aggiunse Winter sarcastica, ma poi gemette quando prese il primo boccone dal piatto. Almeno mangeremo bene.
Gia ridacchi. Gi. Che importa il mal di cuore, giusto?
Winter non rispose, ma lui la sent ridere concordando.
Kara intende chiederti di annullare le restrizioni di Ben.
Quella frase cattur l'attenzione di Winter, che alz la testa sorpresa.
Che cosa sono le restrizioni?
Winter avrebbe dovuto essere abituata al fatto che lui le sbucasse dentro la testa, ormai. Uffa. Seduta sulle sue ginocchia, con il suo calore e la sua forza che le filtravano dentro, trov impossibile resistergli.
Un tempo permettevamo ai ventenni di sottoporsi alta fusione. Benjamin riteneva che fosse una cattiva idea. Era convinto che non si potesse davvero essere consapevoli di ci che si vuole, a quell'et. Cos decise di impedire ai ragazzi sotto i venticinque anni del suo territorio di creare il legame.
Che cosa le hai detto? domand a Gia.
Che potevo tenere in sospeso la sua domanda all'infinito.
Winter alz di nuovo le sopracciglia. Mi sono persa qualcosa, deduco?
Gia alz le spalle. Kara. Dupree. Il solito.
Ah-ah.
Gia la guard negli occhi, resse il suo sguardo. Dupree non glielo lascer mai fare, Winter.
Lei sent le pareti chiudersi su di s, anche se stavano parlando di qualcun altro. Non spetta a lui fare quella scelta. Non ha alcun diritto su di lei. E Kara  adulta.
Gia l'osserv per un lungo momento e Winter percep la sua lotta, una parte di lei la condivise perfino, sapendo che quella giovane donna piena di vita avrebbe volontariamente legato parte della propria anima a un demone. Ma l'altra parte, la parte responsabile di tenere tutti al sicuro e rintuzzare i demoni, sapeva di aver bisogno di ogni singolo soldato che potesse avere.
Dupree lo accetter aggiunse. Sarebbe stato molto, molto incazzato, ma se davvero voleva cambiare quello che era un esito virtualmente assicurato, avrebbe dovuto agire anni prima.
Dunque annullerai la restrizione?
Winter lo prese seriamente in considerazione. Avevano gi discusso della necessit di reclutare nuove leve, specie dal momento che avevano perso cos tanti uomini negli ultimissimi giorni. Ma le ragioni per cui Ben aveva emesso il decreto con cui stabiliva quelle restrizioni erano valide e lei era ancora d'accordo con esse. Pochi mesi, almeno in questo caso, non avrebbero fatto differenza.
No. Se dev'esserci un'et minima arbitraria, venticinque va bene come qualsiasi altra.
Gia annu e Winter percep il suo sollievo. Probabilmente perch non voleva essere lei ad affrontare Dupree se a Kara fosse stato concesso di fondersi prima di quanto lui si aspettasse. Sospir. Il vecchio amico avrebbe dovuto abituarsi molto in fretta all'idea. Al compleanno di Kara mancavano solo pochi mesi.
La tavolata cadde in silenzio. Ebbene, ne aveva abbastanza di quell'atmosfera deprimente. Quasi sbuff, sprezzante. Come se non fosse gi tutto deprimente, a quel punto... Le serviva qualche buona notizia molto, molto presto. Alzando gli occhi inchiod Nadia con lo sguardo. Hai scoperto qualcosa di utile?
La donna si accigli, scosse la testa. No, comandante. Mi dispiace.  un sacco di materiale da sfogliare. C'erano alcune... Esit per un istante. ... cose interessanti nel caveau.
Winter inarc un sopracciglio all'espressione del viso di Nadia, un misto di speranza e riluttanza. Interessanti quanto?
Non ho ancora avuto modo di controllare, ma penso che si tratti di alcuni dei testi banditi.
Gli annali delle origini erano proibiti ai membri dell'Ordine. Winter fu sorpresa che Ben ne avesse alcuni, ma probabilmente non erano i testi segreti. Saranno d'aiuto?
Non lo sapr finch non li avr letti.
Non occorre che sottolinei la necessit di fare in fretta, vero? borbott lei asciutta, ma la udirono tutti. Si udirono dei sommessi risolini attorno al tavolo.
Ovviamente no rispose Nadia.
Ottimo. Si mise un pugno davanti alla bocca per coprire uno sbadiglio, incontr lo sguardo di Gia e Nadia. Fatevi qualche ora di sonno. Ci incontreremo di nuovo nel pomeriggio.
Port il piatto al lavandino e lo sciacqu, conscia degli occhi di Marcus che seguivano ogni sua mossa. Non aveva idea di cosa fare con lui, e in quel preciso momento non era nemmeno nella disposizione mentale di provarci. Non aveva mai saputo che i demoni usassero pugnali avvelenati e non aveva idea di cosa pensare del fatto che uno lo faceva, adesso. Sembrava accordarsi con la teoria del potente signore della guerra, un demone abbastanza intelligente da adattarsi, e questo la preoccupava.
Usc dalla stanza senza parlare, lasciando che i pensieri si formassero nella mente e filtrassero in modo naturale. Il veleno sulla lama del pugnale era diluito, oppure lei aveva sviluppato una qualche immunit? L'unico modo per scoprirlo era prenderne un'altra dose dalla stessa fonte, e l'idea non la entusiasmava.
Ma l'istinto le diceva che stava sviluppando un'immunit. Aveva sentito il veleno sulla lama quando le aveva inciso la pelle, aveva sentito che iniziava a rallentarla, a ottunderle la mente e i sensi, ma diversamente dall'ultima volta lei era stata in grado di resistere abbastanza a lungo da teletrasportarsi. In effetti, se Marcus non fosse stato l, lei avrebbe potuto non riuscire a cavarsela. Lui aveva sorretto il suo potere quando esso voleva spegnersi.
E si era spento, ma solo per breve tempo. Non a lungo quanto l'ultima volta, neanche lontanamente quanto avrebbe dovuto metterla fuori combattimento una dose piena.
Spinse la porta della camera di Marcus, senza curarsi di contrastare l'impulso di aggrapparsi a lui. Poteva sentirlo dietro di s. Preoccupato. Arrabbiato come il diavolo. Non le sembrava che valesse la pena di sprecare altre energie combattendo contro di lui. Sganciandosi il cinturone con le armi, lo pos sopra il com, attenta a deporle con delicatezza, senza farle sferragliare. Nessun rumore. Nessun graffio su quei mobili dall'aria costosa.
La testa le martellava il proprio disappunto. Gli ultimi giorni di scarso sonno e il pi recente strapazzo, nonch la nuova dose di veleno di demone, si stavano facendo sentire. Sedette sull'orlo del letto, abbass la cerniera degli stivali e se li sfil, prima di lasciarsi cadere all'indietro senza togliersi i vestiti. Chiuse gli occhi, se li copr con la mano per difendersi dalla luce abbagliante del lampadario, ancora accesa.
Winter.
Lei sospir, ma non si mosse, non si scopr gli occhi. Non possiamo rimandare a domani? So che vuoi darmi una lavata di capo, ma non sono proprio in vena, al momento.
Il materasso si abbass accanto a lei.
Per poco non ti sei fatta ammazzare, stanotte. Di nuovo. Dobbiamo parlare di questa tua vena di avventatezza.
La luce che le filtrava tra le dita scomparve e Winter volt la testa, abbassando la mano. Accetteresti un Mi dispiace?
Lui la scrut, seguendo con gli occhi ogni linea del suo corpo, e sembr distratto, non concentrato su quella che avrebbe dovuto essere una discussione. No.
Come facevo a sapere che avresti detto cos?
Lui si sedette e tir su anche lei, sfilandole con delicatezza la maglietta che lei aveva trovato in ufficio. Il suo sguardo era ardente, sensuale e Winter lo avvert su di s come una carezza fisica sulla pelle. Con dita gentili, Marcus segu l'orlo della fasciatura che si intrecciava sul suo corpo. Fa male?
Da morire. Ma il risveglio del suo corpo controbilanciava pi che a sufficienza. Un po'.
Lui sorrise. Bugiarda.
Lei scroll le spalle. Non voleva discutere; voleva che lui tenesse fede alla promessa che i suoi occhi le stavano facendo. Marcus scese dal letto e si spogli mentre lei si toglieva il resto dei vestiti, ma quando la raggiunse di nuovo non fece altro che stringerla a s. Winter gli pos la testa sul petto e gradualmente si rilass mentre lui le massaggiava la schiena con carezze delicate.
Prima di sprofondare nel sonno sospir soddisfatta. Avrebbe potuto abituarcisi.

27
Winter sapeva che era un sogno, lo conosceva, e sorrise quando apr gli occhi. Vide la bianche colonne di marmo del cortile dove l'aveva trascinata Marcus nel sonno quando era indifesa. Ma non era Marcus che si trov davanti quando si volt.
David?
Avrebbe potuto singhiozzare. L'aveva cercato nei propri sogni nei primi anni, ma non era una cacciatrice di sogni. Non era uno dei suoi doni. Condivideva solo i sogni di Marcus perch lui era in grado di attirarvela. Quello che stava vedendo, l'amatissimo viso davanti a lei, non era niente pi che il suo subconscio all'opera.
Lui sorrise. Ne sei sicura, Victoria?
Trasalendo nell'udire il nome che non sentiva da anni, che non associava a s da decenni, fece un passo avanti inclinando la testa di lato per studiare l'apparizione. La sua memoria era eccezionale. Lui era identico all'ultima volta che l'aveva visto. Be', prima che i demoni lo prendessero. Era alto, con le spalle larghe e i capelli a spazzola che andavano di moda negli anni Cinquanta. Lei scherzava spesso dicendo che li teneva cos corti per nascondere il fatto che stava diventando prematuramente calvo. Lui si limitava a ridere e a ribattere che a lei piaceva.
Niente da dire? Non  da te scherz il David del sogno.
Be', non  cosa di tutti i giorni che il tuo defunto marito venga a trovarti in sogno.
Lui si avvicin e con un dito segu un lato del suo viso prima di cingerlo con la mano intera. Winter si adagi nella carezza, la sensazione tattile cos reale che si chiese se magari lui fosse davvero l. No. Impossibile.
Tutto  possibile bisbigli lui, baciandole la fronte. Avrei dovuto venire prima, ma speravo che tu passassi oltre senza una spinta nella direzione giusta.
Lei aggrott la fronte. Quale direzione? Di cosa stai parlando?
Grandioso. Perfino la sua vita onirica era piena di enigmi e misteri.
Lui inarc un sopracciglio. Il mangiatore d'anime. Marcus.  tempo di lasciarmi andare, tesoro.
Lei si allontan di scatto. Se questo  uno scherzo, non lo apprezzo. Era crudele giocare con lei a quel modo. Avrebbe ucciso Marcus.
Il David del sogno sospir. Sono davvero io, Victoria. La tua mente  abbastanza forte da percepire qualsiasi sotterfugio.
Ges. Aveva ragione. Perfino nel sonno, nessuno poteva pasticciare con la sua mente cos in profondit. Dunque era tutto soltanto un sogno, solo un desiderio lontano. Lott contro l'istinto di spiegare a David perch resistesse al legame che sentiva con Marcus, perch cercasse di tenere vivo lui nel proprio cuore.
Non posso bisbigli. Non poteva correre di nuovo quel rischio, non poteva mettere in pericolo nessuno pi di quanto fosse inevitabile. Perch la verit era che era stata colpa sua. Il demone che aveva ucciso David stava seguendo lei e lui si era messo in mezzo.
Vuoi il perdono? Ti assolvo dalla colpa che senti, Victoria.
Lei singhiozz e la voce si strozz su quel suono. Lui avanz e la prese tra le braccia. Un abbraccio consolante, una spalla solida su cui Winter aveva saputo di poter contare.
Non  stata colpa tua sussurr lui. Non lo  stato.
Lei non era d'accordo, ma annu, aggrappandosi a lui quando sent che cominciava a svegliarsi.
Lasciami andare, tesoro disse David, e furono le ultime parole che Winter ud prima che lui sparisse. Ebbe la sensazione lacerante che non l'avrebbe rivisto mai pi. Il sogno era stato un'occasione unica.
Dorm indisturbata per il resto della giornata. Quando si svegli si sentiva pi leggera. Rimase sdraiata in silenzio per alcuni minuti, senza muoversi, esaminando mentalmente il proprio corpo in cerca di segnali di problemi, ma non riusc a trovare niente che non andasse. Il David del sogno aveva alleggerito lo schiacciante senso di colpa che si portava sempre addosso?
Il braccio di Marcus le si strinse attorno alla vita. Stai pensando a un altro uomo nel mio letto borbott.
Lei abbozz un sorriso. Marcus sapeva di non avere avversari. Se ne era assicurato. Mio marito.  venuto da me in sogno questa notte.
Marcus rotol sopra di lei, spingendola ad aprire le gambe cos che i suoi fianchi, la sua erezione, si annidassero tra le cosce di Winter. Le scrut il viso. Serio. E che cos'aveva da dire?
Perch gliene aveva parlato? E come avrebbe dovuto rispondere a quella domanda? Fu attenta a tenere in privato i propri pensieri e pot vedere che questo gli dispiaceva. Dovette resistere all'istinto di alzare la mano per lisciargli le rughe di preoccupazione che gli increspavano la fronte. Ha detto che mi perdona. E che devo andare avanti sussurr, sorpresa della propria sincerit.
Se possibile Marcus divent ancora pi rigido, pi guardingo. Infine, insinuandosi nel suo sesso caldo e bagnato e accogliente, rispose: Ha ragione.
Lei ansim quando Marcus si spinse in profondit dentro di lei, gli afferr le spalle e gli conficc le unghie nella carne mentre lui si ritraeva e tornava ad affondare, tanto che Winter pens che avrebbe potuto toccarle il cuore.
Forse.
No. Non era possibile. Il suo cuore apparteneva a un altro, nel passato.
No, Winter,  mio. Solo che non l'hai ancora capito.
Non poteva discutere con Marcus mentre lui si muoveva cos dentro di lei, come se fosse il padrone, accarezzandola sempre pi in alto. Eccitandola sempre pi. La port rapidamente sull'orlo dell'orgasmo, e con un lieve tocco delle dita sulla clitoride la spinse oltre.
Winter non sapeva se era venuta con tutto il corpo, oppure se era stato l'orgasmo a diffondersi alle membra, e non le importava. Voleva solo che non finisse mai. Lui realizz quel desiderio. Ancora muovendosi dentro di lei, ma rallentando le spinte, si rotol sul fianco trascinandola con s cos che fossero faccia a faccia. Le mise una mano sul fondoschiena per trattenerla in posizione per i propri affondi mentre abbassava la testa sui suoi seni.
Le baci delicatamente la carne morbida, evitando il capezzolo mentre passava all'altro seno. Lei pens che sarebbe impazzita per il desiderio ed esplose in un secondo orgasmo quando lui infine prese un capezzolo tra i denti, gemendo sommessamente mentre lo assaporava. Gli affondi diventarono pi energici, pi rudi.
Guardami.
Lei alz gli occhi, sapendo che lui voleva che lo guardasse mentre raggiungeva il culmine del piacere, voleva che lei vedesse l'intensit di ci che provava. E quello che vide le tolse il fiato. La profondit del suo bisogno, del suo desiderio, la faceva tremare, ma nei suoi occhi c'erano anche possessivit e tenerezza e qualcosa di cos primitivo e terreno che Winter non riusc a darvi un nome. Non os provarci. Era troppo e la sua mente rifugg da esso, dall'improvviso timore di non poter sfuggire a Marcus. Mai.
No. Non c' scampo.
Lei non protest, non si oppose, non si preoccup del fatto che lui cogliesse quel pensiero vagabondo, perch stava venendo di nuovo e cap che l'avrebbe trascinato con s quando l'orgasmo la squass.

28
Marcus si sdrai, appoggiando la schiena ai cuscini, e cerc di non pensare al fatto che Winter era appena al di l della parete, nuda sotto un getto d'acqua. Aveva bisogno di un po' di spazio. Non molto, perch se glielo avesse permesso, lei si sarebbe scatenata. Sogghign. La vita non sarebbe stata mai pi noiosa. Lui poteva vivere senza dare la caccia ai demoni, anche se non si aspettava di riuscire a indurla a ritirarsi dall'Ordine ancora per molto tempo. Era parte di lei, l'identit che si era creata dopo l'assassinio del marito.
Incrociando le braccia sotto la testa, fiss il soffitto e riflett sulla mossa successiva. Per cosa era pronta? Fino a che punto poteva spingerla? Il sogno poteva essere un buon segno. A volte era possibile parlare ai morti nel crepuscolare mondo onirico, ma dal momento che lei non era una cacciatrice di sogni non avrebbe dovuto essere capace di chiamare a s i defunti. Se era cos, allora il sogno veniva dal suo subconscio che la spingeva a entrare in un nuovo futuro, un futuro non legato alla memoria del suo tragico passato. Il che significava che Winter era pi pronta di quanto pensasse ad andare avanti. Doveva solo convincere la parte conscia del suo cervello.
L'acqua si ferm e lui immagin Winter nella spaziosa stanza da bagno mentre si asciugava con un accappatoio, togliendosi dal corpo vagabonde gocce d'acqua. Sarebbe stato felice di farlo per lei. Con la lingua. Alzandosi, di nuovo eccitato, and alla porta e pos il palmo sul battente per un momento mentre prendeva un respiro per farsi forza prima di aprirla.
Lei stava davanti allo specchio con un ampio asciugamano avvolto attorno al corpo. Con un altro si tamponava i capelli, che le arrivavano fino alla vita. Marcus si avvicin da dietro e si sporse verso di lei per inalarne il profumo. Amava il suo fresco odore di donna. Quell'elusivo, inebriante aroma che era solo per lui.
Winter gli diede una gomitata nello stomaco. Non cos forte da fargli male ma abbastanza da ottenere la sua attenzione. Lui alz la testa e incroci il suo sguardo nello specchio. Non c' tempo per giocare. Ho del lavoro da fare.
Marcus gemette. Perch si era trovato incastrato con quella compagna ostinata, che non riusciva nemmeno a trovare pochi momenti rubati per giocare?
Lei lo fiss socchiudendo gli occhi. Non sei assolutamente incastrato con me. Sentiti libero di andartene in qualsiasi momento tu voglia.
Lui sbuff entrando nella doccia, apr l'acqua e regol pi forte lo spruzzo. Come se andarsene fosse un'opzione percorribile...
Tu sei la mia compagna. Non puoi prescindere da questo.
Lo dici tu. Io non ci casco. Sono ancora per met umana, ricordi?
Lui non rispose. L'avrebbe convinta, alla fine. Quando Winter si spost nell'altra stanza per vestirsi, Marcus si fece la doccia in tempo record per paura che lei cercasse di sgattaiolare via d nuovo. Fu sollevato quando Winter si limit a scendere le scale diretta in cucina. La segu poco dopo, e quando entr fu maledettamente contento che avesse insistito per lavorare.
Uno dei nuovi ospiti ibridi aveva preparato la colazione. Si sforz di ricordarne il nome mentre la ragazza gli porgeva un piatto di uova e pancetta. Sorrise. Grazie, Kara.
Mangiarono in silenzio e mentre finivano entr, come per caso, Luke, con un'espressione acida. Non si era visto nessuno degli altri, ma Marcus avvertiva la presenza di tutti dentro la casa. Tutti tranne Dupree.
Problemi?, chiese in privato al fratello.
Niente che non possa affrontare da solo.
Il che probabilmente significava che aveva a che fare con la donna. Quante erano le probabilit che lui e il fratello trovassero entrambi una compagna tra gli ibridi, dove nessuno aveva mai pensato di cercare prima? Negli ultimi secoli il loro numero era andato scemando, e per tenere segreta quella situazione si erano imposti l'isolamento. Forse era proprio quella la spiegazione, riflett. Quanti compagni erano andati perduti perch non avevano pensato a guardare fuori dalla propria specie? I licantropi non pativano la medesima sorte; loro avevano sempre trovato alcuni dei loro compagni tra gli umani e gli ibridi. Una volta che si fosse risolta la situazione attuale, avrebbe dovuto esaminare pi attentamente il problema e le possibili soluzioni.
Gia entr mentre Winter stava risciacquando il proprio piatto nel lavandino e Luke si agit sulla sedia, un movimento cos lieve da essere a malapena percettibile, ma Marcus avvert che l'attenzione di suo fratello si era trasferita altrove e che lui era sul chi vive.
La donna aveva un telefono incastrato tra la spalla e l'orecchio e stava scrivendo su un bloc-notes. Continuando ad ascoltare chi c'era all'altro capo del telefono, chiunque fosse, tese gli appunti a Winter, che lesse rapidamente prima di restituirglieli e di uscire dalla stanza sganciandosi il cellulare dalla cintura.
Marcus la segu in corridoio e la osserv mentre scorreva la rubrica telefonica, trovando infine il numero che cercava. Dopo un profondo respiro che le sollev i seni in un modo che gli fece venire l'acquolina in bocca, premette il pulsante di chiamata e si port il cellulare all'orecchio.
Marcus trov un posto poco lontano dove appoggiarsi alla parete mentre lei camminava avanti e indietro, e si chiese che cosa diavolo stesse succedendo.
Ehi. Sono Winter.
Fece una smorfia alla lunga risposta, ma rest in silenzio. Marcus era troppo lontano per udire l'altra met della conversazione. Avrebbe potuto ricavarla dalla sua mente, ma voleva che fosse lei a condividere spontaneamente le informazioni.
 sotto controllo... No, non sar necessario... Uhm, anche questo  sotto controllo... Sissignore... Naturalmente... Vi terr aggiornati.
Winter chiuse il telefono con un forte schiocco iroso nello stesso momento in cui Gia usciva dalla cucina con Luke alle calcagna.
 incazzato.
Ma davvero? rispose Winter, sarcastica, poi si mise una mano tra i capelli. Scusa. Non  colpa tua.
L'aria vibr accanto alla porta, mentre qualcuno si materializzava. Marcus si irrigid, pronto a scattare, finch non si rese conto di chi fosse. Ma neanche allora si rilass del tutto.
Gia alz le spalle. Lo . Non ho pensato di dire a Timothy di non inoltrare il rapporto al consiglio.
Perch avresti dovuto? chiese Dupree mentre si avvicinava. Da quando li lasciamo fuori dal gioco?
Da quando le cose si sono fatte bizzarre borbott Winter. Marcus per poco non scoppi a ridere. Quando mai non erano state strane?
Dupree si ferm, incrociando le braccia sul petto. Questo non  esattamente inusuale. Il suo sguardo era tagliente mentre continuava a osservarla. Cos'altro  successo?
Winter guard Gia, che tolse una pagina dal suo blocco e la tese all'ibrido maschio. Marcus vide la comprensione lampeggiare sul viso dell'uomo, ma si rifiut di porre la domanda. Winter doveva imparare a fidarsi di lui, a essere schietta con lui.
Dunque  Ben comment Dupree.
Winter alz una spalla e mantenne un'espressione neutra, ma lui percep il suo sconcerto e il suo dolore. E la sua determinazione. Strinse i pugni. Accidenti, non chiedere lo stava uccidendo. Luke gli risparmi il fastidio. Che sta succedendo?
Dupree gli tese il pezzo di carta e suo fratello lo sbirci rapidamente mentre l'ibrido parlava. Janet, la compagna di Ben, a quanto pare era morta prima dell'attacco. Da parecchi giorni.
Traduzione: c'era stato il tempo perch Ben perdesse il controllo e si arrendesse al demone con cui condivideva l'anima. Winter si avvolse le braccia attorno alla vita e cammin lentamente per l'atrio. Marcus avrebbe voluto andare da lei, prenderla tra le braccia e consolarla, ma sapeva che lei lo avrebbe respinto perch non voleva apparire debole di fronte agli altri. Sapeva che stava mettendo in discussione la propria forza anche se aveva scoperto come tenere segreti i propri pensieri. Lui era stato abbastanza a lungo nella sua testa da sapere come funzionava.
Infine Winter smise di camminare, ma quando si guard intorno il suo sguardo incluse solo Gia e Dupree. Dobbiamo trovarlo.
Vi fu un lungo, profondo silenzio.
Lo far disse infine Dupree.
Non sei sorpreso osserv Winter, inclinando di lato la testa come in attesa di una risposta o di una domanda.
No. Lui scosse la testa. Tutti gli scenari puzzavano di... qualcosa di sbagliato. Te ne saresti resa conto anche tu se non fossi stata cos distratta. Accenn con il capo a Marcus, ma Winter ignor il sottinteso. Poi aggiunse sottovoce: So che non vuoi accettarlo. Che non ci credi. Neanch'io, ma potrebbe succedere a chiunque di noi.
Ma non ha alcun senso bisbigli lei.
Com' morta la donna? chiese Marcus a Dupree, e il viso di quest'ultimo divent duro, freddo e crudele.
Qualcosa le ha squarciato la gola.
Marcus rest attonito, non tanto per la causa della morte, ma per quella brusca comunicazione. Quello  stato il colpo mortale?
Dupree digrign i denti prima di rispondere. C'erano altri segni di ferite su di lei. Artigli di demone.
Nessuna possibilit dunque che si trattasse di un licantropo fuori controllo, e non era cos che i mangiatori d'anime uccidevano. Mitchell era senz'altro grato di questo. Lui lo era di certo. La stanza era silenziosa, tutti erano immersi nei loro pensieri. Winter si era ritirata in un angolo della mente dove lui non poteva seguirla. Quando parl, Marcus prov l'irresistibile impulso di prenderla in braccio e scappare, nasconderla e metterla sotto chiave da qualche parte nel mondo da dove non potesse mai fuggire n essere in pericolo.
Possiamo trovarlo noi disse Winter a Dupree. Gia rester qui.
Dupree scosse la testa. Non ha senso andare tutti e due.
Lei sbuff. Stronzate. Tutti e due o nessuno. Questo non  un raid suicida, Dupree.
Si scambiarono una lunga occhiata che Marcus non riusc neanche a cominciare a dipanare, e infine l'ibrido annu. Okay.
Ottimo. Winter prese un profondo respiro e si rivolse a Marcus. Vado a caccia con Dupree stanotte. Possiamo muoverci in fretta e in efficienza, insieme. Tu puoi raggiungermi se trasmetto una localizzazione, giusto? Se resti connesso con me?
Non esisteva che la lasciasse andare da sola. Potrei. Ma verr con voi.
Anch'io intervenne Gia.
No rispose Winter all'amica. Ho bisogno di te qui. Ho bisogno di sapere che cosa c' in quelle storie, che cosa stiamo affrontando. Anche se Ben  diventato malvagio, questa nuova incursione  incominciata molto prima. La sua trasformazione ha solo accelerato i tempi.
Gia apr la bocca per protestare, ma Winter la interruppe. No. In queste cose sei pi brava del resto di noi. Lanci un'occhiata di scuse alla storica ibrida. Scusa, Nadia.
Lei alz le spalle.  vero. Gia studia queste cose da pi tempo di me.
Mettetevi all'opera ordin Winter, poi si rivolse a Dupree. Quanto prima del cader della notte?
Circa venti minuti.
Okay. Qual  il tuo piano?
Dupree la studi come se stesse tentando di decidere quanto facesse sul serio, e se avrebbe potuto persuaderla a starne fuori. Marcus era connesso a lei. Avrebbe potuto suggerire a Dupree di non sprecare il fiato, ma tenne il consiglio per s, sperando che i suoi amici riuscissero a convincerla a restare al sicuro mentre lui non poteva. Non ebbe questa fortuna.
Non torneranno alle case sicure disse Dupree.
No concord lei.
Ma forse terranno d'occhio la casa di Ben.
Forse.
Se lo fanno e sbuchiamo fuori noi, se salti fuori tu, arriveranno.
Forse. Ma quanti combattenti hanno? E se chiamassimo sul posto tutti quelli che possiamo, rimarremmo scoperti da qualche altra parte?
Dupree scosse il capo. Non credo sia cos complicato. Non ancora.
Pu darsi. Lei si piazz di fronte a Dupree, le mani sui fianchi, e Marcus lo sent accettare la guida di Winter, indietreggiare. Pi di qualsiasi altra cosa, in questo momento ci servono informazioni.
Ho i rapporti delle pattuglie della notte scorsa, e il quadrante ha mandato pattuglie in perlustrazione per tutto il giorno oggi disse Gia aggrottando la fronte. Nel nostro territorio e in quello neutrale. Mi chiedo se Mitchell ci dar accesso al suo.
Marcus si raddrizz. Non voleva il lupo alfa vicino a Winter. Aveva fatto un passo indietro, ma la desiderava ancora, si sentiva ancora come se avesse un diritto di priorit sulla loro amicizia se non altro. La fiss, lottando contro la propria natura. I suoi capelli biondo platino erano sciolti e le incorniciavano il viso, dandole un'espressione pi dolce, ma non potevano nascondere la determinazione nei suoi occhi.
Winter non avrebbe saputo dire perch si spost pi vicino a Marcus, perch non resistette all'istinto di assicurargli che Mitchell non era una minaccia. Avrebbe potuto esserlo, accidenti. La sua mano si pos sulla coscia di Marcus, sent i muscoli rigidi, tesi.
Task force, ricordi? Si suppone che tutti condividiamo le informazioni.
Osserv l'intima battaglia lampeggiargli sul viso, lo vide lottare con i propri istinti, e fu contenta quando parve vincere la logica.
Chiamalo disse Marcus.
Lei sorrise, poi avvert il rossore imporporarle le guance quando le balen nella mente il suo muoversi dentro di lei, amandola lentamente e completamente. Lui inarc un sopracciglio, la strinse a s, e lei gemette mentalmente.
Pi tardi, bambina. Prometto.
Winter non poteva neanche incolparlo di averle insinuato l'immagine nella mente, o ritenerlo responsabile per il modo in cui il suo corpo reag a quel contatto. Era tutto frutto della sua memoria, della sua immaginazione. Dio, doveva mettere le briglie alla propria lussuria. Con un po' di fortuna e un sacco di abilit, avrebbe potuto indulgervi pi tardi.
Mentre lei era persa nei propri pensieri, Gia era stata al telefono. In quel momento chiuse la comunicazione. Mitchell e Baron stanno arrivando. E anche gli uomini del quadrante.
Ottimo rispose lei e si rassegn ad aspettare.

29
Benjamin era nascosto tra gli alberi, attento a mimetizzare la propria presenza e il proprio odore con quelli degli animali appostati nelle vicinanze. Non era difficile, richiedeva solo concentrazione, una capacit che aveva sviluppato e alimentato nel corso degli anni. Non conosceva nessuno che potesse eguagliarlo. Detestava nascondersi, avrebbe voluto irrompere, cercare e distruggere e ingozzarsi di sangue vivo. Ma invece aspettava, obbligando alla pazienza una creatura che non vi era abituata.
Un licantropo gli pass vicino, esitando come se si rendesse conto che c'era qualcosa di strano in quel settore del territorio vicino alla loro tana. Lento, cauto, Benjamin lasci montare un po' il proprio potere, ma continu a spingerlo verso l'interno anzich verso l'esterno. Si stese addosso un manto d'invisibilit, mantenendo come proprio odore quello del cinghiale a pochi passi di distanza. Il licantropo pass oltre.
Lui tenne a bada la soddisfazione che lo invase, non volendo tradirsi quand'era cos vicino. Aveva scoperto qualcosa di affascinante pochi giorni prima, e adesso aveva la dimostrazione che la sua teoria era esatta. Quando aveva divorato cuore e cervello del primo ibrido, aveva sentito il proprio potere crescere, espandersi. Entro la fine della serata aveva sospettato di non aver assimilato solo l'anima dell'ibrido, ma anche le sue capacit.
Quando un umano fondeva la propria anima con quella di un demone, non sapeva mai esattamente quali poteri avrebbe ricevuto. Forza e lunga vita, una certa immunit contro il veleno di demone, e tutti sembravano ereditare la capacit di teletrasportarsi. Ma tutto il resto era un colpo alla cieca. L'invisibilit non era mai stata una sua capacit, ma sapeva a chi era appartenuta e l'aveva presa per s.
Mitchell e Baron uscirono dalla porta principale della casa che faceva da facciata alla tana del branco e si diressero a un'auto in attesa. Con cautela, Benjamin usc dal fogliame in cui era celato e si precipit all'auto che aveva nascosto vicino alla strada. Avrebbe dovuto pensarci prima: gli ibridi erano andati sotto terra, non era probabile che tornassero in un posto che lui conosceva, ma alla fine o Winter sarebbe andata da Mitchell oppure lui l'avrebbe raggiunta. Fece una smorfia beffarda. Guarda a cosa ti porta l'amicizia, pens. Catturato in una trappola da cui era impossibile scappare. E la stronza continuava a sfuggirgli. Era esasperante, e la rabbia ora era tagliente come il filo di un rasoio. Aveva bisogno di lei. Del suo cuore. Del suo cervello. Della sua forza.
Raggiunse l'automobile nascosta e attese che i licantropi lo sorpassassero sulla strada. Quando lo fecero, aspett, diede loro il tempo di andare avanti abbastanza perch lui potesse pedinarli senza essere visto. Rimasero sulla strada di campagna finch non intersec una superstrada a quattro corsie dove svoltarono a sinistra, dirigendosi a nord. Li segu, e trenta minuti pi tardi, quando imboccarono il viale che portava alla casa del Signore di Coloro che Camminano nella Notte, picchi il pugno contro il volante.
I demoni che erano sopravvissuti la notte precedente avevano affermato che l'uomo che combatteva accanto a lei era un mangiatore d'anime, ma lui non aveva dato peso a quell'informazione. I mangiatori d'anime erano dei solitari che non lavoravano insieme a nessuno, non conoscevano neanche le basi della collaborazione. A quel punto, per, era chiaro che era cambiato qualcosa e questo non prometteva bene per lui.
Fece inversione a U e torn a dirigersi verso Camden per fare programmi, non fidandosi appieno delle proprie capacit, specialmente quelle appena acquisite, per nascondersi nel territorio dei mangiaanime. Come affrontare quel nuovo sviluppo? Emise un brontolio, basso e minaccioso, quasi inudibile entro i confini dell'auto. Si era fregato da solo e lo sapeva.
Mesi prima, quando si era preparato a ritirarsi, a un pensionamento pi che meritato con sua moglie su una spiaggia, aveva raccomandato al consiglio Winter quale suo rimpiazzo, ritenendo che lei fosse l'unica tra i capi del quadrante abbastanza forte da guidare l'intera regione. E se non si sbagliava, il consiglio aveva preso alla lettera quel suggerimento.
Ma Winter non era soltanto forte, era intelligente e si circondava di persone altrettanto forti e intelligenti. A quell'ora dovevano aver capito che lui non era morto, dovevano aver scoperto che Janet era stata uccisa da un demone, una mattina presto mentre camminava per i loro boschi. E a Winter non ci sarebbe voluto molto per scovare la tana dei demoni, specie se i mangiatori d'anime e i licantropi lavoravano con lei. Era stato molto facile trovarla, una volta che si era messo a cercarla. Era rimasto imbarazzato, in effetti, di non averlo capito prima.
Ovviamente, a quell'epoca aveva ancora una parte della sua anima umana. Avrebbe dovuto offrirsi al sonno eterno subito, lasciare che gestissero la cosa gli ibridi non coinvolti. Ma non poteva. Avrebbe vendicato l'assassinio di sua moglie e abbracciato il proprio demone se fosse stato costretto a farlo per ottenere vendetta, si era detto. Ed era successo.
Non gli ci era voluto molto per stanare il mostro. L'aveva fatto infuriare per non potersi avvicinare al signore della guerra dei demoni. Il signore della guerra che, com'era saltato fuori, voleva Winter. Per quale oscura ragione, Ben non era stato in grado di determinarlo, ma si era reso conto subito di poterla usare per arrivare a lui, abbastanza vicino da poterlo uccidere e ottenere infine vendetta.
Alla fine si era arreso completamente al proprio demone e si era unito ai mostri veri. Era stato un rischio calcolato. I demoni minori non potevano toccarlo, ma quelli di grado pi alto l'avrebbero ucciso se lui non fosse stato il nuovo animaletto da compagnia del loro condottiero. Tuttavia non lasciava mai la guardia abbassata. Non dormiva mai nella loro tana, pur passando la maggior parte delle sue nottate l nella speranza che il signore della guerra scoprisse il fianco.
E adesso un errore che aveva commesso mesi prima comprometteva il suo piano. A meno che... era possibile che Winter lo aiutasse. Senza rendersene conto, ovvio. Ormai sapeva che lui era diventato malvagio. Di certo aveva capito che per fermare gli attacchi doveva ucciderlo, e avrebbe immaginato che il miglior modo per farlo fosse trovare la tana. Ma non ci sarebbe entrata da sola. La notte precedente, Winter aveva visto parte dei loro. Avrebbe invaso la tana in forze. Avrebbe potuto perfino riuscire ad arrivare abbastanza vicino al signore della guerra da ferirlo. Non sarebbe stata in grado di sconfiggerlo, ma ci non l'avrebbe dissuasa dal tentare. Lui avrebbe atteso. Aspettato il momento in cui sarebbero stati entrambi abbastanza deboli per ucciderli.
Winter non avrebbe condotto il raid notturno. Avrebbe atteso fino all'alba. La luce del giorno era diversa nel mondo sotterraneo da cui provenivano i demoni e, anche se la luce terrestre non li uccideva, li rallentava. Alcuni diventavano cos letargici da sembrare in coma. Altri invece sembravano influenzati a malapena dalla luce diurna, come il signore della guerra e alcuni dei soldati di rango superiore. Erano loro il pencolo, la ragione per cui non aveva corso lui stesso il rischio. Desiderava troppo la vendetta per fare qualcosa di stupido. E voleva il controllo.
Voleva il potere del signore della guerra.
Non gli importava chi avrebbe dovuto morire per consentirgli di ottenerlo.
Raggiunse il garage dove teneva l'auto e prese in considerazione l'idea di scendere nella tana. Sarebbe riuscito a tenere per s la sua gioia? L'aspettativa per l'attacco che sapeva essere in arrivo? Spense il motore, prese un profondo respiro e sent il sangue scorrergli rapido nelle vene, tingendogli la vista di rosso. No. Non riusciva a nasconderle, non poteva ancora tornare gi.
Smont dall'auto e cammin nella direzione opposta. Avrebbe cacciato, decise. Magari avrebbe trovato un ibrido o un licantropo o un mangiatore d'anime per cena. Si domand se potesse assimilare il potere di un mangiatore d'anime o la forza fisica di un licantropo nello stesso modo in cui poteva farlo con un ibrido. Il suo passo si fece leggero. Valeva la pena tentare.

30
Winter annus l'aria. Kara stava cucinando. Probabilmente era una buona idea, dal momento che cos tante persone sarebbero arrivate l da un momento all'altro, ma Winter sapeva che l'altra donna lo faceva pi come terapia a buon mercato che per altro. L'aveva sentita litigare di nuovo con Dupree.
Proprio come lei aveva discusso con Marcus quando le aveva detto che sarebbe andato a dare una controllata ad alcuni della sua gente. Senza di lei. Avrebbe dovuto essere contenta di avere spazio. Invece era irritata. Andava bene che lui corresse dei rischi, ma lei no? A nulla era giovato protestare, comunque. Se non altro, per, lui si era portato dietro Luke affinch gli guardasse le spalle.
Sospirando, and in sala da pranzo ad aiutare Gia e Nadia. Avrebbe dovuto presto vedersela con la domanda di ammissione di Kara, ma era sulla lista delle cose da fare in seguito. Una lista che stava diventando assurdamente lunga.
La stanza era un caos. Avevano portato dentro un tavolo di medie dimensioni per sistemare computer e telefoni. La confusione era terribile, ma neanche lontanamente tragica come quella sul lungo tavolo da pranzo che era coperto di pile di antichi libri e rotoli. Winter non sapeva come diavolo facesse Gia a trovare qualcosa in quel disordine, ma come al solito l'amica sembrava avere il completo controllo della situazione.
Stava piazzando un grosso cavalletto quando Winter entr, poi vi pos sopra un'ampia tavola bianca. Winter si avvicin e vide che era la mappa del comandante, presa dall'ufficio di Ben. Il grande pannello quadrato di un metro e trenta di lato recava a stampa una pianta della citt, divisa in quadranti e poi in sezioni. Gia prese a colorarne alcuni punti con evidenziatori multicolori cancellabili. Winter l'esamin mentre Gia lavorava.
Quelle sono le aree controllate oggi?
E ieri. Azzurro per quelle nell'ultima ora. Giallo nelle ultime dodici ore. E rosso da pi di ventiquattr'ore.
C'era un sacco di rosso.
Quelle bisogna rifarle al pi presto possibile.
Dupree sta organizzando i turni. Gia esit, guardando il pannello. Ci serve pi gente.
Come sempre. Ci arrangeremo.
Gia la guard negli occhi e Winter vide la propria preoccupazione, stanchezza e rabbia riflesse nello sguardo dell'amica. Gia parl abbastanza sottovoce perch Nadia, l'unica altra persona nella stanza, non potesse sentire. Non credo che stavolta ce la faremo.
Lo so rispose altrettanto sottovoce lei, poi continu in tono normale. Dobbiamo trovare la loro tana. Colpirli al cuore.
S. Gia sospir. Ma sono a corto di idee.
Inclinando la testa di lato, Winter studi la mappa. Poteva essere cos semplice? Se s, lei era un'idiota. Lo erano tutti. Raccolse altri due evidenziatori, uno viola e l'altro verde, li picchiett l'uno contro l'altro mentre rifletteva.
Le pattuglie che Dupree sta inviando con i licantropi. Sono in territorio nostro o di Mitchell?
Gia batt le palpebre, mentre la comprensione le coloriva le guance. Merda borbott. Loro, penso.
La porta principale si apr e si chiuse con un tonfo e dopo pochi secondi Mitchell entr nella stanza. Winter fu contenta che Marcus non ci fosse, e Mitchell ricambi il suo abbraccio con una forte stretta prima di lasciarla andare. Arretr e la guard sogghignando, ma la sua attenzione venne ben presto catturata dalla mappa. Si avvicin a esaminarla. Le vostre pattuglie?
Gi. Lei gli tese l'evidenziatore verde. Perch non la completi con le vostre?
Stai pensando che da qualche parte c' una falla nei nostri pattugliamenti. Una zona morta in cui non va nessuno.
Esatto.
Pi ci pensava e pi era sicura che fosse cos. E ovunque fosse quella falla, ovunque fosse quella sezione non pattugliata, l era nascosta la tana dei demoni.
Marcus e Luke entrarono mentre Mitchell stava terminando. Winter spieg cosa stessero facendo e Luke le prese l'evidenziatore viola. Quando ebbe finito, arretrarono e osservarono.
Vaffanculo. Non dirmi che  quello che penso io.
Winter si volt nell'udire quella voce, e vide che era entrata la rappresentanza del quadrante. Annu a Lance. Questa, signore e signori,  la posizione della tana dei demoni rispose con un sorriso colmo di aspettativa.
Lance avanz accigliato.  in periferia. Non ci sono stati rapporti di attivit o avvistamenti di demoni, laggi.
Lei scosse la testa. No, non ce n'erano stati. La cosa migliore, per nascondere la loro tana. Era sicura che fossero l.
Saranno sotto terra sugger Gia, andando verso il suo computer.
Che stai facendo? le domand Luke, che l'aveva seguita e adesso guardava da sopra la sua spalla.
Controllo il database della divisione in zone e della pianificazione della citt.
Lui inarc un sopracciglio e Winter si morse il labbro inferiore per non ridere alla sua espressione incredula. La reputazione immacolata di Gia svan. Lo stai violando?
Gia alz le spalle. Non esattamente. Ho una password.
Di chi? domand lui.
Winter strabuzz gli occhi. Non  importante, in questo momento. Possiamo concentrarci? O lasciar concentrare lei?
Luke incontr il suo sguardo e lei cap che era furioso per quella che riteneva essere una sua interferenza. Lo squadr con freddezza, ma fu Marcus, portandosi dietro di lei e posandole una mano sul fianco, che sembr dissuadere Luke dallo sfogare la propria contrariet.
La stanza piomb nel silenzio, e per un po' l'unico suono che si ud fu il ticchettio delle dita di Gia sulla tastiera. Poi lei cominci a ridere. Sollev gli occhi e incontr quelli di Winter. Dio, siamo degli idioti. Vieni a vedere. Si alz e si scost in modo che Winter potesse sedersi a guardare lo schema sullo schermo.
Che cosa sto guardando?
La citt vecchia, che come tutte le citt vecchie...
 sotterranea.
Gi. L'intera area  destinata alla demolizione e l'accesso  vietato.  improbabile che qualcuno ci si imbatta per caso. Siamo tutti degli idioti. Avrebbe dovuto venirci in mente molto tempo fa.
Gia aveva ragione, e, cosa peggiore, era molto di pi di un tipico nascondiglio dei demoni, completo di strade ed edifici e viali, tutti nascosti sotto terra. Da quanto tempo erano l? Quanti ce n'erano? Winter fece un rapido calcolo. Erano meno di duecento ibridi nell'area estesa e lei poteva utilizzarne forse la met. Molti ricoprivano ruoli non operativi e non li avrebbe messi a rischio. Inoltre aveva bisogno di lasciare delle guardie in caso di un altro attacco dei demoni. Se raccoglieva i non combattenti in tre o quattro localizzazioni con attorno dieci guardie ciascuna, poteva mettere in campo sessanta cacciatori.
Okay. Prese un profondo respiro e si fece coraggio. Marcus si sarebbe incazzato. Dividi i non operativi in quattro gruppi. Uno al laboratorio, uno alla grotta. La vostra tana? chiese a Mitchell, che assent. Uno con i licantropi.
Incontr lo sguardo di Marcus e lui annu. E uno con i mangiatori d'anime. Dieci guardie a ciascun gruppo. Dieci era il minimo e non ne era contenta, ma non ci si poteva far nulla. Il resto di noi parte a mezzogiorno. Voi ci siete? domand a Mitchell evitando lo sguardo di Marcus e sentendo gi montare la sua furia. Di nuovo, Mitchell annu.
Assolutamente no digrign Marcus a denti stretti. Noi non saremo in grado di unirci a voi a quell'ora.
Marcus avrebbe voluto strozzarla. Era pazza? Lascia perdere, si disse, non chiederlo neanche. Ovvio che lo era. Il che non sminu minimamente la sua collera. Winter non aveva il diritto di mettersi in pericolo cos. Lui era stato di gran lunga troppo accomodante. Winter lo stava osservando, la testa lievemente inclinata di lato, un'espressione di aspettativa sul viso, e lui si rese conto che voleva affrontare quello scontro. Perch?
Accenn di scatto con la testa verso la porta della sala da pranzo. Nel mio ufficio.
Lei socchiuse gli occhi in due fessure rabbiose, la sfida palese in ogni rigida linea del suo corpo. Dio, quella donna era incredibile. Non l'avrebbe lasciata andare via.
Adesso, Winter. Oppure posso trascinare il tuo culo di sopra per una... discussione pi in privato.
Lasci che il desiderio sessuale, la bramosia che non cessava mai, gli colorassero la voce e la sent reagire anche se non voleva provare quelle sensazioni anche lei. Ma la minaccia la indusse a muoversi, probabilmente pi perch temeva che lui la mettesse in imbarazzo davanti a tutti che per altri motivi.
Winter si ferm un istante sulla soglia e guard Gi prima di precederlo fuori dalla porta. Organizza tutto quanto.
Gia annu e Marcus not con quale cura evitasse di incrociare lo sguardo di Luke. Okay.
Marcus segu Winter nell'ufficio e chiuse la porta con delicatezza anzich cedere all'impulso di sbatterla. Il rimbombo gli avrebbe dato molta soddisfazione, ma probabilmente sarebbe andato sprecato con lei.
Winter attese con le braccia conserte sul petto in atteggiamento difensivo, ogni muscolo teso per la fuga. Dev'essere fatto in questo modo disse prima che lui potesse cominciare.
No ringhi Marcus, avvicinandosi. La voce era tagliente. Non posso assicurarmi che tu resti sana e salva durante il giorno, e non si pu fare affidamento sul fatto che tu stia in guardia per conto tuo.
Winter trasal e lui avvert una fitta di rimorso. Forse stava usando troppa durezza, ma sembrava non esserci altro modo per entrare nella sua testaccia dura.
Senti, non sar sola. Avr l'intero quadrante con me, e sessanta soldati. Pi Mitchell e i suoi uomini.
Si rese conto del proprio errore non appena le parole le sfuggirono di bocca. Strinse le labbra e aspett mentre Marcus riprendeva il controllo della belva dentro di s che voleva scatenarsi e infuriare e legarla come un salame per la sua stessa sicurezza. Era un pessimo momento per ricordargli il lupo alfa, per rammentargli che il licantropo sarebbe stato in una posizione migliore di lui per vegliare sulla sua compagna. No. Questo non poteva sopportarlo, niente di tutto questo. Marcus scosse la testa, lottando per tenere a bada la collera.
No. Tu resti qui. Possono affrontare la cosa senza di te.
Lei lo guard come se fosse fuori di testa, come se gli fossero all'improvviso cresciute le corna o si fosse trasformato in un qualche animale che lei non conosceva.
Io sono il Comandante, Marcus, non posso restare dietro le linee.  la mia gente che  in pericolo, la mia gente che corre il rischio. Scordatelo.
Lui strinse i pugni e si allontan di scatto da Winter, sent il controllo sulle proprie emozioni allentarsi. Le pareti oscillarono, e allora prese un profondo respiro riequilibrante. Entr delicatamente nella mente di lei, bisbigliando mi dispiace, ma non era affatto disposto a rischiare di nuovo la sua vita. Lei per lo butt fuori; era pronta ad accoglierlo innalzando un muro che lui non poteva superare senza danneggiarle la mente. Marcus avrebbe voluto ruggire la sua furia.
Winter rest ferma, tesa, pronta. Hai continuato a invadermi la mente per due mesi. Insisti ad affermare che ti appartengo. Fece una pausa, come per cercare le parole. Ma ancora non mi vedi. O non hai idea di chi sono, o semplicemente non te ne importa.
Questo non  vero. La vedeva benissimo. Era avventata, pericolosamente noncurante della propria incolumit, disposta a rischiare la vita per altri che non avrebbero dovuto contare per lei tanto quanto lui. Era generosa in un modo che lui avrebbe ammirato in chiunque altro, ma che aveva grosse difficolt ad accettare dalla propria compagna. Voleva essere il centro del suo mondo, non ai margini di esso.
Lei sorrise, ma la sua espressione era amara, triste. Preferiresti davvero che fossi egoista? Incurante di tutti gli altri? Per quanto tempo rispetteresti una donna cos? Sbuff. Ebbene, immagino non abbia importanza. Tu non mi rispetti cos come sono.
Santo cielo. Non lo credeva sul serio, vero? Solo che... evidentemente ne era convinta, e lui gliel'aveva lasciato credere. Aveva combattuto lei, la sua devozione alla propria gente in ogni occasione, quando stava facendo solo quello che avrebbe fatto lui al suo posto. Maledizione. Era un asino. E lei aveva ragione. Marcus non voleva una donna che seguisse pedissequamente ci che lui diceva, che non sapesse o non volesse pensare con la propria testa, sfidarlo quando necessario. Aveva intenzione di essere duro quanto bastava per vedersela con lei cos com'era.
Una clausola, Winter: un solo taglietto e te la far pagare pi tardi, prometto.
Lei sorrise. Prometto di stare attenta.
Lui aggrott la fronte. Non era affatto quello che aveva chiesto.
E resta connessa con me per tutto il tempo che starai via. Non escludermi dalla tua mente. Forse sarebbe stato in grado di arrivare a lei se avesse avuto necessit di un salvataggio.
Non pensarci nemmeno, Marcus.  troppo lontano. Nessuno di noi  stato laggi. Anche se tu ricavassi l'immagine da me, sarebbe davvero facile commettere un errore. Ed  troppo profondo.
Lui non rispose. Conosceva i rischi meglio di chiunque altro o quasi. Non poteva teletrasportarsi direttamente dalla casa al centro della citt bassa. Era eccessivamente lontano, e la distanza che una persona poteva percorrere era proporzionata al suo potere. Neppure lui era cos forte. Poi c'era il problema della profondit. Teletrasportarsi attraverso il terreno era molto difficile. Lo spostamento attraverso varie tonnellate di terriccio risucchiava potere, e pi in profondit si andava pi rapidamente il potere svaniva. Ma era fattibile se fosse arrivato abbastanza vicino, e lui poteva arrivare abbastanza vicino.
Gli uffici degli ibridi in citt erano al limite dei suoi confini, ma avrebbe potuto arrivarci. Anche Luke, e se lo sarebbe preso come guardaspalle. La tana dei demoni non era lontano da l e si sperava non fosse troppo distante sotto terra.
Winter aggrott la fronte, pensosa, e Marcus si rese conto di non aver schermato i propri pensieri. Credi che funzioner? gli chiese. Poi scosse il capo. No.  troppo pericoloso. Se restassi bloccato a met strada non saremmo in grado di tirarti fuori.
Lui alz le spalle. Aspetter comunque l. Fallo sapere alle guardie in servizio nell'edificio, cos non dovr uccidere nessuno. E per la cronaca, questo piano non mi piace ancora.
Lei gli si avvicin, fermandosi solo a un dito di distanza prima di alzare la mano ad accarezzargli una guancia. Lo so disse con dolcezza. Ma tu sai che  il sistema migliore. La letargia dei demoni sar al livello massimo attorno a mezzogiorno.
Era vero. Tutti tranne i demoni pi forti sarebbero stati in gran parte inutilizzabili, privi di difese mentre il sole era allo zenit. Era un piano solido. Marcus lo approvava, solo non voleva che lei ne facesse parte. Ma se intendeva celebrare le cose che apprezzava in lei, doveva anche accettare quelle che non amava. Era uno scambio equo. Avrebbe dovuto capirlo prima.
Volt la testa e prese in bocca una delle sue dita. Succhi leggermente il polpastrello e lo rilasci con un morso. Lei gemette e si spinse pi vicino, facendogli scorrere le mani su per la schiena, e un gemito le sfugg dalle labbra quando qualcuno picchi alla porta.
Merda borbott, allontanandosi e andando ad aprire.
Dupree era appoggiato contro la parete dall'altro lato. Entr senza una parola e porse a Winter un foglio di carta. Lei lo prese senza guardarlo, e segu Dupree fino al mobile bar, dove lui si vers da bere. Inarc tutt'e due le sopracciglia mentre scorreva con espressione disgustata il documento. Questo cos'? gli chiese.
Lui ingoll il contenuto del bicchiere e se ne vers un altro prima di rispondere. Mand gi anche quello. Impronte dentarie. Dai resti.
Lei si accigli e continu a leggere, diventando sempre pi verde. Oh, mio Dio.
Gi rispose Dupree. Marcus prese il foglio e lo scorse in silenzio. Quando ebbe finito, pos un braccio sulle spalle di Winter e l'attir a s. Mi dispiace. So che era tuo amico.
Secondo il rapporto, alcuni dei segni di morsi su tutte e tre le scene del crimine erano conformi ai dati di Ben. Prova incontrovertibile che l'ex comandante era passato al nemico.
Come sono stati in grado di confrontarle?
Procedura standard rispose Dupree. Ogni volta che qualcuno si arruola, fornisce sangue e impronte dentarie. A volte  l'unico modo per identificare un corpo.
Dupree si vers un altro bicchiere. Di sicuro  venuto utile questa settimana.
Winter si rattrapp al tono crudo, all'immagine che evocava. Turbata, si allontan. C' una palestra, da queste parti?
S, ma non passerai le prossime due ore a tritare Mitchell sogghign Marcus. Potrebbe piacermi vedertelo fare, ma non stanotte. Soprattutto sapendo che tra poche ore andrai laggi.
Lei gli rivolse un'occhiataccia. Ho bisogno di sbollire un po' di vapore.
Marcus conosceva la maniera perfetta per farlo, ma lei non era nella giusta disposizione mentale. Gli venne un'altra idea. Andiamo a correre.
Il suo sorriso fu lento ad arrivare, ma quasi lo stord tanto fu radioso. D'accordo.
Incapace di trattenere l'eccitazione, Winter prese la mano che le tendeva e lo segu attraverso la casa, lungo il corridoio posteriore e poi all'esterno. Per la prima volta in molti anni, si ferm a contemplare la notte. Nel cielo brillavano miliardi di stelle, una vivida distesa sopra di lei, e il mondo attorno a loro si estendeva in un milione di sfumature di verde. Era uno spettacolo incantevole. Allettante. L'aria profumava di pino e gardenia, e i grossi boccioli delle rose rampicanti rivestivano il retro della casa. Era silenzioso, ma non in modo arcano. Le cicale frinivano, la brezza mormorava tra gli alberi.
Winter usc dal portico, chiedendosi come mai stesse notando la bellezza della notte per la prima volta da decenni. Forse era la battaglia imminente, che, lo sapeva, poteva essere l'ultima per lei. Ma sospettava non si trattasse di quello. Sospettava fosse merito dell'uomo al suo fianco, che le aveva risvegliato i sensi in cos tanti modi. Perch non anche questo?
Lui fece strada attraverso il prato all'inglese, tra gli alberi e su una piccola pista da corsa. Lei lo segu, incalzandolo sempre pi veloce. Corsero per due ore, e Winter si sorprese quando il sentiero termin sul lato opposto del prato: avevano percorso un unico grosso anello.
Invece di entrare lui and fino a un dondolo sotto un albero, batt sul posto accanto a s finch lei non lo raggiunse. Si sentiva ancora inquieta, ma sapeva che era il demone che scalpitava per prendere il controllo, per assaporare le emozioni violente che bramava.
Marcus se l'attir in grembo e lei sent la sua erezione premerle forte contro le natiche. Il suo corpo reag all'istante, il desiderio affior ruggente, nutrito dal demone, e lei lott per controllarsi. Non voleva che ci che c'era tra loro fosse influenzato dalla bestia, contaminato da essa.
Tent di ritrarsi, ma lui si rifiut di lasciarla andare, cingendola con le braccia e spingendole la testa finch lei non gliela pos contro la spalla. Restarono immobili e in silenzio per alcuni minuti, ma ad ogni secondo che passava lei doveva lottare sempre di pi con la propria met demoniaca. Serr gli occhi, si prepar alla discussione che senza dubbio sarebbe sorta quando avesse insistito perch la lasciasse andare. Aveva bisogno di mettere una certa distanza tra loro. Il contatto stava solo rendendo pi dura la sua battaglia.
Non ebbe mai l'occasione di protestare, perch Marcus le tolse il vento dalle vele. Ho bisogno di nutrirmi bisbigli, il respiro che le soffiava sull'orecchio, scompigliandole i capelli sciolti.
Winter ebbe paura che il suo cuore non sarebbe mai pi ripartito, ma il battito torn a un ritmo rapido e furioso. Cap che lui le stava donando qualcosa, offrendo sollievo a lei pi che a se stesso. Non sapeva molto sui mangiatori d'anime, ma questo lo conosceva, era stato dentro la sua mente. Poteva andare avanti senza nutrirsi per giorni. No, lui sapeva che lei aveva bisogno di liberare l'energia montante e cos l'aveva resa pi che un'offerta. L'aveva resa una necessit propria.
Marcus ridacchi. Questo normalmente  vero. Ma ho scoperto di bramare il tuo sapore.
Lei inclin la testa all'indietro; sorretta dal suo braccio si sent galleggiare libera, e lo scrut. Dal momento che aveva sviluppato una sorta di dipendenza da lui, dalla sensazione di lui dentro la mente e il corpo, le sembr solo giusto. Pacatamente annu, e Marcus si chin pi vicino, lento in modo straziante, un dito alla volta, finch la bocca tocc la sua, finch la lingua accarezz la sua. Finch Winter non seppe pi dire dove cominciasse lui e dove iniziasse lei e non le import pi.
Gemette sotto quell'assalto, pervasa da un desiderio soverchiante, di Marcus e suo, mescolati in un modo che poteva solo intensificarlo, amplificarlo. Alla fine si rese conto che avrebbe potuto vivere senza di lui ma non voleva. E non voleva mezze misure, non voleva creare un legame che non fosse puro e vero e totale.
Non era sicura di potersi offrire interamente, non era sicura di esserne capace, ma sapeva che valeva la pena provare. Sapeva che lui l'avrebbe fatta impazzire, dentro e fuori dal letto, sapeva che l'avrebbe contrastata ogni volta che avesse creduto che lei stesse correndo dei rischi. Ma sapeva anche, poich era stata dentro la sua mente anche se si era rifiutata di vedere l'uomo che lui realmente era, che era determinato e devoto. Che non si sarebbe mai dato per vinto con lei, non le avrebbe mai permesso di ritirarsi dentro se stessa. Non l'avrebbe mai lasciata sola.
Cos si arrese.
Sent scattare il legame tra loro. Forte. Infrangibile. Laddove prima erano stati semplicemente in grado di comunicare, adesso erano connessi. Le loro menti erano collegate. Winter ebbe un secondo per meravigliarsi, per accarezzare con il pensiero quel legame che i mangiatori d'anime creavano con i propri compagni. Avrebbero dovuto completare la loro unione con il legame di sangue della sua gente, ma quello ormai sarebbe stato soltanto un rito. Il legame che aveva stabilito con lui in quel momento la proteggeva. Era al sicuro. La gioia la colm mentre lui la rapiva in un sensuale desiderio che non sarebbe mai calato, Winter lo sapeva. Non sarebbe mai appassito. Non sarebbe mai morto.

31
Un paio d'ore dopo Gia vide Winter rientrare in sala da pranzo con l'espressione soddisfatta tipica di una donna che ha appena fatto del sesso grandioso. Avvert una brevissima fitta d'invidia - lei aveva avuto una vita sessuale fantastica fino a quando Luke non aveva dato di matto con lei - ma la respinse prontamente per affrontare altre questioni, decisamente pi pressanti. La stanza era nel caos, ma entro un paio d'ore al pi tardi sarebbe stato un caos controllato. Il suo regno.
Dal momento che solo pochi ibridi e nessuno dei licantropi erano forti telepati, stavano insediando un centro di comando simile a quello di un esercito umano. In quel preciso momento era un groviglio di fili e cavi che correvano per tutta la sala da pranzo dei mangiatori d'anime. Stavano impiegando quattro gruppi d'assalto, due dei lupi e due degli ibridi, ciascuno su frequenze diverse. Lei li avrebbe monitorati tutti dal pannello di controllo. I microfoni di Winter, Dupree, Mitchell e Baron sarebbero stati impiegati per esplorare tutti i canali.
Avevano trovato alcuni disegni della vecchia metropolitana negli archivi della citt, e Gia vi aveva applicato sopra un lucido con la mappa cittadina. Il tutto era steso sul tavolo e veniva esaminato in cerca di possibili punti d'accesso da Dupree, Mitchell, Baron e dai vertici del quadrante. Winter si un a loro quando entr. Gia fu sollevata che Marcus non avesse seguito il comandante nella sala. Sperava che anche Luke continuasse a stare alla larga. Lei non aveva idea di cosa stesse facendo. Non voleva saperlo fintantoch lui l'avesse lasciata in pace. Gi, giusto. Stava funzionando. Digrignando i denti, si chin sulla console radio e risistem degli spinotti che aveva inserito nei posti sbagliati.
Luke le sfior la mente. Non cerc di entrare, ma lei avvert nel suo tocco una curiosit pari alla collera che nell'ultimo periodo lo aveva animato costantemente, e si rese conto di essersi protesa inconsciamente a cercarlo. Maledizione. Aveva di meglio da fare. Concentrati sul lavoro. Sbattendogli in faccia gli scudi mentali, balz in piedi, picchiando la testa contro il bordo tagliente della scrivania.
Accidenti borbott, massaggiandosi il bernoccolo mentre tendeva l'altra mano verso l'interruttore della corrente. Con un'esplosione di scariche statiche, la radio si accese crepitando. All'inferno, s! Era pi intelligente lei della stupida macchina. Era nel proprio elemento, adesso. Sogghignando, raccolse uno dei minuscoli auricolari girando il sintonizzatore sulla giusta frequenza, se lo port all'orecchio e poi premette un pulsante sul pannello di comando. Prova.
La sua voce le risuon forte e chiara all'orecchio, e Gia si mise all'opera sui successivi diciannove canali. Quando furono pronti quattro apparecchi su venti si rivolse a Dupree, che stava organizzando la sorveglianza serale sulla periferia della citt e i soldati che avrebbero sostituito quelli del primo turno quando fosse sorto il sole. Dupree era ancora chino sulla mappa, ma stava discutendo silenziosamente con Kara, che stava alle sue spalle.
Dupree lo interruppe Gia. Lui le rivolse uno sguardo di gratitudine e si avvicin ignorando Kara, che non lo segu perch Winter pacatamente la prese in disparte e le bisbigli qualcosa. La ragazza diventava sempre pi pallida a ogni parola, not Gia, pensando che lei avrebbe odiato essere all'altro capo di quella conversazione. Quanti te ne servono? chiese, indicando gli auricolari.
Quaranta. Venti per ogni turno. Squadre di cinque uomini.
Li avrai.
Non appena sei pronta, mander fuori il primo turno.
Gia annu, e mentre tirava verso di s una sedia per mettersi all'opera not Kara lasciare la sala. Hai gi deciso cosa fare con lei?
Dupree guard cupo la schiena di Kara che si allontanava. Continua a tormentare Winter perch annulli le restrizioni.
Gia alz le spalle, guardandolo negli occhi. Non succeder.
Grazie a Dio borbott lui sottovoce.
Appariva calmo e controllato, ma Gia poteva sentire il suo tormento. Era bravo a nasconderlo, pi di chiunque altro lei conoscesse, ma erano amici da sessant'anni. Probabilmente nessun altro si rendeva conto di quanto fosse prossimo a cedere al proprio demone, ma lei s. Non poteva sopportare l'idea di perdere Dupree. Lei e Winter avrebbero dovuto dargli la caccia insieme, e proprio non era sicura di riuscire a farlo, se si fosse giunti a tanto. Era ora di fare la ficcanaso, decise. Lei pu salvarti, lo sai disse piano. Lui le rivolse un'occhiata di fuoco, una sicura muta richiesta di fare un passo indietro. Ma lei non era mai stata brava a battere in ritirata. Nessuno di voi due lo rimpianger, Dupree. Il modo in cui la guardi... non  un'infatuazione passeggera.
Merita qualcosa di meglio. E comunque non ho intenzione di parlarne.
Gir sui tacchi e lasci la stanza. Gia sospir. Almeno non aveva negato ci che sentiva. Ne avrebbe discusso con Winter dopo l'attacco alla tana dei demoni, pens. Magari, insieme sarebbero riuscite a smuoverlo. Prima che potesse rifletterci oltre, nella stanza cominciarono a entrare soldati ibridi, e anche se Dupree era con loro lei non torn sull'argomento.
Avvicinandosi alla piantina ed evitando lo sguardo di Gia, Dupree assegn le postazioni sui tetti. Avevano compilato una lista delle entrate pi probabili basandosi su ci che sapevano dell'area, ma la speranza era che le pattuglie dei demoni, rientrando prima dell'alba, li avrebbero guidati a vie d'accesso pi facili. Se non fossero riusciti a trovarle da soli o a seguire qualcuno che entrava, avrebbero potuto essere costretti a usare le asce per creare un nuovo accesso. Il problema era che le asce, picchiando contro legno o metalli, avrebbero prodotto un sacco di rumore, e anche se i demoni durante il giorno tendevano a essere letargici e non in grado di combattere, non tutti lo erano. Era un rischio troppo grande da correre, se poteva essere evitato.
Gli ultimi auricolari furono rapidamente programmati e Gia li butt in una scatola per Dupree. Entro pochi istanti lui li fece testare alle squadre e poi le fece uscire. Gia si guard in giro per la stanza, che si stava svuotando mentre i vertici del quadrante se ne andavano per organizzare i loro uomini. I suoi computer portatili erano a posto. Le radio erano pronte. Lei aveva il caos sotto controllo. Adesso tutto quel che c'era da fare era aspettare e sperare che filasse tutto liscio.
Poche ore dopo Winter entr a controllare tutto per la seconda volta prima di partire per la missione. Ci volle tutta la forza che Gia aveva dentro per non aggrapparsi un momento alla vecchia amica. Sapeva cosa si doveva fare. Sapeva che avrebbe potuto non rivederla mai pi. Ma fu attenta a nascondere i propri pensieri, attenta a non lasciar cogliere niente dei propri progetti a Winter. Non fu altrettanto cauta pochi minuti dopo, quando Luke la raggiunse.
Tutto pronto, qui? le chiese.
Lei si guard attorno, osservando i computer e i sistemi radio, e annu. Pronto quanto pu esserlo.
Ottimo. Ottimo. Lui annu. Gia...
Ssst. Gli si avvicin e gli pos un dito sulle labbra. Non  il momento, Luke.
Non lo sarebbe mai stato, ma questo non poteva dirglielo, non quando nei suoi occhi c'era quel barlume di speranza. Lui le accarezz una guancia, abbass il viso e con le labbra sfior le sue.
Gia si ritrasse prima che lui potesse baciarla. Pi tardi, caro.
Gli occhi di Luke erano turbati, ma resse il suo sguardo un istante e le strinse la mano prima di andare. Lei lo segu nell'atrio e rest a guardare finch non se ne fu andato, senza voler dare un nome al dolore che le si torceva nello stomaco.
Era ancora l a fissare il mangiatore d'anime che non c'era pi quando avvert un flusso di eccitazione risalire il corridoio alle sue spalle. Voltandosi si trov di fronte Nadia, che si era spostata in una stanza appartata per studiare i rotoli quando la sala da pranzo era diventata la centrale di comando. Era rossa in viso, gli occhi brillanti. Se ne sono andati tutti? domand.
Gia annu. S. Il che significava che era lei al comando. Che c'?
Ho trovato qualcosa nei rotoli. Sai, quelli proibiti...
Gia non riusciva ancora a credere che avessero rinvenuto quelle pergamene nella cassaforte di Ben. Lei e Winter avevano tenuto riservata la notizia della loro esistenza a tutti tranne che a Dupree e Nadia. Lei non aveva ancora avuto occasione di vederle ma l'Ordine le aveva bandite secoli prima. Dovevano contenere informazioni pericolose.
Che cos'hai trovato? domand, accennando a Nadia di seguirla in sala da pranzo cos da poter monitorare le radio.
Sedette dietro la console e Nadia si mise a camminare avanti e indietro, mentre un'espressione di repulsione le attraversava il viso. Sai cosa hanno detto i tecnici del laboratorio, che qualcuno aveva... mangiato parti dei corpi?
Gia annu, lottando contro la nausea che il rapporto ancora le causava.
Ebbene, uno di quei rotoli  la lettera di un comandante al consiglio. Dice che avevano individuato un disertore che mangiava gli organi degli ibridi per assimilare i loro poteri.
Balzando in piedi, Gia corse nel bagno pi vicino, mentre il suo stomaco rinunciava a combattere. Tir l'acqua, si sciacqu la bocca e si lav il viso prima di tornare. Scusa disse quando torn di nuovo in sala da pranzo.
Stai bene? Nadia le rivolse un'occhiata comprensiva e Gia soffoco l'incredulit. Certo. Perch no? Dopotutto, scoprire che forse Ben stava mangiando organi - organi che erano appartenuti ai suoi amici - nel tentativo di impossessarsi dei loro poteri succedeva tutti i giorni, no?!
Sto benissimo. Continua.
Nadia annu, accettando la sua parola. In fondo era la seconda in comando in quella regione, no? Lo trovava difficile da credere quanto Winter, ma tutti attorno a loro lo riconoscevano come se fosse sempre stato cos. Ho scoperto anche una lettera di risposta da un membro del consiglio, che fondamentalmente dice:  vero, annienta il disertore, e poi distruggi qualsiasi lettera o documento che vi faccia cenno. E assicurati che nessuno mai, mai, ne parli.
Ma lui non lo fece, vero? Nascose le lettere e chiss come Ben ne  entrato in possesso.
Questa  la mia deduzione. Potrei controllare negli archivi del consiglio, ma allora verrebbero a sapere che noi sappiamo e...
Non era necessario che continuasse. Gia sapeva esattamente che cosa stava pensando, provava la stessa rabbia e frustrazione che vedeva negli occhi di Nadia. Era un'informazione pericolosa, s. Ma se l'avessero saputo prima, avrebbero potuto essere in grado di prevenire qualche decesso. Anche ora, tuttavia, non era disposta a diffondere l'informazione. C'era sempre il rischio che un ibrido disertasse, e una volta che l'avesse fatto avrebbe saputo come accrescere i propri poteri. Rabbrivid. Era una possibilit troppo orribile per prenderla in considerazione.
Naturalmente, era possibile che si trattasse di una falsa informazione. Gli anni iniziali dell'Ordine erano oscuri, avvolti nel mistero e nella superstizione. Portami i rotoli ordin a Nadia.
Quando la collega torn con i rotoli, Gia li chiuse nella piccola cassaforte portatile che era stata sistemata nel suo ufficio. Lei e Winter erano le uniche ad avere la combinazione.
Questo resta tra noi due, Winter e Dupree.
Nadia annu. Hai intenzione di avvertirla adesso?
Gia strinse le labbra e prese in considerazione l'idea. Era una notizia sconvolgente, e avrebbe potuto distrarla. Nessuno ne aveva bisogno per andare in battaglia. Scosse il capo. Puoi aggiornarla tu quando torna.
Negli occhi di Nadia balen un lampo di comprensione. In qualche modo, intu che Gia non sarebbe stata l quando tutti fossero tornati. Tuttavia non affront l'argomento. Torner al lavoro, allora. Devo ancora trovare informazioni sui signori della guerra.
Gia le fece un distratto cenno del capo mentre la radio prendeva vita, e si chin per concentrarsi sulla comunicazione in arrivo.

32
Winter si trovava nel viale, circondata da licantropi. Era il momento. Con sua sorpresa, Marcus aveva insistito perch lei entrasse con la squadra di Mitchell. Sembrava che quei due avessero raggiunto una sorta d'intesa sul suo conto, il che la rendeva nervosa, sospettosa. Cos'aveva in mente stavolta il mangiatore d'anime? Di certo non pensava di tenerla fuori dalla battaglia. Mitchell la conosceva abbastanza da sapere che non doveva neanche provarci.
L'alfa dei licantropi fischi per attirare la sua attenzione e lei si concentr sulla missione, avanzando un passo alla volta lungo la fiancata di un edificio per raggiungerlo. Le squadre di sorveglianza erano riuscite a localizzare sei accessi. Avevano diviso le quattro squadre originarie in sei squadre pi piccole, cosi da usufruire di tutti gli ingressi. Winter era sicura che ce ne fossero altri, ma non c'era tempo di scovarli o di preoccuparsene.
Era quasi mezzogiorno. Diede un'occhiata all'orologio. Due minuti. Annu a Mitchell e lui con cautela spinse la porta tagliafuoco dell'edificio in fondo al viale. Il battente si apr senza un cigolio, cosa quanto meno bizzarra in un edificio che era abbandonato da anni e destinato alla demolizione. Era decisamente il posto giusto.
Fu facile individuare le scale per il sotterraneo. In un angolo semibuio trovarono una grata metallica che, una volta aperta, rivel una scala a pioli. Winter pot supporre soltanto che conducesse alla rete fognaria: il puzzo nauseabondo, un misto di rifiuti in decomposizione e di zolfo, le fece lacrimare gli occhi. Ignorando la voglia di vomitare, scese nell'acqua alta fino al ginocchio, rifiutandosi di immaginare cosa potesse nascondere, e avanz seguendo un passaggio illuminato da fioche lampadine e libero da ragnatele e macerie.
Aveva memorizzato la mappa del sotterraneo prima di scendere e riteneva che il corridoio in cui si trovavano portasse dritto a quella che pensavano fosse la piazza della citt vecchia. Fece cenno a Mitchell di rallentare. Era troppo facile. Dovevano esserci delle trappole, un qualche tipo di sistema d'allarme, forse perfino delle guardie. Lei aveva un fucile appeso sulla schiena, ma non si prese il disturbo di prenderlo. Estrasse invece i coltelli e si spost davanti al licantropo, lasciando che la propria met demone affiorasse e protendesse in avanti i propri sensi, tesa e vigile.
Dopo pochi passi il tunnel svoltava in modo repentino e quando Winter gir l'angolo vide la fine, brillante di giallo e arancio come fosse illuminata dal fuoco, cosa che probabilmente era. Winter dubitava ci fosse una rete elettrica funzionante l sotto. Le luci della galleria sembravano alimentate da cavi che scendevano dalla superficie. Mentre si avvicinava ud dei suoni, bassi rombi, clangori. Segni di vita che non si aspettava a quell'ora del giorno. Poi squill un corno. Una nota forte e prolungata, seguita da un grido di battaglia. Mitchell le balz accanto e presero a correre mentre giungevano loro i rumori del combattimento, metallo che colpiva metallo, urla di uomini e demoni.
Il tunnel sembrava non finire mai. Trecento metri. Centocinquanta. Quando varc la soglia non riusc a credere a ci che vedeva. Sbucava nella piazza della citt vecchia, enorme e piatta. Non os alzare lo sguardo per vedere cosa impedisse a Camden di crollare sopra di loro. Prima ancora che potesse provare paura o stupore, una crudele ascia da battaglia le fu scagliata contro.
Si chin appena in tempo per schivarla mentre l'arma le passava accanto fischiando, e mentre rotolava lontano sollev il braccio e colp il demone che l'aveva lanciata dritto al cuore. Non ebbe tempo di rallegrarsene, n di esalare un sospiro di sollievo. Ne stavano arrivando altri. E altri. E altri ancora. Non poteva credere ai propri occhi, e si chiese se fosse per caso vittima di un trucco che le faceva vedere pi nemici di quanti ce ne fossero in realt. Ma i suoni, le grida e i rantoli degli uomini che morivano... quella non era una messinscena. Era troppo reale per essere un'illusione. La sua met demoniaca era ebbra dell'odore di tanto sangue, la vista velata da una nebbia rossa, e Winter cap che i suoi occhi erano cambiati durante il combattimento.
Come diavolo era possibile? Non avrebbero dovuto essercene cos tanti che potevano resistere alla letargia diurna. Il signore della guerra era dunque abbastanza forte da controllare cos tanti demoni potenti? O, peggio, avevano trovato chiss come un sistema per aggirare la letargia causata dal sole terreno? Lott con vigore rinnovato, facendosi strada verso il centro della piazza, evitando per un soffio l'affondo della lama di un altro demone.
Volt la testa per parlare a Mitchell, ma lui era sparito, perso da qualche parte in mezzo alla mischia. Mentre mulinava le braccia per difendersi e scandagliava con lo sguardo l'area circostante, i suoi occhi caddero su qualcun altro. Qualcuno che voleva trovare, ma che non avrebbe dovuto essere l. Benjamin incontr il suo sguardo, gli occhi ormai completamente rossi, un sogghigno crudele sul viso che le fece formicolare la pelle e ribollire il sangue. Voltandole le spalle, l'ex comandante sgusci dentro un vicolo. Lei gli tenne gli occhi incollati alla schiena mentre si faceva strada tra la calca per seguirlo.
La morte di Ben era un suo fardello. E anche un suo diritto. Erano stati uccisi un sacco di ibridi a causa sua e da lui personalmente. Come comandante di quel quadrante era suo preciso dovere, suo obbligo, vendicare quelle morti, assicurare che altri non pagassero lo stesso prezzo per il tradimento di Ben e il suo ritardo nel dargli la caccia. Quante di quelle vite sprecate erano sul suo conto?
Se fosse stato un qualsiasi altro disertore lei non avrebbe visto l'ora di combattere, triste che uno dei suoi si fosse arreso completamente al male, ma pur sempre ansiosa di annientare la minaccia. Quello, per, non era un qualsiasi altro disertore. Era Ben. Il suo istruttore e maestro. Suo amico.
Digrign i denti quando una lama che si abbatteva su di lei la costrinse a tuffarsi fuori dalla traiettoria, e poi contrattacc senza alcuna raffinatezza ma con tutta la propria forza. Il demone cadde e lei torn ad avanzare, ormai solo a pochi passi dal vicolo.
Alzando una mano premette il minuscolo pulsante sull'auricolare e parl nel microfono che le si incurvava attorno alla mascella.
Dupree. Esit un momento. Gia aveva programmato il sistema in modo che, se lei pronunciava prima il nome di uno dei luogotenenti, la conversazione passasse su un canale privato. Gia sarebbe stata li a monitorare, ovviamente, ma anche a lei serviva quell'informazione. Ben si  appena infilato in un vicolo. Gli sto andando dietro. Sei tu al comando qua fuori.
Vaffanculo. Non pensare nemmeno di affrontarlo da sola, Winter. Alla voce di Gia che sentiva nelle orecchie fece eco quella di Marcus nella mente.
Aspetta me, Winter rispose Dupree. Lei lo tagli fuori. Tagli fuori tutti.
I rumori dello scontro dietro di lei si intensificarono mentre entrava nel vicolo. Era lungo solo pochi metri e al termine c'era una porta aperta da cui emanava luce. Rallent. Avvicinandosi a un muro sgusci lungo di esso finch pot sbirciare all'interno.
Non c'era traccia di Benjamin, ma dentro un demone torreggiante girava in cerchio, smaniando. Lungo la sua butterata faccia rossa gocciolava un rivolo di sangue, il petto ansimava, delle enormi corna spinose si incurvavano dalla cima della testa. Irradiava forza e potere. Il corpo era dotato di spessi muscoli, gli occhi sembravano tizzoni ardenti e avevano una luce troppo intelligente perch fosse un demone ordinario.
Marcus era una presenza risoluta nella sua mente e Winter condivise con lui i propri sospetti. Questo dev'essere il signore della guerra.
Esci di l, Winter.
Lei dovette acconsentire. Sarebbe stato un suicidio affrontare da sola un signore della guerra. Inizi ad arretrare lentamente, ma era troppo tardi. Il demone l'aveva gi individuata. Sollevando il muso, annus l'aria un secondo prima che il suo sguardo cadesse sulla donna che si stava ritirando. Rugg una sfida e caric. Winter tese la mano per prendere il fucile, scoprendo che era andato perduto da qualche parte nello scontro. Merda.
Aspett che l'avversario fosse entro la portata di un braccio, poi si tuff verso la parete opposta, raggomitolandosi in una palla, cercando di diventare un bersaglio il pi piccolo possibile.
Lo slancio mand il demone a sbattere contro la parete. Fiocchi di stucco sfaldato si staccarono dalla parete e caddero fluttuando nell'aria come neve. Urlando la propria furia, il demone rote su se stesso.
Non c'era nessun posto dove andare. Winter percep l'orrore di Marcus, il grido che le invi, Muoviti, dannazione, ma dove? Poi successe una cosa incredibile.
Qualcuno trafisse il demone da dietro, la punta di una lunga lama manc il bersaglio e usc dal fianco del demone all'altezza della vita. Non gli procur gravi danni e parve averlo solo incollerito di pi. Senza voltarsi verso l'assalitore, il signore della guerra si dibatt. Poi si udirono due tonfi sordi: il primo fu l'impatto del pugno del demone che colpiva l'assalitore; il secondo, l'uomo che veniva scagliato contro il muro. All'improvviso Winter pot vederlo. Quand'era che Ben aveva imparato il trucco dell'invisibilit?
Non c' tempo per questo adesso, Winter.
Marcus aveva ragione. Se ne sarebbe preoccupata pi avanti. Per il momento, doveva squagliarsela. La via d'uscita dal vicolo era bloccata e dunque, mentre l'attenzione del demone era concentrata su Ben, arretr cauta nella stanza sperando che ci fosse un'altra uscita. Nel peggiore dei casi, forse avrebbe potuto chiudere la porta e chiamare rinforzi.
Il demone non la segu, ma non c'era nessuna uscita. Spostandosi senza fare rumore, Winter esplor la stanza. Era piccola, circa quattro metri per quattro, arredata come un ufficio con un'ampia scrivania e tre sedie. Niente armadi. Nessun'altra porta. Nessun posto dove nascondersi.
Ne sent l'odore prima di udirlo avvicinarsi. Voltandosi lentamente se lo trov davanti. Cerc freneticamente di trovare una via di scampo.
Il demone bloccava la soglia, il sogghigno lento a venire e di pura malvagit. Finalmente. Quella che stavo cercando.
Lei inarc un sopracciglio. Impossibile. Perch avresti dovuto cercare proprio me?
Il signore della guerra sbuff sprezzante ed entr nella stanza. Ben non si vedeva da nessuna parte. Mezzarazza. Ladri di anime.
Lei alz le spalle. Non sapeva di cosa stesse parlando ma non era disposta ad ammetterlo. Attenta, l'ammon Marcus. Non c'era bisogno che condividesse con lei quello che stava pensando: sarebbe stato stupido, avventato adescare un demone. Ma Winter non era mai stata famosa per la cautela.
Facciamo quello che dobbiamo fare. Sorrise, lasciando trasparire la natura ferina del proprio demone. Per combattervi.
Voi rubate anime dall'Abisso. Prendete quello che dovrebbe essere mio.
Di nuovo lei alz le spalle. Avrebbe dovuto essere abbastanza accorta da non tentare di fare conversazione con un demone. I signori della guerra non erano pi sensati delle altre creature di quella specie. Quello che le diceva, tuttavia, poteva essere importante. Ne avrebbe discusso in seguito con Nadia. In quel preciso momento doveva concentrarsi sull'uscirne viva. Ma non poteva combattere con lui, non ancora. Non da sola. Questo non mi dice perch stai cercando me.
La sua espressione fu quasi sdegnata. I mezzarazza sono stupidi. Non sai nemmeno quello che hai.
Lei aveva un'anima di demone che diventava pi furiosa di momento in momento perch avrebbe voluto attaccare e non capiva come mai lei non lo facesse. Winter stava tremando per lo sforzo di controllarla. Infine ud dei passi nel vicolo, cap che era Dupree che veniva in suo aiuto.
Rigir tra le mani i coltelli, si bilanci sulle piante dei piedi, preparandosi. L'unico modo per farlo era rapido e violento, da davanti e da dietro. Tent di trasmettere il proprio piano alla mente di Dupree, ma lui non era un gran telepate e non fu certa che avesse ricevuto il messaggio.
Marcus per lo ricevette e si agit, anche se non le url contro. Winter cap che non approvava quella mossa, ma era troppo preoccupato di guastarle la concentrazione per dirlo. In quel momento fu perfino d'accordo con lui: era proprio il genere di pazza acrobazia che avrebbe inventato lei.
Che cos'ho, dunque?
Il demone cap che lei stava per attaccare, parl nello stesso momento in cui si mosse. Non solo un'anima di guerriero grugn.
Lei rotol fuori dalla sua traiettoria in tempo, ma la lama del demone le scalf la pelle, procurandole un lungo taglio. Le ci volle solo un momento per sentire il veleno. Url mentalmente la propria furia e attese gli effetti. Non prese neanche in considerazione l'idea di teletrasportarsi lontano. Quella poteva essere la sua unica occasione di uccidere il signore della guerra. Se il suo guardaspalle si fosse dato una mossa.
Il demone la guard come se si aspettasse qualcosa. Non successe niente, ma questo invece di farlo arrabbiare di pi sembr compiacerlo.
Lo sguardo di Winter schizz per un istante verso la porta. Dupree barcollava sulla soglia, sanguinando da un taglio sulla fronte. Non fu abbastanza rapido quando il demone rote su se stesso e colp. Il suo corpo sbatt contro la parete con uno schiocco nauseante che Winter riconobbe come lo spezzarsi di ossa. Dupree si afflosci a terra e la coda del signore della guerra dardeggi, lasciandogli un lungo squarcio sul torace. Lui non si mosse. Winter sper disperatamente di vedere il suo petto sollevarsi, non ricevette alcuna risposta quando protese la mente verso la sua.
A quel punto non era rimasto in lei nient'altro che rabbia e senso di colpa e il desiderio bruciante di vendetta. Si avvicin abbastanza da trafiggere il demone alla schiena, ma non arriv sufficientemente vicina al cuore da rallentarlo. Rotol a stento fuori dalla sua traiettoria quando quello si volt ad aggredirla.
Girarono in cerchio l'uno intorno all'altro, il demone giocando con lei che cercava di guadagnare altro tempo. Gli altri sarebbero arrivati presto. Se potevano. Fuori dalla porta, Dupree ancora non si muoveva. Winter si rifiut di accettare che se ne fosse andato. Non poteva essere morto.
Non c'era molto spazio di manovra e il signore della guerra spinse via la scrivania con tale violenza che sbatt contro la parete e rimbalz di mezzo metro. Era troppo sperare che il rumore venisse udito all'esterno al di sopra del frastuono, ma Winter sper ugualmente. Non voleva morire l, in quel modo. Voleva un'occasione per dire a Marcus... che cosa? Cos tante cose. Che le piaceva avere qualcuno con cui parlare, anche se lui la irritava la maggior parte delle volte. Che le piaceva svegliarsi tra le sue braccia. Che lo amava.
Lo so. E il tuo tempismo fa schifo. Adesso concentrati sulla stanza. Su tutto quello che c' dentro, posizioni esatte.
Non pensarci neanche. Sapeva cosa aveva intenzione di fare, ma non poteva permetterlo. Erano troppo in profondit sotto terra. Tent di dirglielo mentre evitava un affondo della lama del demone e si scagliava avanti per attaccarlo. Non fu abbastanza rapida e sent il coltello graffiarla sopra le costole. Il dolore fu come fuoco quando le incise la pelle.
Tu concentrati soltanto sul restare viva.
Lei cap che quella probabilit stava svanendo quando il demone la colp di nuovo, questa volta alla coscia. L'aveva sfinita in un periodo di tempo cos breve da essere imbarazzante, tutti i suoi assalti andavano a segno mentre solo pochi di quelli di Winter lo danneggiavano. Si sent venir meno, sent approssimarsi la morte.
Mi dispiace, bisbigli a Marcus. Le dispiaceva di non poter reggere quel ritmo. Le dispiaceva di non essere forte abbastanza. Le dispiaceva di lasciare cos tante persone esposte, di non riuscire a portare a buon fine un dovere a cui aveva giurato di non venire mai meno. Ma soprattutto le dispiaceva che Marcus dovesse assistere alla sua sconfitta, alla sua morte, sapendo che se lo sarebbe sempre portato dentro come un proprio fallimento, un non averla saputa proteggere.
NO! L'angoscia di Marcus le url nella mente, ma Winter non ebbe tempo di pensarci. Il demone aveva deciso di smettere di giocare con lei, e Winter cedette all'istinto, si arrese totalmente al proprio demone. Non sarebbe morta l. Non in quel modo.

33
Maledizione, Winter! Ma chiamarla era inutile. Lei se n'era andata, la sua mente non era nient'altro che una rossa nebbia di furia. Aveva ceduto completamente il controllo al demone. Forse in modo irrevocabile. Marcus non era sicuro di poterla riportare indietro. Si poteva fare? La scienza convenzionale, tutto ci che sapevano sugli ibridi, diceva di no. Prese un profondo respiro. Loro erano legati. Lei doveva ancora essere l dentro da qualche parte, doveva solo trovarla. Se fosse riuscito a tirarla fuori viva da l.
Era stato nella sua mente, osservando il combattimento per quelle che gli erano parse ore. Furioso e impotente, senza poter fare una sola dannata cosa. Sentiva quanto lei fosse sepolta in profondit come una pesante pressione sopra la connessione che c'era tra loro. Aveva camminato avanti e indietro tutto il giorno, sperando con tutte le proprie forze che lei non avesse bisogno d'aiuto perch non era sicuro di poterla raggiungere se fosse stata in pericolo. A quel punto, per, non aveva scelta.
Si rivolse a Luke e Kadall, che aspettavano con lui nel sotterraneo dell'Ordine, e sent il loro potere montargli dentro senza dover chiedere. Aveva fatto loro un resoconto della situazione mentre vedeva attraverso gli occhi di Winter, e si rese conto di avere urlato realmente quando aveva sentito la mente di lei arrendersi a quella del demone. Teletrasportarsi da lei era pericoloso, un'autentica follia, ma era la sua compagna. Non aveva scelta. Si concentr sulla stanza in cui lei si trovava, ricostruendone nella propria mente la disposizione, la sensazione che comunicava, l'odore. Poi ordin alla propria mente di trasportarlo l e sent le proprie molecole smaterializzarsi e muoversi lentamente come attraverso metri e metri di pantano. Per qualche secondo rest bloccato e represse brutalmente una fitta di paura all'idea di non liberarsi pi. Sent altro potere affluire in lui, e si stava chiedendo di chi fosse quando la risposta gli arriv. Gia che si collegava attraverso Luke. Quel nuovo impulso fu sufficiente e finalmente Marcus torn assieme, in un sol pezzo, nella stanza che voleva raggiungere. Non ebbe il tempo di provare sollievo.
Winter era a terra, una forma minuscola ma che lottava ancora. Non poteva sperare di vincere, eppure non si arrendeva. Marcus si concesse un momento d'orgoglio prima di attaccare. Concentr in una punta aguzza tutta l'energia mentale che riusc a evocare, sorpreso dalla quantit considerando la difficolt del teletrasporto; la scagli alla base del collo del demone. Non lo uccise, ma lo stord, rovesciandolo a terra.
Marcus estrasse i coltelli e li lanci. Il primo manc il bersaglio. Nel batter di ciglia che gli occorse per lanciare il successivo, il signore della guerra fu di nuovo in piedi. Il secondo pugnale di Marcus gli affond nella spalla. Con la coda dell'occhio vide Winter trascinarsi in piedi e girare in tondo dietro di loro. Con un ruggito, il signore della guerra strapp via la lama e caric Marcus. Lui si tuff di lato, sent gli artigli del demone pungergli il braccio e allora scagli contro il signore della guerra un'altra scarica di energia.
Il demone non era minimamente preparato al secondo colpo e cadde all'indietro sopra la scrivania. Winter non gli diede il tempo di riprendersi e gli fu sopra all'istante, affondandogli il coltello nel cuore. Una volta. Due. Tre.
Basta, Winter.
Con un braccio alzato sopra la testa per colpire di nuovo il signore della guerra, lentamente lei si gir a fronteggiarlo. Non c'era niente di mentalmente sano nei suoi occhi che lo scrutavano, niente che lo riconoscesse come altro che un intruso nel suo divertimento. Si alz in piedi e scatt, mirando al collo e al petto di Marcus. Lui le afferr i polsi appena in tempo. Li gir, sbattendola di schiena contro la parete e bloccandole le braccia sopra la testa, usando il proprio corpo per tenerla ferma.
Winter! abbai, scrollandola. Controlla il demone!
Lei sbuff e si inarc contro di lui, lottando per liberarsi.
Adesso, bambina ordin lui nel tono imperioso che usava per comandare, tentando una tattica diversa, dubitando che la gentilezza o la ragione avrebbero funzionato con la bestia che si era impadronita di Winter. Se qualcuno della tua gente ti vede cosi, saranno costretti a ucciderti.
Dall'esterno non arrivavano pi suoni di battaglia. Marcus ud gli uomini chiamarsi a vicenda, qualcuno chiedere dove fosse il comandante. Qualcosa le guizz negli occhi, un lampo cos rapido che per un attimo Marcus pens di averlo solo immaginato. Ma no, lei era l dentro, da qualche parte.
Dannazione, Winter. Mi stai disobbedendo di nuovo.
Questa volta ci fu comprensione nel suo sguardo fisso, un bagliore di intelligenza, ma lei continu a strattonare i polsi, tentando di torcerli nella stretta di Marcus per puntare le lame nella sua direzione.
Allora? Non hai intenzione di tornare?
Il petto le si alzava e abbassava per lo sforzo, la mascella si serr e la determinazione lott con la sete di sangue nei suoi occhi.
Il sollievo di Marcus fu quasi palpabile. Forza, bambina. Combattilo. Tu controlli il demone, non il contrario.
Ud dei passi nel vicolo, e lei anche. Apr i pugni e lasci che i pugnali cadessero per terra tintinnando. La resa. Sporgendosi in avanti, pos la testa contro il petto di Marcus.
Mi serve un minuto. Non lasciare entrare nessuno. C'era un tono implorante che soggiaceva alle parole, e lui la strinse tra le braccia, attirandola a s per proteggerla dagli occhi dei curiosi.
Mitchell fu il primo a varcare la soglia e Marcus incroci il suo sguardo al di sopra della testa di Winter. Si scambiarono una lunga occhiata prima che l'alfa dei licantropi si guardasse attorno e vedesse il demone morto a terra.
Il signore della guerra?
S rispose Marcus, senza alcuna voglia di discuterne ulteriormente finch Winter non avesse ripreso il controllo di s. Non voleva spiegare come fosse riuscita a sopravvivere al confronto finch lui non era arrivato ad aiutarla. Non era tenuto a farlo. Un'espressione consapevole attravers il viso del licantropo, che si volt ad accogliere gli altri che si avvicinavano alla porta. And loro incontro e li blocc. Marcus lo ud mentre li mandava via.
Lei sta bene. E il signore della guerra  morto. Datele un minuto. Abbiamo comunque un macello da ripulire qua fuori.
Dopo alcuni minuti il respiro di Winter si regolarizz e il suo corpo cominci a rilassarsi. Pos le mani sulle spalle di Marcus e tent di spingerlo via. Le sue braccia la strinsero convulsamente. Lei alz la testa e lo guard, gli occhi le erano tornati normali.
Dupree mormor.
La gente di Mitchell l'ha portato fuori.
L'ho fatto ammazzare. Quanti ne ho fatti uccidere qui oggi, Marcus?
Il suo senso di colpa e il suo dolore furono un peso schiacciante nel cervello di Marcus.
Dupree non  morto, bambina. Posso percepire la sua mente. Ci fu un momento di sferzante sollievo alle sue parole, ma venne prontamente soffocato. Gli altri aggiunse, hanno fatto la loro scelta, Winter. Non ti avrebbero lasciata venire qui da sola. Avevano la loro gente da vendicare. Non puoi prendere tutto su di te.
Gente mia, responsabilit mia.
Non sei responsabile per le decisioni di tutti. Lei scosse la testa, strofinando il naso sul suo petto come un gatto in cerca di coccole. Lui le accarezz le braccia, poi si spost sulla schiena e le fece accettare il conforto che poteva darle.
Credi di potertela cavare cos facilmente? gli domand Winter dopo un po', la voce piena di curiosit ma anche quasi scherzosa.
Lui poteva mentire, ma lei l'avrebbe capito. No.
Non lo pensavo. Finalmente lei suon risoluta, di nuovo se stessa, e tent di allontanarlo. Marcus la tenne stretta.
Sto bene. Sul serio. Winter prese un profondo respiro, e quando i suoi capezzoli gli sfregarono contro il torace la reazione di Marcus fu prevedibile. Grazie.
Lui sbuff. Non ringraziarmi. D'ora in avanti ti legher al letto allo spuntar del giorno.
Lei sogghign. Mi vizierai. Potrebbe essere divertente.
Le sue mani le scivolarono lungo la schiena, fermandosi a cingerle le natiche un attimo prima di lasciarla andare con riluttanza. Lui era vivo. Lei era viva. C'era un futuro a cui guardare, almeno per un altro giorno. Ma con Winter come compagna, ci sarebbe sempre stato il rischio che fosse l'ultima notte, l'ultimo istante per amarla.
Lei gli accarezz una guancia. I suoi occhi scintillavano, l'amore sembrava irradiarsi dal suo sguardo perch lui lo prendesse. Quel gesto meraviglioso e la promessa di molto di pi lo fecero rabbrividire. Dal suo lento sorriso canzonatorio cap che lei condivideva quel sentimento.
Non preoccuparti. Non ho in programma di andare da nessuna parte mormor Winter, un fremito nella voce, le palpebre che si abbassarono quando si alz in punta di piedi per sfiorargli le labbra con le proprie.
Non te lo permetterei. Le mise una mano sulla nuca per trattenerla a s, ma fu delicato, e pieno di tenerezza quando prese la sua bocca.
Lo so, ammise Winter con un sospiro.
Quell'istante di beatitudine ebbe vita breve. Winter interruppe il bacio, recuper i pugnali e lo prese per mano, conducendolo alla porta. Andiamo a vedere quali sono i danni.
Nella piazza, Dupree era disteso a terra. Winter si accost innanzitutto a lui, mentre sollievo e gioia le illuminavano il viso e riempivano la mente di Marcus. Parl pacata con la persona che stava assistendo Dupree prima di spostarsi verso Mitchell.
Il lupo aveva mandato delle squadre a trascinare i corpi dei demoni in un ampio mucchio. C'erano taniche di carburante in attesa per dare fuoco ai cadaveri quando l'opera fosse stata terminata.
Ben? domand al licantropo. Lui era stato dentro la mente di Winter, e sapeva che l'ibrido rinnegato era in giro da qualche parte.
Nessuna traccia di lui.
Winter aggrott la fronte. Era qui.
Gi. L'ho visto all'inizio dello scontro. La guard negli occhi e aggiunse con dolcezza: Adesso  un rinnegato, Winter.
Lo so. Dev'essere qui. Controlla il vicolo. Marcus condivideva il suo ricordo, l'attacco del demone contro Ben. Lei l'aveva visto cadere, aveva supposto che fosse morto, ma non poteva saperlo per certo senza un cadavere.
Mitchell alz le spalle. D'accordo. Ho gi ordinato a due squadre di cercare il suo corpo.
Winter not l'altra pila di corpi, gli ibridi e i licantropi, nello stesso momento in cui lo fece Marcus. Lui sent il suo rimorso, il suo senso di colpa, come un pugno nelle viscere.
Non avresti potuto impedire a nessuno di loro di venire con te.
Lei annu. Lo so. Ma l'opprimente senso di colpa non si attenu.
Mancano ancora ore al tramonto, ma abbiamo individuato una via per risalire in una cantina da cui dovresti essere in grado di teletrasportarti. Quando avremo finito, sigilleremo tutte le entrate che abbiamo trovato.
Gli uomini stavano cominciando a versare benzina sulle pile di corpi. Marcus provvide affinch i sopravvissuti feriti venissero evacuati e due ibridi sollevarono Dupree e lo portarono verso un'uscita. Lo sguardo di Winter ne segu il tragitto finch un gruppo di licantropi non sbuc dal vicolo, portando il corpo del signore della guerra morto. Rabbrivid, e quando lui la strinse a s per una volta non resistette al conforto che offriva. Marcus non era certo se dovesse sentirsi sollevato o preoccupato per questo. Il cadavere del signore della guerra fu gettato con quelli degli altri demoni e qualcuno accese un fiammifero. Il fuoco divamp entro pochi istanti.
Non possiamo fare altro, qui disse Mitchell. Affider a Baron il compito di ripulire il resto. Andiamo, vi far vedere quella cantina.
Marcus lasci andare Winter e la prese per mano, ma lei non si mosse di un millimetro quando la tir.
Non posso andarmene finch non sono fuori tutti gli altri.
Era evidente che sarebbe stata irremovibile. Marcus si impose di celare i propri pensieri, ma le lasci sentire il peso del proprio sfinimento e della preoccupazione. La reazione di Winter fu istantanea. Ebbe paura che lui non sarebbe stato in grado di tornare a teletrasportarsi da solo fino al palazzo.
Marcus era esausto, ma non fino a quel punto. Tuttavia tenne quel pensiero per s. La voleva fuori di l, e se questo fosse avvenuto per lui, pazienza: avrebbe potuto sopportare di apparire debole. Winter si lasci condurre via dalla piazza, dentro un breve e angusto tunnel e su per una ripida rampa di scale. Nella cantina c'era un'altra scala che saliva e lungo la quale si snodava una colonna di feriti.
C' un garage, su in cima rispose Mitchell alla domanda inespressa di Marcus.
Il che significava la luce del giorno. Era il punto pi alto a cui sarebbe potuto arrivare, ma almeno non avrebbe pi sentito il peso opprimente delle tonnellate di terra sopra di s. Da l si sarebbe potuto teletrasportare agevolmente. Strinse la mano di Winter. Pronta?
Tra un attimo. Si liber dalla sua stretta e si avvicin ai capi che lei chiamava il quadrante. Marcus la ud prendere pacatamente accordi per una riunione conclusiva alcune ore dopo, ordinando loro di assicurarsi che tutti, nessuno escluso, si facessero vivi con Gia prima di concedersi un po' di meritato riposo. Poi torn al suo fianco, la mano che sgusciava nella sua. Andiamo.
Lui un la mente a quella di lei e visualizz il sotterraneo nell'edificio degli uffici dell'Ordine. Una volta l si presero un momento per concentrarsi sulla casa dei mangiatori d'anime prima di ordinare ai propri corpi di spostarsi da un luogo all'altro.
C'era silenzio quando si materializzarono nell'atrio, e Marcus non le diede l'opportunit di entrare nella sala da pranzo dov'era il centro d comando. La prese in braccio e la port di sopra nella loro stanza, nel bagno.
Dopo averla messa a terra spalanc lo sportello della doccia e apr i rubinetti, regolando il miscelatore cos che la temperatura dell'acqua fosse come piaceva a lei, bollente.
Entra. Io torno subito ordin, senza aspettare per controllare se lei avrebbe obbedito prima di aprire la porta.
Si ferm nel bagno annesso al proprio ufficio e fece la doccia pi veloce del mondo per sbarazzarsi del sangue e delle impurit della battaglia. Quando si sent pulito, scese in cucina sperando di trovare qualcosa di gi cucinato e pronto da servire.
Non c'era nessuno nella stanza, ma trov dei contenitori di plastica con del cibo nel frigorifero. Tirandone fuori diversi, fece due piatti di prosciutto affettato, insalata di patate e mais. Si infil sottobraccio un paio di bottiglie d'acqua e le port di sopra, ma sospir quando apr la porta e pos tutto quanto sul piano del com pi vicino. Winter era gi uscita dalla doccia. Acciambellata nel loro letto, dormiva profondamente.

34
Quando Dupree rinvenne, nella tana dei lupi, sent delle dita morbide che gli accarezzavano il viso.
Lui star bene, vero?
La voce di Kara. Il tocco di Kara. Per quanto era stato svenuto? La ferita allo stomaco sembrava fresca, e gli faceva un male lancinante. Chi l'avrebbe detto che i recettori del dolore non sarebbero stati influenzati dal veleno di demone?
Star bene entro pochi giorni.
Dupree riconobbe la voce di Mitchell, dolce e convincente e interessata, e il demone dentro di lui ringhi. Non avrebbe permesso che quel dannato lupo mettesse le mani sulla sua donna. In qualsiasi altro momento avrebbe combattuto la collera, il senso di possesso, ma con lui invalido lei era senza difese. In qualche modo riusc a schiudere le palpebre e a far funzionare le corde vocali anche se la voce che ne usc non fu pi di un gracchiare.
Kara. Mosse la mano e le fece cenno di raggiungerlo sull'angusto letto, tra la parete e il proprio corpo. Lei si arrampic, passandogli sopra, e pur non potendo ancora muoversi molto, lui sent tutto quanto, ogni centimetro del suo corpo morbido che sgusciava sopra il proprio. Stent a credere di non avere un'erezione furiosa.
Mitchell incroci il suo sguardo e sogghign. Quel bastardo sapeva esattamente che cosa aveva innescato. Non preoccuparti, vecchio mio. Veglieremo noi su tutt'e due. E con quella sparata a mo' di saluto, lasci la stanza e chiuse la porta dietro di s.
Dupree si raggel. Erano soli. Si dava un sacco da fare per assicurarsi di non rimanere mai solo con Kara e per motivi dannatamente buoni. Sond il proprio corpo, controllando se avesse riacquistato la sensibilit. Dita dei piedi, presenti. Dita delle mani, presenti. Tutto stava andando a posto. Avrebbe sospirato di sollievo, ma lei gli era stesa proprio accanto, puntellata su un gomito, e lo fissava.
Mi hai spaventata da morire bisbigli, e lui le vide il terrore negli occhi. Per lui.
Allora forse adesso capisci perch mi rifiuto di lasciarti sottoporre al rito di fusione.
Era l'approccio sbagliato, ma accidenti, non riusc a farne a meno. Il suo sistema nervoso stava ancora eliminando il veleno, ed era evidente che non gli si era ancora depurato il cervello.
Lei gli lanci un'occhiataccia. Non spetta a te scegliere, Dupree.
S, che mi spetta.
La fiss con fermezza, volendo che lei lo capisse. Kara non avrebbe dovuto essere nel suo mondo. Avrebbe dovuto far parte di qualche brava, amorevole famiglia umana senza alcuna idea del male pronto a consumare il mondo. Avrebbe dovuto scappare a gambe levate da lui. perch lui trovava sempre pi difficile resisterle. E forse Kara non l'aveva ancora fatto perch lui non le aveva mostrato ci che sentiva. La profondit della propria furia. Il desiderio. Le richieste che le avrebbe imposto.
Lei gli sferr un pugno alla spalla e una parte di lui fu sollevata di sentirlo. L'altra parte era indispettita dal fatto che lei lo stesse ancora contrastando. Kara tent di passargli sopra per andarsene, ma lui l'afferr per i fianchi e le rotol sopra, bloccandola sotto il proprio corpo. Sbuff quando lei lott per liberarsi, ma si ritrov al tappeto, piombando a capofitto nella realt quando le mani di Kara gli cinsero il viso. Quando vide solo accettazione e accondiscendenza nei suoi occhi. Quando il corpo di lei si rilass sotto il suo. Accogliente.
Dovresti scappare da me come dall'inferno borbott.
E abbandonare l'altra met della mia anima?
Sbalordito, lui la fiss. Kara non aveva idea di cosa stava dicendo, di cosa stava chiedendo.
Lei alz le spalle, Io l'ho sempre saputo, Dupree. Perch tu continui a opporti?
Meriti di pi sussurr lui, lo sguardo fisso sulle sue labbra. Poteva arrischiare un assaggio? Un solo piccolo assaggio da portare con s quando avesse lasciato questo mondo?
Pu darsi rispose lei, sollevando il viso dal cuscino e avvicinando le labbra alle sue. Dupree gemette e lei continu con quel bisbiglio che raggiungeva gli angoli pi nascosti e profondi dell'anima. Ma forse preferirei avere te. Solo te.
Lui la baci. In quello stato di debolezza, non seppe resistere. Come no, si prese in giro. Era solo stanco di combattere. Stanco di desiderarla. E lei aveva il sapore del paradiso. Dolce e luminosa. Calore e tentazione. Si ferm prima di lasciarsi trasportare e lei ricadde sul cuscino, ma le sue mani gli afferrarono le braccia.
Torna subito qui e finisci quello che hai cominciato, Dupree Jackson ordin.
Lui quasi sorrise. Kara era una delle pochissime persone che non davano mai a vedere quando erano spaventate da lui o dal suo umore. Avrebbe dovuto scappare terrorizzata, in quel momento, non istigarlo. Non mettere alla prova il suo autocontrollo. Sentiva il sesso duro e teso per il desiderio. Il suo demone al limite del controllo. Stai giocando col fuoco, ragazzina.
Lei ridacchi guardandolo da sotto in su, e il cuore di Dupree parve fermarsi. Mia, pens.
L'unico modo di giocare con te  giocare col fuoco replic lei.
Perch doveva dirgli cose del genere? Come se avesse una possibilit, nell'universo, di imboccare il tunnel e uscire dall'altro capo sana di mente? Lui avrebbe voluto alzarsi, scendere dal letto e allontanarsi da lei, ma il veleno stava ancora agendo nel suo corpo e non ne aveva la forza.
E quella era solo una scusa, perch se lei fosse rimasta ancora un po' sotto di lui, con quel caldo corpo cedevole pronto per lui perch ne facesse ci che desiderava, Dupree avrebbe varcato un confine irrevocabile nella propria mente. L'avrebbe fatta sua, e al diavolo le conseguenze. Merda. Chi stava prendendo in giro? Quella scelta era gi fatta, ma lei non aveva idea di cosa l'aspettava.
Lui avrebbe preteso completa sottomissione. Resa totale.
Si costrinse a rotolare via. Avrebbe fatto quelle richieste, ma non ancora. Le avrebbe dato tutto il tempo che poteva per abituarsi alla mutata realt.
Dupree? Per una volta, lui le lasci vedere tutto ci che provava quando incontr il suo sguardo, e lei si lasci sfuggire un'esclamazione soffocata.
Come sei arrivata fin qui?
In macchina.
Lui annu. Okay. Poteva mandarla via per poche ore. Si sarebbe preoccupato meno per lei se fosse stata con Winter, a casa dei mangiatori d'anime. Torna indietro. Io ti raggiunger tra poco.
Percep Gia nei paraggi, cap che voleva parlargli. Avrebbe riposato l, decise. Si sarebbe fatto aggiornare. E sarebbe tornato presto da Kara.
Lei vide quella promessa indugiare nei suoi occhi. Lui gliela lasci vedere, sperando che lei avesse abbastanza buonsenso da correre via pi forte che poteva, ma non lo fece. Gli pos un bacio sulle labbra e se ne and. Dupree sapeva che sarebbe stata esattamente dove lui la voleva quando fosse infine giunto il momento e lui l'avrebbe presa, senza concederle scampo.
Dio, era proprio un idiota.

35
Gia sent l'aria incresparsi quando qualcuno si teletrasport nella casa, e lasci spaziare i sensi, tentando di capire chi fosse. Ma il nuovo arrivato aveva schermato troppo bene la propria mente, cos si mosse dalla sua postazione alla console radio e sbirci fuori dalla porta in tempo per vedere Marcus che portava Winter su per le scale. Sorrise, incurvando le spalle per il sollievo. La sua amica sarebbe stata bene. Marcus non avrebbe permesso niente di diverso e Winter sembrava felice cos.
La radio gracchi e Gia torn al pannello per congedare l'ultima squadra che si presentava a rapporto. Lanci un'occhiata all'elenco. Era quasi finita ormai, ne restavano fuori solo due. Una volta che avessero chiamato, lei avrebbe disconnesso il sistema radio e l'avrebbe riportato nei loro uffici, dove l'avrebbero conservato finch fosse stato di nuovo necessario. Controllando l'orologio, per la decima volta almeno nell'ultima ora, si chiese perch a quelle squadre occorresse cos tanto.
E dove fosse Luke.
Non che desiderasse vederlo... quello l'avrebbe negato anche con il suo ultimo respiro. Ma sapeva di avere i minuti contati. Lui sarebbe tornato da un momento all'altro ora che Marcus era a casa, e lei doveva assolutamente andarsene prima che arrivasse. Se avesse scoperto che aveva intenzione di lasciare quella casa avrebbe di certo cercato di impedirglielo. Gia non aveva idea di quale fosse il suo gioco, ma non voleva esserne risucchiata pi di quanto gi non fosse.
Luke aveva passato settimane a letto con lei, assicurandosi sempre che lei capisse che la loro non era niente pi che una relazione occasionale, che non ci sarebbe mai stato niente di pi. Lei lo sapeva gi, l'aveva accettato per il dongiovanni che era. Dunque da dove era saltata fuori la storia che lei era la sua compagna predestinata? Non riusciva a capire quale fosse il suo punto di vista, ed era gi troppo coinvolta per restare nei paraggi e tentare la sorte. Se lui intendeva spezzarle il cuore, meglio che accadesse subito. Non dopo essersi concessa di credere alle sue languide bugie, non dopo essersi concessa di sperare. Non avrebbe fatto questo a se stessa. Neanche morta.
Una delle squadre si mise in contatto e lei si tuff sulla radio e sul blocco per appunti, registrandola. L'ultima squadra chiam pochi secondi dopo. Immediatamente Gia si mise all'opera. Il macchinario era molto pi semplice da smontare che da assemblare e se la sbrig in fretta. Arrotol i cavi, imball la console nella sua scatola, e sistem tutto vicino alla parete di fondo, lontano dal passaggio, per recuperarlo pi tardi. Lasci i computer portatili dov'erano. Winter e Dupree ne avrebbero avuto bisogno.
Uscendo dalla stanza si ferm nell'atrio, guardando su per la scala un istante prima di decidere di abbandonare il borsone. L'aria parve fremere accanto alla porta, segno che qualcuno si stava teletrasportando, ma lei non aspett per vedere chi fosse. Se ne and non appena l'immagine si fu formata nella sua mente.

36
Luke percep la turbolenza nell'aria e si rese conto che qualcuno se n'era andato mentre lui arrivava. Entr a grandi passi in sala da pranzo, vide l'equipaggiamento radio imballato e appoggiato contro la parete.
Non se ne sarebbe andata, pens. Non avrebbe osato. Merda, s, che l'avrebbe fatto. Si gir di scatto, corse su per le scale e lungo il corridoio fino alla camera di Gia. Non si disturb a bussare, ma non ne ebbe bisogno: non era chiusa a chiave. Le sue cose si trovavano ancora nella stanza, ma non c'era traccia di lei.
Prese un profondo respiro, obblig il proprio cuore a smetterla di battere freneticamente. Era solo andata a una riunione o qualcosa del genere, si disse. Il che non giov granch al suo umore. Usc pestando i piedi per terra. Dannazione. Le aveva detto di starsene l tranquilla. Che diavolo pensava di fare?
Torn di sotto e guard in sala da pranzo, ma non trov nessun indizio su dove fosse Gia. Era ancora giorno ed era appena arrivato dall'ufficio in periferia. Non credeva che sarebbe andata laggi, non dopo aver tentato cos tanto di evitarlo. La sua antica residenza era una possibilit. Sbuffando, cammin avanti e indietro. No, non sarebbe stata cos stupida da andarci con Ben vivo e alla macchia, palesemente a caccia di ibridi. Escluso quello, quale altro posto gli restava da controllare? La tana dei lupi? Ovvio. Avevano portato l'ibrido avvelenato con loro. Gia doveva essere andata a vedere come stava Dupree.
Non avrebbe dovuto uscire da sola senza dirglielo, senza aspettare che lui potesse accompagnarla. In quel momento era tutto tranquillo, ma lui non poteva semplicemente teletrasportarsi nella tana dei licantropi. C'era una grossa differenza tra l'essere guardinghi alleati e l'essere amici.

37
La prima fermata di Gia fu alla tana dei licantropi. Fu sorpresa di trovare Dupree cosciente e seduto a letto con la schiena appoggiata contro una pila di cuscini, cos immerso nella conversazione con un membro della squadra da non notare nemmeno che lei era entrata nella stanza. Si schiar la gola e salut con un cenno del capo il giovane soldato, ordinandogli silenziosamente di andarsene. Quello non protest. Ragazzo sveglio.
Che c'? le domand Dupree.
Tu, a quanto pare. Non aveva senso nascondere a Dupree la propria confusione. Si conoscevano da cos tanto tempo che lui l'avrebbe smascherata comunque.
Lui si strinse nelle spalle, scosse il capo. Credimi, se sapessi spiegarlo, lo farei.
Ah-ah.
Stai partendo, vero? Lo sguardo che le rivolse era tagliente e consapevole.
Il consiglio mi ha dato il permesso di trasferirmi in un'altra regione.
L'hai detto a Winter?
Lei scosse la testa. Ho immaginato che potessi farlo tu.
Nel sospiro tempestoso di Dupree c'era esasperazione, ma i suoi occhi erano dolci, comprensivi. Gia soffoc un singhiozzo. Dio, lui e Winter le sarebbero mancati. Accidenti a Luke per averla messa in quella situazione.
Non riuscirai a sfuggirgli a lungo, Gia. Ti dar la caccia le disse pacato Dupree.
Forse. Non mi trover. Ma l'avrebbe fatto, se lei non avesse mosso subito il culo. Si chin ad abbracciare il vecchio amico, indugiando pi di quanto volesse, vacillando nella propria decisione.
Lui percep la sua esitazione. Resta. Affronta la situazione.
Mordendosi il labbro inferiore, Gia scosse la testa. Devo scappare. Parole sante... Prima che Dupree potesse tentare di persuaderla a rimanere, Gia si teletrasport, tornando all'insediamento che per cos tanti anni aveva chiamato casa. Non era il posto pi sicuro dove andare, ma le servivano alcune cose. Avrebbe fatto i bagagli e se ne sarebbe andata prima di potersi cacciare nei guai. Inoltre, quali probabilit c'erano che dopo la recente battaglia ci fosse un demone nei paraggi? Il solo pensarlo era sfidare la sorte.
Sulle prime la colp il silenzio. La casa era misteriosamente muta, e lei sentiva gli echi delle vite che un tempo vi abitavano. Adesso dava solo una sensazione di vuoto e di abbandono. Da brividi. Si precipit in camera sua, tir fuori dall'armadio un borsone di tela e prese ad ammassarvi dentro dei vestiti. Quando fu quasi pieno aggiunse gli anfibi di scorta e chiuse la cerniera.
Guardandosi attorno un'ultima volta, desider che le cose non fossero andate in quel modo, e per la milionesima volta quella settimana maledisse Luke. Era stato lui a spingerla a questo. La collera che le mont dentro era inebriante, e Gia pens che sarebbe stato ancora meglio sfogarla su di lui, chiarire che se ne stava andando a causa sua...
Lasci la stanza e scese di corsa le scale verso il garage sotterraneo. Avrebbe guidato fino al loro luogo segreto e avrebbe aspettato. Alla fine lui l'avrebbe cercata l, e lei gli avrebbe detto esattamente cosa pensava delle sue noncuranti promesse. Ed era tutto quello che avrebbe fatto. Non avrebbe ceduto al suo fascino. All'attrazione sessuale che vibrava tra loro. Come no! S, invece, ce l'avrebbe fatta. Lei era forte. Poteva resistere a un mangiatore d'anime. Anche se era incredibilmente sensuale e perverso e usava tutto il suo fascino a proprio vantaggio.
Nel garage si batt sulle tasche e gemette quando si rese conto di non avere le chiavi dell'auto. Le ci vollero alcuni minuti per trovare quelle di scorta in un cassetto pieno di altre chiavi. Minuti che furono la sua rovina.
Avvert il pugno che stava arrivando prima ancora di vederlo, ma non in tempo per visualizzare nella mente una destinazione qualsiasi dove teletrasportarsi. Non avrebbe mai pi tormentato Winter per non essersi teletrasportata lontano la prima volta che era stata avvelenata da un demone, pens. Se fosse sopravvissuta.
L'impatto la rovesci a terra e la lasci stordita, la testa che girava. Tent di padroneggiare le proprie qualit telecinetiche per colpire, prov a chiamare aiuto, ma rest sbalordita nel trovarsi la mente ingabbiata. Conosceva soltanto un ibrido capace di quell'impresa, ed era morto il giorno prima.
Nadia aveva ragione. I poteri potevano essere rubati. Con la vista offuscata, vide Benjamin avvicinarsi, ma lui non attacc, non la uccise. Poi i demoni la circondarono, la tirarono in piedi brutalmente.
Non fatele del male ordin Ben. Mi serve viva se deve fare da esca.
Ma certo. Quale sistema migliore per attirare allo scoperto Winter e Dupree? Se era dei loro poteri che intendeva impadronirsi, li avrebbe voluti l tutti e tre. Il telepatico, il telecinetico e il teletrasportatore. Si rannicchi pi che pot nel profondo della propria mente. Non sarebbe stata lei a tradire i suoi amici. Sent la flebile connessione tra s e Luke schioccare e spezzarsi, ma non pot arrendersi al grido di dolore e di offesa che provoc.
Doveva sopravvivere, sia pure non del tutto sana di mente, e proteggere coloro che amava. Quando non si fosse messa in contatto con Gray, si sarebbero preoccupati. Winter e Dupree non avrebbero mai smesso di cercarla.
Doveva soltanto tenere duro finch non la trovavano.

38
Furibondo, Luke and nella palestra nel seminterrato e sfog la propria frustrazione sulla sacca da pugilato. And avanti finch non ebbe il corpo madido di sudore, le nocche peste e pulsanti. Finch non sent finalmente calare il sole.
Dopo una breve corsa sotto la doccia si teletrasport sulla strada che portava alla tana di Mitchell. Nessuno lo sfid mentre si avvicinava; la guardia lo ferm alla porta solo il tempo necessario per annuire. Ti stanno aspettando di sopra.
Sorpreso, Luke inarc un sopracciglio. Non era mai stato invitato ai piani superiori, negli alloggi privati dell'alfa. Mentre saliva le scale percep la scia psichica di Gia e si affrett. Aveva una cosetta, o meglio due dozzine di cosette, da ficcarle in testa. Segu la traccia, trov un Dupree dall'aria deboluccia appoggiato contro la porta chiusa.
Lei se n' andata gli disse il maschio ibrido.
Luke resistette all'istinto di ringhiare. Gia doveva smetterla con quella scemenza di evitarlo, prima di spingerlo a fare qualcosa di disperato e pericoloso.
Dove?
Dupree alz le spalle. Non ne ho idea.  partita ore fa.
Luke lo guard con aria truce, chiedendosi di nuovo se Dupree e Gia avessero avuto una relazione in passato. Ma serr i pugni e si trattenne. L'ibrido sorrise, come se capisse l'esatta natura della lotta di Luke. Il che non fece che accrescere la sua irritazione. Gia avrebbe avuto un sacco di risposte da dargli quando avesse messo le mani su di lei.
Luke?, lo chiam Marcus. Dove sei?
Da Mitchell. Come se fosse stato evocato, il licantropo apr una porta in fondo al corridoio e usc. Sto cercando Gia.
Ebbene, questo risponde alla domanda. C'era una traccia di rassegnazione nel suo tono.
Quale?
Winter non riesce a mettersi in contatto con lei. Teme che Gia se ne sia andata. Quando ti caver gli occhi per aver spinto la sua migliore amica e suo secondo in comando a fuggire, tieni a mente che  la mia compagna. Tua cognata.
E dovr mordermi la lingua?, rispose lui irritato. Non gli capitava spesso, ma riconosceva un ordine da suo fratello quando ne riceveva uno. Era evidente che Winter non sapeva dove fosse Gia, e comunque, anche se l'avesse saputo, non gliel'avrebbe detto e l'avrebbe incolpato di averla fatta scappare. E questo era esattamente ci che lei stava facendo. Non importava. Lui l'avrebbe trovata.
Tutti pronti a muoversi? domand Mitchell, ma stava guardando Dupree, che rispose con un debole sorriso.
Portiamo lo spettacolo per le strade.
Dove?
Riunione da voi. Il licantropo alz le spalle. Non so perch tu sia venuto qui, ma Dupree diceva che l'avresti fatto. Per controllare. Aveva ragione.
Luke scrut l'ibrido per un minuto prima di spostarsi cos che potesse scendere lentamente le scale. Non si era mai curato di scoprire quali talenti il demone avesse conferito a Dupree, ma era il genere di cosa che avrebbe dovuto sapere. Evidentemente aveva la capacit di resistere al veleno di demone. Avrebbe dovuto restare fuori combattimento per qualche giorno almeno, e invece solo poche ore pi tardi era gi in piedi. Si muoveva lento e a fatica, ma era sveglio e lucido.
Fuori, guard Dupree salire su un SUV con Mitchell e Baron. Luke declin l'offerta di un passaggio. Voleva controllare un altro posto prima di tornare alla residenza.
Un attimo dopo era gi fuori dal complesso dove Gia viveva un tempo. Protese i propri sensi, cercando traccia di demoni o di loro trappole. Tutto ci che gli ritorn indietro fu l'odore di Gia, e si concesse un impeto di speranza avvicinandosi all'edificio. Era stata li di recente, quantomeno nelle ultime ore. Forse era ancora l. Percep una sensazione di vuoto quando entr, ma cerc ovunque pur sapendo cos'avrebbe scoperto.
Lei se n'era andata.

39
Quando si svegli, Winter era sola, ma la casa era piena di energia e di voci. Stirandosi i muscoli indolenziti, trasal avvertendo un'acuta fitta di dolore appena sotto le costole. Pass le dita sul taglio, non realmente sorpresa di trovarlo coperto di garza. Si rotol fuori dal letto e and dritta sotto la doccia, sbrigandosi per poter scendere di sotto.
Dopo essersi applicata una medicazione pulita sulla ferita, tolse degli abiti dal borsone che aveva portato con s. Era stato solo un paio di giorni prima? Non poteva continuare a tirare avanti con quel bagaglio, avrebbe dovuto andare presto a prendere il resto delle sue cose all'insediamento. Vestita, con le armi agganciate in vita e i capelli che le scendevano bagnati sulla schiena, raggiunse il piano di sotto lasciandosi guidare dal proprio stomaco gorgogliante fino alla cucina.
Tutte le sedie attorno al tavolo erano occupate da Kadall, Kara, Nadia e dai membri del quadrante. Marcus sedeva all'estremit, le spalle alla porta, e si volt per met quando lei entr. Sorrise e tese la mano. Quando lei la prese, se l'attir in grembo. Le sue dita seguirono l'orlo della fasciatura sotto la maglietta, prima di scivolare attorno alla vita di Winter per tracciarle morbidi cerchi stuzzicanti sulla schiena.
Meglio?
Il pi lieve dei suoi tocchi era sufficiente a eccitarla, e tuttavia allo stesso tempo era rasserenante. Il sospiro di Winter fu impercettibile, ma lui lo ud.
Le brontol lo stomaco.
Fame?
Lei rise, sentendosi meglio di quanto fosse stata da settimane, da anni. Da morire.
Sorridendo dall'altro capo della tavolata, Kara si alz. Ci penso io, capo.
Un minuto dopo Winter stava mangiando le lasagne migliori che avesse mai assaggiato, e prese un'egoistica decisione di comando. Kara sarebbe rimasta, anche a costo di permetterle di sottoporsi alla fusione e poi fare della giovane il proprio cuoco personale. Fin il cibo con un piano in mente e un sospiro soddisfatto, ma Marcus non volle lasciarla andare, per cui si limit a spingere via il piatto che aveva davanti.
Dove sono Gia e Dupree?
Dupree  con i licantropi rispose lui. Gia non lo so.
Winter non la percep nella casa n ebbe risposta telepaticamente, cos tent sul cellulare. Nessuna risposta. Guard tutto attorno al tavolo, incontr lo sguardo di ciascuno. Qualcuno l'ha vista? Lo domand come se niente fosse, perch non voleva preoccuparsi, andare nel panico. Non ancora.
Kara scosse il capo. Non l'ho pi vista dal termine dell'operazione: stava aspettando che tutte le squadre si facessero sentire.
Non hai lasciato la casa?
Sono andata a far visita a Dupree quando era tutto finito.
Merda. Chiedi a Luke se l'ha vista, per favore.
Certo, bambina. La conversazione con suo fratello fu breve e lei ne ud ogni parola, e a ogni parola la sua convinzione che Gia fosse fuggita dalla regione per evitare Luke cresceva.
Lo uccider. Tanto perch tu lo sappia.
Lui la trover.
Sar meglio che lo faccia, e in fretta. Non  sicuro per nessuno stare da soli in questo momento, e a me serve l'aiuto di Gia per portare avanti questo lavoro.
Pi di questo, lei voleva avere a fianco la sua amica. Ma comprendeva anche il bisogno di spazio, il bisogno di tranquillit mentre si cercava di capire come far funzionare un legame stabile. Luke stava facendo troppe pressioni a Gia, e aveva molto di cui rispondere. Normalmente lei non avrebbe ficcato il naso negli affari del suo luogotenente, ma in quel caso era diverso. Lei era troppo importante per il funzionamento dell'Ordine e per loro due, Winter e Dupree.
Gli altri stanno arrivando annunci Marcus ai presenti. Luke l'aveva informato che Dupree, Mitchell e Baron avevano lasciato la tana. Avevano altri trenta minuti almeno.
Chi ha i rapporti post-azione? domand Winter rivolgendosi agli uomini del quadrante.
Te li ho mandati per e-mail rispose Lance.
Lei annu e Marcus le permise di alzarsi dopo che gli ebbe sferrato una gomitata nello stomaco. Usc dalla cucina ed entr in sala da pranzo, sapendo che, anche se era andata via, Gia avrebbe lasciato i portatili. Erano l, infatti, sul tavolino che fungeva da scrivania sul fondo della stanza.
Accese il proprio e, quando il computer prese vita ronzando, apr la casella di posta. Marcus le port una sedia dal tavolo e poi si sporse a leggere da sopra la sua spalla. Era la misura di quanto lei fosse giunta ad accettarlo. Pochi giorni prima, gli avrebbe dato addosso per aver cercato di accedere a informazioni riservate dell'Ordine.
I rapporti erano scritti in uno stile standardizzato, scialbo, completamente in contrasto con l'eccitazione degli eventi che descrivevano. Elencavano punti d'accesso, perdite, uccisioni e la distruzione di tutti i cadaveri.
Mentre finiva di leggere l'ultimo rapporto entrarono Dupree e i licantropi. L'uomo si appoggi pesantemente contro la parete.
Siediti, maledizione. Guardarti mi fa stancare scatt Winter, e con un sorriso incerto lui obbed. Era sbalordita di vederlo in piedi. Non avrebbe dovuto avere nessun genere d'immunit, non essendo mai stato vittima di avvelenamento da parte di demoni, prima d'ora.
Luke si teletrasport nella sala un attimo dopo. Winter si alz dalla scrivania e si trasfer su una sedia a capotavola mentre gli altri occupanti della casa cominciavano ad affluire. Concentrando l'attenzione su Dupree anzich cedere alla tentazione di spellare vivo Luke con il lato tagliente della propria lingua, ignor tutti gli altri.
Questo non dovrebbe essere possibile gli disse con dolcezza. Non dovresti essere cosciente.
No. Penso che mettere il veleno su una lama lo diluisca abbastanza perch il nostro sistema riesca a combatterlo pi in fretta, e poi a sviluppare l'immunit. Dobbiamo far lavorare gli scienziati su questo.
Lei annu. Occupatene tu, allora. Finch non torna Gia... Lasci in sospeso il pensiero, ma si volt a lanciare un'occhiata di fuoco a Luke. Lui alz le mani in un gesto di resa e arretr, appoggiandosi alla parete, ma Winter non pot fare a meno di pensare che trovasse divertente la sua collera.
Luke rispose telepaticamente al suo sospetto con un delicato e sobrio no. Winter prese un respiro per farsi forza, avvertendo la preoccupazione e l'ira di Luke. Lui si rendeva conto perfettamente che Gia se n'era andata perch le aveva fatto troppe pressioni, e Winter non sapeva se alzare le braccia al cielo per l'esasperazione oppure strangolarlo. Ma tanto per cambiare non aveva tempo di decidere in quel momento. Se la sarebbe vista pi avanti con lui. Rivolgendosi a Mitchell, torn alle questioni di lavoro. I vostri numeri? Noi abbiamo altri venti morti e non ho un conteggio accurato dei demoni uccisi.
Quindici dei nostri. Cinquantuno demoni morti. Impossibile dire quanti fossero, ma io credo che si trattasse di almeno un centinaio, e nessuno era affetto dalla letargia diurna.
Cos, met dei demoni erano fuggiti. Benjamin?
Prese la parola Baron, scuotendo la testa. Abbiamo dato un'ultima controllata ai tunnel prima di sigillarli. Nessun segno di Ben, da nessuna parte.
Merda borbott Winter. Riassumendo, abbiamo almeno cinquanta demoni in libert, che non sono indifesi durante il giorno. Pi Ben.
Gi.
Lance si sporse in avanti. Continuo a sentir dire che Ben era l, ma io non l'ho visto proprio.
C'era conferm lei cupa. Ha trovato un modo per rendersi invisibile.
Lui aggrott la fronte. Non  una capacit che aveva ricevuto alla fusione.
No. E quello era un problema. Le capacit si potevano sviluppare, ma non comparivano dal nulla.
Comandante?, si intromise un'educata voce telepatica.
S, Nadia?
Ho trovato qualcosa, ma Gia ha detto di parlarne solo con te e Dupree.
Ebbene, non era interessante?
Mantieni il silenzio fino a nuovo ordine.
Certo, comandante.
Merda. Guard Dupree. Non sarebbe stato al cento per cento per un po', e con Gia volatilizzata era ora di allargare la sua cerchia di intimi. Deve aver posseduto questa capacit e averla tenuta per s per qualche ragione disse con la deprimente sensazione di non volere che nessun altro seguisse quella pista fino a dopo che lei avesse parlato con Nadia.
Trova Ben ordin a Lance. Ma non inseguirlo da solo.
Lui sembr sul punto di protestare, ma si limit ad annuire. S, comandante.
Winter si alz, preparandosi ad andare. Massima allerta. Aggiornamenti ogni ora. Sospir. Maledizione, Gia. Ho bisogno di qualcuno che riceva i rapporti, in un posto sicuro, e li inoltri a me o a Dupree.
Posso occuparmene io disse Kara. Indic i computer e la console radio imballata. C' gi tutto quello che mi serve.
E lei non sarebbe andata da nessuna parte. Non lo disse, ma fu chiaro che aveva infine accettato il fatto che sarebbe rimasta dove Dupree la voleva. Il che a Winter andava bene se la giovane poteva accollarsi alcuni dei compiti di Gia. Era una soluzione sensata, in effetti. Lei conosceva tutti gli ibridi; sarebbe stata molto utile. Ma non era casa di Winter e lei non era sicura che Marcus avrebbe apprezzato che l'invasione dell'Ordine continuasse.
Va' pure avanti. Va bene.
Grazie.
Puoi ringraziarmi dopo. Il pensiero fu accompagnato da un'immagine mentale di sopracciglia che ammiccavano in modo lascivo che la fece quasi scoppiare a ridere davanti a tutti.
Installati qui disse a Kara. La sala da pranzo di Marcus sarebbe andata benissimo come loro quartier generale.
Provvedete alla vostra sicurezza. Mi metter in contatto con tutti pi tardi aggiunse, congedando gli uomini del quadrante. Lance, fermati ancora un attimo.
Il resto della conversazione sarebbe stato tenuto con la massima riservatezza possibile, e dei quattro membri del quadrante Lance era quello di cui si fidava di pi, anche se era l'ultimo arrivato. Sorrise a Mitchell e Baron. Grazie per il vostro aiuto. Dupree rester qui. Se scopriamo qualcosa, ve lo faremo sapere.
Mitchell socchiuse gli occhi, squadrandola con l'aria di chi sapeva che Winter stava tenendo delle cose per s. Lei non intendeva farlo, e aveva in programma di raggiungerlo prima che se ne andasse, ma aveva bisogno che gli uomini del quadrante fossero lontani. Lui dovette leggerle qualcosa sul viso, perch si limit ad annuire e si alz quando lo fece il resto della tavolata.
La rappresentanza del quadrante cominci a sparire dalla casa con uno scintillio, e quando furono andati via tutti il licantropo si volse verso di lei, le braccia incrociate sul petto e la fronte aggrottata. Winter scosse la testa e fece cenno a tutti di seguirla. C'era un posto pi comodo dove continuare la conversazione, e lei era preoccupata per Dupree. Non avrebbe dovuto essere gi in piedi. Avrebbe dovuto essere a letto a riposare.
Marcus, Luke, Kadall, Mitchell, Dupree, Baron, Lance e Nadia si affollarono tutti nell'ufficio dietro di lei. Marcus sedette alla scrivania mentre Winter si appollai sul bordo, osservando preoccupata Dupree che si sedeva rigido sul divano. Gli altri presero le poltrone restanti o si appoggiarono alle pareti e aspettarono finch Dupree alz gli occhi e incontr lo sguardo di Winter. Che cosa stiamo tenendo segreto al resto del quadrante?
Non ne sono ancora sicura. Nadia?
La storica si schiar la gola e tutti si voltarono a guardarla. Lei arross un po' sotto lo scrutinio generale, e si blocc.
Allora? incalz Dupree.
Ho passato in rassegna le antiche pergamene, cercando informazioni sui signori della guerra.
Di questo Winter si era dimenticata completamente.
E?
In quelle pi antiche... Winter sospett che Nadia stesse parlando dei rotoli che facevano veramente parte dei testi proibiti, come avevano scoperto di recente. ... quelle che risalgono alla prima generazione dell'Ordine, si parla di cavalieri che disertavano e rubavano i poteri ad altri ingerendo i loro cuori e i loro cervelli. Ci sono anche delle lettere sull'argomento, tra il consiglio e un comandante regionale.
L'idea le fece rivoltare lo stomaco e Winter inghiott uno sbocco di bile. Non destava meraviglia che le prime generazioni di anziani avessero rintracciato e distrutto quelle pergamene. Certe informazioni era pi sicuro mantenerle segrete, specialmente in un popolo incline al male e alla follia. Come diavolo aveva fatto Ben a mettere le mani su quei rotoli?
Per la miseria sbott Lance. Non ne ho mai sentito parlare prima.
Nadia annu.  saltato fuori solo da queste carte. Sembra che l'idea sia stata censurata senza piet. Sappiamo che l'Ordine cominci a instaurare legami stabili tra compagni circa cinquant'anni dopo la sua fondazione.
Quando i primi cavalieri cominciarono a impazzire?
S.
Winter si pass una mano sulla faccia. Davvero grandioso, pens.
Hai raccontato a qualcun altro di questo?
Gia lo sa. Sono andata da lei non appena l'ho scoperto. Non era un problema. Gia avrebbe tenuto per s quella conoscenza.
Okay, supponendo che sia vero... chi aveva la capacit di rendersi invisibile?
Maris rispose Lance.
La stanza piomb nel silenzio mentre tutti riflettevano sulle implicazioni.
C' dell'altro disse infine Dupree, rompendo il silenzio. Di' loro cos'hai raggranellato l dentro, Winter.
Lei sorrise. Dupree doveva aver udito parte della sua conversazione con il signore della guerra. Quanto hai sentito?
Abbastanza da capire che niente di tutto questo accade per caso.
Un memento. Dupree manteneva i propri segreti.
Giusto disse Winter sottovoce, senza distogliere lo sguardo dai suoi occhi mentre parlava agli altri. Il signore della guerra ha parlato durante lo scontro. Tutto questo non  casuale. Sembra stesse cercando me.
Mitchell aggrott la fronte. Perch?
Tra la battaglia e il sonno da recuperare, Winter non aveva avuto molto tempo per pensarci su, ma condivise la sua teoria con gli altri. Era pi una sensazione che altro. Istinto. Ci ha chiamati ladri di anime. Ha detto, o quantomeno sottinteso, che le anime con cui ci fondiamo a volte... ehm, occupano gi un corpo, suppongo.
Mitchell guard Baron, che alz le spalle. Questa mi giunge nuova.
E perch proprio tu? chiese Kadall, ma lei stava guardando Dupree. e lo vide arrivare alla sua stessa conclusione.
Perch alcuni di noi sono... diversi mormor Dupree. Pi forti. Pi veloci. Hanno pi energia psichica della maggior parte degli altri. Winter  una di quelli. E il demone con cui si  unita, quelli con cui gli altri davvero forti si sono uniti, devono essere... Non termin il pensiero. Non era necessario.
Signori della guerra mormor Baron in tono reverente nella stanza silenziosa, con un fischio di accompagnamento.
Lei annu, balzando a un'altra conclusione. Anche Benjamin. Incontr lo sguardo di Dupree. Tu e Gia. Loro tre erano sempre stati forti in modo non comune.
Lui annu. Probabile.
Comandante la interruppe Nadia, la voce che tremava un poco per l'eccitazione a stento contenuta, e Winter la guard, inarcando un sopracciglio in attesa che proseguisse. La donna parve darsi un piccolo scrollone prima di continuare. Non ho ancora sfogliato tutte le pergamene. Dopo che ho trovato... l'altra roba, Gia ha chiuso quelle bandite in cassaforte. Ma questo non  tutto. Ho messo in quella cassaforte tutto quello che non faceva parte del catalogo ufficiale di Benjamin, tutto quello che  uscito dal suo caveau.
Pensi che le informazioni che ci occorrono siano l dentro?
Non posso dirlo con certezza, ma sono disposta a scommettere che, se le abbiamo,  l che si trovano. Prima di diventare malvagio, Ben non voleva che quelle informazioni diventassero di dominio pubblico. Per tenere al sicuro tutti voi.
Winter socchiuse gli occhi. Anche tu, scommetto. Tu non hai ricevuto un'anima da demone comune quando ti sei fusa.
Nadia scatt all'indietro. Io? Non penso proprio.
Winter scosse la testa. Avrebbe dovuto capirlo prima. Nadia poteva essere una non-combattente, ma la sua mente aveva una forza pura, potente. Era una dei loro pi forti telepati. Il che rendeva ancor pi ampia la cerchia di persone che dovevano stare sul chi vive.
Non ci sono molti telepati che possano starti alla pari.
Dupree sospir, seguendo con facilit il corso dei suoi pensieri. E io ho corso con te, Nadia. Non molti di noi riescono a stare al passo. Scambi una breve occhiata con Winter prima di tornare a rivolgersi alla storica. Ti sei appena guadagnata delle lezioni extra di autodifesa.
Nadia non sembr affatto contenta n dell'una n dell'altra cosa.
I pi forti tra noi, quelli con le capacit pi singolari...  un sacco di gente da tenere d'occhio in modo speciale intervenne Lance.
E Ben sa chi siamo. Conosce tutti quelli della regione aggiunse Winter.
Dobbiamo diramare un avvertimento espresso con cautela sugger Dupree.
Abbiamo bisogno di Gia grugn Winter, lanciando un'occhiata assassina a Luke.
Dupree si limit a scrollare la testa. Purtroppo non ce l'abbiamo. Dammi un paio di giorni per riprendere in pieno le forze, dopodich parleremo in privato a coloro che sospettiamo siano a rischio. Possiamo enfatizzare la possibilit di aggressioni personali senza dire tutto quanto.
Li avevano, due giorni? Winter sent la rassicurazione di Marcus che lui sarebbe stato al suo fianco, ma era riluttante a trascinarlo negli affari degli ibridi pi di quanto avesse gi fatto. Non che non si fidasse di lui; semplicemente pensava che i suoi non lo avrebbero accettato come compagno del loro comandante.
Affronteremo questi problemi quando si presenteranno.
Forse. Sarebbe stato meglio se fosse stato Dupree ad andare con lei in quelle visite, comunque, e lo sapevano tutti. Ci nonostante, malgrado la sua preoccupazione che Marcus venisse accettato, era dannatamente bello sapere di non essere sola, e che non lo sarebbe stata mai pi.
Due giorni rispose a Dupree, ma inarc un sopracciglio. Pensi che ti basteranno per riprenderti? Se esageri, rischi di non essere utile a nessuno.
L'espressione dell'uomo si chiuse, gli occhi divennero duri come pietre. Star bene.
Suscettibile. Perch tutti i maschi erano cos permalosi? Winter sospir. Benissimo.
Decise di seguire il proprio consiglio inespresso. Gli ultimissimi giorni erano stati massacranti, e lei si sentiva meglio, ma con la fine del pericolo immediato avrebbe voluto dormire per una settimana. O almeno dodici ore. Si alz. A pi tardi, allora. Incontr gli sguardi di tutti guardando in giro per la stanza. E assicuriamoci di tenere per noi questa informazione.
Il consiglio? chiese Lance.
Lei esit. Far loro rapporto quando sar il momento. Ma non prima che Nadia avesse esaminato tutti i rotoli segreti e proibiti. Winter era pressoch sicura che quando il consiglio avesse saputo della loro esistenza le avrebbe imposto di consegnarli a loro o di distruggerli. Cosa che non era disposta a fare finch non avesse avuto ogni frammento di informazione possibile.
E adesso, fuori di qui! Siamo tutti esausti.
Abbracci brevemente Mitchell, ignorando la tensione di Marcus quando lo fece. Il licantropo era un amico, niente di pi, e lei non era una femmina di mangiatore d'anime. Marcus avrebbe dovuto farsene una ragione, prima o poi. Lui rimase immobile, non la torment neppure mentalmente. Winter quasi sorrise. Era un passo avanti.
Parler con tutti voi pi tardi disse al licantropo e al suo secondo in comando, dopodich lasci la stanza.
Marcus la segu con quel suo pacato e risoluto sgusciare a cui lei stava cominciando ad abituarsi. Non era la prima volta che la faceva sentire come se fosse pedinata. Il brivido che avvert, tuttavia, era di pura trepidazione. Lui poteva darle la caccia, poteva anche raggiungerla, ma era una cattura che lei bramava.
Lui non parl quando entrarono nella stanza. L'unico suono che ruppe il silenzio fu il tonfo della porta che si chiudeva. Winter percep il suo desiderio, la sua collera, la sua paura, il suo amore. La sua accettazione.
Si tolse le armi e gli stivali, poi si sfil i calzettoni e si tir la maglietta sopra la testa, attenta al lungo taglio attraverso il torace. Lui rimase in silenzio, anche se non era costretto. I suoi occhi, tutti calore e bisogno e desiderio carnale, parlavano per lui. Non tent di nasconderle nulla. Le farfalle presero il volo nello stomaco di Winter. Essere cos necessaria... era una responsabilit che non si era mai aspettata.
Mise la mano sul bottone dei pantaloni, ma si blocc, incontrando il suo sguardo. Allora, non hai intenzione di spogliarti e fare di me quello che vuoi?
Gli occhi di Marcus lampeggiarono un avvertimento. L'aveva detto un po' maliziosamente. E allora? Si stava offrendo a lui, e lui si limitava a guardarla. Winter non aveva avuto intenzione di condividere quel pensiero, ma lui sorrise.
Tu metti alla prova il mio autocontrollo. Lascia che ti guardi per un minuto, bambina. Le indic i pantaloni. Togliti anche quelli.
Lei esit.
Winter.
Fu un seducente bisbiglio nella sua mente, un allettamento a cui lei non riusc a resistere, ma quando abbass i pantaloni e si scroll di dosso gli slip lui non si mosse di un millimetro. Rimase semplicemente l a guardare.
Ebbene?
Sei bellissima.
Nessun sorriso, nessun cambiamento di espressione, ma se non altro si mosse. Si ferm abbastanza vicino perch lei sentisse il suo calore, ma non abbastanza da strusciarsi contro di lei. A meno che non si muovesse lei, a meno che non colmasse per prima la distanza tra loro. Mosse un piede per farlo, ma lui la ferm.
Ferma. Dammi un minuto solo per guardarti, Winter.
Lei si incroci le braccia sul petto, improvvisamente a disagio. Insicura. Lui si tese ad afferrarle le braccia e gliele abbass lungo i fianchi. Non fare cos. Non nasconderti a me.
Lei si morse il labbro inferiore. Merda. Aveva pensato di potercela fare, aveva creduto che nel bel mezzo di quella battaglia contro i demoni avrebbe potuto gestire un attaccamento emotivo. Che avrebbe potuto gestire lui. Ma a quel punto non ne era pi cos sicura. Si sentiva esposta. Vulnerabile. E tuttavia stranamente senza paura.
Poi Marcus sorrise e si tese ad afferrarla, attirando il suo corpo contro la propria eccitazione. Il suo sesso era duro e caldo a contatto con il ventre di Winter, ma le sue mani furono gentili.
Tenere. E i suoi occhi... Lei meritava quel genere d'amore? Cos tanta devozione?
Non importa che tu pensi di meritarla o no sussurr lui prima di coprirle la bocca con la propria, prima che le loro lingue si intrecciassero. Ce l'hai e basta.
Winter alz le mani per afferrargli le spalle, per aggrapparsi a lui con tutta se stessa, perch pur non ritenendo di averlo meritato non aveva intenzione di lasciarlo andare. Era troppo egoista. Troppo avida. E Marcus le apparteneva tanto quanto lei apparteneva a lui.
Lui non stacc la bocca dalla sua, quella lingua dal talento straordinario continu a operare magie, ma Winter ud nella mente il suo gemito. Soddisfatto. Trionfante. Un tantino arrogante e molto sicuro di s. Fu quasi come se facesse le fusa, una cantilena nella sua mente, miamiamia, tante e tante volte.
Un settimana prima, cavolo, pochi giorni prima, sarebbe stata furiosa. Ma ora una risata le gorgogli nella gola. Fu un suono di gioia e soddisfazione. Di appartenenza. Quel mangiatore d'anime le toccava l'anima in modi che Winter non aveva mai immaginato fossero possibili. E le toccava il corpo alla stessa maniera, con la stessa reverenza.
Marcus non riusc a trattenersi oltre, infiammato dalla brama di possederla. La spinse indietro verso il mobile da toeletta e la sollev sul bordo, poi arretr per togliersi i vestiti con movimenti frenetici. Troppo in fretta. La cerniera gli sfreg sull'erezione e lui pens che sarebbe venuto proprio l, all'istante, prima ancora di entrare dentro di lei. Non avrebbe dovuto aspettare a spogliarsi, come diceva lei, perch adesso che era nudo non poteva rallentare, non poteva fermarsi, e voleva che per lei fosse talmente bello che ogni altra esperienza sarebbe svanita nel nulla.
Una risata femminile echeggi nella sua mente. Questo  gi successo. Winter condivise con lui ci che provava. Amore e lussuria. Fuoco e passione. L'euforia di sentirla nella mente fu sufficiente a farlo bruciare. Poi una mano di Winter si avvolse attorno alla sua eccitazione e l'altra lo spinse indietro cos che lei potesse saltare gi dal tavolino.
Mi chiedo che sapore hai.
Lui percep le sue intenzioni, ardenti e carnali, e strinse i pugni. Doveva controllarsi.
Lei scoppi a ridere. Ma io non voglio che ti controlli!  il mio turno, stavolta.
Che le lasciasse fare come voleva fu la dimostrazione di quanto Winter fosse importante per lui. Inginocchiandosi sul pavimento davanti a Marcus e accarezzandolo con una mano mentre gli afferrava il fianco con l'altra, lei alz gli occhi a incontrare i suoi, poi lamb con la lingua la punta del suo sesso. Dio lo aiutasse. Se l'avesse fatto di nuovo, sarebbe venuto come un adolescente inesperto che aveva appena scoperto le donne.
Le labbra di Winter si chiusero su di lui, lo attirarono dentro la bocca, e lui gemette. Non sarebbe durato due minuti. Tent di distrarsi pensando a tutte le cose che avrebbero dovuto fare l'indomani. Sent i suoi denti. Smettila. Lascia che ti dia lo stesso piacere che dai a me.
Digrignando i denti, Marcus si schiar la mente e la guard, avvert la sua soddisfazione perch lui aveva fatto come aveva chiesto. La sua donna. In ginocchio. Non fu trionfo ci che prov vedendo la sua posa sottomessa, bens tenerezza. Amore. Le permise di continuare per qualche minuto ancora, succhiandolo forte, arrotolando la lingua attorno a lui, sulla punta del membro. Marcus sentiva il desiderio di Winter montare insieme al proprio come una nebbia rossa a ogni movimento, finch cap di non poter resistere oltre.
Si ritrasse con delicatezza, la sollev e la port sul letto, dove us bocca e dita per condurla alla follia. Lei grid il suo nome per il primo e il secondo orgasmo, ma lui non si ferm, non rallent. Il sapore di lei era come una droga che dava assuefazione.
Basta. Winter gli diede una spintarella. Vieni dentro di me, adesso.
Alla fine lui non poteva negarle niente, ma rallent il ritmo, per ricavare il massimo del piacere per entrambi. Tracci un sentiero di baci su per il suo corpo, fermandosi a prendere in bocca un capezzolo e succhiandolo forte. Avvert nel corpo di lei il tremito che segnalava l'inizio di un altro orgasmo, ma questa volta decise che avrebbe raggiunto il culmine insieme a lei.
Si spinse dentro di lei e le diede esattamente ci di cui entrambi avevano bisogno. Rapidi affondi violenti. Sent i muscoli interni di Winter stringersi convulsamente nei fremiti dell'estasi e fu pi di quanto lui potesse sopportare. Rovesciando la testa all'indietro esplose con un ruggito, la mente che d'istinto si protendeva ad assorbire l'energia psichica in sovrabbondanza che inond la camera.
Rotolandosi su un fianco, la trascin con s appoggiandosela sul petto. La mano di lei si pos sul suo ventre mentre lui le faceva scorrere la mano su e gi per la schiena. Entrambi respiravano con affanno.
 stato...
Non fu costretta a terminare il pensiero. Lui sent l'incredibile che avrebbe voluto aggiungere. Dammi qualche minuto e lo rifaremo.
Lei rise. Neanche per sogno. Non mi muover per una settimana.
Sul serio? chiese lui, lasciando che la voce diventasse bassa e seducente. Scommetto di poterti far cambiare idea.
Lei sorrise, ed entro dieci minuti esatti lui fece proprio come aveva promesso.

40
Non sapeva dove fosse, ma capiva di essere in pericolo mortale. Cos corse, la nebbia fitta attorno al suo corpo, il terreno sotto i piedi alternativamente spugnoso e scivoloso. Lanciandosi un'occhiata dietro le spalle, aument la velocit, il macabro sogghigno che diventava sempre pi vicino a ogni passo. Lui protese mani artigliate, la punta delle unghie grondante di veleno.
Pi veloce, maledizione, doveva correre pi veloce.
Non avrebbe dovuto essere sola, non avrebbe dovuto essere mai sola, cos si protese verso la persona che si supponeva condividesse la sua mente, la sua vita. La sua anima. Ma non c'era niente, nessuno, l. Solo un lungo muro liscio che invece di proteggerla dagli altri la imprigionava. La chiudeva dentro. Picchi i pugni contro la muraglia, vi scagli contro mirate frecce di pensiero. Dov'era lui? Perch non cercava di raggiungerla?
Vide un bagliore di luce pi avanti e spinse le gambe con maggiore forza, pi in fretta, ignorando la stanchezza che minacciava di sopraffarla, inghiottendo un singhiozzo quando inciamp in qualcosa e cadde a faccia in gi sul terreno che non poteva vedere.
Poi sent gli artigli, avvert la sensazione dilaniante, l'agonia mentre le affondavano non solo nella pelle, ma nella mente. Url per lo strazio, ma dalla gola non le usc alcun suono. Nessuno giunse a salvarla.
Winter si svegli di colpo, il cuore che le martellava nel petto, il respiro ansante che le bruciava i polmoni. Provava ancora l'istinto di scappare, di combattere, e ci vollero diversi secondi perch capisse a chi apparteneva il corpo contro cui lottava, per riconoscere il suo profumo e calmarsi.
Era proprio un brutto incubo, eh? mormor Marcus contro il suo collo.
Non era un sogno.
Lui si rizz, appoggiandosi su un gomito e coprendole in parte il corpo. S che lo era, bambina. Sei qui. Al sicuro nel nostro letto. Tra le mie braccia.
Lo era, ma il terrore del sogno le era rimasto appiccicato addosso. Raggomitolandosi pi vicino a Marcus, gli cinse la vita con le braccia e tent di convincersi che aveva ragione. Lui la coccol, le accarezz la schiena per tranquillizzarla finch lei si calm e scivol di nuovo nel sonno. Winter percep un debole sondare nella mente prima di cedere all'incoscienza.
Gia?, rispose debolmente.
Solo quando si svegli, con l'incubo ancora vivido nella mente, si rese conto che il sogno non era affatto suo.

41
Un rito di accoppiamento poteva essere celebrato solo da qualcuno pi in alto in grado. Nel suo caso, un membro del consiglio. Eppure Winter si stup che a celebrarlo fosse venuto il Gran Maestro in persona e non un membro di rango minore. E si sentiva a disagio per il modo in cui li stava scrutando. Be', non lei. Marcus. Con sospetto e diffidenza e una tagliente espressione astuta che la rendeva nervosa.
Come se fosse convinto che il suo nome fosse stato un richiamo, Marcus si avvicin, le pos le mani sui fianchi e si sporse a sfiorarle il collo con il viso. La combinazione di eccitazione e consolazione che la colm non fu disarmante come in precedenza. Iniziava ad accettarla come parte della sua nuova vita. Ma Gray la preoccupava. Era come se macchiasse quell'emozione.
Non preoccuparti di lui, bisbigli Marcus. Prima o poi arriveremo a un'intesa.
Non contarci. Quell'uomo  cos tortuoso che perfino i suoi piani hanno a loro volta dei programmi.
Marcus ridacchi. Anche i miei. Anche i tuoi. Siamo tutti responsabili di moltissime persone. Non puoi fargli una colpa se si chiede in che modo il nostro legame cambier le cose. Proveresti la stessa cosa al posto suo. E anch'io.
Era la verit. Ma lei non era tenuta a farsela piacere, e il fatto che Gray non avesse dato espressamente la sua approvazione la metteva in ansia. Le dita di Marcus le risalirono lungo il fianco, e lei avvert nella mente il suo divertimento.
Possessiva, eh?
Cos, di punto in bianco, la sua preoccupazione si trasform in collera. Tu sei mio. Le era stato ordinato di unirsi a un compagno. Non avrebbe tollerato alcuna critica riguardo alla propria scelta. Lui la fece girare tra le proprie braccia e lei inclin indietro la testa per ricevere il suo bacio, si lasci trasportare nella sua calda promessa, nella sua totale accettazione e devozione. Furono interrotti troppo presto e Winter si volt con riluttanza a fronteggiare Gray, sollevata quando Marcus si rifiut di lasciarla andare. Rimase dietro di lei, le braccia strette attorno alla sua vita. Gray lo scrut con attenzione, come se gli stesse prendendo le misure, e Winter riboll di rabbia in silenzio.
Ssst. Lascia che ce la vediamo noi con questa cosa, ordin Marcus. Che lei non sollevasse obiezioni diceva molto sullo stato della sua mente e del suo cuore, pens lei. Gli aveva permesso di prendere il comando in quella situazione, quando settimane prima non l'avrebbe neanche preso in considerazione. Ma in quel preciso istante Marcus e Gray erano solo due maschi alfa che si giravano attorno, cercando di decidere se uno di loro era degno di proteggerla o no. Giorni prima lei sarebbe stata offesa da quell'atteggiamento. Ora era soltanto divertita e aveva quasi voglia di fare un passo indietro per godersi lo spettacolo. Sarebbe stato interessante quando si fossero aggiunti Dupree e Mitchell.
Non farmi venire in mente il lupo, rugg Marcus, ma scherzava; non c'era traccia di collera in lui.
Gli altri uscirono dai boschi. Gli amici pi cari di Winter e i suoi pi stretti collaboratori. Dupree, Nadia e Lance. E poi Kara, Luke e Mitchell, che non appartenevano all'Ordine. Era un gruppo insolito per quella che di norma era una cerimonia molto privata, ma a parte l'assenza di Gia, appariva giusto cos.
Siete pronti? chiese Gray.
Lei alz lo sguardo su Marcus, il sorriso lento a venire ma sicuro. Prontissimi.
Marcus le sollev le mani, le sue labbra le sfiorarono le nocche facendole sentire i denti. E questa volta la sua ferocia non era affatto uno scherzo. Non dimenticarlo mai.
Lei condivise mentalmente la propria risata. Non aveva alcun dubbio.
Si voltarono e seguirono Gray nella cripta, che era tutto ci che restava di un monastero precoloniale. Era il posto che usavano per tutti i riti di accoppiamento della regione. Un luogo solenne, consacrato, e per questo nessuno parl entrando.
Lei e Marcus si misero l'uno di fronte all'altro mentre gli altri formavano un cerchio attorno a loro. Quando Gray cominci a pronunciare le antiche parole che avevano il potere di creare un nuovo legame di sangue, Winter estrasse la lama di ossidiana. La stessa lama che l'aveva unita al demone ora serviva a un nuovo scopo. Attese finch Gray ebbe terminato le poche brevi frasi prima di passarsi il pugnale sulla mano, osserv in silenzio mentre Marcus faceva lo stesso. I loro palmi si unirono, il loro sangue si mescol, e lei avvert la forza della vita del compagno scorrere dentro di s. Fu inebriante, tanto da farle girare la testa, e lui l'afferr quando vacill.
Poi, sorprendentemente, Winter sent i legami, quello spirituale dei mangiatori d'anime e quello di sangue degli ibridi, combinarsi in qualcosa di fiero e luminoso. Dupree le rivolse un'occhiata sbalordita. Era chiaro che percepiva la differenza in lei. Curioso. Winter si chiese se il resto della sua squadra originaria, le altre persone con cui condivideva un legame di sangue, sentissero anche loro la forza del suo nuovo legame. Erano stati preoccupati che il sangue di un mangiatore d'anime potesse indebolire il legame del gruppo. Nessuno era stato cos sfacciato da dirlo ad alta voce, ma l'ansia era impossibile da ignorare. E invece si sbagliavano.
Suppongo che questo risponda a quella domanda comment Gray, cos sottovoce che lei dovette sforzarsi per udirlo.
Alz gli occhi e lo vide spostare lo sguardo da lei a Dupree, con espressione indagatrice. Stringendo le labbra per evitare di rispondere, Winter si volt e lo precedette all'esterno. La cripta non sarebbe stata testimone della sua incombente chiacchierata con Gray.
Nella radura, lo affront con voce dura. Qualsiasi cosa stia pensando, se la scordi.
Il Gran Maestro inarc un sopracciglio. Probabilmente non era abituato a sentirsi rivolgere la parola con quel tono. Winter non se ne cur. Se non avesse chiarito subito la propria posizione, non avrebbe potuto farlo in seguito. Dupree e Mitchell, riconoscendo il suo umore, si piazzarono in una posa da combattimento. Fu allora che Winter not chi mancava.
Dov' Luke?
Avvert un'esitazione nella mente di Marcus, cap che si stava connettendo al fratello.  andato a cercare Gia.
Una ricerca che negli ultimi giorni si era fatta disperata. Gray parl sottovoce, come leggendole nel pensiero. Gia non si  fatta viva da nessuna parte.
Merda borbott Winter, poi rese la voce ferma. La troveremo.
Gray la guard di nuovo in quel modo, come se volesse valutarla, e Winter desider di potergli leggere dentro. Era cos controllato, cos ben schermato, che lei non aveva la minima idea di cosa pensasse o provasse. Ma l'aggressivit che aleggiava nell'aria si dissip e gli altri, tranne Marcus, indietreggiarono per darle spazio.
A proposito dei rotoli... disse Gray.
Quali rotoli? domand lei, mentendo spudoratamente. Sapeva esattamente a cosa si riferisse.
Finalmente il contegnoso riserbo del Gran Maestro si incrin e lui ridacchi, mentre negli occhi si accendeva una luce divertita. Giusto. Neanch'io ammetterei di averli. Ma quando avrai finito di apprendere da essi ci che puoi, Winter, dovranno essere bruciati. Capisci il pericolo che rappresentano, no?
Se avessi dei rotoli pericolosi replic lei cauta, mi assicurerei che non possano cadere in mani sbagliate.
Lui sospir, e solo per un istante un'espressione rassegnata gli attravers il viso. Accetter questa risposta. Per il momento.
La loro attenzione fu catturata da un'accalorata conversazione in corso in cima al sentiero. Dupree e Kara. Perch Winter non ne era sorpresa? Strabuzz gli occhi quando Dupree praticamente sbrait sul mio cadavere nell'aria silenziosa. Poi prese Kara per un braccio e si teletrasportarono altrove.
Questa faccenda va affrontata il pi presto possibile. Non puoi permetterti di perdere Dupree disse Gray, e il tono era di nuovo quella fredda voce da Gran Maestro che aveva perfezionato in anni e anni di pratica. Le fece rizzare i peli sulle braccia, e lui le rivolse un sorriso gelido.
Me la vedr con loro a modo mio. Siete stati voi del consiglio a nominarmi comandante. Adesso lo rimpiangete? domand con una dolcezza melensa che allarm tutti quelli che la conoscevano bene.
Gray si limit a sorridere. No. Per non dimostrarmi che la mia fiducia nelle tue capacit era errata, Winter. Le conseguenze non ti piacerebbero.
Al suo fianco, Marcus si immobilizz come un cacciatore che ha individuato la preda. Non minacciare la mia compagna, ibrido intim in tono freddo e controllato, ma Winter percep la sua collera.
Lo sguardo di Gray cozz contro Marcus. Ho acconsentito a questa unione perch ritengo che tu possa temperare i suoi... istinti pi instabili. Vedi di farlo.
Oh, buon Dio, era un altro uomo che la considerava una scapestrata? Prima che Winter potesse dare voce alla propria collera, Gray annu e scomparve dalla radura. Gli altri avevano gi saggiamente abbandonato l'area, il che lasciava un'unica persona a cui urlare addosso. Ma quando Winter si volt di scatto verso Marcus, lui aveva le braccia conserte sul petto e le stava rivolgendo quel sorrisetto insolente che la faceva infuriare tanto quanto la faceva sciogliere.
Non credo intendesse essere offensivo le disse.
Oh, davvero? E tu come l'hai capito?
Credo tu sia d'accordo sul fatto che gli ibridi con un compagno sono pi stabili di quelli single. Meno disposti a correre rischi avventati.
Meno sconsiderati, vuoi dire. Meno incoscienti.
Marcus fece spallucce, ma Winter cap che era importante per lui, cos prese un profondo respiro e tent di scacciare la collera per il voto di fiducia non esattamente positivo di Gray. In fondo non era stata lei a voler diventare comandante.
Reagisci in modo diverso quando hai qualcuno da cui tornare a casa spieg lui con dolcezza. Lo facciamo tutti.
Era un nocciolo di insicurezza quello che gli vide negli occhi? Come poteva Marcus dubitare dei suoi sentimenti dopo tutto ci che avevano passato? Era abbastanza vicino da tendere una mano per toccarlo, ma non era sufficiente. Winter fece un passo avanti, tuffandosi tra le sue braccia che immediatamente le cinsero la vita e l'attirarono contro di lui.
So perch devo tornare a casa bisbigli posandogli dolci baci sulla gola.
E io so che non ti si possono mettere le briglie, replic la mente di Marcus, mentre dita invisibili trovavano i suoi capezzoli e li stuzzicavano. Mi assicurer soltanto di darti incentivi in abbondanza per tornare a casa.
Lei ansim quando le sue carezze si fecero pi audaci. A proposito di casa...
Le labbra di Marcus furono sulle sue prima che potesse terminare il pensiero. La baci delicatamente, sulle prime. Seducente. Calmante. E fu cos facile cedere alla sua richiesta inespressa che lei si arrendesse alle sue cure, cos facile ricambiare il suo amore.
Era prossima l'alba quando tornarono al luogo che chiamavano casa.
...
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...
FINE.